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	<title>Caritas Pisa &#187; Rom</title>
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		<title>A Pisa è straniero il 14% dei residenti. Nel Ctp 4 sale al 20,2%. Il testo integrale del Rapporto Povertà 2018</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2018 23:56:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
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		<description><![CDATA[PISA, venerdi 21 dicembre 2018 – Gli stranieri residenti a Pisa sono 12.857, pari al 14% della popolazione complessiva, un’incidenza doppia rispetto alla media nazionale (8,3%) e significativamente superiore a quella regionale (10,7%) ma inferiore a Pontedera (15,0%) e Santa Croce sull’Arno (23,4%). Il dato è la conseguenza di una distribuzione sul territorio comunale tutt’altro che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>PISA, venerdi 21 dicembre 2018 – <strong>Gli stranieri residenti a Pisa sono 12.857, pari al 14% della popolazione complessiva</strong>, un’incidenza doppia rispetto alla media nazionale (8,3%) e significativamente superiore a quella regionale (10,7%) ma inferiore a Pontedera (15,0%) e Santa Croce sull’Arno (23,4%).</p>
<p>Il dato è la conseguenza di una distribuzione sul territorio comunale tutt’altro che omogenea: quasi i tre quarti degli immigrati, infatti, vivono nei Ctp 4, 5 e 6, ossia in quelli corrispondenti al centro storico e ai quartieri nord-orientali.</p>
<p>Il territorio con l’incidenza più elevata, però, è quello del <strong>Ctp 4</strong>, non a caso quello che copre anche il quartiere della Stazione e aree limitrofe: qui, infatti, è straniero circa un residenti su cinque (<strong>20,2%</strong>).</p>
<p>In generale <strong>la comunità più numerosa è quella filippin</strong>a (1.542 persone, pari al 12,0% del totale). Seguono la Romania (1.473; 11.5%), l’Albania (1.472; 11,4%), il Bangladesh (846; 6,6%) e il Senegal (669; 5,2%).</p>
<p>L<strong>e comunità originarie del sud-asiatico prevalgono nei quartieri più centrali</strong> (le Filippine sono la prima nel Ctp 4 con il 21,4% di tutti gli stranieri residenti e il Bangladesh è la prima nel Ctp 6 con il 15,1%) mentre <strong>quelle originarie dell’area balcanica prevalgono sul Litorale e nei quartieri meno centrali.</strong></p>
<p><a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/241218_mammarom.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6006" src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/241218_mammarom-300x208.jpg" alt="241218_mammarom" width="300" height="208" /></a></p>
<p>Del tutto peculiare il caso della <strong>Macedonia</strong>: è la comunità straniera più numerosa del Ctp 3 (21,3%) e si caratterizza per un’elevatissima presenza di minori :il 43,1%, infatti, ha meno di 18 anni e oltre la metà di essi (56,9%) ne ha meno di dodici.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il testo integrale del rapporto</strong></span></p>
<div style="text-align:center; width:250px; margin: auto; font-size:smaller;"><a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/Quaderno%20Informacaritas%2017%20Rapporto%20povertà%202018.pdf" class="wpfb-dlbtn"><div></div></a>
Comunità Precarie. Rapporto Povertà 2018 Caritas Pisa (3.1 MiB, 620 downloads)
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando &#8220;il nomade&#8221; ha un volto, una voce, un nome. Monsignor Antonio Cecconi e una volontaria dell&#8217;associazione &#8220;Colle Libera Tutti&#8221; sullo sgombero del campo del Nugolaio</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2018 13:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alta Marginalità]]></category>
		<category><![CDATA[Campo]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Cascina]]></category>
		<category><![CDATA[Nugolaio]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, lunedi 17 dicembre 2018 - Quella che segue è la riflessione, a cui consegue una chiara presa di posizione, di una volontaria della mia parrocchia, che con l’associazione “Colle Libera Tutti” lavora per tessere legami di amicizia e sostegno con minori italiani e di varie etnie, e anche supportare e integrare la relazione educativa delle ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, lunedi 17 dicembre 2018 -<b> </b><em>Quella che segue è la riflessione, a cui consegue una chiara presa di posizione, di una volontaria della mia parrocchia, che con l’associazione “Colle Libera Tutti” lavora per tessere legami di amicizia e sostegno con minori italiani e di varie etnie, e anche supportare e integrare la relazione educativa delle loro famiglie. Alcuni di questi minori vengono dal Campo nomadi del Comune di Cascina, di cui quell’Amministrazione comunale ha decretato la chiusura, incurante di quale sarà il futuro soprattutto dei minori ivi residenti. Situazione analoga succede in molte parti d’Italia, a danno soprattutto di minori, come conseguenza del cosiddetto “decreto sicurezza” del Governo. Come cittadino dello stato italiano e come prete della Chiesa cattolica denuncio la duplice violazione della Costituzione della repubblica – in particolare dell’art. 10 – e del Vangelo di Gesù Cristo: “Ero straniero e mi avete accolto”. In questo tempo in cui si invita a fare il presepe – memoria del Bambino messo in una mangiatoia in mancanza di un posto più accogliente – le parole che seguono sono insieme denuncia e provocazione a quell’accoglienza senza la quale non possiamo chiamarci né umani né cristiani.</em></p>
<p><em>Monsignor  Antonio Cecconi, pievano di Calci</em></p>
<p><a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/sgombero-navacchio-campo-rom-17-dicembre-2018.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5958" src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/sgombero-navacchio-campo-rom-17-dicembre-2018-300x168.jpg" alt="sgombero-navacchio-campo-rom-17-dicembre-2018" width="300" height="168" /></a></p>
<p><em> </em>In un nuovo tempo in cui gli uomini, quelli che hanno tratti e colori un po’ diversi dai tuoi, sono identificati e trattati solo per categorie – profughi, immigrati, nomadi, stranieri – conoscere Kristian, Wisal, Josdave, Vanessa, Serena, Fatima, Munira, Iman… ti fa venire una morsa al cuore.</p>
<p>Loro hanno un nome, un volto, una voce che scorrono come cortometraggi nei nostri occhi e risuonano nelle nostre orecchie come note conosciute: li vediamo e li chiamiamo, mangiamo, giochiamo e viaggiamo insieme, tentiamo di augurarci Buon Natale nella loro lingua.</p>
<p>E quando hai vissuto con loro passi della tua storia, le loro vite ti entrano dentro, sono un po’ la tua vita: fette sempre più grandi di un popolo disumanizzato li chiama solo (quando non aggiunge attributi  sprezzanti) albanesi, filippini, marocchini, rom… noi non possiamo.</p>
<p>Come possiamo rimanere indifferenti alla sorte ignota di 5 fratelli a cui è stato detto semplicemente: “Dovete sgomberare, qui al Nugolaio non potete stare più!? Se siete piccoli, non è un nostro problema”.</p>
<p>Loro non ci sono ignoti, sconosciuti, estranei-stranieri; con loro esiste una relazione, un legame che ci fa mettere nei loro panni: e se fossi io al posto loro? Se ci fosse mio figlio? Un montenegrino soffre forse meno di me?</p>
<p>Le categorie si eliminano facilmente; gli uomini, le donne, i bambini con un nome no.</p>
<p>Conoscere e convivere ti fa ri-scoprire l’uguaglianza dell’umanità nelle differenze delle origini geografiche.</p>
<p>Il nostro popolo invece sta scegliendo sempre più di non conoscere, di avere sguardi corti alla punta del proprio naso, di tenere la propria vita separata da quella degli altri: ci inebria essere virtualmente nel mondo ognuno a casa propria, ma ci terrorizza la vicinanza della carne.</p>
<p>E i cristiani stanno dimenticando che il Dio di cui frequentemente si riempiono la bocca per legittimare pensieri e azioni contro, ha scelto come segno distintivo proprio l’incarnazione, la prossimità senza calcolo kilometrico, la sua vita per TUTTI. E se i nostri pensieri e le nostre azioni non si conformano a quel segno distintivo, siamo lontani da Lui uomo e Dio.</p>
<p>Nella Bibbia leggiamo: “&#8230;verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio”: E noi chi siamo per arrogarsi il potere di escluderli dalle nostre “mense”?</p>
<p>E anche in questo Natale non c’è posto per loro nei nostri “alberghi”… ma ci verrà chiesto conto di quei bambini sgomberati dal campo. Troveremo una risposta che Lo potrà convincere?</p>
<p><em>Ilaria Femori</em></p>
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		<title>&#8221;Grazie per l&#8217;aiuto che offrite ai poveri, senza alcuna distinzione&#8221;. La Caritas ringrazia i parroci  della Diocesi dopo l&#8217;attacco dell&#8217;onorevole Ziello</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Aug 2018 07:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pastorale della Carità]]></category>
		<category><![CDATA[arcivescovo Benotto]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[don Elvis Ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Ziello]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>

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		<description><![CDATA[PISA, sabato 18Agosto 2018 – Una lettera inviata ai parroci della Diocesi per “ringraziare ciascuno di voi e le vostre comunità per tutto quello che fate nei confronti dei poveri, senza alcuna distinzione, ma solo perché portatori di un bisogno” poiché “per ciascuno di noi e per le nostre comunità nessuna persona è “sbagliata”, ma ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">PISA, sabato 18Agosto 2018 – Una <strong>lettera</strong> inviata ai parroci della Diocesi per “ringraziare ciascuno di voi e le vostre comunità<strong> per tutto quello che fate nei confronti dei poveri, senza alcuna distinzione,</strong> ma solo perché portatori di un bisogno” poiché “p<strong>er ciascuno di noi e per le nostre comunità nessuna persona è “sbagliata”, ma tutte sono oggetto del nostro ascolto e accoglienza a partire dagli “ultimi della fila” e da coloro che il mondo considera “pietre di scarto”</strong>: come ha scritto<strong> Papa Benedetto XVI</strong>, infatti, siamo convinti che “l’opzione preferenziale per i poveri è implicita nella fede cristologica in quel Dio che si è fatto povero per noi, per arricchirci con la sua povertà”. E’ partita stamani dalla Curia Arcivescovile, firmata <strong>da don Emanuele Morelli</strong>, direttore della Caritas diocesana, l’organismo della Chiesa pisana cui è affidata la pastorale della Carità, dopo essere stata <strong>condivisa e approvata dall’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/mensa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3957" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/mensa.jpg" alt="mensa" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Una lettera che arriva <strong>dopo le accuse dell’onorevole Edoardo Ziello</strong>, riprese da alcuni organi d’informazione, che il 14 agosto scorso in un post su facebook, criticava “alcuni preti pisani che elargiscono offerte ai Rom”. “Noi cerchiamo di stare accanto a chi fa più fatica, senza alcun tipo di distinzione che non sia quella di oggettivo disagio e dunque con la lettera abbiamo sentito l’esigenza, non tanto di rispondere al deputato Ziello, dal quale non siamo mai stati interpellati, quanto di <strong>assicurare vicinanza e sostegno a tutti i sacerdoti</strong> e, tramite loro, alla comunità cristiana” spiega il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli. Per il quale “il nostro impegno quotidiano, come Chiesa pisana, è sintetizzato nei numeri e nelle analisi che poniamo ogni anno all’attenzione della comunità cristiana e della società civile attraverso il nostro Rapporto diocesano sulle povertà: <strong>nel 2017 nei Centri d’Ascolto abbiamo incontrato 1.565 persone in difficoltà e una cinquantina di essi vivono in campi, baracche o roulotte</strong> – spiega il sacerdote -: lo sottolineiamo solo per amor di verità, dato che se coloro che si trovano in questa situazione fossero stati di più li avremmo ugualmente accolti mettendo a disposizione i nostri operatori, volontari e servizi per costruire percorsi, sempre difficili e nient’affatto scontati, di uscita dalla povertà”.</p>
<p>I servizi, appunto. La Cittadella della Solidarietà del Cep consente di fare la <strong>spesa gratuitamente a 477 famiglie in difficoltà per un totale di 1.681 persone</strong>, le <strong>mense</strong> nel 2017 hanno offerto <strong>30.028 pasti e 4.524 cestini</strong> a chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, i <strong>pacchi spesa</strong> sono stati <strong>2.219</strong> mentre <strong>184 persone hanno avuto la possibilità di farsi una doccia per un totale di 2.29</strong>4 servizi e <strong>152 hanno avuto accesso agli interventi di microcredito</strong>, piccoli prestiti per rimettersi in piedi e ripartire. “Eccezion fatta per quest’ultimo servizio, per il quale abbiamo ricevuto un finanziamento dalla Regione Toscana, <strong>tutti gli altri sono a totale carico della comunità ecclesiale</strong>: per scelta non beneficiamo di alcuna altra risorsa pubblica perché vogliamo che l’impegno accanto ai poveri sia la testimonianza di una Chiesa che si mette accanto e cammina insieme a chi fa più fatica, senza distinzione alcuna, offrendo al territorio locale <a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/mensa.jpg"><br />
</a>. Lo facciamo non per essere ringraziati, ricevere riconoscimenti o consenso, ma per fedeltà al Vangelo. E così continueremo a fare, insieme ai sacerdoti, alla comunità cristiana e a chiunque si riconosce nei percorsi che, con fatica, cerchiamo di costruire”.</p>
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