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	<title>Caritas Pisa &#187; presentazione</title>
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		<title>Dossier statistico Idos 2022, in Toscana l&#8217;immigrazione si ferma e calano gli alunni stranieri. Il video e tutti i materiali della presentazione</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 04:55:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, giovedì 27 ottobre 2022 – Meno alunni immigrati fra i banchi di scuola della Toscana. E&#8217; l&#8217;onda lunga dell&#8217;emergenza sanitaria da Covid-19 che ha fatto sentire i suoi sulle iscrizioni del penultimo anno scolastico quello che si è chiuso a giugno. Nel 2020/21, infatti, gli iscritti stranieri iscritti  sono stati 71.769, l&#8217;1,6% in meno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, giovedì 27 ottobre 2022 – Meno alunni immigrati fra i banchi di scuola della Toscana. E&#8217; l&#8217;onda lunga dell&#8217;emergenza sanitaria da Covid-19 che ha fatto sentire i suoi sulle iscrizioni del penultimo anno scolastico quello che si è chiuso a giugno. Nel 2020/21, infatti, gli iscritti stranieri iscritti  sono stati 71.769, l&#8217;1,6% in meno rispetto ai 72.919 dell&#8217;anno precedente. E&#8217; una diminuzione lieve anche se leggermente più marcata della media nazionale (-1,3%), e comunque rilevante perché, dopo un decennio di aumenti ininterrotti, per la prima volta la popolazione studentesca d&#8217;origine immigrata non cresce. Beninteso, non si tratta di una tendenza limitata agli alunni stranieri, è il numero complessivo degli studenti delle scuole della regione che si è abbassato dato che all’inizio dello scorso anno scolastico negli istituti della Toscana si sono contati 6.683 iscritti in meno. Per gli stranieri, però, la frenata è stata lievemente più brusca: -1,6% contro il -1,3% degli italiani. «Sono dati da tenere sotto monitoraggio anche il prossimo anno per capire se la diminuzione sarà riassorbita e, dunque, se si stratta di un fenomeno transitorio, strettamente legato alla fase emergenziale, oppure se avrà un effetto di trascinamento più prolungato nel tempo» si legge nella <span style="color: #ff0000;"><strong>Dossier statistico immigrazione Ido 2022</strong></span>, lo storico e atteso rapporto annuale giunto alla 32esima edizione che, in <strong><span style="color: #ff0000;">Toscana</span></strong>, è stato presentato pubblicamente a Pisa giovedì 27 ottobre, in contemporanea con le altre 21 presentazioni che si sono svolte in tutte le regioni d&#8217;Italia.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Alunni stranieri: il dettaglio.</strong> </span>La diminuzione degli alunni stranieri, per altro ,non ha una connotazione territoriale dato che riguarda tutte le province della regione, eccezion fatta per Lucca (+0,8%), sia pure con intensità variabile: il calo più marcato ha interessato Grosseto (-3,1%) e Firenze (-2,9). I più penalizzati sono stati gli alunni di prima generazione, quelli che non sono nati in Italia, diminuiti del 5,4% a fronte di un decremento medio regionale dell’1,3% mentre gli alunni nati in Italia registrano addirittura un lievissimo segno positivo (+0,2%). Soprattutto, però, il calo degli iscritti è collegato al grado scolastico ed è mediamente più intenso per gli studenti stranieri sia in senso negativo che positivo. Nelle scuole dell’infanzia la popolazione studentesca è scesa del 5,7%, quella degli alunni stranieri del 10,3. Al polo opposto le secondarie di II grado. Qui gli iscritti sono aumentati: dell’1,7% in generale e del 7,3% con riferimento agli studenti immigrati.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La popolazione immigrata</strong>.</span> La diminuzione degli studenti va in parallelo con quella della popolazione straniera: sono 424.215, infatti, gli immigrati residenti in Toscana alla fine del 2021, lo 0,4% in meno rispetto all&#8217;anno precedente. Una contrazione lieve, corrispondente a 1.716 persone, e distribuita in modo non uniforme sul territorio regionale: il decremento, infatti, ha riguardato in misura più significativa la Toscana meridionale con Siena che fa segnare la diminuzione maggiore (-3,1%), seguita da Grosseto (-2,6%) e Arezzo (1,0%).</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Acquisizioni di cittadinanza e titoli di soggiorno a termine.</strong></span> Eppure in pochi se ne sono davvero andati: nel bilancio demografico del 2020, infatti, gli stranieri cosiddetti “cancellati per l&#8217;estero”, ossia coloro che hanno lasciato la Toscana e l&#8217;Italia per andare a vivere in un altro Paese, sono stati appena 2.943, lo 0,7% di tutti gli immigrati residenti. «L&#8217;impressione è che buona parte di coloro che non risultano più residenti in Toscana, in realtà, vivano ancora nel territorio regionale, ma con uno status giuridico diverso» si legge nel Dossier. Molto stabile per coloro che, nel corso del 2020, hanno acquisito la cittadinanza italiana, pari a circa 13.282 ex stranieri, con un tasso di acquisizione di cittadinanza medio del 32 per mille, che sale al 38,3 ad Arezzo, al 54,5 a Siena e al 57,3 a Grosseto, esattamente le province che avevano fatto segnare la contrazione più significativa. Molto più precaria, invece, per coloro che avevano n titolo di soggiorno a scadenza e lo hanno perso finendo nell&#8217;area dell&#8217;irregolarità: i permessi di questo tipo, infatti, nel 2021 sono stati 98.151, il 15,0% in meno rispetto ai 115.460 del 2020, anno in cui si era già assistito a un decremento del 9%.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>L’occupazione.</strong></span> La precarietà giuridica corre in parallelo con quella lavorativa. Nel 2021 il tasso di disoccupazione degli immigrati “toscani” è stato del 13,8%, più del doppio rispetto a quello degli italiani (6,6%), quello di sottoccupazione, dato da coloro che svolgono un lavoro a tempo parziale pur potendo lavorare più ore, dell&#8217;8,5%, contro il 3,2% dei lavoratori italiani. In generale il mercato del lavoro toscano rimane fortemente segmentato offrendo opportunità assai diverse a italiani e stranieri :gli immigrati, infatti, sono impiegati in larga maggioranza come lavoratori manuali (62,0%) e solo il 9,5% ha un&#8217;occupazione come dirigente o svolge professioni intellettuali o tecniche. Per gli occupati italiani la situazione è ribaltata: il 30,4% svolge lavori manuali e il 37,8% è dirigente o professionista. La segmentazione lavorativa, per altro, è confermata anche dalla distribuzione per settori:gli occupati stranieri sono molto più propensi degli italiani a lavorare nel comparto del lavoro domestico e, in misura minore, nelle costruzioni e nel settore agricolo. Colpisce soprattutto il dato relativo ai servizi domestici, che occupano il 19,1% degli occupati stranieri ma solo l’1,5% degli italiani. Le proporzioni sono un po’ meno squilibrate nel comparto delle costruzioni (11,3% contro 5,5%) e in agricoltura (5,7% contro 2,8%).</p>
<p><strong>Imprenditoria straniera.</strong> Così la via dell&#8217;autoimprenditorialità, sovente, rimane l&#8217;unica da percorrere per coltivare speranze di mobilità sociale o, più semplicemente, per conservare il titolo di soggiorno: nel 2021, infatti, le imprese gestite da cittadini nati all&#8217;estero sono ulteriormente cresciute rispetto all&#8217;anno precedente (+1,4%), toccando quota 59.977, mentre quelle gestite da italiani continuano a diminuire (-0,7%).</p>
<p>Il <a title="Il video" href="https://youtu.be/1DdeY-mJ4vU" target="_blank"><strong>video</strong></a> della presentazione</p>
<p>La <span style="color: #0000ff;"><strong>sintesi</strong></span> nazionale</p>
<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/Scheda%20di%20sintesi_Dossier%202022(2).pdf" title="Download La scheda di sintesi del Dossier 2022">La scheda di sintesi del Dossier 2022</a> (4.0 MiB)</p>
<p>Le <span style="color: #0000ff;"><strong>slide</strong></span> sulla Toscana</p>
<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/Presentazione_Toscana.pdf" title="Download Le slide della Toscana">Le slide della Toscana</a> (831.5 KiB)</p>
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		<title>Effetto pandemia, anche in Toscana gli immigrati diminuiscono: -1,5% rispetto al 2019. Prima contrazione dopo 20 anni di crescita. Scarica le slide sulla Toscana e la sintesi del rapporto.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 14:35:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, giovedì 28 ottobre 2021 &#8211; Il “ciclone pandemia” si abbatte anche sull&#8217;immigrazione in Toscana. A dirlo in modo più che eloquente è la fotografia scattata dal Dossier Statistico Idos 2021: “Nell’anno della pandemia stranieri regolarmente presenti sono diminuiti per la prima volta dopo almeno venti anni di crescita continua dato che la popolazione straniera ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, giovedì 28 ottobre 2021 &#8211; Il “ciclone pandemia” si abbatte anche sull&#8217;immigrazione in Toscana. A dirlo in modo più che eloquente è la fotografia scattata dal Dossier Statistico Idos 2021: “Nell’anno della pandemia stranieri regolarmente presenti sono diminuiti per la prima volta dopo almeno venti anni di crescita continua dato che la popolazione straniera residente in Toscana nel 2020, infatti, si è fermata 392.108, ben 6.003 in meno rispetto alle 398.111 del 2019. In termini percentuali si tratta di un decremento lieve (-1,5%) ma tre volte superiore a quello medio nazionale (-0,5%)” hanno spiegato <span style="color: #ff0000;"><strong>Francesco Paletti e Federico Russo</strong></span>, i redattori del capitolo regionale del Dossier stamani (giovedì 28 ottobre 2021) a Pisa nel corso della presentazione regionale del rapporto Idos. Aperto con l’intervento dell’<span style="color: #ff0000;"><strong>assessore regionale con delega all’immigrazione Stefano Ciuoffo</strong></span> che ha sottolineato la necessità di “un’azione più incisiva per cambiare rapidamente la legislazione nazionale e internazionale in materia d’immigrazione perché con quella attuale è difficilissimo andare oltre la logica dell’emergenza è quanto accaduto con la recente accoglienza dei profughi afgani è lì ha dimostrarcelo – ha detto -: li abbiamo dovuti indirizzare inizialmente verso i Cas perché nemmeno nel loro caso siamo stati in grado di riconoscerli immediatamente come rifugiati politici, cosa che era evidente nei fatti e impossibile da smentire. Poi qualcosa è cambiato, grazie anche alle pressioni che abbiamo fatto come amministrazione regionale, ma la contraddizione è stridente e mette chiaramente in luce i limiti dell’attuale normativa”.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Occupazione: in fumo 20mila posti di lavoro, la metà sono di stranieri.</strong> </span>La diminuzione delle presenze, peraltro, non è l&#8217;unica conseguenza lasciata dalla crisi economica e sociale dall&#8217;emergenza sanitaria. Covid-19, infatti, ha fatto sentire pesantemente il suo impatto anche sul mercato del lavoro. Per la manodopera immigrata in modo anche più marcato rispetto alla media regionale: nel 2020, in Toscana, infatti, secondo le stime dell&#8217;Istat sono andati in fumo circa 20mila posti di lavoro, oltre la metà dei quali occupati da cittadini stranieri che, quindi, passano da oltre 205mila a meno di 195mila. “In conseguenza di questo impatto asimmetrico della crisi l’incidenza dei migranti sul totale degli occupati è stimata al 12,0%, il valore più basso dal 2017” hanno spiegato i due ricercatori.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Lavoro di cura: 7mila lavoratrici in meno in un anno.</strong></span> A pagare il dazio più pesante sono state le lavoratici immigrate, pari al 44% di tutta la forza lavoro straniera, cinque punti in meno rispetto al 2017. La causa è di nuovo la pandemia e l&#8217;impatto che ha avuto sul lavoro domestico: “Nel 2020 questo comparto ha dato lavoro ad oltre 41mila cittadini stranieri con una diminuzione rispetto all’anno precedente di circa 7.000 unità – hanno sottolineato Paletti e Russo-. Si tratta di posti di lavori persi che costituiscono una grande parte della complessiva diminuzione dell’occupazione straniera in Toscana e che allo stesso tempo spiegano il perché siano state le lavoratrici straniere a subire le conseguenze più dure della pandemia”</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Eppure il tasso di disoccupazione diminuisce: i motivi.</strong> I</span>n quadro a tinte piuttosto fosche sorprende scoprire che il tasso di disoccupazione degli stranieri è diminuito passando dal 14 al 12,1% in dodici mesi. La spiegazione, però, è assai poco tranquillizzante: “La soluzione più plausibile a questo apparente paradosso è che, date le misure restrittive adottate per contenere la pandemia, molti cittadini stranieri abbiano smesso di cercare attivamente lavoro – hanno spiegato i due redattori &#8211; e quindi non siano stati più conteggiati tra i disoccupati ma tra gli inattivi, ossia coloro che per i più vari motivi non si dichiarano interessati a lavorare o a cercare un impiego”.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Non comunitari: -17mila permessi di soggiorno in meno, “rischia di aumentare l’irregolarità” </strong></span> In picchiata anche i permessi di soggiorno rilasciati dalle questure agli immigrati non comunitari passati dai 302.305 del 2019 ai 284.343 del 2020, -5,9% in appena dodici mesi corrispondenti a 17.962 titoli di soggiorno in meno. Diminuiscono soprattutto i migranti non Ue titolari di un permesso di soggiorno a termine, sia pure spesso di lunga durata (-9,3%) ma il decremento colpisce anche i c.d. “lungosoggiornanti” in possesso di un titolo di durata illimitata (-3,6%). “Se per quest’ultimi si può presumere un percorso d’inserimento sociale virtuoso sfociato nell’acquisizione della cittadinanza (nel 2020 sono state 13.043, il 17,1% in più rispetto all&#8217;anno precedente), è con più apprensione che, invece è doveroso guardare agli 11.597 immigrati non Ue che hanno perso nel corso dell’anno il loro titolo di soggiorno a termine perché – hanno evidenziato Paletti e Russo &#8211; il rischio concreto è che la crisi economica e sociale innescata dalla pandemia gli abbia fatto perdere il lavoro spingendoli verso l’area dell’irregolarità”</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Residenti: il 10,7% è straniero. Il primato di Prato</span>.</strong> Nonostante ciò, la Toscana rimane una delle grandi regioni d&#8217;immigrazione d&#8217;Italia. I migranti, infatti, costituiscono ancora il 10,7% dei residenti, un dato ampiamente superiore alla media nazionale (8,5%) e sintesi di un andamento abbastanza differenziato nei diversi contesti provinciali: a Prato, infatti, si arriva addirittura al 18,9% e a Firenze si rimane, comunque, attorno al 12%. Incidenza in linea con la media regionale anche a Siena (10,7) e Arezzo (10,5). In tutte le altre province, invece, ci si colloca al di sotto di tale soglia: Grosseto e Pistoia (9,9), Pisa (9,7), Livorno e Lucca (8,0) e Massa Carrara (7,4).</p>
<p>Le conclusioni le ha tirate <span style="color: #ff0000;"><strong>l’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto</strong></span> dopo gli interventi del professor Marcello Di Filippo, docente di diritto internazionale all’università di Pisa, di Tania Benvenuti del Coordinamento Immigrazione di Cgil Toscana e di Mehari Tesfalem, rifugiato politico e studente universitario eritreo, arrivato dai campi profughi dell’Etiopia nell’ambito del progetto Unicore, corridoi universitari per studenti rifugiati politici.  “Sono preoccupato perché il dossier, in realtà, non ci dice che l’immigrazione è diminuita ma che rischiano di aumentare seriamente gli “invisibili”, ossia coloro che scivolano in una condizione d’irregolarità, con conseguente aumento del disagio e della marginalità sociale – ha detto Benotto-: si continua ad affrontare l’immigrazione con la logica dell’emergenza quando invece siamo di fronte a un fenomeno strutturale, di fronte al quale non si può tornare indietro. C’è sicuramente la necessità di trovare nuove soluzioni, anche tecniche, per cambiare la legislazione, ma è soprattutto necessario che tali scelte debbano avere basi valoriali solide: davvero vogliamo andare avanrti con la logica del “si salvi chi può”? Siamo di fronte ad un problema antropologico ineludibile che ha bisogno di risposte valoriali forti. Che per me, in quanto vescovo, sono quelle che fornisce la Costituzione e il Vangelo”.</p>
<p>Il volume può essere richiesto contattando la Caritas diocesana di Pisa (tel.050.560952, mail: osservatorio@caritaspisa.it.</p>
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		<title>Per la prima volta in calo gli immigrati in Italia. Le anticipazioni del 31esimo Dossier Idos che sarà presentato giovedì 28 ottobre.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[28 ottobre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier Idos]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma, 14 ottobre 2021 &#8211; L’Italia, in declino demografico da almeno sei anni, nel 2020 registra, per la prima volta da 20 anni a questa parte, anche il calo più alto della popolazione straniera. In un solo anno il Paese perde in tutto quasi 200mila abitanti e i residenti stranieri diminuiscono di 26.422 unità (-0,5%), ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 14 ottobre 2021 &#8211; L’Italia, in declino demografico da almeno sei anni, nel 2020 registra, per la prima volta da 20 anni a questa parte, anche il calo più alto della popolazione straniera. In un solo anno il Paese perde in tutto quasi 200mila abitanti e i <span style="color: #ff0000;"><strong>residenti stranieri</strong> <strong>diminuiscono di 26.422 unità</strong></span> (-0,5%), attestandosi su <strong>5.013.215</strong>. Sembrano quindi superati i tempi in cui la popolazione straniera residente compensava i saldi naturali negativi degli italiani.<br />
Il calo dei residenti stranieri è l’esito di diverse voci del bilancio demografico del 2020: iscrizioni all’anagrafe di stranieri arrivati direttamente dall’estero, cancellazioni di stranieri che hanno lasciato l’Italia per l’estero, cancellazioni effettuate d’ufficio per irreperibilità o perdita dei requisiti, acquisizioni di cittadinanza italiana da parte di stranieri, nascite e decessi registrati nell’anno.</p>
<p>A causa delle chiusure dovute alle misure di contenimento della pandemia, le<strong><span style="color: #ff0000;"> iscrizioni dall’estero(177.304)</span></strong> di residenti stranieri calano di un terzo <span style="color: #ff0000;"><strong>(-33,0%)</strong> </span>rispetto al 2019 e di poco meno (-30,6%) rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Quasi dimezzati anche gli stranieri <span style="color: #ff0000;"><strong>cancellati per l’estero</strong></span>(29.682): il <span style="color: #ff0000;"><strong>48,4% in meno</strong></span> del 2019. La differenza tra stranieri iscritti dall’estero e stranieri cancellati per l’estero (saldo migratorio estero) è quindi positiva (+147.622), ma più bassa di circa 58mila unità rispetto al 2019.</p>
<p>Guardando alla differenza tra nati e morti, l’Italia registra, anche a causa della pandemia, un <strong><span style="color: #ff0000;">incremento della mortalità </span></strong>che porta a un saldo naturale della popolazione totale negativo per 342.042 unità: la componente italiana perde, tra nati e morti, 392.108 persone, mentre quella straniera, grazie alle nascite, aumenta di 50.066. Gli stranieri, per la loro più giovane età, hanno patito meno gli effetti letali della pandemia ma, nonostante ciò, la loro <span style="color: #ff0000;"><strong>mortalità </strong></span>è cresciuta in un anno del <strong>25,5%</strong> (1.892 decessi in più del 2019) e registra l’incremento maggiore nel <span style="color: #ff0000;"><strong>Nord-Ovest</strong> (<strong>+36,0%</strong>)</span>, più colpito dalla diffusione del virus.</p>
<p>Seppure il saldo migratorio estero e quello naturale siano anche nel 2020 di segno positivo, i residenti stranieri calano a causa di <strong>1<span style="color: #ff0000;">18.949</span></strong><span style="color: #ff0000;"> <strong>cancellazioni d’ufficio</strong></span> per “altri motivi” (irreperibilità o scadenza del permesso di soggiorno) e di <span style="color: #ff0000;"><strong>133mila</strong> </span>stranieri che hanno acquisito la <span style="color: #ff0000;"><strong>cittadinanza italiana</strong></span>.</p>
<p>Nel caso dei cittadini non comunitari, al blocco delle frontiere si è aggiunto il <span style="color: #ff0000;"><strong>rallentamento</strong></span> nella gestione delle <span style="color: #ff0000;"><strong>pratiche amministrative</strong></span>: solo con il rilascio del permesso di soggiorno, infatti, è possibile l’iscrizione anagrafica, che oltretutto avviene dopo una presenza in Italia di una certa durata.</p>
<p>Da tutti questi elementi scaturisce la diminuzione registrata nel 2020. In 20 anni, solo nel 2015 e nel 2016 si erano registrati lievi cali (rispettivamente -4.203 e<br />
-12.409), ma decisamente più bassi e rilevati a posteriori dall’Istat (revisione post censuaria). Invece, il calo del 2020 è il più alto mai avuto e, al netto delle acquisizioni di cittadinanza italiana e delle cancellazioni d’ufficio, è riconducibile alla pandemia (salvo aggiornamenti che l’Istat comunicherà a fine 2021 con i dati definitivi).</p>
<p>Nel mercato del lavoro, la pandemia ha prodotto un <strong><span style="color: #ff0000;">eccezionale calo dell’occupazione complessiva</span> </strong>(in tutto 456mila lavoratori in meno: -2,0%) e, parallelamente, una forte riduzione della disoccupazione (-271mila: -10,5%). Due fenomeni in apparenza contrastanti, ma da leggere insieme all’aumento dell’inattività (ossia di chi non ha e non cerca lavoro): pandemia, restrizioni per il contrasto della diffusione del virus e chiusura di molte attività durante i lockdown, hanno <span style="color: #ff0000;"><strong>fortemente scoraggiato la ricerca del lavoro </strong></span>anche tra gli stranieri.</p>
<p>Il <span style="color: #ff0000;"><strong>numero degli</strong> <strong>occupati stranieri</strong>,</span> in continua crescita dal 2004, nel 2020 <span style="color: #ff0000;"><strong>si</strong> <strong>riduce del 6,4%</strong></span> (-1,4% per gli italiani), la <span style="color: #ff0000;"><strong>disoccupazione</strong> <strong>del 12,4%</strong></span> (-10,1% per gli autoctoni), mentre l’<span style="color: #ff0000;"><strong>inattività</strong> <strong>cresce</strong> <strong>del 16,2%</strong> </span>(+3,1% per gli italiani). Gli occupati stranieri scendono così a<span style="color: #ff0000;"> <strong>2.346.000</strong></span>, con una perdita di 159.000 unità (erano 2.505.000 nel 2019). Ciò nonostante, a causa della consistente perdita di occupazione anche tra gli italiani, <span style="color: #ff0000;"><strong>non cala l’incidenza</strong></span> degli stranieri sul totale <span style="color: #ff0000;"><strong>(10,2%).</strong></span></p>
<p>Se nel 2004 il tasso di inattività degli stranieri era più basso di 12 punti percentuali rispetto agli italiani, dopo 14 anni il gap si è ridotto a soli 2 punti. E così, <span style="color: #ff0000;"><strong>per la prima volta</strong></span> nella storia dell’immigrazione in Italia, il <span style="color: #ff0000;"><strong>tasso di occupazione</strong></span> degli stranieri si attesta su un livello<span style="color: #ff0000;"> <strong>inferiore a quello dei cittadini italiani</strong></span> (57,3% rispetto a 58,2%), essendo diminuito tra i primi in misura molto più intensa (-3,7 contro -0,6 punti percentuali).</p>
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		<title>L&#8217;immigrazione in Toscana a in Italia. Mercoledi 28 ottobre la presentazione del Dossier Statistico Idos</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 16:28:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Arcivescovo]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, 25 ottobre 2020 -Dati, tendenze e riflessioni sull&#8217;immigrazione in Italia e in Toscana. In modalità distanziata, nel più assoluto rispetto della normativa anti Covid-19, ma torna anche quest&#8217;anno la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione, il volume edito dalla Idos e giunto alla 30esima edizione, che ogni anno offre una fotografia dettagliata e aggiornata delle ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 25 ottobre 2020 -Dati, tendenze e riflessioni sull&#8217;immigrazione in Italia e in Toscana. In modalità distanziata, nel più assoluto rispetto della normativa anti Covid-19, ma torna anche quest&#8217;anno la presentazione del <strong><span style="color: #ff0000;">Dossier Statistico Immigrazione</span></strong>, il volume edito dalla Idos e giunto alla 30esima edizione, che ogni anno offre una fotografia dettagliata e aggiornata delle migrazioni in tutto lo Stivale e nel territorio regionale.</p>
<p>Sarà presentato in contemporanea mercoledì 208 ottobre 2020 in venti diverse regioni d&#8217;Italia: per la Toscana l&#8217;appuntamento è alle 10.30 in diretta streaming sul <span style="color: #ff0000;"><strong>www.caritaspisa.com e sui <a title="Profilo facebook Caritas Pisa" href="https://www.facebook.com/caritaspisa/" target="_blank">profili facebook</a> e <a title="profilo youtube Caritas Pisa" href="https://www.youtube.com/channel/UCSz87_ffn5vCV0zJsxkYe8g" target="_blank">youtube</a> della Caritas diocesana di Pisa</strong></span>. Dopo i saluti dell&#8217;arcivescovo di Pisa <span style="color: #ff0000;"><strong>Giovanni Paolo Benotto</strong></span> e del pastore della Chiesa valdese di Pisa <span style="color: #ff0000;"><strong>Daniele Bouchard</strong></span>, la presentazione vera e propria dei nuovi dati nazionali e toscani a cura dei redattori regionali del Dossier <span style="color: #ff0000;"><strong>Federico Russo</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>Francesco Paletti</strong></span>. Poi gli interventi del professor <span style="color: #ff0000;"><strong>Fabio Berti</strong></span>, sociologo dell&#8217;Università di Siena, del segretario regionale di Cgil Toscana <span style="color: #ff0000;"><strong>Maurizio Brotini</strong></span> e di <span style="color: #ff0000;"><strong>Fabio Caporali e Svetlana Moraru</strong> </span>autori di “Il viaggio di una colf”, edito da Ets. Coordina il direttore della Caritas diocesana di Pisa <span style="color: #ff0000;"><strong>don Emanuele Morelli</strong></span>.</p>
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		<title>Benotto: &#8221;La povertà dei più piccoli è un&#8217;ingiustizia non tollerabile&#8221;. La presentazione al Rapporto Caritas dell&#8217;arcivescovo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2016 15:02:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Arcivescovo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo Benotto]]></category>
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		<category><![CDATA[rapporto caritas]]></category>

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		<description><![CDATA[“La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo ed un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. (…) Nessuno tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo ed un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. (…) Nessuno tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno”(At. 4,32-35).</p>
<p>Gli Atti degli Apostoli così ci descrivono la vita della primitiva comunità cristiana: una specie di paradiso terrestre, più ideale che reale se confrontato con lo stile che  si vive ogni giorno all’interno della società, ma anche della stessa realtà ecclesiale. <strong>L’immagine degli Atti è solo una utopia irrealizzabile?</strong> Potrà mai esistere una società nella quale non ci sia chi muore di fame e chi è pericolosamente obeso a causa di una super alimentazione?</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/benotto-e1462275214137.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1336" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/benotto-e1462275214137-285x300.jpg" alt="benotto" width="285" height="300" /></a></p>
<p>Se per ogni credente in Cristo, l’immagine offertaci da San Luca nel libro degli Atti, non è una pia illusione, ma l’immagine normativa di come deve essere la Chiesa, anche per ogni uomo che voglia riconoscere nel volto del prossimo che gli sta davanti un altro se stesso da rispettare nella sua dignità, il tema della povertà è argomento dal quale non è possibile fuggire e con il quale è indispensabile confrontarsi con spietata oggettività.</p>
<p>Per questo, la pubblicazione del “Rapporto povertà – Caritas 2016” non è e non può diventare una specie di rito scaramantico con il quale esorcizzare le tante situazioni che creano fatica e dolore nella vita della nostra comunità diocesana, ma una occasione preziosa per leggere con lucidità le fragilità presenti, cogliere le linee di tendenza che stiamo percorrendo spesso inconsapevolmente e, per quanto possibile, suscitare quelle scelte personali, familiari, ecclesiali e sociali con le quali cercare di dare risposta ai bisogni e alle richieste dei tanti che si trascinano avanti al limite di ogni ragionevole speranza umana.</p>
<p><strong>Se sempre fa male dover registrare la sofferenza di tante persone che si trovano improvvisamente senza lavoro e soprattutto senza  la prospettiva di trovarne un altro, ancora più doloroso è l’impatto con la sofferenza dei più piccoli</strong> che di certo sono nel senso più pieno vittime di <strong>una ingiustizia non tollerabile</strong>. Perdita e mancanza di lavoro, problemi abitativi e difficoltà crescenti vissute dai più piccoli, sono infatti le sofferenze che emergono più evidenti dal Rapporto povertà  relativo ai dati raccolti dai Centri di Ascolto della Caritas pisana nell’anno 2015 e che chiedono una rinnovata attenzione da parte di tutti, ma ancora di più da parte di chi ha responsabilità civiche e sociali ed è chiamato a provvedere al bene comune.</p>
<p>E’ da sottolineare che se è vero che le risorse economiche per dare risposta ai problemi sociali emergenti sono sempre più scarse, è anche vero che ciò che preoccupa maggiormente è la crescita del senso di rassegnazione che diventa poi indifferenza e che impedisce di mettersi in gioco non tanto per offrire mezzi materiali, ma soprattutto attenzione, prossimità e quella umanità calda che spesso è il tesoro più prezioso che si cerca prima ancora degli stessi mezzi materiali per assicurare un minimo di sussistenza per sé e per i propri cari.</p>
<p><strong>Di fatto, povertà non è solo la privazione dei mezzi economici necessari ad una vita dignitosa e serena sul piano materiale, ma è anche quella durezza di cuore che rende indifferenti e insensibili di fronte ai dolori altrui.</strong> E’ certo che questa “miseria” spirituale non è quantificabile anche se <strong>si esprime attraverso i segni dell’intolleranza e della emarginazione.</strong> Segni che purtroppo non mancano mai, ma che non debbono far dimenticare i tanti splendidi segni di fraterna disponibilità verso chi soffre che possono accumunare tutti, credenti e non credenti, in un servizio d’amore che è sempre sorretto dalla forza dello Spirito di Dio, anche se non se ne ha consapevolezza.</p>
<p>In questo senso fa pensare ed <strong>apre alla speranza sul futuro la grande generosità di tante persone “anonime”</strong> che permettono di sostenere i servizi di carità che la nostra Chiesa offre alle diverse povertà presenti sul nostro territorio: la generosità di chi offre il proprio tempo e la propria competenza professionale nel volontariato, come la generosità di chi mette a disposizione soldi e merci da condividere con chi non ha niente.</p>
<p>Una generosità che dimostra concretamente la potenza del bene e che permette di meditare sulla esperienza della Chiesa primitiva narrata dagli Atti degli Apostoli con la fiducia che “il cuore solo e l’anima sola” vissuta dai primi cristiani non è una utopia o una favola di altri tempi, ma una possibilità concreta grazie alla quale dare un volto più umano e fraterno alla nostra Chiesa e alla società in cui viviamo.</p>
<p>Grazie dunque alla Caritas diocesana che si fa promotrice ogni anno di questo “Rapporto sulla povertà” e che senza sbandierare i propri meriti sostiene e anima il cammino di crescita nella carità delle nostre comunità cristiane e insieme è di stimolo per la stessa società civile e le sue Istituzioni perché non solo non ci si dimentichi dei poveri, ma perché ciò che è oggettivamente un grande problema sociale, paradossalmente possa diventare una risorsa per una crescita più armonica e più giusta della stessa convivenza civile.</p>
<p><strong>+ Giovanni Paolo Benotto</strong></p>
<p><strong>Arcivescovo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dossier statistico immigrazione 2016: giovedì 27 la presentazione nazionale. In Toscana appuntamento a Firenze alle 17</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 12:25:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier Idos]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, martedi 25 ottobre 2016 &#8211; In contemporanea nella capitale e in altre 22 città d&#8217;Italia. Giovedì 27 ottobre torna la presentazione nazionale del Dossier Statistico Immigrazione, curato dal Centro studi immigrazione IDOS e, per il secondo anno consecutivo, in partenariato con la rivista interreligiosa confronti e il sostegno dei fondi Otto per Mille della ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, martedi 25 ottobre 2016 &#8211; In contemporanea nella capitale e in altre 22 città d&#8217;Italia.<a href="http://www.dossierimmigrazione.it/docnews/file/Programma%20A4_dossier_2016.pdf"><span style="color: #ff0000;"><strong> Giovedì 27 ottobre torna la presentazione nazionale del Dossier Statistico Immigrazione</strong></span></a>, curato dal <a href="http://www.dossierimmigrazione.it/index.php"><strong><span style="color: #ff0000;">Centro studi immigrazione IDO</span></strong></a><strong><span style="color: #ff0000;">S</span></strong> e, per il secondo anno consecutivo, in partenariato con la rivista interreligiosa confronti e il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Presentazione-Dossier-Statistico-Immigrazione-a-Firenze.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4652" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Presentazione-Dossier-Statistico-Immigrazione-a-Firenze-212x300.jpg" alt="Presentazione Dossier Statistico Immigrazione a Firenze" width="212" height="300" /></a></p>
<p>A <strong>Roma</strong> l&#8217;appuntamento è alle 10.30 al Teatro Orione. Interveranno i sottosegretari all&#8217;interno e al lavoro e alle politiche sociali, rispettivamente,<strong> Domenico Manzione</strong> e <strong>Luigi Bobba</strong>, il vescovo ausiliario di Roma <strong>Lorenzo Leuzzi</strong>, il rappresentante del Tavolo Valdese <strong>Paolo Naso</strong>, il presidente di Idos <strong>Ugo Melchionda</strong> e l&#8217;avvocato <strong>Lifang Dong</strong> che si occupa di consulenza legale agli imprenditori italiani in Cina a e a quelli cinesi in Italia.</p>
<p>In <strong>Toscana</strong>, invece, l&#8217;appuntamento è <strong>alle 17 a Firenze</strong> all&#8217;<strong>Affratellamento di Ricorboli</strong> (via Giampaolo Orsini, 73). Interverranno i redattori regionali del Dossier <strong>Francesco Paletti e Federico Russo</strong> che presenteranno i dati nazionali e toscani, l&#8217;assessore comunale al welfare <strong>Sara Funaro</strong>, il responsabile migrazioni e minoranze del Cospe <strong>Udo Enwereuzor</strong> e il responsabile dell&#8217;area migranti della Diaconia valdese fiorentina <strong>Davide Arca</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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