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	<title>Caritas Pisa &#187; Perignano</title>
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		<title>&#8221;Puoi trovare Calcutta in tutto il mondo, se hai occhi per vedere&#8221;. Venti anni fa moriva Madre Teresa. Domani Perignano la ricorderà con una messa solenne</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 13:59:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Per non dimenticare]]></category>
		<category><![CDATA[Balobasha]]></category>
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		<category><![CDATA[Madre Teresa]]></category>
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		<description><![CDATA[Perignano, lunedi 4 settembre &#8211; Una messa solenne per Santa Teresa di Calcutta.  Domani, martedì 5 settembre alle 18, in occasione del ventennale della sua morte, nella chiesa e nella parrocchia che portano anche il suo nome, a Perignano, in provincia di Pisa. La officierà don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, presidente ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Perignano, lunedi 4 settembre &#8211; Una <strong>messa solenne per Santa Teresa di Calcutta. </strong> Domani, <strong>martedì 5 settembre alle 18</strong>, in occasione del <strong>ventennale della sua morte</strong>, nella chiesa e nella parrocchia che portano anche il suo nome, a <strong>Perignano</strong>, in provincia di Pisa. La officierà <strong>don Armando Zappolini</strong>, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, presidente onorario e fondatore di Bhalobasa e soprattutto legato da profonda e lunga amicizia alla religiosa, come tutti continuano a chiamarla nella sua Kolkata. La mattina della Messa il sacerdote sarà anche  in diretta su Rai2 alle 9.40, durante uno speciale che racconta la Madre, insieme a Oriella Tognoni, volontaria storica di Bhalobasa e autrice delle ultime immagini che ritraggono Santa Teresa in vita, entrate per questo anche nel processo di beatificazione e in quello di canonizzazione poi.<br />
Un nodo importante, questo ventennale della morte della Madre, per la parrocchia di Perignano che porta anche il suo nome e che a lei è legata indissolubilmente, per l&#8217;<strong>associazione Bhalobasa</strong>, nata nel 1991, l&#8217;anno successivo alla venuta della Madre a Perignano, grazie a <strong>padre Orson Wells</strong>, altro presidente onorario e fondatore dell&#8217;associazione. &#8220;La nostra è un&#8217;associazione laica _ spiega il presidente Alessandro Cipriano _ che da 26 anni, grazie ad Armando, Orson e tanti altri volontari storici, come Oriella, cerca di contrastare ingiustizie e disuguaglianze sociali e le loro cause in India e in molte parti dell&#8217;Africa. Madre Teresa è, però, un riferimento costante è imprescindibile per tutti noi. Lei ci ha dato i primi consigli, su come agire a Kolkata, su come stare vicino ai più poveri tra i poveri, lei ci ha detto: uscite anche dalla città e andate nei villaggi, dove stiamo vivendo da tempo esperienze di cooperazione efficaci e importanti, modello per molti altri nostri progetti negli altri Paesi. Saremo in tanti domani a ricordarla, ad accendere di nuovo il suo esempio dentro di noi&#8221;.<br />
&#8220;Durante le celebrazioni per Madre Teresa -dice don Zappolini- il presidente di Bhalobasa donerà al presidente della cooperativa Il Cammino, Matteo Lami un quadretto della Madre che ho preparato. Lo appenderemo poi nell&#8217;appartamento di Perignano dove saranno accolti alcuni ragazzi rifugiati. Questo è l&#8217;esempio che lei ci ha dato, non solo con le parole, ma soprattutto con le sue azioni, i suoi comportamenti, i fatti. Era instancabile nell&#8217;aiutare le persone, basta vedere le sue mani ritratte in molte foto, mani di una donna che mai si è risparmiata e che ha sempre lavorato fino a sfinirsi. Quella che ha portato a Kolkata prima e nel mondo poi con le sue Missionarie della Carità, è una rivoluzione d&#8217;amore meravigliosa, antidoto potente all&#8217;individualismo e purtroppo anche al razzismo che stanno dilagando. Noi vogliamo e possiamo essere &#8216;antidoti&#8217; a questo&#8217;, seminando umanità, costruendo vera integrazione, ponti e non muri. &#8220;Lei diceva -conclude don Zappolini- &#8216;puoi trovare Calcutta in tutto il mondo se hai occhi per vedere. Dovunque ci sono i non amati, i non voluti, i non curati, i respinti, i dimenticati.”.<br />
La Messa sarà animata dal coro parrocchiale e a officiare con Don Armando ci saranno Don Paschal e a don Alfonso, dalla Tanzania e dall&#8217;Uganda. Parteciperanno anche l&#8217;associazione Bhalobasa e la Cooperativa il Cammino.</p>
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		<title>Festa di fine Ramadan con i profughi di Perignano. Migliavacca (vescovo di San Miniato): &#8220;L&#8217;incontro prerequisito indispensabile per costruire ponti, e non muri, fra culture diverse&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 23:59:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dialogo interreligioso]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Migliavacca]]></category>
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		<category><![CDATA[Cnca]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Perignano (Lari) &#8211; giovedi 7 luglio 2016 &#8211; Prima di tutto “<strong>l&#8217;incontro</strong>, prerequisito fondamentale per costruire ponti, e non muri, fra culture e mondi diversi come ci chiede Papa Francesco”. E&#8217; partito da qui il saluto di monsignor<strong> Andrea Migliavacca</strong>, <strong>vescovo di San Miniato</strong>, alle tantissime persone che mercoledi sera si sono ritrovate a Perignano (Lari), nei locali del <strong>Centro pastorale “Madre Teresa di Calcutta”</strong> per festeggiare la<strong> fine del Ramadan</strong> inieme ai <strong>rifugiati accolti nel territorio</strong>, un&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;<a href="http://www.bhalobasa.it"><span style="color: #ff0000;"><strong>associazione “Balobasha”</strong></span></a> in collaborazione con<strong> cooperativa sociale “Il Cammino”</strong>, <a href="http://www.cnca.it"><span style="color: #ff0000;"><strong>Coordinamento nazionale comunità d&#8217;accoglienza</strong></span></a> (Cnca) e parrocchia di Santa Lucia. “Stasera abbiamo vissuto il senso più profondo della religiosità – ha proseguito i vescovo – che è quello di camminare insieme, fianco a fianco, da fratelli e così facendo abbiamo sperimentato che, se la si conosce e rispetta, la diversità è una grande ricchezza per tutti”.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/migliavacca_don_andrea.jpg"><br />
</a><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/13606825_10208459628722284_767627595796603783_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4291" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/13606825_10208459628722284_767627595796603783_n-300x156.jpg" alt="13606825_10208459628722284_767627595796603783_n" width="300" height="156" /></a> <a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/13600065_10208459627762260_2983109399256425093_n.jpg"><br />
</a><br />
Concetti che sono risuonate anche nell&#8217;intervento di <a href="http://www.zappolini.it"><strong><span style="color: #ff0000;">don Armando Zappolini</span></strong></a>, presidente nazionale del Cnca, il quale ha invitato tutti quanti a “fermarsi un attimo: è il momento di dire parole chiare e nette, dare punti di riferimento che la gente capisca, altrimenti rischiamo tutti quanti di perderci”. “<strong>L&#8217;emergenza vera</strong> – ha concluso <strong>Luigi Nardetto</strong>, responsabile dell&#8217;area internazionale di Cnca – non sono i profughi e i migranti, ma <strong>è quella culturale</strong> che riguarda le lenti con cui osserviamo questi fenomeni e ci coinvolge tutti quanti”.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/13600065_10208459627762260_2983109399256425093_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4292" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/13600065_10208459627762260_2983109399256425093_n-225x300.jpg" alt="13600065_10208459627762260_2983109399256425093_n" width="225" height="300" /></a><br />
Tante le autorità e i rappresentanti delle istituzioni che non hanno voluto mancare all&#8217;appuntamento: c&#8217;erano i sindaci di Casciana Terme/Lari e di Crespina/Lorenzana, rispettivamente, Mirko Terreni e Thomas D&#8217;Addona e quello di Vicopisano Juri Taglioli, accompagnato dalla giunta al completo. Con loro anche la consigliera regionale Alessandra Nardini. <em>(fp)</em></p>
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		<title>Non ci faremo confinare in sacrestia. di don Antonio Cecconi</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2015 08:30:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Per riflettere ...]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
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		<description><![CDATA[A poco più di un mese di distanza dalla pubblicazione su Il Tirreno, sopitisi tutti gli spifferi polemici, riproponiamo la riflessione don Antonio Cecconi.  Due episodi pasquali di segno opposto, o forse no. Uno vicino a noi, l’altro un po’ più distante e di più ampia risonanza. A Perignano il dirigente scolastico non vuole far ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>A poco più di un mese di distanza dalla pubblicazione su Il Tirreno, sopitisi tutti gli spifferi polemici, riproponiamo la riflessione don Antonio Cecconi. </em></p>
<p>Due episodi pasquali di segno opposto, o forse no. Uno vicino a noi, l’altro un po’ più distante e di più ampia risonanza. A <strong>Perignano</strong> il dirigente scolastico non vuole far benedire a <strong>don Armando Zappolini</strong> la <strong>scuola</strong> locale; a <strong>Rebibbia</strong> il Papa celebra la Messa e lava i piedi a dodici detenute e detenuti. Due luoghi “laici”, sottoposti all’autorità civile, che accolgono un’offerta “religiosa” in maniera opposta. Il senso dei due gesti è il medesimo, in entrambi i casi viene proposto – e non imposto – un “segno” nell’imminenza della Pasqua, la festa più importante dei cristiani (ma anche degli ebrei). <strong>L’autorità scolastica che chiude le porte della scuola al parroco</strong>, rifiuto poi rientrato per una forte pressione dei genitori, <strong>è la stessa che dà agli alunni vacanza il giovedì e il venerdì pre-pasquali, i giorni dell’ultima cena, del tradimento e dell’ingiusta condanna alla morte in croce di Gesù di Nazaret</strong>.</p>
<p>Ma una benedizione, e più ancora una Messa, sono segni “confessionali”, e una parte dei cittadini sospetta l’ingerenza e l’intromissione della chiesa per condizionare la libertà di pensiero e controllare le coscienze, alla ricerca di egemonia sulla società. Così fu interpretata, alcuni mesi fa, la <strong>richiesta</strong> dell’<strong>Arcivescovo di Pisa</strong> di incontrare gli alunni in una s<strong>cuola di San Giuliano Terme</strong>.</p>
<p>Fatta salva la buona fede, mi pare che la parzialità e il limite culturale sottostanti al rifiuto rischino di buttare via il bambino con l’acqua sporca: e cioè un ricco potenziale di educazione alla responsabilità personale, alla solidarietà sociale, all’accoglienza e difesa della dignità dell’essere umano che sono parte integrante dal messaggio cristiano. È per fedeltà a quel messaggio che papa Bergoglio va in carcere a celebrare i riti del giovedì santo, lavando i piedi a sei donne e sei uomini detenuti.</p>
<p>Che in passato la chiesa abbia usato a proprio vantaggio l’alleanza tra trono e altare è storia acquisita, e anche oggi tentativi di strumentalizzazione sono possibili. Ma una società democratica offre ampie possibilità di confronto sui fini e sui modi della convivenza civile, sui doveri dei singoli e delle componenti sociali, sullo smarrimento del senso di comunità di cui fanno le spese in primo luogo gli ultimi e gli emarginati. Tanto più in un tempo in cui dovrebbe esser chiara la necessità urgente e grave di messaggi positivi e responsabilizzanti da dare alle giovani generazioni.</p>
<p>Questo è quello che fa il papa, a Roma e dovunque lo porta il suo ministero. Ma le stesse cose le fanno tanti preti e tanti cristiani per i quali il messaggio evangelico e i gesti liturgici sono inseparabili dall’impegno per l’inclusione sociale, la legalità e l’educazione al dono di sé. Attenzioni su cui don Armando è in prima fila. Io mi sento di dire &#8211; a nome suo e di tanti altri preti e laici credenti &#8211; che <strong>non ci stiamo a farci confinare nelle sacrestie</strong>, salvo tirarci fuori quando c’è da tamponare un’emergenza, accogliere chi ha trovato chiuse tutte le porte, dare una risposta a quei poveri che sono sempre di più a causa di una crisi economica che li strangola e di una politica sorda ai loro gridi.</p>
<p><em>don Antonio Cecconi</em></p>
<p><strong>Il Tirreno</strong> &#8211; 5 aprile 2015</p>
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