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	<title>Caritas Pisa &#187; Misericordia tua</title>
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		<title>Anima Mundi per Misericordia Tua. Domenica 18 alle 20.30 in Camposanto</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 09:15:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora un appuntamento in Camposanto, domenica 18 alle 20,30, con il soprano Sabina von Walther e il pianista Maurizio Baglini. Già ammirati in edizioni scorse del festival, renderanno omaggio ad Angelica Catalani, soprano fra i più celebri del primo Ottocento, ricordata proprio in Camposanto da un imponente monumento funebre, con musiche riferite al suo tempo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un appuntamento in Camposanto, <span style="color: #ff0000;"><strong>domenica 18 alle 20,30</strong></span>, con <span style="color: #ff0000;"><strong>il soprano Sabina von Walther e il pianista Maurizio Baglini</strong></span>. Già ammirati in edizioni scorse del festival, renderanno omaggio ad Angelica Catalani, soprano fra i più celebri del primo Ottocento, ricordata proprio in Camposanto da un imponente monumento funebre, con musiche riferite al suo tempo e alla sua personalità di interprete capace di eccezionali virtuosismi.</p>
<p>Il pubblico di <span style="color: #ff0000;"><strong>Anima Mundi</strong> </span>avrà la possibilità di sostenere, attraverso libere offerte, alcuni progetti di solidarietà e assistenza sul territorio. L’iniziativa è promossa dall’Arcidiocesi di Pisa-Caritas Diocesana. Il progetto associato a questa sera è <span style="color: #ff0000;"><strong>Misericordia tua</strong></span>, una casa a dimensione familiare dove vengono accolte persone ex detenute e/o detenuti ammessi a misure alternative che abbiano intrapreso e desiderino portare a compimento un percorso di recupero della propria dignità. Aiutati da educatori, volontari e da una comunità religiosa, possono sperimentare la bellezza del reinserimento nel tessuto vivo della società civile.</p>
<p>Anima Mundi è organizzato come sempre dall’Opera della Primaziale Pisana, con il contributo della Fondazione Pisa e il patrocinio del Comune di Pisa.</p>
<p>Il concerto avrà inizio alle 20:30.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IL 25 dicembre a &#8220;Misericordia Tua&#8221;. Don Morelli: &#8221;Qui si sperimenta il senso profondo del Natale&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 13:49:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[don Emanuele Morelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, sabato 26 dicembre 2020 – “In un luogo come questo, in cui si accoglie un’umanità ferita, prendendosene cura e accompagnandola verso percorsi di reinserimento sociale, si può davvero sperimentale il senso profondo di questo Natale, sicuramente diverso perché ci manca qualcosa, ma forse più vero, che ci ha permesso di scoprirci più vicini anche ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, sabato 26 dicembre 2020 – “In un luogo come questo, in cui si accoglie un’umanità ferita, prendendosene cura e accompagnandola verso percorsi di reinserimento sociale, si può davvero sperimentale il senso profondo di questo Natale, sicuramente diverso perché ci manca qualcosa, ma forse più vero, che ci ha permesso di scoprirci più vicini anche se distanziati, più aperti anche se con il volto in maschera, più disposti a collaborare se scopriamo quanto è importante fare le cose insieme”. Per celebrare il Natale il <span style="color: #ff0000;"><strong>direttore della Caritas di Pisa don Emanuele Morelli</strong> </span>ha scelto <span style="color: #ff0000;"><strong>“Misericordia Tua”</strong></span>, la casa d’accoglienza della diocesi a Sant’Andrea a Lama (Calci) che da due anni ospita carcerati ammessi alle misure alternative ed ex detenuti, Sette quelli accolti complessivamente dall’inaugurazione ad oggi e quattro quelli presenti in questo periodo.</p>
<p>Nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo, la più antica del territorio calcesano e attigua alla canonica che ospita la casa d’accoglienza, con loro, ieri mattina (25 dicembre), oltre a don Emanuele Morelli c’erano anche alcuni componenti della “squadra” di Misericordia Tua: dallo psicologo Lorenzo Lemmi, al custode Luciano Zorzi fino ad alcuni dei volontari che svolgono servizio nella struttura, oltre a un gruppo di credenti dei dintorni che hanno voluto celebrare il Natale con i “i vicini di casa” e, ovviamente, a <span style="color: #ff0000;"><strong>Vittorio Cerri</strong></span>, per 19 anni direttore del “Don Bosco” di Pisa e ora responsabile di “Misericordia Tua”: “La nostra comunità vive in questo luogo da due anni e insieme ce la stiamo mettendo tutta per “fondare la casa sulla roccia”. – ha detto &#8212; Una roccia spirituale innanzitutto, perché come diceva sempre don Bosco, citando il salmo 126: “Se il Signore non fonda la casa, invano i costruttori si adoperano&#8230;”. Per questo ringraziamo l&#8217;arcivescovo che continuamente ci mostra la sua vicinanza ed il frutto della sua preghiera, i sacerdoti dell&#8217;arcidiocesi, la Caritas e la Cappellania del Carcere. Ma anche – ha proseguito Cerri &#8211; una roccia sociale, perché il nostro sviluppo, dovendo essere lento e sicuro, è dovuto alla bella e proficua sinergia con la Magistratura di Sorveglianza, senza la cui fiducia non saremmo andati lontano, con l&#8217;Ufficio di Esecuzione penale esterna di Pisa e la relativa direzione generale di Firenze, vera colonna di questa istituzione, il Carcere di Pisa e degli “angeli” locali della legge: i Carabinieri di Calci, sotto il cui occhio competente e vigile si svolge serena la vita di questa casa.</p>
<p>Auguri dunque agli abitanti di sant&#8217;Andrea e di tutto il territorio calcesano ed infine un coloro abbraccio ai nostri operatori e volontari – ha concluso -: il vicedirettore, il ragioniere, il brigadiere della polizia penitenziaria, il cappellano, la suora, Daniela e Maria Chiara di Controluce e soprattutto Luciano, il prezioso custode, a Paolo, Matteo e Alessio. Il Signore conceda a tutti un santo Natale”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella foto: don Emanuele Morelli, Vittorio Cerri e i volontari e gli ospiti di “Misericordia Tua” davanti alla Chiesa di Sant’Andrea Apostolo.</p>
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		<title>Anima Mundi, durante i concerti saranno raccolte offerte per i servizi della Caritas</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2018 14:06:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Anima Mundi]]></category>
		<category><![CDATA[Dispensario dei Semplici]]></category>
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		<description><![CDATA[PISA, giovedi 6 settembre 2018 – Le mense della Caritas diocesana, 30.286 pasti e 4.542 cestini distribuiti nel 2017, con il concerto inaugurale di domani sera, venerdì 7 settembre, dell’Ensemble Barocco e del Coro da Camera del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze che, con la direzione del maestro Alfonso Fedi, apriranno la 18esima edizione di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>PISA, giovedi 6 settembre 2018 – Le <strong>mense</strong> della Caritas diocesana, 30.286 pasti e 4.542 cestini distribuiti nel 2017, con il concerto inaugurale di domani sera, venerdì 7 settembre, dell’Ensemble Barocco e del Coro da Camera del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze che, con la direzione del maestro Alfonso Fedi, apriranno la 18esima edizione di Anima Mundi, la rassegna internazionale di musica sacra promossa dall’Opera della Primaziale. E poi le <strong>docce per i poveri</strong>, utilizzate l’anno scorso da 184 persone per un totale di 2.294 servizi, abbinate al concerto di lunedì 10 al Camposanto di Michele Campanella, dedicato a Liszt a Pisa. E ancora quello di venerdì 14, sempre al camposanto, del Suonar Parlante Ensemble e del violista da gamba Vittorio Ghielmi, collegato a <strong>“Misericordia Tua”</strong>, la casa d’accoglienza per detenuti in permesso ed ex carcerati impegnati in percorsi di reinserimento sociale inaugurata recentemente nella canonica della Chiesa di Sant’Andrea a Lama (Calci). Si rinnova, per il terzo anno consecutivo, la <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" title="Anima Mundi" href="https://www.opapisa.it/eventi/anima-mundi/" target="_blank"><strong>collaborazione fra la Caritas Diocesana e Anima Mundi</strong></a></span>: nel corso di sei dei sette concerti in programma, infatti, saranno raccolte offerte specificamente dedicate ad uno dei servizi coordinati o sostenuti dall’ufficio diocesano per la pastorale della Carità con operatori e volontari sempre presenti all’inizio e alla fine di ciascuna esibizione.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/mensa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3957" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/mensa.jpg" alt="mensa" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Il concerto in Cattedrale di sabato 15 settembre dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, diretta da Daniel Harding, infatti, è abbinato alla <strong>Cittadella della Solidarietà</strong>, l’Emporio del Cep che nel 2017 ha assicurato sostegno alimentare a 1.681 persone. Le offerte raccolte martedi 18 al Camposanto, in occasione del concerto del Festival Strings Lucerne Chambers Players, invece, saranno destinate al <strong>“Dispensario dei Semplici”</strong>, l’ambulatorio gratuito di farmaci convenzionali e rimedi omeopatici per persone svantaggiate incontrate dalla rete dei servizi che il terzo settore e il volontariato hanno attivato nell’ex convento dei Cappuccini , mentre quelle del grande concerto finale di giovedi 20 settembre in Cattedrale, del Monteverdi Choir, diretto da sir John Elliot Gardiner, saranno destinate alla <strong>Casa Caritas di via Garibaldi,33</strong>.</p>
<p>Unica eccezione, assolutamente giustificata: il concerto dell’Orchestra Senzaspine di mercoledì 12 in Cattedrale: in quell’occasione, infatti, le offerte raccolte saranno destinate ai progetti di restauro e riqualificazione della Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>&#8221;Misericordia Tua e quella lettera di Carlo, Giovanni e Francesco&#8221;. Intervista a Vittorio Cerri, responsabile volontaria della casa d&#8217;accoglienza di Calci</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2018 11:11:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[carcere Don Bosco Pisa]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, lunedi 6 agosto 2018  (da ToscanaOggi Vita Nova) «Un giorno, quando ancora lavoravo al carcere “Don Bosco”, arrivò nel mio ufficio suor Cecilia Falconieri, con una lettera firmata da Carlo, Giovanni e Francesco, tre dei detenuti con cui avevamo avviato un percorso di accompagnamento spirituale e sociale: ci chiedevano di non essere lasciati soli, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, lunedi 6 agosto 2018  (da <em>ToscanaOggi Vita Nova</em>) «Un giorno, quando ancora lavoravo al carcere “Don Bosco”, arrivò nel mio ufficio suor Cecilia Falconieri, con una lettera firmata da Carlo, Giovanni e Francesco, tre dei detenuti con cui avevamo avviato un percorso di accompagnamento spirituale e sociale: ci chiedevano di non essere lasciati soli, di continuare ad essergli vicini anche nel momento in cui avrebbero lasciato il carcere per tornare alla vita normale. Se oggi sono qui è anche per quella lettera». <strong>Vittorio Cerri</strong> ha trascorso 32 dei suoi 66 anni in carcere: dieci alla direzione della casa circondariale di Lucca, cinque a Pianosa, diciassette proprio alla guida del “Don Bosco” di Pisa. E i prossimi due li trascorrerà a Calci, come r<strong>esponsabile volontario di “Misericordia Tua”</strong>. A titolo gratuito.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/07/Cerritaglio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5720" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/07/Cerritaglio-300x199.jpg" alt="cerritaglio" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong>Quindi non si è ancora stancato?</strong></p>
<p>«Pensi che il direttore del carcere nemmeno volevo farlo: il mio sogno era diventare magistrato (ride ndr). A parte di scherzi, in tanti anni dietro le sbarre ho capito con chiarezza che uno dei bisogni primari dei detenuti è quello di sentirsi amati. Don Bosco diceva sempre che, per crescere i ragazzi, occorrono tre cose: l&#8217;educazione scolastica e religiosa, ma prima di tutto l&#8217;amorevolezza. Vale lo stesso anche in carcere. Ogni volta che un detenuto si suicida mi brucia l&#8217;anima: vuol dire che non siamo stati in grado di toccargli il cuore, di fargli capire che per noi la sua vita è importante».</p>
<p><strong>E&#8217; per questo che, nel suo lavoro da direttore del carcere, si è sempre appoggiato molto alla Cappellania Carceraria?</strong></p>
<p>«Ho sempre cercato e ottenuto il supporto della Chiesa locale, sia a Lucca che a Pisa. L&#8217;ho voluto per i detenuti e gli operatori carcerari e, lo confesso, anche per me: sono credente e il sostegno della comunità cristiana è stato molto importante anche a livello personale. Monsignor Plotti lo considero quasi un babbo. Ricordo che, nei momenti di difficoltà, lo chiamavo quasi per sfogarmi. A volte gli dicevo “Eccellenza, io non ce la faccio più” e lui mi rispondeva con quel vocione bonario: “Capita anche a me Vittorio, non si preoccupi: andiamo avanti”. E mi rimetteva in riga (sorride ndr). L&#8217;arcivescovo Benotto, invece, mi ha fatto uno dei complimenti più belli nella mia carriera di direttore quando, durante un visita, mi disse che quella del carcere era una delle parrocchie più vive della diocesi».</p>
<p><strong>Come funzionerà “Misericordia Tua”?</strong></p>
<p>«Sarà una casa famiglia in cui ritrovarsi alla fine del lavoro. Saranno gli stessi ospiti, tutti ex detenuti o carcerati ammessi alle misure alternative, che insieme a noi, si prenderanno cura della struttura. Abbiamo già scritto anche il regolamento che è umano, ma anche severo. Nella casa sarà sempre presente un operatore: se non ci sono io, ci sarà qualcun altro &#8230;».</p>
<p><strong>A proposito, chi l&#8217;aiuterà?</strong></p>
<p>«C&#8217;è un gruppo di lavoro in cui ho coinvolto anche Stefano Carmignani, storico ragioniere capo del “Don Bosco”: sarà lui a tenere a posto i conti, sempre come volontario e a titolo gratuito. E, in caso di bisogno, ci darà una mano anche il professor Francesco Ceraudo, pure lui storico medico del carcere di Pisa».</p>
<p>Avete già individuato i primi ospiti?</p>
<p>«In autunno dovrebbero arrivare da Pianosa due detenuti da tempo ammessi alle misure alternative e che conosco personalmente. Ma la casa sarà il punto di riferimento anche per Marius, il detenuto romeno che ha lavorato con la ditta proprio alla ristrutturazione della casa di Sant&#8217;Andrea a Lama. E poi ci saranno anche Giovanni e Pietro, due ex detenuti del territorio: uno è un agronomo e si sta occupando di alcuni oliveti avuti dalla parrocchia, l&#8217;altro darà una mano nel lavoro quotidiano».</p>
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		<title>Padre Marfi Pavanello: &#8220;La Cappellania Carceraria, un ponte fra dentro e fuori&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Aug 2018 13:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Cappellania Carceraria]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Calci, venerdì 3 agosto 2018 &#8211; <em>(da ToscanaOggi Vita Nova)</em> «Le dico solo un dato per comprendere non solo l&#8217;importanza, ma anche la necessità di progetti come “<strong>Misericordia Tua”</strong>: <strong>il settanta per cento di chi esce dal carcere senza aver avuto accesso alle misure alternative torna a commettere reati</strong>. Percorsi come quello che abbiamo attivato a Calci sono fondamentali per dare speranza e prospettive future a chi vive l&#8217;esperienza della detenzione». Dal 19 giugno <strong>padre Marfi Pavanello</strong>, 55 anni, sacerdote dehoniano della comunità di Castelmaggiore (Calci), ha assunto la guida della <strong>Cappellania Carceraria</strong>, «ma il mio è il punto di vista di un religioso che frequenta quasi quotidianamente il “Don Bosco” di Pisa da più di un anno e mezzo dato che l&#8217;arcivescovo ha chiesto alla nostra congregazione di occuparsene praticamente da quando siamo arrivati in diocesi: sono entrato per la prima volta nel carcere cittadino in occasione delle celebrazioni di Natale di due anni fa e poco più di un mese fa ho sostituito nel ruolo di coordinatore il mio confratello Elio Della Zuanna che è stato nominato amministratore della parrocchia di San Casciano (Cascina) dove presto ci trasferiremo».</p>
<p><strong>Chi la affianca in questo lavoro?</strong></p>
<p>«Il modello è sempre figlio di quella grande intuizione di monsignor Plotti che, primo in Italia, decise di costituire una Cappellania del Carcere: siamo cinque sacerdoti, tre dei quali più assidui, e una religiosa. Facciamo tre catechesi e celebriamo altrettante messe la settimana: due il sabato pomeriggio, di cui una nella sezione femminile, e una la domenica mattina nella Cappella del giudiziario e del penale. A questi si aggiungono svariati colloqui, in base anche alle segnalazioni che ci arrivano dagli operatori».</p>
<p><strong>Perché considera così importante quell&#8217;intuizione di monsignor Plotti?</strong></p>
<p>«Per due motivi: in primo luogo lavoriamo in equipe e, dunque, c&#8217;è sempre la possibilità di confrontarsi sulle decisioni da prendere. Poi la Cappellania consente di assicurare assistenza spirituale e pastorale ai detenuti e a chi lavora in carcere mantenendo un forte radicamento nella chiesa diocesana. Penso, anzi, che questo modello potrebbe essere replicato anche in altri ambiti come, ad esempio, quello militare».</p>
<p><strong>Che umanità ha trovato dietro le sbarre del “Don Bosco”?</strong></p>
<p>«Intanto stiamo parlando, di fatto, di una comunità di 256 reclusi, di cui 35 donne e 140 stranieri. A cui vanno aggiunte le guardie e gli altri operatori carcerari. Sono persone segnate profondamente dal reato che hanno commesso, con vissuti e storie familiari molto complesse e in molti casi anche con problemi di dipendenza e salute mentale. I più fortunati sono quelli che hanno mantenuti legami familiari: possono contare su un colloquio e una telefonata settimanale. Loro sono quelli che stanno meglio».</p>
<p><strong>In un contesto del genere che ruolo può giocare la Cappellania?</strong></p>
<p>«Noi siamo un ponte fra dentro e fuori: l&#8217;ottanta per cento del nostro impegno, in realtà, è o dovrebbe essere dedicato alle comunità cristiane e alla società civile per far capire che anche chi ha sbagliato, può cambiare».</p>
<p><strong>Obiettivo non semplice in un&#8217;epoca caratterizzata dalla paura e dall&#8217;emergenza sicurezza.</strong></p>
<p>«E&#8217; vero e in tal senso, più delle parole e delle prediche, conta la testimonianza. A Castelmaggiore ospitiamo un detenuto ammesso alle misure alternative. Nei momenti in cui non lavora vive insieme a noi. Quando lo raccontiamo, anche il punto di vista di chi ci ascolta cambia»</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Inaugurata &#8221;Misericordia Tua&#8221;, la casa d&#8217;accoglienza per ex carcerati e detenuti in permesso. In autunno i primi due ospiti</title>
		<link>https://www.caritaspisa.com/wordpress/inaugurata-misericordia-tua-la-casa-daccoglienza-per-ex-carcerati-e-detenuti-in-permessi-in-autunno-i-primi-due-ospiti/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jul 2018 12:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[anno giubilare della misericordia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Cecconi]]></category>
		<category><![CDATA[arcivescovo. Giovanni Paolo Benotto]]></category>
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		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[don Emanuele Morelli]]></category>
		<category><![CDATA[ex detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Misericordia tua]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Filippini]]></category>

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		<description><![CDATA[CALCI, Giovedi 19 luglio 2018 – C’è anche chi ha rinunciato al regalo di nozze e chiesto a tutti gli invitati di fare una donazione per “Misericordia Tua”, la casa d’accoglienza per carcerati in permesso ed ex detenuti di Calci, l’opera segno della Chiesa pisana per l’Anno Giubilare della Misericordia inaugurata ieri, mercoledi 18 luglio, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">CALCI, Giovedi 19 luglio 2018 – C’è anche chi ha rinunciato al regalo di nozze e chiesto a tutti gli invitati di fare una donazione per <strong>“Misericordia Tua”</strong>, la <strong>casa d’accoglienza per carcerati in permesso ed ex detenuti di Calci,</strong> <strong>l’opera segno della Chiesa pisana per l’Anno Giubilare della Misericordia</strong> inaugurata ieri, mercoledi 18 luglio, alla presenza dell’a<strong>rcivescovo Giovanni Paolo Benotto</strong> e del sindaco Massimiliano Ghimenti e il cui nome riprende il motto episcopale di monsignor <strong>Alessandro Plotti</strong>, arcivescovo di Pisa dal 1986 al 2008.  “Li citerò solo per nome perché non hanno voluto essere menzionati, ma ringrazio nel modo più sentito possibile Chiara e Matteo ed Emilia e Marco per quel loro gesto di vicinanza e condivisione che riscalda il cuore” ha detto <strong>il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli</strong> durante la cerimonia ospitata nella chiesa di Sant’Andrea a Lama, attigua alla casa d’accoglienza, affollata da tantissime persone, calcesani e non, che non hanno voluto mancare all’appuntamento.</p>
<p>La struttura, adesso, è pronta: ieri l’inaugurazione e <strong>in autunno è previsto l’arrivo dei primi due ospiti in semilibertà</strong>. Gli interventi di ristrutturazione nella casa canonica della parrocchia di Sant’Andrea a Lama, iniziati ad aprile 2017, infatti,  sono finiti nei giorni scorsi: un anno e mezzo di cantiere e <strong>un investimento di oltre 300mila euro</strong> (160mila dei quali provenienti dagli stanziamenti dell&#8217;otto per mille per la  carità della Cei, 100mila da un contributo della Fondazione Pisa e 60mila dai i fondi raccolti in occasione del Giubileo della Misericordia), necessari per il risanamento igienico sanitario dell&#8217;intera costruzione, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la ricostruzione del tetto, il consolidamento dei solai del piano terra, la realizzazione dei tre nuovi bagni e la riqualificazione dell&#8217;area esterna. La casa si estende su due piani: salotto e cucina (donata dal Rotary Club Pisa) a piano terra, le quattro camere e i bagni al primo. E può accogliere fino ad un massimo di otto persone, ma si comincerà gradualmente con solo due ospiti.</p>
<p><strong>Il nastro lo ha tagliato Vittorio Cerri,</strong> per 17 anni direttore del Carcere “Don Bosco” di Pisa: sarà lui il nuovo responsabile e padrone di casa di “Misericordia Tua”, coadiuvato da un educatore professionale della cooperativa sociale “Il Simbolo” e Marfi Pavanello e Elio Della Zuanna, i due sacerdoti dehoniani della Cappellania carceraria, che si occuperanno dell&#8217;assistenza pastorale e spirituale delle persone accolte oltreché della selezione dei futuri ospiti. La benedizione, invece, à stata dell’arcivescovo: “Il bene, quando è fatto bene, alla fine ha sempre il sopravvento – ha sottolineato Benotto -: se c’impegniamo in questa direzione non solo possiamo sostenere chi fa più fatica, ma ne usciamo anche arricchiti perché l’amore è l’unica cosa che, una volta dato, non si perde ma ritorna moltiplicato”.</p>
<p>Prima, il saluto del <strong>capo di gabinetto della Prefettura di Pisa Roberta Monni</strong> e d<strong>el Sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti:</strong> “Con questo progetto anche la nostra comunità potrà dare il suo contributo ad una delle principali finalità costituzionali, ossia la rieducazione dei condannati – ha detto il primo cittadino -. Grazie, dunque, per questo intervento e anche per un intervento di recupero importante di una struttura storica del nostro territorio, un altro tassello importante di quel percorso di collaborazione stretta fra l’amministrazione comunale e la chiesa locale”</p>
<p>Presente anche <strong>il vescovo di Pescia monsignor Roberto Filippini</strong>, per 16 anni cappellano del carcere “Don Bosco” di Pisa e ideatore della casa d’accoglienza: “Abbiamo semplicemente raccolto un bisogno, quello di un punto d’appoggio e un luogo d’accoglienza per chi si accinge ad uscire dal carcere – ha detto -: non sapete quanti detenuti, al momento di tornare in libertà, ci hanno detto di aver paura e ci hanno chiesto aiuto. Da qui l’idea di realizzare una struttura esattamente come questa”. “Una casa famiglia – ha chiosato <strong>padre Marfi Pavanello, sacerdote dehoniano coordinatore della Cappellania del carcere</strong> – aperta alla comunità e al territorio, con spazi in cui mangiare assieme piuttosto che bere un caffè, da riempire di relazioni insieme alle persone che la abiteranno”</p>
<p>“Questa casa è – ha aggiunto <strong>il proposto di Calci monsignor Antonio Ceccon</strong>i- è anche uno dei tasselli più importanti di quel percorso promosso dall’unità pastorale della Valgraziosa che si propone di destinare a finalità sociali e pastorali, con una particolare attenzione ai più poveri, le canoniche delle chiese senza parroco”.</p>
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		<title>Domani, mercoledi 18 luglio, a Calci l&#8217;inaugurazione di &#8221;Misericordia Tua&#8221;, la casa d&#8217;accoglienza della diocesi per carcerati in permesso ed ex detenuti</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 07:56:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>PISA, martedi 17 luglio 2018 – Domani, mercoledì 18 luglio, <strong>l&#8217;inaugurazione</strong>. E in autunno l&#8217;arrivo dei primi due ospiti in semilibertà. <strong>“Misericordia Tua”</strong>, la casa d&#8217;accoglienza per carcerati in permesso ed ex detenuti impegnati in percorsi di reinserimento sociale ricavata nella<strong> casa canonica della parrocchia di Sant&#8217;Andrea a Lama, a Calci,</strong> sta per entrare in funzione. Il primo passo è il taglio del nastro ufficiale della nuova struttura, <strong>l&#8217;opera segno della chiesa pisana per l&#8217;anno giubilare della Misericordia</strong> e il cui nome riprende il motto episcopale di <strong>monsignor Alessandro Plotti</strong>, arcivescovo di Pisa dal 1986 al 2008, scomparso tre anni fa.<br />
La cerimonia è fissata per <strong>mercoledì alle 18</strong>: interverranno <strong>l&#8217;arcivescovo Giovanni Paolo Benotto</strong>, che benedirà anche la casa d&#8221;accoglienza, e <strong>il sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti</strong>, oltre<strong> al direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli, il proposto della Val Graziosa monsignor Antonio Cecconi e padre Marfi Pavanello, coordinatore della Cappellania del carcere</strong>.<br />
Il taglio del nastro sarà anche l&#8217;occasione per presentare la nuova struttura, a lavori finiti, alla comunità calcesana: il cantiere, iniziato ad aprile 2017, infatti, si è chiuso nei giorni scorsi.</p>
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		<title>Anima Mundi 2017. Stasera, giovedi 14 settembre, il primo concerto. Per il pubblico anche la possibilità di sostenere i progetti della Caritas diocesana</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Sep 2017 05:53:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, giovedì 14 settembre 2017 &#8211; Cinquecento anni dalla Riforma luterana, e chi parla di Riforma in fatto di musica finisce sempre per parlare di Johann Sebastian Bach, duecentocinquanta dalla morte di Georg Philipp Telemann, che di Bach fu contemporaneo e collega, e quattrocentocinquanta dalla nascita di Claudio Monteverdi. Tre ricorrenze imponenti guidano il cartellone ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, giovedì 14 settembre 2017 &#8211; Cinquecento anni dalla Riforma luterana, e chi parla di Riforma in fatto di musica finisce sempre per parlare di Johann Sebastian Bach, duecentocinquanta dalla morte di Georg Philipp Telemann, che di Bach fu contemporaneo e collega, e quattrocentocinquanta dalla nascita di Claudio Monteverdi. Tre ricorrenze imponenti guidano il c<strong>artellone 2017 di Anima Mundi</strong>. E da queste si diramano come corollari non sempre scontati, attraverso analogie, contrasti e simmetrie, molti altri temi, cucendo insieme i sette concerti che impegnando interpreti fra i più famosi del panorama internazionale ci chiameranno ancora una volta a Pisa: dal Barocco luterano al Barocco cattolico (ecco Heinrich Ignaz Biber e Agostino Steffani), dal Barocco cattolico alla musica cattolica del grande Classicismo (ed ecco Wolfgang Amadeus Mozart, nato a Salisburgo poco tempo dopo la lunga e operosa permanenza di Biber), dal Classicismo all’età romantica, con Felix Mendelssohn, di nuovo in campo luterano, e Johannes Brahms, nato luterano ma qui rappresentato da due lavori mariani, e da qui al primo Novecento, con Max Reger e ai nostri tempi con Arvo Pärt e il pezzo vincitore del concorso di composizione bandito come ogni anno da Anima Mundi.</p>
<p>Si comincia stasera,  <strong>giovedì 14 settembre in Cattedrale</strong>, con i complessi della<strong> Radio di Hannover e il grande capolavoro sacro di Mozart</strong>, l’incompiuta e grandiosa <strong>Messa in do minore KV 427</strong>, introdotta dalla delicata Ave Maria op. 12 di Brahms. Tutto barocco invece il concerto di sabato 16, con l’Akademie di Colonia e le Cantate di Bach e Telemann. Pausa strumentale mercoledì 20 in Camposanto con uno dei pianisti più interessanti di oggi, Stephen Hough: le due serie di Images di Claude Debussy, precedute ciascuna da una visione lunare e seguite rispettivamente dalla Fantasia op. 17, offerta di Robert Schumann per un monumento a Ludwig van Beethoven, e dall’Appassionata, che di Beethoven è appunto uno dei monumenti più belli.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/140917_animamundi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5288" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/140917_animamundi-210x300.jpg" alt="AM17 70x100 ITA.ai" width="210" height="300" /></a></p>
<p>Il Barockconsort di Friburgo e il coro Vox Luminis sabato 23, di nuovo in Cattedrale, per rendere omaggio a due grandi un po’ trascurati del Settecento, Biber con il suo Requiem e lo Stabat Mater del nostro ma ormai germanizzato Steffani, mentre ci riportano in Camposanto e alla musica strumentale giovedì 28 Rinaldo Alessandrini e il suo Concerto Italiano per rendere omaggio a Bach con un’inconsueta e stimolantissima serie di elaborazioni da pagine sue, e anzitutto dalle Variazioni Goldberg. Ancora la cultura luterana con Antonio Greco e il coro Costanzo Porta venerdì 29 in  Cattedrale: un Reger organistico e neobachiano, Mendelssohn e Brahms, incorniciati dal pezzo appena laureato dal concorso di composizione e dal Salve Regina di Pärt.</p>
<p>Ancora in cattedrale, venerdì 6 ottobre, la chiusura, affidata a sir John Eliot Gardiner, responsabile artistico delle ultime dodici edizioni di Anima Mundi. Alla testa dei complessi celeberrimi che da sempre lo seguono aiuterà il suo amatissimo Monteverdi a soffiare sulle quattrocentocinquanta candeline di questo compleanno con la più favolosa e spettacolare delle sue composizioni sacre, il Vespro della Beata Vergine: sigla migliore non si potrebbe desiderare, in una Cattedrale che a Santa Maria Assunta è dedicata, e che in questo anno pastorale 2017-2018 vivrà un eccezionale Giubileo celebrando il nono centenario della sua consacrazione.</p>
<p>Sul sito dell&#8217;<strong><a title="Anima Mundi 2017" href="http://www.opapisa.it/notizie/anima-mundi-2017-xvii-edizione/"><span style="color: #ff0000;">Opera della Primaziale di Pisa</span></a></strong>  le informazioni sulla disponibilità di posti e le modalità di svolgimento dei concerti.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno il pubblico di Anima Mundi potrà sostenere, attraverso libere offerte, una delle iniziative di solidarietà proposte dalla Caritas diocesana: fra le mense per i poveri, la casa &#8220;Misericordia Tua&#8221; per detenuti in uscita dal carcere, il dispensario dei semplici che assicura medicinali gratuiti per gli indigenti, le docce per i poveri, la Cittadella della Solidarietà, Opera, la Casa Caritas di via Garibaldi 33 e i restauro della Chiesa di San Paolo a Ripa d&#8217;Arno. Il d<a title="Anima Mundi 2017 - Iniziative di solidarietà" href="http://www.opapisa.it/eventi/anima-mundi/iniziative-di-solidarieta/" target="_blank"><strong><span style="color: #ff0000;">ettaglio di tutte le proposte</span></strong></a>.</p>
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		<title>&#8221;Serve un reparto per detenuti in semilibertà fuori dal carcere&#8221;. La richiesta del direttore del &#8221;Don Bosco&#8221; Fabio Prestopino alla presentazione di &#8221;Misericordia Tua&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Mar 2017 07:43:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Calci, 25 marzo 2017 &#8211; &#8220;Un servizio fondamentale ma anche un simbolo di quel che dovrebbe essere sempre l&#8217;esecuzione delle pena&#8221;. Così il direttore del carcere &#8221;Don Bosco&#8221; di Pisa Fabio Prestopino intervenendo alla presentazione di &#8220;Misericordia Tua&#8221;, la comunità d&#8217;accoglienza a dimensione familiare per detenuti ammessi alle pene alternative voluta dalla chiesa pisana per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Calci, 25 marzo 2017 &#8211; &#8220;Un servizio fondamentale ma anche un simbolo di quel che dovrebbe essere sempre l&#8217;esecuzione delle pena&#8221;. Così i<strong>l direttore del carcere &#8221;Don Bosco&#8221; di Pisa Fabio Prestopino</strong> intervenendo alla presentazione di &#8220;Misericordia Tua&#8221;, la comunità d&#8217;accoglienza a dimensione familiare per detenuti ammessi alle pene alternative voluta dalla chiesa pisana per celebrare il &#8220;Giubileo della Misericordia&#8221; e che nascerà nella casa canonica di Sant&#8217;Andrea a Lama a Calci. &#8220;Se il sistema penitenziario deve tendere al recupero dei condannati &#8211; ha proseguito &#8211; il futuro dell&#8217;esecuzione penale è necessariamente esterna e al carcere deve avere un ruolo residuale, limitato  quei soggetti per i quali non si riesce a immaginare un percorso di reinserimento&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/250317_santandrealama.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4970" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/250317_santandrealama-300x225.jpg" alt="250317_santandrealama" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Da qui la proposta rivolta alle istituzioni locali: &#8220;Auspico che da un progetto come &#8221;Misericordia Tua&#8221; si possa prendere spunto anche per realizzare a Pisa <strong>un reparto di semilibertà fuori dal carcere</strong>. Aveva già lanciato l&#8217;idea il mio predecessore Vittorio Cerri e io torno a proporlo perché sarebbe un passo avanti davvero necessario&#8221;</p>
<p>&#8220;Questa è un&#8217;opera segno che non ha certo la pretesa di risolvere il problema del reinserimento umano, sociale e spirituale dei detenuti ma vuole indicare una strada &#8211; ha aggiunto <strong>l&#8217;arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto</strong> -: certi recuperi alla vita, apparentemente difficilissimi, si possono fare. E vogliamo provarci. La serietà dei soggetti e delle istituzioni coinvolte è garanzia anche perchè non via siano negatività per il territorio&#8221;</p>
<p>Sul punto ha insistito anche<strong> il magistrato di sorveglianza di Pisa</strong> Rin<strong>aldo Merani</strong>: &#8220;Il paradosso di oggi è che investiamo poco sui processi rieducativi e tanto in quelli detentivi. Non funziona. Sarebbe come se di fronte ad un&#8217;epidemia qualcuno pensasse di scamparla chiudendosi in casa: prima o poi il contagio arriva anche&#8221;</p>
<p>Su &#8220;Misericordia Tua&#8221;, ad un anno dalla presentazione del progetto, si è pronunciato anche <strong>il sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti</strong>, assicurando la collaborazione dell&#8217;amministrazione comunale: &#8220;Dopo aver visto il progetto dettagliato, posso dire, non solo di condividerne le motivazioni come esplicitato anche nel documento approvato un anno fa dalla maggioranza consiliare, ma anche che i numeri sono tali da rendere l&#8217;impatto sul territorio sopportabile. Quindi sicuramente assicureremo la nostra collaborazione al progetto per tutto ciò che ci compete&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Misericordia Tua&#8221;, al via i lavori per la casa d&#8217;accoglienza per detenuti di Sant&#8217;Andrea a Lama: cantiere chiuso ad aprile 2018. Stamani la presentazione del progetto.</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 10:04:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Calci, sabato 25 marzo 2017 &#8211; Il cantiere è già in fase di allestimento e dalla prossima settimana i lavori entreranno nel vivo. Al massimo entro dodici mesi, ossia per aprile 2018, “Misericordia Tua”, la comunità di Sant’Andrea a Lama, nel comune di Calci, per il reinserimento umano e spirituale di alcuni detenuti ammessi alle ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Calci, sabato 25 marzo 2017 &#8211; Il cantiere è già in fase di allestimento e dalla prossima settimana i lavori entreranno nel vivo. Al massimo entro dodici mesi, ossia per aprile 2018,<strong> “Misericordia Tua”</strong>, la comunità di <strong>Sant’Andrea a Lama</strong>, nel comune di <strong>Calci</strong>, per il <strong>reinserimento umano e spirituale</strong> di alcuni <strong>detenuti</strong> ammessi alle misure alternative al carcere, sarà una realtà. Verrà realizzata nella casa canonica della chiesa parrocchiale della frazione calcesana, opportunamente ristrutturata, e potrà ospitare fino ad un <strong>massimo</strong> di <strong>otto persone</strong> “anche se l’attivazione sarà graduale e almeno per il <strong>primo anno</strong> prevediamo un numero abbastanza limitato d’inserimenti nella struttura, sicuramente <strong>inferiore a quattro</strong>” ha precisato alla presentazione pubblica del progetto il <strong>direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli</strong>, l’organismo pastorale della chiesa pisana che gestirà la struttura in collaborazione con l’unità pastorale della Valgraziosa e la comunità dei <strong>padri dehoniani di Castelmaggiore</strong>. Saranno queste realtà a comporre la cosiddetta “cabina di regia” che guiderà la struttura con l’aggiunta di <strong>Vittorio Cerri</strong>, storico e apprezzato direttore della casa circondariale “Don Bosco” e ora collaboratore volontariato di “Misericordia Tua”. Che nasce come opera segno voluta dall’Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto per il <strong>“Giubileo delle Misericordia”</strong> indetto da Papa Francesco nel 2016, e prende il nome dal motto episcopale di monsignor <strong>Alessandro Plotti</strong>, arcivescovo emerito di Pisa scomparso il 19 ottobre 2015 e particolarmente sensibile e attento alla situazione di chi vive la realtà carceraria. Ma affonda le radici dall’impegno della cappellania carceraria di Pisa guidata da monsignor <strong>Roberto Filippini</strong> fino alla nomina, il 25 novembre 2015, a vescovo di Pescia oltreché nella volontà dell’unità pastorale di destinare ad un utilizzo sociale e pastorale tutte le case canoniche delle chiese della Valgraziosa rimaste senza parroco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La comunità potrà ospitare <strong>detenuti ammessi alle misure alternative</strong> ma anche ex detenuti e familiari di persone in condizione di carcerazione. Le persone che saranno accolte e la definizione del progetto personalizzato per ciascuno sarà uno dei compiti principali della “cabina di regia”. Alla gestione operativa del progetto, invece, saranno coinvolti anche un educatore professionale della <strong>cooperativa sociale “Il Simbolo”</strong> mentre all’animazione del territorio parteciperà anche un gruppo di volontari che sarà formato nei prossimi mesi.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/250317_santandrealama.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4970" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/250317_santandrealama-300x225.jpg" alt="250317_santandrealama" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il progetto, infatti, concretamente prenderà corpo e forma solo nel 2018. Prima ci sono da fare i lavori di ristrutturazione dell’immobile. L’allestimento del cantiere è già iniziato e nelle prossime settimane “Acque” provvederà ad allacciare la casa alla fognatura comunale. Poi sarà completamente rifatto il tetto ed effettuati i lavori di adeguamento interno e di risanamento delle pareti dall’umidità, realizzati i nuovi impianti elettrico e idrico-sanitari e rifatta la facciata dell’edificio. A lavori finiti la comunità sarà composta da una stanza adibita ad ufficio, cucina e soggiorno e un bagno accessibile ai disabili al piano terra e quattro camere doppie, una singola per l’operatore e due bagni al primo piano (mentre un altro bagno sarà ricavato nel piano cosiddetto mezzanino a metà scala).</p>
<p>Complessivamente per finanziare tutte le opere saranno necessari <strong>circa 200mila euro</strong>, interamente provenienti dalla diocesi di Pisa e di fondi Cei dell’otto per mille.</p>
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