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	<title>Caritas Pisa &#187; Sant&#8217;Anna Stazzema</title>
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		<title>&#8221;Il cappotto rosso&#8221;. La testimonianza di Piero Pierotti, bambino di 4 anni sfollato a Sant&#8217;Anna. E fuggito due giorni prima dell&#8217;eccidio</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2016 09:28:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Per non dimenticare]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Pierotti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Piero Pierotti aveva quattro anni quando da Pisa sfollò (rifugiato interno si direbbe oggi) da Pisa a Sant&#8217;Anna di Stazzema insieme ai genitori e al fratellino di pochi mesi. Lì rimase fino ad un paio di giorni prima dell&#8217;eccidio.</p>
<p>Nel testimonianza che ci ha inviato ciò che ha visto con i suoi occhi di bambino si mischia ai racconti ascoltati decine di volte durante le sere &#8221;a veglia&#8221;, uno spaccato di ciò che significa la guerra per migliaia di famiglie innocenti.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/SantAnnaStazzema2.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1719" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/SantAnnaStazzema2.jpeg" alt="SantAnnaStazzema2" width="257" height="196" /></a></p>
<p>***</p>
<p><strong>Il cappottino rosso</strong></p>
<p>Aprile 1944, Pietrasanta (Lucca) In casa c’è fermento. La famiglia di Piero è fuggita da Pisa nell’agosto dell’anno prima, dopo che la città era stata quasi distrutta dai bombardamenti. Abitavano in Corte Bracci, cento metri dalla stazione ferroviaria, ovviamente zona ad alto rischio, ora praticamente rasa al suolo.<br />
Si sono rifugiati, lui e i genitori, in casa dei nonni paterni, tutti insieme, col fratello e la sorella del babbo e le loro famiglie. Una povera casa di contadini, a due passi dal centro.<br />
Il babbo, carabiniere, si trova a casa in quei giorni. La mamma, appena 22 anni, aspetta il secondo figlio, che sta arrivando prima del previsto. È denutrita, quasi spigolosa, per le sofferenze della guerra e non sembra nemmeno una giovane donna incinta… Il parto dovrebbe avvenire due mesi più tardi, verso la metà di Giugno, e nessuno ci pensava fino al giorno prima, c’era la guerra lì fuori.<br />
E invece, l’8 aprile, nasce Paolo, all’improvviso.<br />
Piero non capisce il motivo di tanto subbuglio, i particolari li avrebbe conosciuti molto più tardi.<br />
Lo pesano, Paolo; appena un chilo e due. È ricoperto di peli e non dà segni di vita. Respira debolmente, solo quello. La guerra, si lamentano i giovani sposi, ci ha portato via il bambino. C’è silenzio in casa e Piero viene tenuto in disparte, all’oscuro di quanto sta accadendo. Gli danno goffe spiegazioni che lui non riesce a capire. Sa solo che c’è qualcosa che non va, che non gli fanno vedere la sua mamma.<br />
Paolo viene adagiato in una scatola di scarpe, nel cassetto più alto del comò. Qualche speranza resta ancora viva, nonostante tutto. Alla fine vince quella forza sconosciuta che fa nascere e sopravvivere un albero di fico in un muro di pietre o fa crescere prepotentemente rigogliosa una pianticella in mezzo al deserto (“dal letame nascono i fior”, grazie Fabrizio).<br />
Il piccolo sopravvive. Piero lo guarda in modo curioso, strano… Capisce, per la prima volta, il significato della parola “fratello”.<br />
Un giorno, senza dare spiegazioni al bambino più grande, tutta la famiglia “sfolla”, si trasferisce in una località ritenuta più al sicuro dalle incursioni dei tedeschi. Arrivano su in montagna – in collina, veramente – nel villaggio di Sant’Anna, proprio sopra Pietrasanta, che si raggiunge solo attraverso vere e proprie mulattiere. Dove si può essere più al sicuro che lì? E infatti vi sono un migliaio di sfollati, accolti in case ospitali, presso parenti, amici, sconosciuti… La guerra affratella.</p>
<p><strong>• Agosto 1944, Sant’Anna di Stazzema (Lucca)</strong><br />
Piero è sereno. La guerra è altrove e in paese vi sono tanti bambini, molte donne, molti anziani. Gli uomini stanno in gran parte nei boschi, fanno i partigiani. E poi – Piero non lo sa ancora – in situazioni di pericolo estremo nelle donne e negli anziani si sviluppa ancora di più l’istinto di protezione. Tutti gli adulti, in questi giorni, guardano quei bambini con occhi, e cuore, diversi dal solito.<br />
Quello che non si sa in paese è che proprio qualche giorno prima Sant’Anna è stata qualificata dal comando tedesco “zona bianca”, ossia una località adatta ad accogliere sfollati. Questo basta a far decidere al Comandante del reparto SS, Max Simon, una spedizione punitiva. Non è una rappresaglia. Le indagini della Procura Militare di La Spezia stabiliranno che si trattò di un atto terroristico, di un’azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio per interrompere i collegamenti della popolazione coi partigiani.<br />
Alle tre del mattino, il 12 agosto, tre reparti di SS si arrampicano verso Sant’Anna, mentre un quarto reparto chiude ogni via di fuga a valle, presso Valdicastello. L’ascesa verso il paese è dura, faticosa, in mezzo alla boscaglia. Ma i carnefici sono ben determinati a compiere il loro gesto eroico.<br />
Dopo tre ore, alle sei del mattino, il paese è ormai circondato, senza più speranza alcuna.<br />
E Piero? La sua famiglia? Tre giorni prima era stato avvistato un incendio in un paese lì vicino e qualche notizia inquietante cominciava a circolare. Così i Pierotti (“quei” Pierotti perché in paese vi sono altre famiglie dello stesso ceppo) decidono il giorno 11, o forse era il 10, di cercare un altro riparo. Raccolgono quello che possono e prendono a scendere giù per uno dei sentieri che porta verso Pietrasanta, verso Camaiore, verso Viareggio.<br />
Il padre, Armando, si carica sulle spalle tutto quello che può: un paio di coperte, qualche indumento, un po’ di pane raffermo. La madre, Rina, porta in braccio Paolo, ora di quattro mesi, denutrito e ancora molto piccolo. Piero, quattro anni fatti da poco, si incammina a piedi anche lui, seguendo muto i genitori. Un corteo disperato, giù per la collina, in cerca di una possibilità di vita.</p>
<p><strong>• 12 Agosto 1944, l’eccidio</strong><br />
Le SS arrivano in paese mentre albeggia. In testa le spregevoli guide: fascisti, col volto coperto per non farsi riconoscere. Parlano italiano, parlano versiliese, conoscono bene il territorio, loro. Si segnalano ancora una volta per la loro vigliaccheria, per la loro ferocia, avendo già partecipato, e lo faranno ancora, ad altre stragi. E a Sant’Anna firmano forse la pagina più infame della loro collaborazione coi nazisti, partecipano vigliaccamente a quello che sarà uno dei crimini più atroci commessi a danno di civili.<br />
La guerra è finita, è persa, ma i barbari assassini danno libero sfogo alla loro rabbia: improvvisi implacabili feroci criminali. In poche ore nel piccolo paese vengono massacrati 562 inermi innocenti, in massima parte donne anziani e bambini. Ovunque poveri resti di persone terrorizzate, straziate, bruciate. Uccidono intere famiglie, otto fratellini, chiunque riescono a stanare. Moltissimi vengono trascinati sulla piazza della chiesa e vengono abbattuti lì, ammassati, con raffiche di mitragliatrice. Poi i barbari nazisti incendiano la chiesa, trucidano tutti. Belve in preda alla folle furia omicida. Una donna, prima di essere uccisa e nel disperato patetico tentativo di proteggere il suo bambino, scaglia una ciabatta in faccia al suo carnefice in un estremo gesto di ribellione, di disperazione. Genny Marsili, un simbolo da ricordare.<br />
E infine il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, le bestie… il ricordo.</p>
<p><strong>• In cammino, Versilia</strong><br />
Piero e la famiglia vanno avanti per forza d’inerzia, a testa bassa, cercano di non guardare quanto è ancora lunga la strada. Arrivano verso Viareggio che è buio, si rintanano in una villetta semidistrutta, buttano qualche coperta in un angolo e dormono abbracciati per qualche ora.<br />
La mattina dopo si alzano appena fa giorno e si rimettono in marcia, verso Pisa e poi verso Calci, dove si trova la famiglia della madre. Altri 30-35 chilometri di strada, sotto il sole, cercando di evitare “brutti incontri”, nascondendosi appena compare all’orizzonte una macchina, un camion…<br />
Il pericolo si materializza quando ormai sono vicinissimi a Calci. Si accosta un camion carico di militari tedeschi. Offrono un passaggio ai quattro sventurati, ma Rina, soprattutto lei, è terrorizzata: non sa niente dell’eccidio di Stazzema, ma è vivo il ricordo di tante fughe, di bombardamenti, di morti… Rimane immobile, paralizzata, con la voglia di scappare trascinandosi dietro i figli in mezzo ai campi.<br />
Alla fine sono costretti a salire sul camion. Accettano il passaggio perché affamati, assetati, esausti. O forse perché non avevano altra scelta. E invece non succede nulla, i tedeschi sono anzi gentili, offrono un po’ d’acqua e del cioccolato e li fanno scendere in paese.<br />
Comincia un’altra vita.</p>
<p><strong>• Oggi, Cascina (Pisa), 16 Ottobre 2013</strong><br />
Ovviamente ho ricordi vaghi di quei giorni, anzi ho solo qualche lampo. Il cappottino rosso è quello che mi misero una notte, di corsa, appena svegliato nel cuore della notte perché ululava l’allarme. Bisognava scappare. Mi infilarono quel cappotto, ma per il resto mi lasciarono tutto nudo. Ricordo che piangevo perché volevo le mutandine, almeno quelle… Ricordo benissimo quel cappottino, rosso vivo, tutto brignoccoloso, con pallini dello stesso colore, in rilievo.<br />
Non era quell’estate, evidentemente non era nemmeno estate…<br />
E ricordo la casa dove eravamo sfollati, a Sant’Anna. In cucina non c’era più il tetto e la cosa m’incuriosiva molto. Quando eravamo a tavola, a mangiare quel poco che i grandi riuscivano a procurarsi, sopra di noi c’era il cielo, terso e azzurro. Ai miei occhi innocenti era una bella casa…<br />
Ricordo bene anche un episodio della marcia forzata verso Calci: quando ci accampammo nella villetta diroccata, mi misi a frugare tra le macerie in cerca di qualcosa, che so, magari un giocattolo perduto. E mio padre mi tirò via perché poteva esserci qualche mina. Ricordo, in quella casa, tante piccole mattonelle azzurre sparse per terra, quelle che un tempo si usavano per le pareti del bagno. Mi piacevano, le volevo, non avevo altro. Mi dispiacque non poterne prendere qualcuna…<br />
E poi ricordo il camion dei tedeschi, una volta arrivati quasi a Calci, vicino al cimitero. O meglio ricordo solo gli occhi sgomenti e l’espressione atterrita di mia madre. Ripensandoci oggi mi viene in mente l’immagine di un’adolescente, giovane animale braccato che cerca di proteggere i propri figli.<br />
Gli altri non sono ricordi, sono episodi raccontati tante volte in famiglia, la sera a veglia, e ormai si confondono con i ricordi veri.</p>
<p><strong>• Sant’Anna, finalmente</strong><br />
Sono tornato a Sant’Anna ieri, dopo 69 anni. Ero in compagnia di Tom, un professore americano, Pierotti come me, venuto a trovare i parenti in Garfagnana, conosciuto grazie a Facebook. Ci siamo emozionati entrambi, siamo rimasti quasi sempre in silenzio mentre visitavamo il museo, quando siamo entrati in chiesa e poi, su su, lungo la salita che porta in cima, all’ossario.<br />
Arrivati in cima, finalmente all’aperto, Tom ha tirato fuori un libro e mi ha chiesto nel suo italiano stentato di tradurgli qualche rigo di quanto aveva scritto Manlio Cancogni sulla strage. Mi è caduto l’occhio su poche parole: “Poi c’erano i bambini, i teneri corpi dei bimbi a eccitare quella libidine pazza di distruzione. Fracassavano loro il capo con il calcio della “pistol-machine”, e infilato loro nel ventre un bastone, li appiccicavano ai muri delle case. Sette ne presero e li misero nel forno preparato quella mattina per il pane e ivi li lasciarono cuocere a fuoco lento”… Poi non ho potuto più continuare.<br />
Lì, sotto uno squarcio di cielo diventato improvvisamente azzurro, non abbiamo avuto il coraggio di guardarci, stupidamente imbarazzati di far vedere gli occhi lucidi…<br />
Non abbiamo parlato per un pezzo. A volte il silenzio dice più di tante parole.</p>
<p>Al ritorno, mentre guidavo giù per la discesa, Tom ha tirato fuori da una tasca il testo di “Bella Ciao”, gelosamente custodito, che gli avevano stampato i parenti. “Amo questa canzone”, mi fa col suo accento che mi ricorda Alberto Sordi nel doppiaggio di Ollio. “La cantiamo?”. La pronuncia di Tom non era il massimo (“O partigiano, portami vaia”, vaia???), ma è stato ugualmente molto bello, e liberatorio, scendere in picchiata verso Pietrasanta, prendendo i tornanti all’impazzata e cantando a squarciagola Bella ciao!<br />
È stato come togliere un macigno da sopra il petto. E oggi non sono più quello di prima…</p>
<p><em>Piero Pierotti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Ore di lezione dedicate alla memoria nelle scuole italiane&#8221;. La proposta da Sant&#8217;Anna di Stazzema nel giorno del 72esimo anniversario dell&#8217;eccidio</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2016 14:57:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sant&#8217;Anna di Stazzema, 12 agosto 2016 &#8211; Un coro, stamani, a <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://www.santannadistazzema.org/sezioni/LA%20MEMORIA/pagine.asp?idn=282">Sant&#8217;Anna di Stazzema</a></strong></span>, dove e&#8217; stato commemorato il 72/o anniversario dell&#8217;eccidio nazifascista in cui furono trucidati 560 civili, fra cui bambini. <strong>&#8220;Mai piu&#8217; Sant&#8217;Anne!&#8221;</strong> e&#8217; il motto diffuso oggi, facendo anche riferimento alle vittime piu&#8217; recenti, quelle del terrorismo globale. Il <strong>presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong> ha inviato un <strong>messaggio</strong> al sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, che e&#8217; stato letto durante la cerimonia, apertasi con una messa dell&#8217;<strong>arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto</strong> sul sagrato della chiesa. Negli interventi il sindaco Verona ha detto che &#8220;ancora oggi sono i civili a pagare le conseguenze di una guerra non dichiarata che mira a colpire le radici della nostra cultura e del nostro stile di vita. Il terrorismo ha colpito nell&#8217;ultimo anno in molti paesi, provocando vittime innocenti. Meno di un mese fa e&#8217; toccato a Nizza e abbiamo sentito la necessita&#8217; di avere con noi come testimone il console generale Serena Lippi&#8221; presente alla giornata. Presenti anche tanti Comuni di Toscana, Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia, il gonfalone della Regione, mentre <strong>Enrico Pieri,</strong> <strong>presidente dell&#8217;associazione Martiri di S.Anna</strong>, ha detto, &#8220;Qui a Sant&#8217;Anna e&#8217; nata l&#8217;Europa&#8221;. In rappresentanza del governo <strong>il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri</strong>. &#8220;S.Anna di Stazzema e&#8217; un luogo della memoria di livello europeo Il nostro obiettivo e&#8217; <strong>portare nelle scuole ore di lezione dedicate alla memoria</strong>&#8220;, &#8220;la memoria di S.Anna &#8211; e di tutte le altre stragi che hanno insanguinato la nostra meravigliosa Toscana &#8211; ha costituito punto di partenza per un processo di rinascita del Paese e del nostro continente. Il tributo di sofferenza deve accompagnarsi alla celebrazione degli atti di coraggio e reale eroismo che hanno condotto l&#8217;Italia alla Liberta'&#8221;. Per la Giunta regionale la vicepresidente Monica Barni ha ricordato l&#8217;impegno sempre attento della Toscana a mantenere viva la memoria sull&#8217;eccidio.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/SantAnnaStazzema2.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1719" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/SantAnnaStazzema2.jpeg" alt="SantAnnaStazzema2" width="257" height="196" /></a></p>
<p><strong>Serena Lippi</strong>, <strong>console generale italiano a Nizza</strong>, ha sottolineato la vicinanza tra la recente strage di Nizza e Sant&#8217;Anna di STAZZEMA. &#8220;Sono stata testimone della carneficina dello scorso 14 luglio- ha detto Lippi oggi a S.Anna per il 72/o anniversario dell&#8217;eccidio nazista &#8211; Le due stragi sono entrambe atti terroristici: l&#8217;obiettivo erano persone inermi la cui unica responsabilita&#8217; sarebbe stata quella di non appartenere ad una razza o ad una religione&#8221;. &#8220;Dovremo impegnarci per sradicare questa cultura della violenza, facendo in modo che con la commemorazione delle stragi si arrivi ad una scuola permanente della pace &#8211; ha aggiunto Serena Lippi -. Sant&#8217;Anna e&#8217; luogo di insegnamento e la pace e&#8217; il nostro vero culto&#8221;. Presente anche alla commemorazione a Sant&#8217;Anna, Laurence Navalesi, assessore al comune di Nizza.</p>
<p>&#8220;L&#8217;estate del 1944 fu la stagione delle stragi nazifasciste in Toscana. Le stragi furono piu&#8217; di 280, i comuni interessati 83, i morti tra i civili furono circa 4.500 a cui devono essere aggiunte diverse migliaia di morti tra i partigiani&#8221;. Lo ha ricordato la<strong> vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni,</strong> nel suo intervento commemorativo in occasione del 72/o anniversario dell&#8217;eccidio di S. Anna di Stazzema, in cui morirono 560 persone, tra adulti e bambini. &#8220;Oggi &#8211; ha aggiunto Barni &#8211; siamo davanti a questa comunita&#8217; che porta i segni indelebili di quel 12 agosto 1944, quando, alle prime luci dell&#8217;alba, le colonne di SS provenienti da Mulina, Monte Ornato, Farnocchia e Valdicastello circondarono la vallata, divenuta terra di rifugio per centinaia di persone sfollate da tutta la Versilia e dalla costa toscana e ligure. Una popolazione inerme, su cui si scateno&#8217; una ferocia che e&#8217; difficile pensare possibile negli esseri umani; una popolazione braccata, borgata per borgata, casa per casa, rinchiusa nelle stalle, radunata nelle aie, nelle piazze per essere trucidata; una strage senza fine, alla quale nessuno doveva scampare: nella criminale ferocia, programmata ed attuata con meticolosita&#8217; dai nazisti, nessuna vita doveva essere salvata&#8221;. &#8220;A compiere il massacro &#8211; ha sottolineato la vicepresidente della Regione &#8211; furono gli uomini della 16ma divisione SS, ma gravissime furono le responsabilita&#8217; dei fascisti che guidarono i nazisti lungo i sentieri della vallata, che solo persone pratiche dei luoghi potevano conoscere con tanta sicurezza. Un copione di sangue che si e&#8217; ripetuto negli eccidi di Vinca e Bergiola, che videro i militi della Brigata Nera Apuana trucidare vecchi, donne e bambini. Con la partecipazione attiva alle stragi dell&#8217;estate 1944, i fascisti scrissero un&#8217;altra pagina infame della loro collaborazione con l&#8217;occupante nazista, dopo essersi gia&#8217; macchiati di gravissime colpe, dalla fucilazione di patrioti alla cattura di ebrei, dalle torture inflitte ai partigiani caduti nelle loro mani, alle violenze ed ai soprusi di ogni genere commessi ai danni del le popolazioni&#8221;. &#8220;Dalla lotta al fascismo, dalla guerra di Liberazione e&#8217; nata la democrazia nel nostro paese, e le istituzioni repubblicane devono esercitare la memoria, ricordare le loro radici, non perderle di vista&#8221; ha concluso Monica Barni. &#8220;Per questo la Toscana ha dato pieno sostegno e condivisione all&#8217;appello per la rimozione del mausoleo dedicato al maresciallo Rodolfo Graziani promosso dal Comitato provinciale Anpi di Pisa, e si e&#8217; appellata al Presidente della Repubblica, supremo garante della Costituzione fondata sui valori dell&#8217;antifascismo e della Resistenza, affinche&#8217; siano adottati i provvedimenti contro un&#8217;offesa permanente alla coscienza democratica del popolo italiano, e nei confronti di Governo e Parlamento, affinche&#8217; intraprendano iniziative normative che impediscano di intestare monumenti, sacrari o pubbliche vie e piazze a personalita&#8217; condannate per gravi reati contro lo Stato ed implicate in crimini perpetrati durante il periodo fascista&#8221;.</p>
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		<title>72 anni fa l&#8217;eccidio nazista di Sant&#8217;Anna di Stazzema. Domani, venerdì 12 agosto, il ricordo delle vittime innocenti</title>
		<link>https://www.caritaspisa.com/wordpress/72-anni-fa-leccidio-nazista-di-santanna-di-stazzema-domani-venerdi-12-agosto-il-ricordo-delle-vittime-innocenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 10:03:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Settantadue anni fa l&#8217;eccidio di Sant&#8217;Anna di Stazzema in cui per delle truppe naziste furono trucidate in un solo giorno oltre 500 persone, quasi tutte anziani, donne e bambini. Domani, venerdì 12 agosto, la tragedia sarà ricordata con ampio programma di cerimonie pubbliche e movimenti di riflessione. Si comincia alle 8.30 con la deposizione delle corone in ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Settantadue anni fa <a href="http://www.santannadistazzema.org/sezioni/la%20memoria/pagine.asp?idn=282"><span style="color: #ff0000;"><strong>l&#8217;eccidio di Sant&#8217;Anna di Stazzema</strong></span></a> in cui per delle truppe naziste furono trucidate in un solo giorno oltre 500 persone, quasi tutte anziani, donne e bambini.</p>
<p>Domani,<strong> venerdì 12 agosto</strong>, la tragedia sarà ricordata con ampio programma di cerimonie pubbliche e movimenti di riflessione.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Bambini_Stazzema.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4387" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Bambini_Stazzema-300x180.jpg" alt="Bambini_Stazzema" width="300" height="180" /></a></p>
<p>Si comincia alle <strong>8.30</strong> con la <strong>deposizione delle corone</strong> in ricordo dei Martiri diSant’Anna,  presso la cappellina in memoria di Anna Pardini e successivamente sulla piazza della chiesa, e con la <strong>celebrazione della Santa  Messa</strong> sul sagrato della chiesa officiata dall’<strong>arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto</strong>. A seguire il corteo salirà lungo la Via Crucis per arrivare al <strong>Monumento Ossario</strong> dove sarà deposta una <strong>corona di alloro</strong> e si terranno i saluti del <strong>sindaco di Stazzema Maurizio Verona</strong>, del <strong>presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna Enrico Pieri</strong>, della <strong>vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni</strong> e del <strong>console generale italiano a Nizza Serena Lippi</strong>. L’orazione ufficiale per il 72° anniversario della strage sarà tenuta da un rappresentante del Governo.</p>
<p>Nel pomeriggio, alle 15 presso il Museo Storico verranno proiettati il documentario “La Brezza degli Angeli” di Stefano Ballini e il cortometraggio “XII844” di Diego Bonuccelli.</p>
<p>All 17, presso la Fabbrica dei Diritti, sarà inaugurata la Mostra Internazionale di disegni “I colori per la pace” in collaborazione con l’Associazione “Colori per la pace” e in collegamento Skype con Rio de Janeiro, sede delle Olimpiadi, dove saranno esposti disegni di bambini provenienti da tutto il mondo.</p>
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