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	<title>Caritas Pisa &#187; Natale</title>
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		<title>&#8221;Lavoravo &#8230; poi mi sono ritrovato così&#8221;. Al pranzo con i poveri in via Garibaldi: fra &#8221;ferite&#8221; ancora aperte e speranza di ripartire</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 15:45:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PISA, martedì 18 dicembre 2018– “Speriamo” dice due o tre volte Salvatore,62 anni, originario di Catania ma trapiantato a Pisa dal ‘76 e disoccupato dal 2016. “Sono due anni che non lavoro, andare avanti così è dura – racconta -: facevo il muratore e finché c’era lavoro andava tutto bene, ma poi, una volta chiusa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">PISA, martedì 18 dicembre 2018– “Speriamo” dice due o tre volte Salvatore,62 anni, originario di Catania ma trapiantato a Pisa dal ‘76 e disoccupato dal 2016. “Sono due anni che non lavoro, andare avanti così è dura – racconta -: facevo il muratore e finché c’era lavoro andava tutto bene, ma poi, una volta chiusa la ditta e perso il sussidio di disoccupazione, mi sono ritrovato così”. “Speriamo” ripete anche Leonard, rumeno di 59 anni, a Pisa dal 2013 dopo aver lavorato per 16 anni come carpentiere in Piemonte: “Prima la separazione, poi ho perso anche il lavoro e mi sono ritrovato per strada: adesso faccio qualche lavoretto perché mi conoscono e sanno quali sono le mie capacità, ma spero di trovare qualcosa di più stabile per rimettermi in piedi e ripartire”.</p>
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<p><img class="aligncenter wp-image-5967 size-large" src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/181218_morelli-e1545146516844-1024x768.jpg" alt="181218_morelli" width="620" height="465" /></p>
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<p>C’erano anche loro, oggi alla <strong>Residenza Sanitaria Assistita di via Garibaldi</strong> per il tradizionale <strong>pranzo di Natale</strong> organizzato dalla <strong>Caritas diocesana</strong> in collaborazione con la <strong>Società della Salute della Zona Pisana</strong>, proprietaria della struttura, la <strong>Cooperativa sociale Paim</strong>, che la gestisce, e soprattutto l’<strong>Istituto Alberghiero “Matteotti”</strong>. Che si sono occupati per intero dell’organizzazione del banchetto: in cucina gli s<strong>tudenti della 2D</strong>, in sala a servire ai tavoli quella della <strong>1C</strong>. Squisite tutte le portate: dai <strong>cannelloni ricotta e spinaci al pollo alla pizzaiola accompagnato da uno sformato di patate fino ai dessert a base di crostate di frutta</strong>. Portate apprezzatissime da tutti gli ottanta partecipanti: una cinquantina i frequentatori abituali delle mense Caritas che oggi, per l’occasione, sono rimaste chiuse. A cui si sono aggiunti anche gli operatori e i volontari della Caritas diocesana insieme al direttore <strong>don Emanuele Morelli</strong>, la Presidente della SdS Pisana <strong>Gianna Gambaccini</strong>, accompagnata dal direttore facente funzioni Pasquale Scarmozzino e dai consiglieri comunali Veronica Poli, Brunella Barbuti e Laura Barsotti, e dal responsabile risorse umane della Cooperativa Paim Giuseppe Cecchi.</p>
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<p><a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/181218_pranzo.jpg"><img class="aligncenter wp-image-5965 size-large" src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/181218_pranzo-1024x812.jpg" alt="181218_pranzo" width="620" height="491" /></a></p>
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<p>“Una casa non ce l’ho: sono separato e un affitto, senza lavoro non posso permettermelo, dunque dormo dove posso – continua Salvatore -: in questi giorni particolarmente freddi mi ha ospitato un amico. Speriamo lo faccia anche stasera perché sulla strada con il gelo è proprio dura. I figli? Ne ho una ma ha quattro bambini: non è lei che deve aiutarmi ma io che devo darle una mano. E appena posso, infatti, lo faccio, come  giusto che sia”. “Io, invece, in queste sere sono all’asilo notturno di Porta a Mare – dice Leonardo -: La famiglia e i figli? Dopo la separazione, i rapporti si sono molto diradati”.</p>
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<p><a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/181218_gambaccini-e1545146569472.jpg"><img class="aligncenter wp-image-5966 size-large" src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/181218_gambaccini-e1545146569472-768x1024.jpg" alt="181218_gambaccini" width="620" height="826" /></a></p>
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		<title>&#8221;La scintilla rivoluzionaria della tenerezza di Dio&#8221;. L&#8217;omelia della Notte di Natale di Papa Francesco</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Dec 2017 10:50:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[Città del Vaticano, 25 dicembre 2017 &#8211; Solennità del Natale, Santa Messa della Notte, L&#8217;omelia di Papa Francesco. Maria «diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (Lc 2,7). Con questa espressione semplice ma chiara, Luca ci conduce al cuore ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Città del Vaticano, 25 dicembre 2017 &#8211; <strong>Solennità del Natale, Santa Messa della Notte, L&#8217;omelia di Papa Francesco. </strong>Maria «diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (<i>Lc</i> 2,7). Con questa espressione semplice ma chiara, Luca ci conduce al cuore di quella notte santa: Maria diede <i>alla luce</i>, Maria ci ha dato <i>la Luce</i>. Un racconto semplice per immergerci nell’avvenimento che cambia per sempre la nostra storia. Tutto, in quella notte, diventava fonte di speranza.</p>
<p>Andiamo indietro di alcuni versetti. Per decreto dell’imperatore, Maria e Giuseppe si videro obbligati a partire. Dovettero lasciare la loro gente, la loro casa, la loro terra e mettersi in cammino per essere censiti. Un tragitto per niente comodo né facile per una giovane coppia che stava per avere un bambino: si trovavano costretti a lasciare la loro terra. Nel cuore erano pieni di speranza e di futuro a causa del bambino che stava per venire; i loro passi invece erano carichi delle incertezze e dei pericoli propri di chi deve lasciare la sua casa.</p>
<p>E poi si trovarono ad affrontare la cosa forse più difficile: arrivare a Betlemme e sperimentare che era una terra che non li aspettava, una terra dove per loro non c’era posto.</p>
<p>E proprio lì, in quella realtà che era una sfida, Maria ci ha regalato l’Emmanuele. Il Figlio di Dio dovette nascere in una stalla perché i suoi non avevano spazio per Lui. «Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto» (<i>Gv</i> 1,11). E lì… in mezzo all’oscurità di una città che non ha spazio né posto per il forestiero che viene da lontano, in mezzo all’oscurità di una città in pieno movimento e che in questo caso sembrerebbe volersi costruire voltando le spalle agli altri, proprio lì si accende la scintilla rivoluzionaria della tenerezza di Dio. A Betlemme si è creata una piccola apertura per quelli che hanno perso la terra, la patria, i sogni; persino per quelli che hanno ceduto all’asfissia prodotta da una vita rinchiusa.</p>
<p>Nei passi di Giuseppe e Maria si nascondono tanti passi. Vediamo le orme di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire. Vediamo le orme di milioni di persone che non scelgono di andarsene ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulsi dalla loro terra. In molti casi questa partenza è carica di speranza, carica di futuro; in molti altri, questa partenza ha un nome solo: sopravvivenza. Sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente.</p>
<p>Maria e Giuseppe, per i quali non c’era posto, sono i primi ad abbracciare Colui che viene a dare a tutti noi il documento di cittadinanza. Colui che nella sua povertà e piccolezza denuncia e manifesta che il vero potere e l’autentica libertà sono quelli che onorano e soccorrono la fragilità del più debole.</p>
<p>In quella notte, Colui che non aveva un posto per nascere viene annunciato a quelli che non avevano posto alle tavole e nelle vie della città. I pastori sono i primi destinatari di questa Buona Notizia. Per il loro lavoro, erano uomini e donne che dovevano vivere ai margini della società. Le loro condizioni di vita, i luoghi in cui erano obbligati a stare, impedivano loro di osservare tutte le prescrizioni rituali di purificazione religiosa e, perciò, erano considerati impuri. La loro pelle, i loro vestiti, l’odore, il modo di parlare, l’origine li tradiva. Tutto in loro generava diffidenza. Uomini e donne da cui bisognava stare lontani, avere timore; li si considerava pagani tra i credenti, peccatori tra i giusti, stranieri tra i cittadini. A loro – pagani, peccatori e stranieri – l’angelo dice: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore» (<i>Lc</i> 2,10-11).</p>
<p>Ecco la gioia che in questa notte siamo invitati a condividere, a celebrare e ad annunciare. La gioia con cui Dio, nella sua infinita misericordia, ha abbracciato noi <i>pagani, peccatori e stranieri</i>, e ci spinge a fare lo stesso.</p>
<p>La fede di questa notte ci porta a riconoscere Dio presente in tutte le situazioni in cui lo crediamo assente. Egli sta nel visitatore indiscreto, tante volte irriconoscibile, che cammina per le nostre città, nei nostri quartieri, viaggiando sui nostri autobus, bussando alle nostre porte.</p>
<p>E questa stessa fede ci spinge a dare spazio a una nuova immaginazione sociale, a non avere paura di sperimentare nuove forme di relazione in cui nessuno debba sentire che in questa terra non ha un posto. Natale è tempo per trasformare la forza della paura in forza della carità, in forza per una nuova immaginazione della carità. La carità che non si abitua all’ingiustizia come fosse naturale, ma ha il coraggio, in mezzo a tensioni e conflitti, di farsi “casa del pane”, terra di ospitalità. Ce lo ricordava San Giovanni Paolo II: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo» (<i><a href="http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1978/documents/hf_jp-ii_hom_19781022_inizio-pontificato.html">Omelia nella Messa d’inizio del Pontificato</a></i>, 22 ottobre 1978).</p>
<p>Nel Bambino di Betlemme, Dio ci viene incontro per renderci protagonisti della vita che ci circonda. Si offre perché lo prendiamo tra le braccia, perché lo solleviamo e lo abbracciamo. Perché in Lui non abbiamo paura di prendere tra le braccia, sollevare e abbracciare l’assetato, il forestiero, l’ignudo, il malato, il carcerato (cfr <i>Mt</i> 25,35-36). «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo». In questo Bambino, Dio ci invita a farci carico della speranza. Ci invita a farci sentinelle per molti che hanno ceduto sotto il peso della desolazione che nasce dal trovare tante porte chiuse. In questo Bambino, Dio ci rende protagonisti della sua ospitalità.</p>
<p>Commossi dalla gioia del dono, piccolo Bambino di Betlemme, ti chiediamo che il tuo pianto ci svegli dalla nostra indifferenza, apra i nostri occhi davanti a chi soffre. La tua tenerezza risvegli la nostra sensibilità e ci faccia sentire invitati a riconoscerti in tutti coloro che arrivano nelle nostre città, nelle nostre storie, nelle nostre vite. La tua tenerezza rivoluzionaria ci persuada a sentirci invitati a farci carico della speranza e della tenerezza della nostra gente.</p>
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		<title>&#8220;Perchè Caritas è soprattutto un progetto e un percorso educativo&#8221;.Gli auguri ad operatori e volontari dell&#8217;arcivescovo Giovanni Paolo Benotto</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2016 16:41:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Pastorale della Carità]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, giovedì 22 dicembre 2016 &#8211; “Le relazioni del nostro tempo hanno bisogno di maggiore apertura e gratuità perchè aprire il cuore alle altre persone è oggi sempre più necessario. Per questo, quindi, sono grato a chi collabora, a qualunque titolo, con la Caritas, una realtà che è prima di tutto una proposta: ci sta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, giovedì 22 dicembre 2016 &#8211; “Le <strong>relazioni</strong> del nostro tempo hanno bisogno di maggiore <strong>apertura e gratuità</strong> perchè aprire il cuore alle altre persone è oggi sempre più necessario. Per questo, quindi, sono grato a chi collabora, a qualunque titolo, con la<strong> Caritas,</strong> una realtà che è prima di tutto <strong>una proposta</strong>: ci sta a cuore un progetto educativo capace di alimentare, dall&#8217;interno delle comunità, la possibilità di cambiare segno a come va il mondo”. Così l&#8217;arcivescovo di Pisa <strong>Giovanni Paolo Benotto</strong> mercoledi 21 dicembre allo scambio di auguri natalizi degli operatori della Caritas diocesana di Pisa davanti ad una cinquantina di operatori della Caritas diocesana.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/211216_auguriCaritas.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4781" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/211216_auguriCaritas-300x224.jpg" alt="211216_auguriCaritas" width="300" height="224" /></a>Parole che sono risuonate anche nell&#8217;intervento del direttoreag: “La chiamata è sempre ad essere tutti quanti responsabili gli uni degli altri”.</p>
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		<title>Concerto di Natale in Cattedrale: stasera la &#8220;Petite messe solennelle&#8221; di Rossini diretta dal maestro Donati. Durante la serata raccolta di offerte per la &#8221;Cittadella della Solidarietà&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 08:40:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cittadella della Solidarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, venerdì 16 dicembre 2016 &#8211; Stasera nella Cattedrale di Pisa la XII edizione del Concerto di Natale. L’iniziativa è organizzata dall’Opera della Primaziale Pisana con il contributo di Fondazione Pisa. Appuntamento consolidato e atteso dalla città, propone quest’anno la Petite messe solennelle di Gioachino Rossini. Interpreti della serata la Cappella Musicale della Cattedrale di Pisa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, venerdì 16 dicembre 2016 &#8211; <strong>Stasera</strong> nella <strong>Cattedrale</strong> di <strong>Pisa</strong> la XII edizione del <strong>Concerto di Natale</strong>. L’iniziativa è organizzata dall’<strong>Opera della Primaziale Pisana</strong> con il contributo di Fondazione Pisa. Appuntamento consolidato e atteso dalla città, propone quest’anno la <em><strong>Petite messe solennelle</strong></em> di <strong>Gioachino Rossini</strong>. Interpreti della serata la <strong>Cappella Musicale della Cattedrale di Pisa e l’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro e Urbino, diretti dal Maestro Riccardo Donati</strong>. Voci soliste Raffaella Milanesi Soprano, Silvia Beltrami Mezzo Soprano, Gian Luca Pasolini Tenore, Mirco Palazzi Basso. Durante la serata saranno raccolte offerte destinate alla <strong>Cittadella della Solidarietà</strong>.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/161216_concertoNatale.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4772" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/161216_concertoNatale-210x300.jpg" alt="OPA ConcertNatale16 70x100.ai" width="210" height="300" /></a></p>
<p>La Petite messe solennelle è parte integrante e coronamento dell’ultimo periodo creativo di Rossini, il cui esito musicale è la raccolta da lui stesso intitolata Péchés de viellesse. La stesura della Petite messe è passata attraverso numerose fasi. A uno stadio avanzato di elaborazione, il 14 marzo 1864, fu eseguita nella versione da camera in casa del conte Pillet-Will. L’esecuzione non esaurì la vicenda creativa, Rossini, infatti, continuò a correggere le carte in vista dell’orchestrazione e, come d’abitudine, lo fece sulla stesura originale, sovrascrivendo ogni volta la versione precedente, curando i minimi dettagli. La versione per orchestra sembra voler assolvere il ruolo di pubblico contributo, seppur personale, in merito al vivace dibattito di quegli anni intorno al rinnovamento della musica sacra. Fu nelle due estati 1867-68, le ultime di Rossini, che la Petite messe sembra assumere la versione definitiva, e la fase di orchestrazione prosegue fino agli ultimi giorni di vita del compositore.</p>
<p>Riccardo Donati nasce a Pisa nel 1965. Segue gli studi di pianoforte e composizione e nel 1989 si diploma sotto la guida di Elisa Luzi in organo e composizione organistica con il massimo dei voti presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze. All’età di 13 anni è chiamato alla Cattedrale di Pisa come secondo organista; nel 1980 diviene primo organista. Segue corsi di musicologia liturgica e si perfeziona in direzione d’orchestra, organo e musica corale per divenire dal 1992 il Maestro di Cappella della Cattedrale di Pisa dove ogni domenica dirige i brani musicali durante le funzioni liturgiche. Esegue concerti in tutta Italia sia come organista solista sia come accompagnatore di gruppi da camera al cembalo e collabora con importanti enti musicali. Dal 2001 al 2009 ha partecipato alla Rassegna Internazionale di musica sacra Anima Mundi di Pisa. Con la Cappella Musicale della Cattedrale di Pisa ha eseguito concerti anche in Inghilterra, Francia e Germania. Dal 2010 partecipa regolarmente, con la Cappella della Cattedrale, al Concerto di Natale.</p>
<p>Fondata ufficialmente nel 1556, la Cappella Musicale della Cattedrale di Pisa vanta origini ben più antiche, in quanto già nel XII secolo si ha notizia di un gruppo di “Canonici cantores” che, sotto la guida del “Magister scholarum”, rendeva solenni con il Canto Gregoriano le sacre celebrazioni in Duomo. La Cappella Musicale pisana ha mantenuto l’assetto tradizionale con sole voci virili fino al 1992 quando, nell’intento di rendere ancor più solenni le Liturgie in Cattedrale con l’esecuzione di musiche a voci miste, è stata affiancata ad essa una schola cantorum formata da voci femminili. Il repertorio della Cappella Musicale, formato esclusivamente da musica sacra e liturgica, spazia dal gregoriano alla musica contemporanea, con particolare attenzione alla polifonia rinascimentale e moderna.</p>
<p>L’Orchestra Sinfonica G. Rossini è l’orchestra della Provincia di Pesaro e Urbino con sede a Pesaro e a Fano. L’organico orchestrale, selezionato tramite audizioni, è costituito in maggior parte da diplomati provenienti dal Conservatorio Statale di Musica G. Rossini. Il nucleo storico dell’orchestra è costituito da professori che partecipano da oltre venticinque anni alle più importanti stagioni liriche e concertistiche della Regione Marche. La stagione concertistica dell’O.S.R. è riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e circa 90 all’anno sono le esecuzioni su tutto il territorio nazionale e internazionale. È inoltre organizzatrice e interprete di manifestazioni di successo nel panorama musicale italiano.</p>
<p>INGRESSO GRATUITO CON BIGLIETTO<br />
I tagliandi di ingresso (max 2 a persona) possono essere ritirati solo presso il Museo delle Sinopie il 15 e 16 dicembre dalle 10 alle 16.30 e la sera del concerto dalle 19.30 alle 20.50, fino a esaurimento dei posti disponibili. Non è possibile effettuare prenotazioni telefoniche né per e-mail.<br />
Non c’è un settore riservato alle persone con disabilità e i biglietti sono gratuiti per tutti. Solo le persone a mobilità ridotta e in carrozzina che desiderano partecipare al concerto sono pregate di inviare un email a animamundi@opapisa.it affinché sia possibile garantire loro uno spazio adeguato, nell’osservanza delle norme di sicurezza.</p>
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		<title>Pranzo di Natale, domenica 27 dicembre i poveri della città ospiti del convento delle &#8221;Figlie di Nazareth&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2015 11:26:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per un giorno i saloni che quotidianamente ospitano le attività degli alunni della scuola dell&#8217;infanzia e le riunioni dei docenti e delle religiose diventeranno un unica grande sala da pranzo per i poveri della città. E&#8217; anche così infatti che le suore della Congregazione francescana delle “Figlie di Nazareth” hanno scelto di celebrare il Natale ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per un giorno i saloni che quotidianamente ospitano le attività degli alunni della scuola dell&#8217;infanzia e le riunioni dei docenti e delle religiose diventeranno un unica grande sala da pranzo per i poveri della città. E&#8217; anche così infatti che le suore della<strong> Congregazione francescana delle “Figlie di Nazareth”</strong> hanno scelto di celebrare il <strong>Natale</strong> di quest&#8217;anno, aprendo le porte del proprio convento ai <strong>poveri della città</strong> per un<strong> pranzo di Natale</strong> che segue quello organizzato il 5 aprile scorso, in occasione della Pasqua</p>
<p>Così domani, <strong>domenica 27 dicembre</strong>, tutte le mense per i poveri della Caritas resteranno chiuse e gli abituali frequentatori si recheranno dalle suore delle “Figlie di Nazareth” nei saloni del convento di via San Bernardo.<strong> Un centinaio gli ospiti</strong> previsti che saranno serviti ai tavoli non solo dalle venti suore dell&#8217;Istituto pisano ma anche da quelle provenienti dalle strutture vicine, tutte coinvolte nell&#8217;iniziativa, e dai volontari e gli operatori della Caritas diocesana.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/cp2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1113" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/cp2-300x300.jpg" alt="cp2" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Quello di Natale è il secondo pranzo con i poveri della città organizzato nel convento situato nel cuore del quartiere di San Martino dopo quello organizzato per Pasqua in occasione del 93esimo anniversario dalla morte di Padre Agostino da Montefeltro, francescano e fondatore della congregazione cui inizialmente fu affidata la cura della “Casa delle Povere Orfane” di Marina di Pisa, immobile che attualmente ospita una casa di riposo per anziani.</p>
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		<title>&#8221;E&#8217; dai poveri che viene la liberazione&#8221;. Don Tonino Bello, 24 dicembre 1985. Guarda l&#8217;intervista</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2015 20:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Per riflettere ...]]></category>
		<category><![CDATA[Avvento]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Poveri]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;I poveri non sono i terminali della nostra generosità, ma i soggetti della liberazione: è dai poveri che viene la liberazione, dalle periferie. Del resto i pastori sono coloro che hanno annunciato la prima la liberazione: è nato il Signore !&#8221; don Tonino Bello, 24 dicembre 1985. Guarda tutta l&#8217;intervista  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I poveri non sono i terminali della nostra generosità, ma i soggetti della liberazione: <strong>è dai poveri che viene la liberazione</strong>, dalle periferie. Del resto i pastori sono coloro che hanno annunciato la prima la liberazione: è nato il Signore !&#8221;</p>
<p><em>don Tonino Bello, 24 dicembre 1985.</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://www.youtube.com/watch?v=CqbY_n80w6U">Guarda tutta l&#8217;intervista</a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
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		<title>Il Natale di Gesù, festa sovversiva, spalanchi le porte della nostra vita. Auguri !</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2015 19:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvento]]></category>
		<category><![CDATA[auguri]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; Il Natale di Gesù, festa sovversiva, spalanchi le porte della nostra vita, tutte le nostre porte, perché l&#8217;esperienza di essere amati ci renda capaci di relazioni nuove ricamate di di misericordia Auguri dalla Caritas diocesana di Pisa !]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em>Il Natale di Gesù,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>festa sovversiva,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>spalanchi le porte della nostra vita,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>tutte le nostre porte,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>perché l&#8217;esperienza</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>di essere amati</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>ci renda capaci</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>di relazioni nuove</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>ricamate di di misericordia</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Auguri dalla Caritas diocesana di Pisa !</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Auguri-Natale-2015.jpg"><img class="alignnone  wp-image-2727" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Auguri-Natale-2015-300x203.jpg" alt="Auguri Natale 2015" width="451" height="305" /></a></p>
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