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	<title>Caritas Pisa &#187; rotta balcanica</title>
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		<title>La rotta balcanica: dove finisce l&#8217;Europa? Mercoledì 24, alle 21, tavola rotonda con l&#8217;europarlamentare Majorino e il professor Di Filippo</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 14:31:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[PISA, martedi 23 marzo 2021 – “La rotta balcanica: dove finisce l’Europa?” E’ la domanda che farà da filo conduttore per la seconda tavola rotonda organizzata dal Coordinamento pisano per la rotta balcanica. Interverranno il professor Marcello Di Filippo, professore di diritto internazionale all’Università di Pisa, l’europarlamentare Pierfrancesco Majorino e la giornalista di Radio InBlu ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>PISA, martedi 23 marzo 2021 –<em><span style="color: #ff0000;"><strong> “La rotta balcanica: dove finisce l’Europa?”</strong> </span></em>E’ la domanda che farà da filo conduttore per la seconda tavola rotonda organizzata dal <em><span style="color: #ff0000;"><strong>Coordinamento pisano per la rotta balcanica</strong></span></em>. Interverranno il professor <span style="color: #ff0000;"><strong>Marcello Di Filippo</strong></span>, professore di diritto internazionale all’Università di Pisa, l’europarlamentare <span style="color: #ff0000;"><strong>Pierfrancesco Majorino</strong></span> e la giornalista di Radio InBlu Giorgia Brescia.</p>
<p>La tavola sarà trasmessa in diretta facebook dalla pagina delle Acli provinciali di Pisa.</p>
<p>Il coordinamento è promosso da Acli Provinciali di Pisa aps, Acli Toscane aps, Agesci Pisa, Azione Cattolica Pisa, Bene Comune, Bhalobasa odv, Caritas Pisa, Centro Studi “iCappuccini. Acli Persone Comunità”, Coordinamento Provinciale di Libera Pisa, L’Informazione Giovane, Movimento dei Focolari, Movimento Politico Per l’Unità, Ora Legale odv, Salus, Unità Migranti e singoli cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fondo Vivere, rotta balcanica e ospedale di Bossemptelè. Domenica la colletta di Quaresima in tutte le parrocchie della diocesi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 09:17:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa,  venerdì 19 marzo 2021 (da ToscanaOggi &#8211; Vita Nova) &#8211; «Sarei anche fortunato perché almeno ho la cassa integrazione: 616 euro al mese. Poco, ma sarebbe già qualcosa se arrivasse puntualmente. Invece soltanto a marzo sono riuscito a ricevere quella di dicembre». Un anno in una sorta di limbo, in attesa di ripartire. Con ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa,  venerdì 19 marzo 2021 <em>(da ToscanaOggi &#8211; Vita Nova)</em> &#8211; «Sarei anche fortunato perché almeno ho la cassa integrazione: 616 euro al mese. Poco, ma sarebbe già qualcosa se arrivasse puntualmente. Invece soltanto a marzo sono riuscito a ricevere quella di dicembre». Un anno in una sorta di limbo, in attesa di ripartire. Con il conto in banca che, una settimana dopo l&#8217;altra, si avvicina allo zero e a volte va anche sotto. Allarga le braccia e sorride amaro Luca, 52 anni, gli ultimi trenta dei quali trascorsi in cucina: «Sarei un cuoco, ma il ristorante in cui lavoro, per ora ha deciso di non riaprire: comprensibile dato che lavoriamo soprattutto con i turisti e gli studenti e in questo momento non ci sono né gli uni, né gli altri». Di fantasia c&#8217;è solo il nome. Tutto il resto, invece, è cruda verità, una storia simile a molte altre delle oltre due mila che la Caritas ha incontrato negli ultimi dodici mesi, un terzo delle quali di famiglie che prima del lockdown del marzo scorso non si era mai rivolte a un servizio dell&#8217;organismo per la pastorale della diocesi. «Sono venuto per la prima volta ad aprile, per chiedere qualche buono spesa e sono tornato adesso: se sono riuscito a rimanere a galla è soprattutto grazie ad un prestito dei miei datori di lavoro e ai tremila euro che mi sono arrivati grazie al <span style="color: #ff0000;"><strong>Fondo Vivere»</strong></span>. Per ora sono 19 i prestiti erogati grazie all&#8217;iniziativa lanciata a dicembre da <span style="color: #ff0000;"><strong>Arcidiocesi e Fondazione Pisa</strong></span>, quasi un milione di euro destinati a tre linee d&#8217;intervento: “prestiti sociali” senza alcun tasso d&#8217;interesse, fino ad un massimo di tre mila euro per persone e nuclei familiari messe in ginocchio dalle conseguenze economiche e sociali della pandemia, ma anche “credito di solidarietà” fino a 15mila euro per le microimprese difficilmente bancabili (intervento sostenuto interamente dalla Fondazione), e un “aiuto di solidarietà” fino a un massimo di mille euro per coloro che non sono ragionevolmente nella condizione di restituire. «Ci cercano soprattutto lavoratori, molti “al nero” ma anche tanti cassaintegrati – racconta Luciano Guidi, il coordinatore del progetto per conto della Caritas diocesana -: che cosa chiedono? Per ora soprattutto una mano per pagare gli arretrati, dell&#8217;affitto soprattutto, e per far fronte agli scoperti bancari.».</p>
<p>C&#8217;è anche il “Fondo Vivere” fra le <span style="color: #ff0000;"><strong>proposte di carità per il periodo di Quaresima</strong></span>. Insieme agli interventi umanitari di Caritas Italiana a sostegno dei migranti della <span style="color: #ff0000;"><strong>rotta balcanica</strong></span>, famiglie in fuga da guerre e violenze in Siria, Afghanistan e Pakistan, e al <span style="color: #ff0000;"><strong>progetto “Ndoy na Siriri”</strong> </span>(“amore e pace” nella lingua della Repubblica Centrafricana), sostenuto dal Centro missionario diocesano, in favore dell&#8217;ospedale di Bossemptelè, fondato da suor Ilaria Meoli, la consorella carmelitana e medico infettivologo originaria di Pontedera, scomparsa nel 2007.</p>
<p>Nei Balcani la situazione resta drammatica: «Solo in Bosnia Erzegovina sono dieci mila a fronte di campi con una capienza complessiva di appena la metà – racconta il coordinatore di Caritas Italiana per la regione balcanica Daniele Bombardi – Gli altri? Sono in sistemazioni di fortuna: case o vecchie fabbriche abbandonate. La loro è la situazione più preoccupante insieme a quella delle persone che vivono nel campo di Lipa, mille persone abbandonate in mezzo a una montagna, senza strada asfaltata, luce e acqua potabile». Con una donazione di 10 euro è possibile acquistare una coperta, con una di 30 un kit invernale (giacca a vento, guanti e sciarpa) mentre con 70 si può donare un bancale di legna da riscaldamento e con mille coprire le spese del servizio di lavanderia sociale per un mese.</p>
<p>All&#8217;Ospedale di Bossemptelè, invece, l&#8217;emergenza riguarda soprattutto le mamme con difficoltà a partorire, ma anche i feriti per incidente stradale e da arma da fuoco o bianca. «In particolare soffriamo la mancanza di strumenti per il rilevamento dei parametri vitali quali i monitor di sala operatori o rianimazione e gli aspiratori chirurgici – spiega la direttrice suor Giuseppina Mascheroni -: inoltre avremmo anche bisogno di uno stetoscopio elettronico per diagnosticare con più esattezza e sicurezza la necessità di un parto cesareo urgente».</p>
<p>Tutti e tre i progetti saranno al centro anche della <span style="color: #ff0000;"><strong>c</strong><strong><span style="color: #ff0000;">olletta</span> di Quaresima</strong></span> fissata per domenica 21 marzo in tutte le parrocchie della diocesi.</p>
<p>Per sostenere le proposte di Quaresima è possibile effettuare donazioni utilizzando il conto corrente bancario di Banca Popolare di Lajatico intestato a Arcidiocesi di Pisa – Caritas Diocesana IT60 U052 3214 0020 0000 0012 410. Per quelle specificatamente destinate al “Fondo Vivere” è importante indicare esplicitamente la denominazione dell&#8217;iniziativa (“Fondo Vivere” appunto) nella causale.</p>
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		<title>Rotta balcanica :il paradosso di Lipa &#8220;il campo inumano che a tanti non dispiace&#8221;. Intervista a Daniele Bombardi (Caritas Italiana)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 16:03:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bosnia]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, 16 marzo 2021 &#8211; Il paradosso di Lipa, il campo profughi simbolo della Rotta Balcanica con oltre mille persone rimaste praticamente quasi senza riparo dopo il rogo del 22 dicembre scorso. «E&#8217; il peggio del peggio: isolato in mezzo alle montagne, senza una strada asfaltata che consenta di raggiungerlo: privo di acqua potabile ed ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 16 marzo 2021 &#8211; Il paradosso di <span style="color: #ff0000;"><strong>Lipa</strong></span>, il campo profughi simbolo della Rotta Balcanica con oltre mille persone rimaste praticamente quasi senza riparo dopo il rogo del 22 dicembre scorso. <span style="font-family: Times New Roman, serif;">«</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E&#8217; il peggio del peggio: <strong><span style="color: #ff0000;">isolato in mezzo alle montagne, senza una strada asfaltata</span> </strong>che consenta di raggiungerlo: privo di acqua potabile ed energia elettrica. Anche riscaldare un tendone è un problema: per farlo abbiamo dovuto comprare un generatore a benzina</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">»</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> racconta <span style="color: #ff0000;"><strong>Daniele Bombardi</strong></span>, il <span style="color: #ff0000;"><strong>coordinatore di Caritas Italiana per la regione balcanica</strong></span>. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">«</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Eppure in Bosnia Erzegovina che a tanti non dispiace – prosegue -: forse proprio perchè è isolato, in un posto dimenticato da dio. Guardando alle scelte fatte in questi anni dalle autorità bosniache, l&#8217;impressione è che si vogliano proprio creare posti come Lipa</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">»</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Perchè?</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">«</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Perchè c&#8217;è il timore della reazione della popolazione locale, anche se finora non vi sono stati episodi di vera e propria violenza. Però è vero che l&#8217;insofferenza c&#8217;è, anche se non interessa tanto i migranti dei campi profughi &#8230;</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">»</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Per quale motivo?</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">«</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quello di Lipa, che è l&#8217;unico gestito dal governo, è isolato. Gli altri, invece, sono affidati all&#8217;Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni nda) e sono gestiti in modo molto diverso dal primo &#8230;</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">»</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quindi l&#8217;insofferenza della popolazione locale verso chi rischia d&#8217;indirizzarsi?</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">«</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Soprattutto verso i migranti per i quali non c&#8217;è posto nei campi e, dunque, hanno trovato una soluzione di fortuna nei cosiddetti “squat”: case abbandonate, piuttosto che vecchie fabbriche o ruderi &#8230;</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">»</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sono tanti coloro che vivono in queste condizioni?</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">«</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Purtroppo sì. Consideri che la capacità di accoglienza dei campi è ferma a cinque mila persone e, in questo momento, in Bosnia, vi sono fra i nove e i dieci mila migranti Che è rimasto fuori, vive negli squat e la loro è la situazione che ci preoccupa maggiormente insieme a quella di Lipa. Purtroppo, come capita anche in altri paesi, pure la popolazione tende ad incattivirsi verso di loro, dando vita a una sorta di guerra fra poveri, invece di puntare il dito nei confronti alle istituzioni che dovrebbe governare il Paese</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">»</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E&#8217; complicato anche per voi operare in un contesto simile?</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">«Alcune difficoltà ci sono, soprattutto nell&#8217;assicurare la necessaria assistenza umanitaria alle persone che vivono fuori dai campi. Perchè la legge ci vieta d&#8217;intervenire negli squat: ovviamente il sistema per aiutare questi nuclei familiari si trova. Ma considerando che consegniamo anche cibo e legna da ardere, beni fondamentali in questo periodo dell&#8217;anno, ci agevolerebbe moltose ci consentissero di effettuare gli interventi umanitari di base, senza ogni volta essere costretti a “inventarsi” la modalità di far arrivare i beni primari».</span></p>
<p><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif; color: #ff0000;">A Lipa, invece, che cosa state facendo?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">«Il possibile per rendere un po&#8217; più umana una realtà che, comunque, rimane ai limiti dell&#8217;inumano. Abbiamo installato tre tensostrutture: una diventata una sorta di refettorio in cui i migranti possono mangiare seduti e in un ambiente caldo mentre due sono utilizzate, rispettivamente, per quale ambulatorio per chi avesse bisogno di cure mediche e per l&#8217;isolamento dei casi di scabbia. E in questi giorni stiamo acquistando una cisterna da donare al comune per portare su l&#8217;acqua potabiMa sono solo tamponi &#8230;».</span></p>
<p><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif; color: #ff0000;">In realtà che cosa occorrerebbe?</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">«Dal nostro punto di vista pensare proprio a una collocazione diversa. Le strutture non mancherebbero: ci sono hotel dismessi o vuoti che potrebbero essere adattati all&#8217;accoglienza. Abbiano anche fatto più di una proposta, raccogliendo sempre risposte negative: le altre soluzioni sono considerate troppo vicine ai centri urbani e le istituzioni temono proteste. Al riguardo, anzi, siamo anche un po&#8217; preoccupati &#8230;»</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da che cosa?</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">«Dal fatto che soluzioni come quella di Lipa possano moltiplicarsi ed estendersi anche all&#8217;accoglienza di famiglie con bambini. Sarebbe un dramma, ancora più di adesso»</span></p>
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		<title>Anche Pietro Bartolo alla prima iniziativa del Coordinamento pisano per la rotta Balcanica. Martedì 16 marzo alle 21.</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 11:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Bartolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, domenica 14 marzo 2021 &#8211; Pietro Bartolo, il medico siciliano dal ’92 al 2019 responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio di Lampedusa, per 27 anni impegnato nelle prime visite ai migranti sbarcati sull’isola, e attuale europarlamentare che nel febbraio scorso ha visitato Lipa, il campo profughi simbolo della Rotta Balcanica con oltre mille ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, domenica 14 marzo 2021 &#8211; <strong><span style="color: #ff0000;">Pietro Bartolo</span></strong>, il medico siciliano dal ’92 al 2019 responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio di Lampedusa, per 27 anni impegnato nelle prime visite ai migranti sbarcati sull’isola, e attuale europarlamentare che nel febbraio scorso ha visitato Lipa, il campo profughi simbolo della Rotta Balcanica con oltre mille persone rimaste praticamente quasi senza riparo dopo il rogo del 22 dicembre scorso. Ma anche <strong><span style="color: #ff0000;">Daniele Bombardi</span></strong>, coordinatore di Caritas Italiana per tutta la regione dei Balcani, e <span style="color: #ff0000;"><strong>Eleonora Costa</strong></span>, cooperante di Ipsia/Acli a Bihac, in Bosnia Erzegovina. E poi <span style="color: #ff0000;"><strong>Nello Scavo</strong></span>, giornalista e reporter internazionale, inviato di Avvenire. Saranno loro i protagonisti del primo momento pubblico di confronto sul dramma delle decine di migliaia di migranti bloccati nei campi profughi di Bosnia e Grecia soprattutto ma anche Albania, promosso dal Coordinamento pisano per la Rotta Balcanica una rete composta da 15 diverse realtà del territorio pisano per sostenere le iniziative di sostegno promosse da Caritas e Ipsia/Acli ma anche per tener desta l’attenzione su quest’emergenza umanitaria alle porte d’Europa. <span style="color: #ff0000;"><strong>“La rotta balcanica: i migranti che non vogliamo vedere”,</strong></span> infatti, sarà il filo conduttore dell’incontro in programma <strong>martedì 16 marzo alle 21</strong> e che potrà essere seguito in diretta dalla <span style="color: #ff0000;"><strong>pagina facebook delle Acli Provinciali.</strong></span></p>
<p>Il 24 marzo (alle 21), invece, la seconda tappa del percorso dal titolo “La rotta balcanica: dove finisce l’Europa?” cui interverranno l’europarlamentare Pierfrancesco Majorino, il professor Marcello Di Filippo docente di diritto internazionale all’Università di Pisa e la giornalista di Radio InBlu Giorgia Bresciani.</p>
<p>Parallelamente proseguono le iniziative in favore di Caritas e Ipsia/Acli a sostegno dei migranti della rotta balcanica.Per le donazioni alla prima è a disposizione il conto corrente bancario di Banca Popolare di Lajatico intestato a Arcidiocesi di Pisa – Caritas Diocesana IT60 U052 3214 0020 0000 0012 410 specificando nella causale “Rotta Balcanica”.Per Ipsia/Acli, invece, ci si può collegarsi alla pagina web: <a href="https://sostieni.ipsia-acli.it/">https://sostieni.ipsia-acli.it</a> cliccare su “dona ora” e cercare il progetto “Balkan Route” oppure effettuare bonifico bancario su cc di Banca Popolare Etica intestato a Ipsia (iban IT35S0501803200000011014347 causale “donazione Pisa &#8211; Balkan Route”)Anche Bhalobasa ha aperto una sottoscrizione dedicata dal titolo “Supporto umanitario ai migranti sulla rotta balcanica in Bosnia Erzegovina”, è possibile donare collegandosi a <a href="https://www.bhalobasa.it/progetti/info-progetto/?id=603">https://www.bhalobasa.it/progetti/info-progetto/?id=603</a>Il coordinamento è promosso da Acli Provinciali di Pisa aps, Acli Toscane aps, Agesci Zona di Pisa, Azione Cattolica Pisa, Bene Comune, Bhalobasa odv, Caritas Pisa, Centro Studi “iCappuccini. Acli Persone Comunità”, Coordinamento Provinciale di Libera Pisa, L’Informazione Giovane, Movimento dei Focolari, Movimento Politico Per l’Unità, Ora Legale odv, Salus, Unità Migranti e singoli cittadini.</p>
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		<title>Fondo Vivere e rotta balcanica. I sussidi con le proposte della Caritas per la Quaresima 2021</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 11:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FONDO VIVERE]]></category>
		<category><![CDATA[Quaresima]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[rotta balcanica]]></category>
		<category><![CDATA[sussidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, 14 febbraio 2021 &#8211; Il Fondo Vivere, per sostenere famiglie e piccole imprese colpite dalla crisi economica e sociale innescata dalla pandemia. E il sostegno agli interventi di assistenza umanitaria lungo la rotta balcanica messi in campo da Caritas Italiana e dalle altre altre Caritas nazionali e diocesane di quei territori. Sono due le ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 14 febbraio 2021 &#8211; Il <strong><span style="color: #ff0000;">Fondo Vivere</span></strong>, per sostenere famiglie e piccole imprese colpite dalla crisi economica e sociale innescata dalla pandemia. E il sostegno agli interventi di assistenza umanitaria lungo la <span style="color: #ff0000;"><strong>rotta balcanica</strong> </span>messi in campo da Caritas Italiana e dalle altre altre Caritas nazionali e diocesane di quei territori.</p>
<p>Sono due le proposte che la Caritas diocesana pone all&#8217;attenzione della Chiesa pisana per il periodo di <span style="color: #ff0000;"><strong>Quaresima</strong></span>.</p>
<p>Il <span style="color: #ff0000;"><strong>Fondo Vivere</strong> </span>è un intervento di emergenza nato come risposta alla crisi causata dalla pandemia, rivolto a famiglie fragili e alle piccole imprese della diocesi di Pisa  (in provincia di Pisa e Livorno) a rischio d&#8217;impoverimento e che non riescono ad accedere ad altre misure di sostegno attive nel territorio.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La scheda del Fondo Vivere</strong></span></p>

<p><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;infografica del Fondo Vivere</span></strong></p>

<p>La <span style="color: #ff0000;"><strong>rotta balcanica</strong></span> è ufficialmente chiusa dal marzo 2016 da quando l&#8217;accordo tra Ue e Turchia è entrato in vigore; in realtà nel corso del 2018, più di 60 mila migranti sono stati registrati dalle autorità dei paesi dei Balcani occidentali. Si tratta di famiglie in fuga da guerre e violenze nei loro paesi d&#8217;origine: Siria, Afghanistan e Pakistan; che si dirigono verso la frontiera con la Croazia per cercare di attraversare i confini con l&#8217;Unione Europea. La sorveglianza dei confini e la brutalità della polizia ungherese contro i migranti hanno spalancato le porte ad una nuova rotta attraverso i Balcani, che attraversa Albania, Montenegro e Bosnia.</p>
<p>In particolare proprio in Bosnia stiamo assistendo a una gravissima violazione dei diritti umani nei confronti dei migranti. La gestione dei migranti è infatti precipitata negli ultimi tempi. La chiusura del campo profughi “Bira” a Bihac e il trasferimento forzato di circa 600 persone nella tendopoli di Lipa ha saturato la struttura. Il campo Lipa era inizialmente pensato come una sistemazione provvisoria e si trovava già in condizioni largamente inadeguate per affrontare l’inverno: situato in una zona impervia di montagna è senza acqua potabile, elettricità, riscaldamento. Il 1 campo non più utilizzabile, interamente distrutto da un recente incendio, è l&#8217;unico riparo per le oltre 900 persone rimaste al Lipa.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Caritas Italiana</span> </strong>è presente nella maggior parte delle strutture di accoglienza per i migranti in Bosnia e Erzegovina, tramite la rete della locale Caritas Bosnia e Erzegovina (e delle proprie Caritas diocesane di Banja Luka, Mostar e Sarajevo) oltre che della organizzazione partner Ipsia- Acli.</p>
<p>Con una donazione a Caritas è possibile provvedere a:</p>
<ul>
<li>acquisto di una copertà e tè caldo (10 euro)</li>
<li>acquisto di un paio di scarpe invernali e tè caldo (20 euro)</li>
<li>acquisto di un kit invernale (giacca a vento, guanti e sciarpa) e di un tè caldo (30 euro)</li>
<li>acquisto di un bancale di legna da riscaldamento (70 euro)</li>
<li>assicurare un mese di servizio di lavanderia sociale per i migranti (mille euro)</li>
<li>assicurare un mese di servizio di un Social Cafè (5mila euro)</li>
</ul>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La scheda sulla rotta balcanica</strong></span></p>
<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/Caritas%20Rotta%20balcanica%20Quaresima%202021.pdf" title="Download Caritas Rotta Balcanica Quaresima 2021">Caritas Rotta Balcanica Quaresima 2021</a> (680.5 KiB)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Il manifesto della rotta balcanica</span></strong></p>
<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/Caritas%20Rotta%20balcanica%20manifesto.pdf" title="Download Caritas Rotta Balcanica Manifesto">Caritas Rotta Balcanica Manifesto</a> (497.0 KiB)</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.caritaspisa.com/wordpress/fondo-vivere-e-rotta-balcanica-i-sussidi-con-le-proposte-della-caritas-per-la-quaresima-2021/feed/</wfw:commentRss>
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