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	<title>Caritas Pisa &#187; Profughi</title>
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		<title>I migranti e noi. Con il Papa, anzi con il Vangelo. Su Il Tirreno l&#8217;intervento di don Antonio Cecconi sulla vicenda di don Biancalani</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Aug 2017 15:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Don Antonio Cecconi]]></category>
		<category><![CDATA[don Massimo Biancalani]]></category>
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		<description><![CDATA[Calci, 23 agosto 201 7 - Don Biancalani, il mio “collega” di Pistoia che porta i migranti in piscina, non sta facendo altro che tradurre in gesti concreti il messaggio che papa Francesco, con largo anticipo, ha preparato per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato. La Chiesa la celebra verso la metà di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Calci, 23 agosto 201 7 -<a title="''Io prete insultato per aver portato i profughi in piscina''" href="http://www.repubblica.it/cronaca/2017/08/22/news/don_biancalani_io_prete_insultato_per_aver_portato_i_profughi_in_piscina_-173601277/"><span style="color: #ff0000;"><strong> Don Biancalani</strong></span></a>, il mio “collega” di Pistoia che porta i migranti in piscina, non sta facendo altro che tradurre in gesti concreti il <strong>messaggio</strong> che <strong>papa Francesco</strong>, con largo anticipo, ha preparato per la <strong>giornata mondiale del migrante e del rifugiato</strong>. La Chiesa la celebra verso la metà di gennaio, nella domenica in cui si legge nel Vangelo che Gesù è profugo in Egitto con Maria e Giuseppe. E d’altra parte papa Francesco non è un figlio di emigranti?</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/230817_donBiancalani.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5249" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/230817_donBiancalani-300x213.jpg" alt="230817_donbiancalani" width="300" height="213" /></a></p>
<p>Il testo papale è impostato su quattro verbi-chiave: a<strong>ccogliere, proteggere, promuovere e integrare</strong>. Si tratta di un’ulteriore conferma che l’attenzione della Chiesa per le migrazioni è una storia che viene da lontano, e insieme un’urgenza attualissima per i credenti e per tutti coloro che vogliono restare umani. Attenzione e urgenza non facili né comode, all’interno della stessa Chiesa. Come non lo è fare posto all’altro, accettare di modificare qualcosa del proprio modo di pensare e di vivere, aprirsi a nuove relazioni e quindi disponibilità a relativizzare i propri schemi mentali e comportamenti pratici. Diciamolo francamente: le parrocchie, i conventi e le case religiose non hanno brillato in prontezza quando si è trattato di accogliere i ripetuti appelli papali di aprirsi all’accoglienza. Eppure non mancherebbero ambienti per ospitare, dal momento che il sempre minor numero di preti, frati e suore lascia vuote o sotto-abitate parecchie strutture ecclesiastiche.</p>
<p>Ma questo non è avvenuto dappertutto e non da parte di tutti, una mappa dettagliata dei luoghi di accoglienza mostrerebbe che sono molti i servizi per i migranti e i rifugiati in cui la Chiesa (le Caritas, il volontariato di ispirazione cristiana e un certo numero di parrocchie) si è rimboccata le maniche.</p>
<p>E però resta il fatto che quello del Vangelo è un messaggio scomodo, che sembra nella sostanza dimenticato da tanti che si professano cattolici e subito dopo accampano motivi e pretesti di una chiusura ai migranti che spesso sconfina nell’ostilità o addirittura nel razzismo: salvaguardare la nostra identità, non farci togliere i posti di lavoro, non farci invadere dai terroristi. Addirittura “difendere le radici cristiane”, come se si potesse restare cristiani cancellando dal Vangelo la parabola del samaritano o quel giudizio finale nel quale finiremo in paradiso o all’inferno anche in base all’ospitalità data allo straniero.</p>
<p>Uno slogan ultimamente in voga dice: aiutiamoli a casa loro. Ricorre sulla bocca di politici che dovrebbero sapere che l’Italia, trai paesi occidentali, è il fanalino di coda della cooperazione allo sviluppo. Il problema è che leaders di colori diversi pensano di aumentare il consenso promettendo politiche restrittive in materia di accoglienza.</p>
<p>Ben altro è il pensiero di papa Bergoglio che, citando il predecessore Ratzinger, afferma: <a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/230817_donBiancalani.jpg"><br />
</a>. E d’altra parte non si può far finta di ignorare che quel poco o tanto che esiste, in termini di aiuto ai paesi più poveri, è in gran parte farina del sacco della Chiesa.</p>
<p>Io vedo soprattutto un rischio: che l’atteggiamento di chiusura verso migranti e rifugiati, coltivato nell’indifferenza ai drammi collettivi di intere popolazioni, diventi uno degli aspetti di disgregazione morale e sociale, allargando l’area del sospetto, della paura e dell’intolleranza e restringendo gli spazi dell’altruismo e della solidarietà. Credendo di difenderci, diventeremo più cattivi ed egoisti. Bel risultato!</p>
<p><strong> don Antonio Cecconi</strong></p>
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		<title>Arrivate dalla Giordania in Italia le prime famiglie siriane. Operazione finanziata dalla Cei in accordo con il Ministero dell&#8217;Interno</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 00:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Cei]]></category>
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		<category><![CDATA[ministero dell'interno]]></category>
		<category><![CDATA[Profughi]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, martedì 7 marzo 2017  &#8211; Arrivate due famiglie siriane dal campo profughi di Za’atari in Giordania grazie alla prima operazione di reinsediamento voluta e finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana con i fondi 8&#215;1000, a cui prende parte Caritas Italiana, nell’ambito del programma di resettlement gestito dal Ministero dell’Interno. A questi primi due nuclei seguiranno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, martedì 7 marzo 2017  &#8211; Arrivate due famiglie siriane dal campo profughi di Za’atari in Giordania grazie alla prima operazione di reinsediamento <b>voluta e finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana con i fondi 8&#215;1000</b>, a cui prende parte <b>Caritas Italiana</b>, nell’ambito del programma di resettlement gestito dal Ministero dell’Interno.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/080317_famiglia_profughi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4909" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/080317_famiglia_profughi-300x199.jpg" alt="080317_famiglia_profughi" width="300" height="199" /></a></p>
<p>A questi primi due nuclei <b>seguiranno nelle prossime settimane altre 5 famiglie </b>(in totale 41 beneficiari) all’interno delle quali sono presenti persone, tra cui diversi minori, <b>affette da gravi patologie e che per questo motivo necessitano di cure specialistiche. </b></p>
<p>Ad aspettare le famiglie all’aeroporto di Fiumicino gli operatori di Caritas Italiana che le condurranno a destinazione. La <b>diocesi di Manfredonia e i frati cappuccini di San Giovanni Rotondo </b>si occuperanno della loro accoglienza. “<i>Siamo felici di iniziare questo percorso insieme ai nostri fratelli siriani che tanto stanno soffrendo nel loro paese martoriato dalla guerra e che sono accolti numerosi nei campi profughi della Giordania</i>”. Queste le parole di <b>don Francesco Soddu</b>, direttore di Caritas Italiana, che aggiunge: “L’operazione è stata resa possibile anche grazie all’impegno e alla collaborazione delle istituzioni, Ministeri dell’Interno e degli Esteri, e delle organizzazioni internazionali (Unhcr e IOM) che hanno agevolato il trasferimento in Italia”.</p>
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		<title>A San Martino a Ulmiano il Battesimo della piccola Laura, figlia di due profughi nigeriani. Padre Emeanuli: &#8221;Due culture che si abbracciano in una sola chiesa&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2016 06:44:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Profughi]]></category>
		<category><![CDATA[San Martino a Ulmiano]]></category>

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		<description><![CDATA[San Martino a Ultimano, 3 settembre 2016 &#8211; Quando fede e comunità cristiana divengono occasione di condivisione e comunione. E&#8217; il cammino che sta facendo la parrocchia di San Martino a Ulmiano  con i profughi nigeriani accolti nel territorio dell&#8217;Unità Pastorale delle Prata (comprendente anche le comunità di Pontasserchio, Limiti e Pappiana). Che domenica scorsa, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>San Martino a Ultimano, 3 settembre 2016 &#8211; Quando fede e comunità cristiana divengono occasione di condivisione e comunione. E&#8217; il cammino che sta facendo la <strong>parrocchia di San Martino a Ulmiano </strong> con i profughi nigeriani accolti nel territorio dell&#8217;<strong>Unità Pastorale delle Prata</strong> (comprendente anche le comunità di Pontasserchio, Limiti e Pappiana). Che domenica scorsa, 28 agosto, ha avuto un suggello importante con il <strong>battesimo della piccola Laura</strong>, la bambina figlia di <strong>papà Patrick Obi e mamma Ruth Low</strong>, due giovani richiedenti asilo nigeriani accolti nel territorio e seguiti dalla comunità cristiana sangiulianese.</p>

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<p>&#8221; Stiamo facendo un cammino di grande apertura e cultura dell&#8217;accoglienza &#8211; spiega<strong> don Davis Emeanuli</strong>, il sacerdote nigeriano che segue dal punto di vista pastorale e non il piccolo gruppo di giovani profughi nigeriani -: <strong>due culture che si abbracciano in una sola chiesa</strong>, per un solo credo. Il battesimo è stato un evento gioioso che ha visto una grande partecipazione da parte della comunità locale che sta dando un forte supporto a questi richiedenti asilo. Non bisogna dimenticare le nostre tradizioni originarie &#8211; continua don Davis Emeanuli &#8211; ma andare verso un&#8217;integrazione bilaterale perchè se la cultura può essere diversa, il potere della fede è quello di unire, di superare le barriere e di abbattare tutti i muri.</p>
<p>Sono molto contento inoltre che i genitori della piccola Laura frequentino il nostro gruppo di pastorale familiare: una volta al mese 12 / 14 coppie si soffermano qui in canonica dopo il pranzo a parlare di varie teatiche, quali l&#8217;integrazione, l&#8217;educazione, la famiglia ed è un&#8217;occasione per conoscerci e per riflettere insieme sui vari bisogni. E&#8217; importante inoltre &#8211; conclude – anche il fatto che alcuni giovani profughi siano inseriti nel gruppo liturgico con il canto. Per questo il nostro coro accoglie sia canti inglesi nigeriani che italiani: è un modo di essere partecipi e di vivere la chiesa con una forte sinergia e comunione di intenti&#8221;.</p>
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		<title>Tre profughi al &#8220;Jam Sun&#8221; di Marina di Vecchiano. Presteranno servizio insieme al personale de &#8220;L&#8217;Alba&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 11:18:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Jam Sun]]></category>
		<category><![CDATA[marina di vecchiano]]></category>
		<category><![CDATA[Profughi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, 25 luglio 2016 &#8211; É ufficiale. L’Alba, adesso, è a Marina di Vecchiano con un nuovo locale sul litorale. Il “Jam Sun”, struttura presa in gestione grazie all’accordo con l’amministrazione comunale, ha già aperto i battenti con una proposta sociale che ha permesso l’assunzione di tre nuovi dipendenti e l’integrazione di tre profughi del ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;">Pisa, 25 luglio 2016 &#8211; É ufficiale. <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://www.lalbassociazione.com">L’Alba</a></strong></span>, adesso, è a <strong>Marina di Vecchiano</strong> con un nuovo locale sul litorale. Il <strong>“Jam Sun”</strong>, struttura presa in gestione grazie all’accordo con l’amministrazione comunale, ha già aperto i battenti con una proposta sociale che ha permesso l’assunzione di tre nuovi dipendenti e l’integrazione di <strong>tre profughi del Mahali e dalla Guinea</strong>. Nel locale da poco ristrutturato i tre giovani immigrati, ospitati in un appartamento di via Pietrasantina a Pisa e seguiti dalla<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.cooperativaodissea.org/"> cooperativa “Odissea”</a></span> di Capannori</strong>, presteranno servizio di volontariato sotto la direzione del personale del bar. Una vera e propria accoglienza sul territorio che &#8211; grazie alla sinergia tra l’Alba, il Comune e la cooperativa “Odissea” – consentirà ai tre profughi di imparare un mestiere e combattere il tedio quotidiano. Ancora un progetto dell’associazione pisana che sostiene le categorie svantaggiate per avviarle in percorsi di autonomia.</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/jam-sun-alba.jpg"><img class="size-medium wp-image-4360 alignright" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/jam-sun-alba-300x225.jpg" alt="jam sun alba" width="300" height="225" /></a> Al “Jam Sun” l’Alba ha portato alcune proposte già avviate a Pisa. Tra queste non solo l’integrazione lavorativa di soggetti svantaggiati ma anche il laboratorio di floricoltura, coordinato da<strong> Rita La Mura</strong> che ha abbellito gli ingressi del locale, e i prodotti coltivati con <strong>“Horta – agricoltura sociale”</strong>. “Diamo avvio a questa nuova avventura che sarà aperta sette giorni su sette e che permette l’attivazione di percorsi di autonomia per soggetti fragili – afferma <strong>Diana Gallo</strong>, presidentessa del L’alba – è fondamentale per l’inclusione sociale far partire programmi come questo,anche per offrire nuove opportunità di crescita”.</p>
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		<title>Festa di fine Ramadan mercoledi 6 luglio al Centro &#8221;Madre Teresa&#8221; di Perignano</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 11:04:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, Venerdi 1 luglio 2016  &#8211; Festa di fine Ramadan con il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca mercoledi 6 luglio al Centro Pastorale &#8221;Madre Teresa&#8221; di Perignano (Lari)  promossa dall&#8217;associazione &#8221;Balobasha&#8217;&#8216; e dalla Cooperativa sociale &#8221;Il Cammino&#8221;. L&#8217;appuntamento è alle 20.30 con la cena preparata dalle cuoche del centro pastorale e i ragazzi immigrati ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, Venerdi 1 luglio 2016  &#8211; <strong>Festa di fine Ramadan</strong> con il <strong>vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca</strong> <strong>mercoledi 6 luglio al Centro Pastorale &#8221;Madre Teresa&#8221;</strong> di Perignano (Lari)  promossa dall&#8217;associazione<span style="color: #ff0000;"><strong> <a style="color: #ff0000;" href="http://www.bhalobasa.it/chi-siamo/">&#8221;Balobasha&#8217;</a>&#8216;</strong></span> e dalla <span style="color: #000000;"><strong>Cooperativa sociale &#8221;Il Cammino&#8221;</strong></span>.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/profughi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1371" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/profughi-300x168.jpg" alt="profughi" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L&#8217;appuntamento è alle 20.30 con la cena preparata dalle cuoche del centro pastorale e i ragazzi immigrati ospiti delle comunità di Casciana Terme. Quindi, alle 21.30, le testimonianze di <strong>don Armando Zappolini e</strong> <strong>Gigi Nardetto</strong>, rispettivamente, presidente e responsabile immigrazione del Cnca (Coordinamento nazionale comunità d&#8217;accoglienza).</p>
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		<title>“Ci sentiamo al sicuro per la prima volta, la sicurezza è libertà”. L&#8217;esperienza dei profughi accolti a Lugnano raccontata all&#8217;assessore al sociale di Vicopisano</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 12:44:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, 1 giugno 2016 &#8211; Sono arrivati dall’Afghanistan e dal Pakistan lo scorso ottobre per sfuggire da soprusi, guerre e paure. Fateh, Adam, Najib, khairgul, Rahmno, Abdureman sono i giovani profughi accolti a Lugnano, nell’area di Vicopisano, che in poco tempo hanno trovato la serenità grazie anche all’ospitalità della comunità. Hanno stretto rapporti di buon ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pisa, 1 giugno 2016 &#8211; Sono arrivati dall<strong>’Afghanistan</strong> e dal <strong>Pakista</strong>n lo scorso ottobre per sfuggire da soprusi, guerre e paure. Fateh, Adam, Najib, khairgul, Rahmno, Abdureman sono i giovani<strong> profughi</strong> accolti a <strong>Lugnano</strong>, nell’area di Vicopisano, che in poco tempo hanno trovato la serenità grazie anche all’ospitalità della comunità. Hanno stretto rapporti di buon vicinato con i residenti. Coltivato amicizie con gli abitanti della zona. Durante l’ultimo incontro che hanno avuto con l’assessore alle politiche sociali del Comune di <strong>Vicopisano</strong>,<strong> Valentina Bertini</strong>, è stata proprio una dirimpettaia a parlare di loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Lugnano.jpg"><img class="size-medium wp-image-4025 alignright" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Lugnano-300x260.jpg" alt="Lugnano" width="300" height="260" /></a>“Sono educati, tranquilli, generosi – diceva &#8211; si sono ambientati subito, ed è stato spontaneo trovarci bene con loro, ci aiutiamo. Hanno dato una mano a mio marito anche nel vigneto e ora stiamo pensando di fare un orto”. Grazie alla mediazione di <strong>Renato Petrone</strong>, della <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.arnera.org/"><strong>cooperativa Arnera</strong></a></span>, i giovani hanno raccontato all&#8217;assessore la loro esperienza da esuli e il loro viaggio della speranza. Hanno svelato a fatica una quotidianità di soprusi, paure, guerra, spari, bombe, uccisioni, vittime ed esplosioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ora, per loro, qualcosa è cambiato. “Ci sentiamo al sicuro per la prima volta – raccontavano &#8211; la sicurezza è libertà”. Alcuni durante il colloquio sono rimasti a testa bassa, ma parlando del loro soggiorno in Italia la vivacità si è riaccesa. Adesso, infatti, frequentano corsi, prestano volontariato alla <strong>Misericordia di Vicopisano</strong>, collaborano con l’Arci, l’Ortaccio e l’Associazione Dèi Camminanti e presto saranno coinvolti in diversi progetti che li vedranno impegnati e attivi nella comunità. Sono stati loro a parlarne all’assessore, con una luce negli occhi che le tragedie del loro Paese aveva spento.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;Ospitare il forestiero e consolare l&#8217;afflitto&#8221;, i profughi animano l&#8217;incontro di Comunione e Liberazione domani alla chiesa di San Nicola</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2016 09:26:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, 9 maggio 2016 &#8211; E&#8217; un incontro di preghiera e integrazione. &#8220;Ospitare il forestiero e consolare l&#8217;afflitto&#8221; è il quinto appuntamento della XVI novena di pentecoste, organizzato da Comunione e Liberazione, che pone l&#8217;attenzione sulle politiche di inserimento degli immigrati nei Paesi d&#8217;accoglienza. Il ritrovo pensato da Cl, previsto martedì 10 maggio alle 21 ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 9 maggio 2016 &#8211; E&#8217; un incontro di preghiera e integrazione. <strong>&#8220;Ospitare il forestiero e consolare l&#8217;afflitto&#8221;</strong> è il quinto appuntamento della XVI novena di pentecoste, organizzato da <strong>Comunione e Liberazione</strong>, che pone l&#8217;attenzione sulle politiche di inserimento degli immigrati nei Paesi d&#8217;accoglienza. Il ritrovo pensato da Cl, previsto <strong>martedì 10 maggio</strong> alle 21 nella <strong>chiesa di San Nicola</strong> in via Santa Maria, ha coinvolto nell&#8217;organizzazione proprio i protagonisti dell&#8217;evento: i profughi nigeriani ospitati nella <strong>canonica di San Martino Ulmiato</strong> hanno preparato due canti in lingua inglese e, al termine della celebrazione, uno di loro parlerà della sua esperienza da esule.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/pentecoste.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3871" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/pentecoste-300x207.jpg" alt="pentecoste" width="300" height="207" /></a></p>
<p>Per favorire e sostenere l&#8217;integrazione il libretto della messa sarà in doppia lingua (<strong>italiano e inglese</strong>), così da garantire la possibilità di seguire la novena per l&#8217;intera liturgia. Tra i profughi coinvolti ci saranno anche gli ospiti del<strong> Cottolengo</strong> e quelli di <strong>via della Faggiola</strong>.</p>
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		<title>A Pisa apre il primo mercato agricolo dei migranti in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2016 04:26:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[I profughi venderanno verdure e piante aromatiche di propria produzione. A Pisa il primo mercato agricolo italiano dei migranti. I prodotti, venduti nell’ambito del mercato di Campagna Amica di Coldiretti, è il frutto del progetto Migranti Integrazione Agricoltura Pisana, nato nel luglio 2015 in seguito alla firma di un protocollo tra la Cooperativa Arnera, la Società della Salute, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I profughi venderanno verdure e piante aromatiche di propria produzione<strong>. A Pisa il primo mercato agricolo italiano dei migranti</strong>. I prodotti, venduti nell’ambito del mercato di<a href="http://www.campagnamica.it/Pagine/default.aspx"><span style="color: #ff0000;"><strong> Campagna Amica</strong></span></a> di <a href="http://www.campagnamica.it/Pagine/default.aspx"><span style="color: #ff0000;"><strong>Coldiretti</strong></span></a>, è il frutto del progetto Migranti Integrazione Agricoltura Pisana, nato nel luglio 2015 in seguito alla firma di un protocollo tra la <strong><span style="color: #ff0000;">Cooperativa Arnera</span></strong>,<a href="http://www.sds.zonapisana.it"><strong><span style="color: #ff0000;"> la Società della Salute</span></strong></a>, il <a href="http://www.comune.sangiulianoterme.pisa.it"><span style="color: #ff0000;"><strong>Comune di San Giuliano Terme</strong></span></a> e l&#8217;associazione <a href="http://ortipisani.it/faces/home.xhtml"><span style="color: #ff0000;"><strong>Ortipisani onlus</strong></span></a>, a cui successivamente, su invito di quest’ultima, ha dato adesione Coldiretti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/profughi_volontari.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-3392" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/profughi_volontari.jpeg" alt="profughi_volontari" width="299" height="168" /></a></p>
<p>Sono <strong>18</strong> i <strong>migranti</strong>, principalmente provenienti dal corno d’Africa, tra i 18 e 25 anni,protagonisti del progetto e del mercato che sarà il primo positivo esempio, in Italia, di integrazione attiva nell’agricoltura a filiera corta. I migranti hanno partecipato a un corso di formazione di introduzione alle tecniche agricole per fare successivamente pratica nei terreni incolti o abbandonati messi a disposizione gratuitamente dal Parco di San Rossore e da alcune aziende locali.</p>
<p>Tra di loro c&#8217;e&#8217; Pipoy (Pa Wujeh Njie) arrivato nel 2014 dal Gambia. E&#8217; sbarcato in Sicilia, a Trapani. Nel suo paese, il padre, è un perseguitato politico. E lui è scappato, insieme a tanti suoi connazionali per inseguire il sogno di una vita migliore. Oggi vede la luce in fondo al tunnel. Le sue piantine aromatiche, coriandolo, menta bergamotto, nepitella, crescione ed ortaggi, sono in vendita.</p>
<p>Il ruolo di Coldiretti, oltre alla possibilità di presentare e vendere i prodotti del lavoro dei migranti nel contesto di uno dei più importanti mercati toscani della filiera corta di Campagna Amica, è stato contribuire alla formazione dei ragazzi, soprattutto sotto il profilo tecnico della costruzione di impresa e aiutare i migranti negli interventi di recupero e messa a dimora dei terreni agricoli che da lì a poco sarebbero andati a coltivare. Un domani, si spera non troppo lontano, potranno essere imprenditori o lavoratori agricoli e proporre i prodotti del loro lavoro ai mercati o alle aziende agricole</p>
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		<title>Giubileo della Misericordia e accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati. Il vademecum della Conferenza episcopale italiana</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2016 15:54:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[All’Angelus del 6 settembre scorso, il Santo Padre “di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita” invitava ad essere loro prossimi e “a dare loro una speranza concreta”. Da qui, alla vigilia del ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>All’Angelus del 6 settembre scorso, il Santo Padre “di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita” invitava ad essere loro prossimi e “a dare loro una speranza concreta”. Da qui, alla vigilia del Giubileo della Misericordia, l’accorato appello di Papa Francesco “alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi”.</p>
<p>L’appello del Papa ha trovato già le Chiese in prima fila nel servizio, nella tutela, nell’accompagnamento dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Infatti, su circa <strong>95.000 persone migranti</strong> &#8211; ospitate nei diversi Centri di accoglienza ordinari (CARA) e straordinari (CAS), nonché nel Sistema nazionale di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) &#8211; <strong>diocesi e parrocchie, famiglie e comunità religiose, accolgono in circa 1600 strutture oltre 22.000 dei migranti.</strong></p>
<p>Consapevole dell’importanza di allargare la rete dell’accoglienza, quale segno di una Chiesa che – come ricorda il Concilio Vaticano II – “cammina con le persone” (G.S. n.40), la Conferenza Episcopale Italiana, ha subito accolto con gratitudine l’appello del Papa, rinnovando la disponibilità a curare le ferite di chi è in fuga con la solidarietà e l’attenzione, riscoprendo la forza liberante delle opere di misericordia corporale e spirituale. Il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia sollecita anche a un impegno rinnovato, consapevoli che “le famiglie dei migranti (…) devono poter trovare, dappertutto, nella Chiesa la loro patria. È questo un compito connaturale alla Chiesa, essendo segno di unità nella diversità” (Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, n.77).</p>
<p>Per accompagnare le diocesi e le parrocchie in questo cammino con i richiedenti asilo e rifugiati, la Cei ha pensato a una sorta di vademecum, che possa aiutare a individuare forme e modalità per ampliare la rete ecclesiale dell’accoglienza a favore delle persone richiedenti asilo e rifugiate che giungono nel nostro Paese, nel rispetto della legislazione presente e in collaborazione con le Istituzioni. Si tratta di un gesto concreto e gratuito, un servizio, segno di accoglienza che si affianca ai molti altri a favore dei poveri (disoccupati, famiglie in difficoltà, anziani soli, minori non accompagnati, diversamente abili, vittime di tratta, senza dimora…) presenti nelle nostre Chiese: un supplemento di umanità, anche per vincere la paura e i pregiudizi. Come si legge nei nostri Orientamenti pastorali decennali Educare alla vita buona del Vangelo, “l’opera educativa deve tener conto di questa situazione e aiutare a superare paure, pregiudizi e diffidenze, promuovendo la mutua conoscenza, il dialogo e la collaborazione” (CEI, Educare alla vita buona del Vangelo, n. 14).</p>
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    <br />
    Vademecum Accoglienza, 13 ottobre 2015.pdf<br />
    
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  <table border="0">
   
   
   
   
   
   
   <tr><td><strong>Data:</strong></td><td>23 gennaio 2016</td></tr>
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		<title>Calcio e integrazione, all&#8217;Arena Garibaldi progetto pilota nazionale: 11 profughi impegnati in servizi di volontariato allo stadio. Gattuso: &#8221;Dare una mano a chi fugge dalla disperazione&#8221;</title>
		<link>https://www.caritaspisa.com/wordpress/calcio-e-integrazione-allarena-garibaldi-progetto-pilota-nazionale-11-profughi-impegnati-in-servizi-di-volontariato-allo-stadio-gattuso-dare-una-mano-a-chi-fugge-dalla-disperazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 16:42:03 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>«La politica, sia da una parte che dall&#8217;altra, tante volte li strumentalizza un po&#8217; per riuscire a prendere qualche voto in più e, invece, bisognerebbe provare a dare una mano a chi si è lasciato alle spalle situazioni di disperazione, come si propone di fare, in piccolo, questo progetto». C&#8217;è anche l&#8217;approvazione di <strong>Rino Gattuso</strong> su <strong>“calcio e integrazione”</strong>, il progetto pilota nazionale che ha messo insieme una vera e propria squadra sociale e istituzionale che vede in prima fila il <strong><a href="http://www.pisachannel.tv">Pisa</a> e la<a href="http://www.paimcoop.org"> cooperativa sociale Paim</a></strong> ma coinvolge anche<a href="http://www.sds.zonapisana.it"> <strong>Società della Salute della Zona Pisana</strong></a>,<a href="http://www.regione.toscana.it"><strong> amministrazione regionale</strong></a>, <a href="http://www.aclipisa.com"><strong>Acli</strong></a> e l&#8217;agenzia formativa <a href="http://www.aforismatoscana.net"><strong>Aforisma</strong></a> con l&#8217;obbiettivo di offrire la possibilità di svolgere un servizio di volontariato civico all&#8217;interno dell&#8217;Arena Garibaldi a undici immigrati accolti nel territorio pisano. «<strong>Coinvolgere anche qualche mio ex compagno in un&#8217;amichevole di sensibilizzazione con per questi ragazzi? Assolutamente sì:</strong> mi prendo l&#8217;impegno e cercherò di dare una mano» ha detto il campione del mondo accogliendo la proposta lanciata dalla presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi che ha preso parte alla conferenza stampa insieme al direttore <strong>Giuseppe Cecchi</strong> e che in precedenza aveva lanciato l&#8217;idea «di invitare il presidente del Consiglio Matteo Renzi ed organizzare una partita di calcio coinvolgendo il Pisa, i ragazzi e figure di primo piano del mondo del calcio in modo da sensibilizzare il più possibile sull&#8217;accoglienza».</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pisa_ProgettoStadio3jpg.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2290" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pisa_ProgettoStadio3jpg-300x180.jpg" alt="Pisa_ProgettoStadio3jpg" width="300" height="180" /></a></p>
<p>Il glorioso ma un po&#8217; vetusto stadio nerazzurro, infatti, nei prossimi mesi ospiterà, per alcune ore al giorno,<strong> undici profugh</strong>i fuggiti dalle guerre e dalla disperazione che, ormai da anni, contraddistingue tanta parte dell&#8217;<strong>Africa Subsahariana</strong> (tre dal Mali, due da Senegal e Nigeria e uno Guinea Bissau, Repubblica Centrafricana e Costa d&#8217;Avorio) attualmente accolti nelle strutture gestite dalla Paim e che potranno fare quest&#8217;esperienza nell&#8217;ambito degli interventi di volontariato civico supportati dall&#8217;amministrazione regionale e dalla Società della Salute della Zona Pisana che assicurano la copertura delle spese assicurative e di quelle per l&#8217;acquisto di eventuali strumenti e indumenti da lavoro.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pisa_ProgettoStadio.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2292 aligncenter" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pisa_ProgettoStadio-300x180.jpg" alt="Pisa_ProgettoStadio" width="300" height="180" /></a></p>
<p>«Gli undici migranti, a rotazione, il giorno della partita saranno impiegati come assistenti steward e si occuperanno d&#8217;indirizzare il pubblico in entrata e uscita, presidiare i punti d&#8217;ingresso e le altre postazioni strategiche dello stadio e prevenire le situazioni di sovraffollamento – ha spiegato il <strong>presidente della Paim Giancarlo Freggia</strong> -. Durante la settimana, invece, collaboreranno alla manutenzione ordinaria dello stadio e dell&#8217;impianto sportivo: dall&#8217;annaffiare il campo al taglio dell&#8217;erba fino a piccoli lavori di muratura e imbiancatura sempre più spesso necessari in uno stadio dal passato glorioso ma che, come è noto, comincia a risentire un po&#8217; del peso degli anni». «In questo modo – ha aggiunto Lucchesi -i ragazzi avranno la possibilità di conoscere la città che li accoglie a partire da quello che è uno dei suoi luoghi principali di socializzazione dato che l&#8217;Arena Garibaldi è frequentata quotidianamente da decine di pisani che diventano migliaia il giorno della partita e anche di fare un&#8217;esperienza formativa che gli tornerà utile successivamente per inserirsi nel mercato del lavoro».</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pisa_ArenaGaribaldi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2294" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pisa_ArenaGaribaldi-300x180.jpg" alt="Pisa_ArenaGaribaldi" width="300" height="180" /></a></p>
<p>Contento anche <strong>l&#8217;assessore regionale all&#8217;immigrazione Vittorio Bugli</strong>: «Queste cose fanno bene non solo al calcio, ma anche al sociale – ha detto – sono iniziative aiutano tantissimo l&#8217;integrazione e fanno capire come l&#8217;accoglienza sia patrimonio piuttosto diffuso della cultura della nostra regione». Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda il responsabile nazionale immigrazione delle Acli <strong>Antonio Russo</strong>: «C&#8217;impegneremo perchè l&#8217;esperienza di Pisa possa essere replicata in tante altre città e stadi e palazzetti dello sport d&#8217;Italia».</p>
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