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	<title>Caritas Pisa &#187; Migrantes</title>
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		<title>Auguri scomodi per un Natale di fraternità. Il messaggio per le festività delle commissioni Caritas, Missio e Migrantes della Cet</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 10:19:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[auguri Natale]]></category>
		<category><![CDATA[cardinal Augusto Paolo Lojudice]]></category>
		<category><![CDATA[Migrantes]]></category>
		<category><![CDATA[missio]]></category>
		<category><![CDATA[missionarie della carità]]></category>
		<category><![CDATA[Mons.Roberto Filippini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mistero del Natale rivive nell&#8217;accoglienza ai poveri, a coloro che arrivano da lontano e a quelli che vivono accanto a noi. Come ci ha ricordato Papa Francesco nell&#8217;enciclica Fratelli Tutti (cap.4) il nostro modo di vivere oggi il Natale si può riassumere in quattro verbi: Accogliere Maria, che ha accolto Gesù con un sì ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <span style="color: #ff0000;"><strong>mistero del Natale</strong></span> rivive nell&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>accoglienza ai poveri</strong></span>, a coloro che arrivano da lontano e a quelli che vivono accanto a noi. Come ci ha ricordato Papa Francesco nell&#8217;enciclica <span style="color: #ff0000;"><strong>Fratelli Tutti</strong> </span>(cap.4) il nostro modo di vivere oggi il Natale si può riassumere in quattro verbi:</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Accogliere</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Maria</strong></span>, che ha accolto Gesù con un sì che ha cambiato tutta la sua vita vi renda generosi per non anteporre i vostri progetti e i vostri desideri a ciò che Dio ci chiede. Lei, “che trova nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie &#8230;” <em>(don Tonino Bello)</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Promuovere</strong></span></p>
<p>Gli <span style="color: #ff0000;"><strong>angeli</strong></span> vi aiutino a scoprire in Gesù che nasce colui che può davvero riempire di gioia la vostra vita. Loro che “annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità, incapace di vedere che anche vicino a voi … si consumano ingiustizie” <em>(don Tonino Bello)</em> “nutrite da un modello economico fondato sul profitto, che non esita a sfruttare, a scartare e perfino a uccidere un uomo. Mntre una parte dell&#8217;umanità vive nell&#8217;opulenza, un&#8217;altra parte vede la propria dignità disconosciuta, disprezzata o calpestata e i suoi diritti fondamentali, ignorati o violati” <em>(Fratelli Tutti, 22)</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Proteggere</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Giuseppe</strong></span>, che ha protetto Gesù dall&#8217;indifferenza dei suoi concittadini e dalla malvagità di chi lo voleva uccidere, che ha vissuto “&#8230; l&#8217;affronto di mille porte chiuse” <em>(don Tonino Bello)</em>, ci faccia “&#8230; mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro” (<em>don Tonino Bello</em>)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Integrare</strong></span></p>
<p>I <span style="color: #ff0000;"><strong>poveri</strong></span> “che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nella oscurità e la città dorme nell&#8217;indifferenza, vi facciano capire che se anche voi volete vedere una grande luce, dovete partire dagli ultimi” <em>(don Tonino Bello)</em>. L&#8217;incontro fra persone e culture divers si trasforma in un dono e ci dà la possibilità di un arricchimento reciproco e di uno sviluppo umano integrale di tutti (<em>Fratelli Tutti, 133)</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Le parole di Papa Francesco e di don Tonino Bello ci mostrano il volto della chiesa della misericordia he dona al mondo il volto bello di Dio, infinita tenerezza di padre e di madre.</strong></span></p>
<p>E&#8217; un Natale diverso quello che ci prepariamo a vivere … Un Natale di verso perché mancherà sì di qualcosa, ma potremo scoprire più da vicino l&#8217;essenziale, quello che conta, ciò che non passa e non può essere nascosto per nessun motivo, da nessuna causa:</p>
<p><em>“Dio si fa uomo in Gesù di Nazareth”</em></p>
<p>Un Natale più vero che ci permetterà di scoprirci più vicini anche se distanziati, più aperti anche se col volto in maschera, più disposti a collaborare se scopriamo quanto è importante fare le cose insieme e che, se fatte insieme, producono frutti molto più abbondanti.</p>
<p>E&#8217; quello che ci proponiamo con le commissioni regionali Missio, Migrantes e Caritas: esprimere consonanza di obiettivi, un&#8217;armonia di interventi, una stessa voce per difendere i più piccoli e i più poveri …</p>
<p><em>Auguri di buon Natale a tutti</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Augusto Paolo card. Lojudice</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Roberto Filippini, vescovo</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Auguri scomodi per un Natale di fraternità</em></span>. Il testo in allegato</p>
<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/A4%20senza%20crocini.pdf" title="Download Auguri Scomodi per un Natale di Fraternità">Auguri Scomodi per un Natale di Fraternità</a> (884.3 KiB)</p>
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		<title>62 anni fa Marcinelle. Migrantes: &#8220;Non dimenticare il lavoro di tanti emigrati italiani e tanti immigrati in Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2018 07:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Per non dimenticare]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marcinelle]]></category>
		<category><![CDATA[Migrantes]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 8 agosto 2018  &#8211; 62 anni fa  una tragedia tra le più gravi della storia dei lavoratori italiani nel mondo. Siamo in Belgio, a Marcinelle. E’ l’8 agosto del 1956: nel pozzo minerario di  Bois du Cazier un incendio riempì di fumo tutto il pozzo minerario, provocando la morte di 262 lavoratori dei 274 presenti ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 8 agosto 2018  &#8211; <strong>62 anni fa</strong>  una tragedia tra le più gravi della storia dei lavoratori italiani nel mondo. Siamo in Belgio, a <strong>Marcinelle</strong>. E’ l’8 agosto del 1956: nel pozzo minerario di  Bois du Cazier un incendio riempì di fumo tutto il pozzo minerario, provocando <strong>la morte di 262 lavoratori dei 274 presenti</strong> in quel momento. Di questi 136 erano italiani.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/080818_marcinelle.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5741" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/080818_marcinelle-300x210.jpg" alt="080818_marcinelle" width="300" height="210" /></a></p>
<p>&#8221;Ricordare quello che è successo – dice oggi la Fondazione Migrantes &#8211; in questo tempo in cui la crisi ha aperto una nuova stagione di emigrazione dei giovani italiani, significa non abbassare la guardia sulla tutela dei diritti dei lavoratori migranti in Europa per evitare che, come succede spesso,  siano costretti a subire orari e trattamenti sui posti di lavoro che non tutelano la loro dignità come ci ricordano gli incidenti di questi giorni e che hanno visto la morte di alcuni lavoratori senza alcuna tutela. Tutti migranti impegnati in Puglia nel lavoro dei campi. Ricordare, per l’organismo pastorale della Cei, &#8221;vuol dire anche ritornare alle proprie origini di una emigrazione che ha causato anche diverse perdite&#8221;.</p>
<p>&#8221;Questa giornata che ricorda Marcinelle oggi è diventata anche la Giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro italiano nel mondo. <strong>Occasione per non dimenticare il lavoro dei tanti emigrati italiani ma anche immigrati nel nostro Paese, sui luoghi di lavor</strong>o&#8217;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Salvataggio in mare, prima cosa da salvaguardare&#8221;. L&#8217;intervista di Repubblica al vescovo di Ferrara Giancarlo Perego</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 15:42:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Perego]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma, giovedi 10 agosto 2017 &#8211;  &#8220;È un dato di fatto che le Ong hanno salvato fra il trenta e il quaranta per cento delle persone disperse nel Mediterraneo e che, dopo la fine di &#8220;Mare Nostrum&#8221;, hanno rafforzato la nuova operazione &#8220;Triton&#8221; che purtroppo era sottodimensionata rispetto alle reali esigenze. Se non partiamo da qui ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, giovedi 10 agosto 2017 &#8211; <strong> </strong>&#8220;È un dato di fatto che <strong>le Ong hanno salvato fra il trenta e il quaranta per cento delle persone disperse nel Mediterraneo</strong> e che, dopo la fine di &#8220;Mare Nostrum&#8221;, hanno rafforzato la nuova operazione &#8220;Triton&#8221; che purtroppo era sottodimensionata rispetto alle reali esigenze. Se non partiamo da qui ogni discorso resta senza senso: il salvataggio in mare da parte delle Ong non solo va difeso ma va anche lodato&#8221;.</p>
<p>Difende il lavoro dell Ong in mare, <a title="monsignor Giancarlo Perego" href="http://www.diocesidicremona.it/blog/mons-gian-carlo-perego-nuovo-arcivescovo-di-ferrara-comacchio-15-02-2017.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>monsignor Giancarlo Perego</strong></span></a>, ex direttore della Fondazione Migrantes della Cei e arcivescovo di Ferrara, soprattutto il loro ruolo &#8220;sussidiario, davvero imprescindibile vista la latitanza dell&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p><a title="Il vescovo di Ferrara: ''Giusto dire no alle armi a bordo''" href="http://www.repubblica.it/cronaca/2017/08/07/news/il_vescovo_di_ferrara_giancarlo_perego_giusto_dire_no_alle_armi_a_bordo_-172584086/" target="_blank"><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;intervista a La Repubblica</span></strong></a>, di lunedi 7 agosto</p>
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		<title>Permesso di soggiorno per ricerca di lavoro e regolarizzazione per gli stranieri radicati. Ecco &#8220;Ero Straniero&#8221;, la proposta di legge d&#8217;iniziativa popolare apprezzata da Papa Francesco. Alla festa provinciale delle Acli la raccolta delle firme.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 18:10:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Ero Forestiero]]></category>
		<category><![CDATA[Legge iniziativa popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Migrantes]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, venerdi 30 giugno 2017 &#8211; Anche alla Festa provinciale delle Acli, in programma da stasera fino a domenica 2 luglio all&#8217;ex Convento dei Cappuccini (Pisa), sarà possibile raccogliere le firme in favore di &#8220;Ero staniero&#8221; la campagna in favore di una legge d&#8217;iniziativa popolare sostenuta anche da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, venerdi 30 giugno 2017 &#8211; Anche alla Festa provinciale delle Acli, in programma da stasera fino a domenica 2 luglio all&#8217;ex Convento dei Cappuccini (Pisa), sarà possibile raccogliere le firme in favore di &#8220;Ero staniero&#8221; la campagna in favore di una legge d&#8217;iniziativa popolare sostenuta anche da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e che nei giorni scorsi ha ricevuto anche &#8220;il sincero apprezzamento&#8221; da parte di Papa Francesco.</p>
<p>Di seguito gli obiettivi della campagna.</p>
<p><strong>Unificazione nello SPRAR del sistema di accoglienza</strong>. Siamo ormai da tempo sommersi da casi di cattiva accoglienza. Esistono e non bisogna mai smettere di denunciarli. C’è però un’altra faccia dell’accoglienza e ben più positiva. Va raccontata il più possibile, proprio attraverso un osservatorio capace di individuare e diffondere le buone pratiche, affinché vengano il più possibile replicate. Lo squilibrio a favore dei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) è ancora troppo forte: l’obiettivo deve essere riunificare nello SPRAR l’intero sistema privilegiando forme di accoglienza diffusa in realtà di piccole dimensioni. Le persone che sbarcano sulle nostre coste oggi saranno i nostri concittadini di domani. Accogliere, quindi, non significa ospitare in maniera assistenzialistica, ma promuovere percorsi di autonomia e diritti, mediante iniziative di scolarità, di formazione professionale, di lavoro dignitoso e di coinvolgimento nel volontariato,  partendo dall’idea che queste persone possano essere una risorsa.</p>
<p><strong>Cittadinanza. </strong>Da troppi anni, il nostro Paese non adegua la sua legislazione sull’acquisizione della cittadinanza al mutato contesto sociale e troppi cittadini di fatto non sono riconosciuti tali dall’ordinamento.</p>
<p><strong>Nuove modalità di ingresso e contrasto all’irregolarità.</strong> A fronte di flussi migratori sempre più “misti”, creare una divisione tra richiedenti asilo e “migranti economici” è difficile, anacronistico e inefficace. È necessario assicurare l’accesso alle domande di protezione e una procedura di esame più rapida ma che rispetti tutte le garanzie previste dal diritto nazionale e internazionale. Nello stesso tempo, serve una revisione completa dei canali ordinari di ingresso per lavoro, ormai da anni pressoché totalmente inefficaci con l’inevitabile conseguenza di favorire l’irregolarità. Il reato di immigrazione clandestina, che è ingiusto, inutile e controproducente, va abrogato al più presto. Quanto ai rimpatri, la necessità di renderli effettivi non può costituire giustificazione per accordi internazionali stipulati, senza il controllo del Parlamento, con paesi che violano i diritti umani e non rispettano il diritto internazionale.</p>
<p><strong>La legge di iniziativa popolare.</strong> “Ero straniero – L’umanità che fa bene” sostiene una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare intitolata “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”.</p>
<p>Per sottoporla al Parlamento sono necessarie <strong>50mila firme</strong>. Questa la sintesi delle proposte:</p>
<p>P<strong>ermesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari. </strong>S’introduce il permesso di soggiorno temporaneo (12 mesi) da rilasciare a lavoratori stranieri per facilitare l’incontro con i datori di lavoro italiani e per consentire a coloro che sono stati selezionati, anche attraverso intermediari sulla base delle richieste di figure professionali, di svolgere i colloqui di lavoro. L’attività d’intermediazione tra la domanda di lavoro delle imprese italiane e l’offerta da parte di lavoratori stranieri può essere esercitata da tutti i soggetti pubblici e privati già indicati nella legge Biagi e nel Jobs Act (centri per l’impiego, agenzie private per il lavoro, enti bilaterali, università, ecc.), ai quali sono aggiunti i fondi interprofessionali, le camere di commercio e le Onlus, oltre alle rappresentanze diplomatiche e consolari all’estero.</p>
<p><strong> Reintroduzione del sistema dello sponsor (sistema a chiamata diretta). </strong>Si reintroduce il sistema dello sponsor, originariamente previsto dalla legge Turco Napolitano, anche da parte di singoli privati per l’inserimento nel mercato del lavoro del cittadino straniero con la garanzia di risorse finanziarie adeguate e disponibilità di un alloggio per il periodo di permanenza sul territorio nazionale, agevolando in primo luogo quanti abbiano già avuto precedenti esperienze lavorative in Italia o abbiano frequentato corsi di lingua italiana o di formazione professionale.</p>
<p><strong> Regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”</strong>. Si prevede la regolarizzazione su base individuale degli stranieri che si trovino in situazione di soggiorno irregolare allorché sia dimostrabile l’esistenza in Italia di un’attività lavorativa (trasformabile in attività regolare o denunciabile in caso di sfruttamento lavorativo) o di comprovati legami familiari o l’assenza di legami concreti con il paese di origine, sul modello della Spagna e della Germania. Tale permesso di soggiorno per comprovata integrazione dovrebbe essere rinnovabile anche in caso di perdita del posto di lavoro alle condizioni già previste per il “permesso attesa occupazione” e nel caso in cui lo straniero, in mancanza di un contratto di lavoro, dimostri di essersi registrato come disoccupato, aver reso la dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego. Si prevede inoltre la possibilità di trasformare il permesso di soggiorno per richiesta asilo in permesso di soggiorno per comprovata integrazione anche nel caso del richiedente asilo diniegato in via definitiva che abbia svolto un percorso fruttuoso di formazione e di integrazione.</p>
<p><strong>Nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali.</strong> Il riconoscimento delle qualifiche professionali deve avvenire non solo su base del titolo acquisito all’estero, ma anche attraverso procedure di accertamento standardizzate che permettano la verifica delle abilità e delle competenze individuali acquisite mediante precedenti esperienze professionali.</p>
<p><strong> Misure per l’inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo.</strong> Si prevede di ampliare il sistema Sprar puntando su un’accoglienza diffusa capillarmente nel territorio con piccoli numeri, rafforzando il legame territorio/accoglienza/inclusione attraverso tre azioni essenziali: apprendimento della lingua, formazione professionale, accesso al lavoro. Si introducono misure per aumentare, a beneficio di tutti, l’efficacia dei centri per l’impiego, da finanziare con i fondi europei Fami (Fondo asilo migrazione e integrazione), a partire dall’aumento del numero degli addetti e la creazione di sportelli con operatori e mediatori specializzati nei servizi rivolti a richiedenti asilo e rifugiati.</p>
<p><strong>Godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati.</strong> Ai lavoratori extracomunitari che decidono di rimpatriare definitivamente – a prescindere da accordi di reciprocità tra l’Italia e il paese di origine – va garantito il diritto a conservare tutti i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati in modo che possa goderne, al verificarsi della maturazione dei requisiti previsti dalla normativa vigente, anche in deroga al requisito dell’anzianità contributiva minima di vent’anni.</p>
<p><strong>Uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale.</strong> Vengono eliminate tutte le disposizioni che richiedono, per l’accesso a molte prestazioni di sicurezza sociale (assegno di natalità, indennità di maternità di base, sostegno all’inclusione attiva ecc.), il requisito del permesso di lungo periodo, tornando al sistema originario previsto dall’art. 41 del T.U.  immigrazione che prevedeva la parità di trattamento nelle prestazioni per tutti gli stranieri titolari di un permesso di almeno un anno.</p>
<p><strong> Garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri. </strong>Sono previsti interventi legislativi a livello nazionale affinché tutte le Regioni diano completa e uniforme attuazione a quanto previsto dalla normativa vigente in materia di accesso alle cure per gli stranieri non iscrivibili al Sistema sanitario nazionale (SSN).In particolare si chiede: piena equiparazione dei diritti assistenziali degli stranieri comunitari a quelli degli extracomunitari, coerentemente con i LEA, e inclusa la possibilità di iscrizione al medico di medicina generale, onde garantire la continuità delle cure, e il riconoscimento ai minori, figli di cittadini stranieri, indipendentemente dallo stato giuridico, degli stessi diritti sanitari dei minori italiani.</p>
<p><strong> Effettiva partecipazione alla vita democratica. </strong>Si prevede l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.</p>
<p><strong>Abolizione del reato di clandestinità.</strong> Si abolisce il reato di clandestinità, abrogando l’articolo 10-bis del decreto legislativo 26 luglio 1998, n. 286.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" title="Ero straniero, il testo della proposta di legge d'iniziativa popolare" href="http://erostraniero.casadellacarita.org/wp-content/uploads/2017/05/EroStraniero_PropostaLegge.pdf" target="_blank">testo integrale della proposta di legge</a>.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;immigrazione oltre Lampedusa: al di là di paure e luoghi comuni&#8221;. La relazione di Maurizio Ambrosini a Prato alla presentazione del rapporto Caritas Migrantes</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 14:11:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[25esimo Rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Ambrosini]]></category>
		<category><![CDATA[Migrantes]]></category>
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		<description><![CDATA[Prato, 17 ottobre 2016 &#8211; Quanti sono i migranti nel mondo? 240milioni circa, il 3% della popolazione mondiale. I migranti non autorizzati arrivano tutti dal mare? Falso, la stragrande maggioranza degli &#8220;irregolari&#8221; è entrato in Italia regolarmente, soprattutto con visti turistici. Ancora: I rifugiati ci stanno invadendo? Falso: l&#8217;86% di essi è accolto nei paesi ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prato, 17 ottobre 2016 &#8211; Quanti sono i migranti nel mondo? <strong>240milioni circa</strong>, il <strong>3% della popolazione mondiale</strong>. I migranti non autorizzati arrivano tutti dal mare? Falso, la stragrande maggioranza degli &#8220;irregolari&#8221; è entrato in Italia regolarmente, soprattutto con visti turistici. Ancora: I rifugiati ci stanno invadendo? Falso: <strong>l&#8217;86%</strong> di essi è acc<strong>olto nei paesi del c.d. &#8220;terzo mondo&#8221;</strong>.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/25esimo_rapporto.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4610" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/25esimo_rapporto.jpeg" alt="25esimo_rapporto" width="189" height="267" /></a></p>
<p>Qui sotto la relazione del professor <strong>Maurizio Ambrosini,</strong> sociologo delle migrazioni e docente dell&#8217;università di Milano, sabato scorso a Prato alla presentazione del <strong>25esimo Rapporto Caritas/Migrantes.</strong></p>
<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/151016_ambrosini.pdf" title="Download La relazione di Maurizio Ambrosini alla presentazione del Rapporto Caritas/Migrantes">La relazione di Maurizio Ambrosini alla presentazione del Rapporto Caritas/Migrantes</a> (387.5 KiB)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;La cultura dell&#8217;incontro&#8221;. Domani, sabato 15 ottobre, a Prato la presentazione del rapporto Caritas Migrantes</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 11:57:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[25esimo Rapporto Immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Franco Agostinelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Migrantes]]></category>
		<category><![CDATA[Oliviero Forti]]></category>

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		<description><![CDATA[Prato, venerdì 14 ottobre 2016 &#8211; &#8220;La cultura dell&#8217;incontro&#8221;. E&#8217; il titolo del 25esimo Rapporto Immigrazione Caritas Migrantes e anche il filo conduttore della presentazione pubblica in programma domani mattina, sabato 15 ottobre, a Prato, alle 10 nella sala conferenze della Biblioteca Lazzerini (via Puccetti,3). &#160; Dopo il saluto introduttivo del vescovo di Prato Franco ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prato, venerdì 14 ottobre 2016 &#8211; &#8220;La cultura dell&#8217;incontro&#8221;. E&#8217; il titolo del <a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/?p=4278"><span style="color: #ff0000;"><strong>25esimo Rapporto Immigrazione Caritas Migrantes</strong></span></a> e anche il filo conduttore della presentazione pubblica in programma domani mattina, <strong>sabato 15 ottobre</strong>, a <strong>Prato</strong>, alle 10 nella sala conferenze della <strong>Biblioteca Lazzerini</strong> (via Puccetti,3).</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/25-rapporto-immigrazione.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4256" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/25-rapporto-immigrazione-300x217.jpg" alt="25 rapporto immigrazione" width="300" height="217" /></a> <a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/25esimo_rapporto.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4610" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/25esimo_rapporto.jpeg" alt="25esimo_rapporto" width="189" height="267" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo il saluto introduttivo del vescovo di Prato <strong>Franco Agostinelli</strong> e del sindaco della città laniera <strong>Matteo Biffoni</strong>, ne discuteranno <strong>Oliviero Forti</strong>, responsabile dell&#8217;ufficio immigrazione di Caritas Italiana (&#8220;La cultura dell&#8217;incontro&#8221;) e <strong>Maurizio Ambrosini</strong>, sociologo delle migrazioni dell&#8217;Università di Milano (&#8220;L&#8217;immigrazione oltre Lampedusa: i profili inattesi di un fenomeno dai molti volti&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Italiani nel mondo: Migrantes, sono 4,8 milioni. Trend in aumento (+3,7%) con 107mila emigrati nel 2015</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 00:45:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italiani nel mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Rapporto]]></category>

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<div class="content_para">
<p>Roma, 6 ottobre 2016 &#8211; Sono <strong>107.529 gli italiani emigrati all’estero nel 2015</strong>: continua il trend in aumento, con <strong>6.232 partenze in più</strong>. Il 69,2% (quasi 75mila italiani) si è trasferito in altri Paesi europei. In totale al 1° gennaio 2016 sono 4.811.163 gli italiani iscritti all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero), il 7,9% della popolazione complessiva (60.665.551), con una crescita del 3,7% rispetto allo scorso anno. <strong>Nell’arco di dieci anni (2006-2016), la mobilità degli italiani è aumentata del 54,9%</strong> (erano 3 milioni nel 2006). Negli ultimi 11 anni le variazioni più significative hanno riguardato la Spagna (+155,2%) il Brasile (+151,2%). <strong>Sono soprattutto i giovani “millennials” dai 18 ai 34 anni ad emigrare</strong>, freschi di studi e molto specializzati, delusi da una Italia che offre loro poche speranze lavorative. Pur concependo la mobilità come un percorso non determinato a priori, che cambia a seconda delle opportunità incontrate all’estero, per loro la scelta non è tanto “se partire” quanto piuttosto “se restare”. <strong>E’ boom anche di anziani che preferiscono trascorrere la terza età all’estero</strong>, con un aumento di pensioni pagate in Bulgaria, Ucraina, Romania, Polonia e Spagna. Emerge poi il fenomeno dei “nuovi” italiani in partenza, come i bangladesi, migranti due volte: almeno 5mila famiglie, dopo dieci anni in Italia, si sono spostati verso il Regno Unito per lavorare. Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dal<strong> Rapporto italiani nel mondo 2016</strong> della <a href="https://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/s2magazine/index1.jsp?idPagina=41"><span style="color: #ff0000;"><strong>Fondazione </strong></span></a><span style="color: #ff0000;"><b><span style="text-decoration: underline;">Migrante</span></b></span>. Secondo Migrantes il grave problema dell’Italia di oggi è il “brain exchange”, ossia l’incapacità di trattenere i talenti e di attrarne di nuovi. Bisognerebbe passare dal “brain exchange” al “brain circulation”, con un equilibrio tra partenze e rientri, evitando che i giovani più preparati vadano solo in alcuni Paesi e non in altri: “La mobilità è una risorsa ma diventa dannosa se è a senso unico”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Rapporto2016_Italianinelmondo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4593" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Rapporto2016_Italianinelmondo-300x247.jpg" alt="Rapporto2016_Italianinelmondo" width="300" height="247" /></a></p>
<p><strong>Dove sono e chi sono oggi gli emigrati italiani?</strong> Oltre la metà (2.588.764, 53,8%) vivono in Europa, seguita dall’America Latina (1.564.895), dall’America del Nord (386.399), dall’Oceania (146.316), dall’Africa (63.870) e dall’Asia (60.919). Gli aumenti più consistenti sono in Argentina (+28.982), Brasile (+20.427), Regno Unito (+18.706), Germania (+18.674), Svizzera (+14.496). La metà sono di origine meridionale, anche le se percentuali più alte a livello regionale vedono la Lombardia (+6,5%), la Valle d’Aosta (+6,3%), l’Emilia Romagna (+6%) e il Veneto (+5,7%) ai primi posti.</p>
<p>Roma è la provincia con più italiani all’estero, ma le altre città in pole position sono tutte del Sud (Cosenza, Agrigento, Salerno, Napoli). Tre piccoli comuni siciliani (Licata, Palma di Montechiaro e Favara) hanno incidenze elevatissime di residenti all’estero, tra 10 e 15 mila ciascuno.</p>
<p>107mila nuovi emigranti. Il percorso dei “millennials”. Gli italiani, giovani e meno giovani, guardano sempre più all’estero per soddisfare i propri desideri lavorativi, in particolare in Europa. Il 60,2% dei 107.529 andati all’estero nel 2015 sono single. Gli uomini sono la maggioranza (60.372). Il 36,7% sono nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni. I nuovi emigranti partono soprattutto da Lombardia (20.088), Veneto (10.374), Sicilia (9.823), Lazio (8.436). Nel 2013 c’è stata una diminuzione delle partenze degli studenti Erasmus a causa della crisi: molte famiglie non avevano risorse da investire per gli studi dei figli. I “millennials” sono “la generazione più penalizzata dal punto di vista delle possibilità lavorative” e vedono l’emigrazione “non tanto come una fuga quanto piuttosto come un mezzo per soddisfare ambizioni e nutrire curiosità: la loro mobilità oggi è in itinere e può modificarsi continuamente, perchè non si basa su un progetto migratorio già determinato ma su continue e sempre nuove opportunità incontrate”. Del resto, come ricorda il rapporto, recenti studi sulle mutazioni genetiche ipotizzano che il desiderio di viaggiare e fare esperienze nuove sia dovuto al Dna, nello specifico risieda nel gene DRD4-7R. Ecco perché molti degli attuali migranti non riescono a concepirsi come tali “ma parlano di sé come di viaggiatori”.</p>
<p>Anziani in movimento. Anche gli anziani che decidono di emigrare sono in aumento. Dai dati Inps sulle pensioni pagate all’estero, si evidenzia la crescita dei pagamenti in Ucraina (+307%), Bulgaria (+223,6%), Romania (+152,8), Polonia (+152,8%) e Spagna (+22%). Presumibilmente perchè molti decidono di trascorrere l’ultima fase della propria vita in casa delle badanti che, dopo averli assistiti in Italia, rientrano nei rispettivi Paesi con l’anziano al seguito. Le mete preferite nel 2015 dai pensionati italiani e stranieri sono state però Svizzera (583), Francia (495), Spagna (418), Australia (373).</p>
<p>È boom di anziani italiani che preferiscono trascorrere la terza età all’estero, con un aumento di pensioni pagate in Bulgaria, Ucraina, Romania, Polonia e Spagna. È quanto emerge dal Rapporto sugli italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, presentato oggi a Roma. Dai dati Inps sulle pensioni pagate all’estero, si evidenzia la crescita dei pagamenti in Ucraina (+307%), Bulgaria (+223,6%), Romania (+152,8), Polonia (+152,8%) e Spagna (+22%). Le mete preferite nel 2015 dai pensionati italiani e stranieri sono state però Svizzera (583), Francia (495), Spagna (418), Australia (373).</p>
<p>Il Rapporto italiani nel mondo 2016 racconta “un tassello dell’Italia migrante”. A dirlo oggi è stato monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, concludendo i lavori di presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2016. Per Perego “noi siamo abituati a leggere ogni giorno i numeri degli sbarchi degli arrivi e non siamo abituati a leggere i numeri delle partenze dall’Italia. 154mila arrivi sulle nostre coste nel 2015 e 174mila cittadini italiani in più all’estero nel 2015, di cui 107mila iscritti all’Aire, cosa hanno in comune? Entrambi questi mondi migranti in arrivo e in partenza dall’Italia sono per la maggior parte, il 56%, giovani tra i 18 e i 32 anni; il 20% in entrambi dei casi sono minorenni; entrambi questi mondi condividono pregiudizi, non accoglienza, solitudine, entrambi, infine, vedono un diritto negato: non hanno il diritto di rimanere nella propria terra”. Cosa hanno di diverso questi mondi giovanili migranti: chi parte dall’Italia, parte per scelta e in libertà; chi arriva e sbarca in Italia è costretto a lasciare il proprio Paese a causa di guerre, disastri ambientali, persecuzione politica e religiosa, povertà estrema, ha detto il direttore di Migrantes: “cosa ricercano i giovani in partenza e in arrivo? Nuove e pari opportunità sul piano lavorativo, scolastico? Cosa ci insegnano i giovani italiani oggi all’estero? Ci ricordano, e sono il 75% di questo parere, che l’esperienza in emigrazione è utile per un confronto con le diverse culture. Queste migrazioni in partenza e in arrivo chiedono – ed è lo speciale di quest’ anno del rapporto italiani nel mondo – di ripensare le città e le capitali del mondo come luoghi di incontro e non di scontro, valorizzando e ripensando alcuni luoghi come le piazze, le stazioni, i porti, gli aeroporti, le periferie che diversamente rischiano di costruire nella stessa città mondi distanti fra loro. E l’impegno della Chiesa vicina a chi è in cammino oggi chiede di ripensare strade per un accompagnamento integrale della persona, in particolare dei giovani, guardando alle loro esperienze culturali, storie religiose, sogni, per condividere un cammino insieme”.</p>
</div>
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		<title>25esimo Rapporto Caritas Migrantes, Caritas-Migrantes, oltre 800 mila alunni stranieri, +7,3% i nati in Italia. “Approvare legge cittadinanza”</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 10:06:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, martedì 5 luglio 2016 &#8211; Oltre 5 milioni di stranieri residenti in Italia (l’8,2% della popolazione), di cui il 52,7% donne. Sono soprattutto romeni, albanesi e marocchini (le tre nazionalità rappresentano il 41,3% del totale) anche se in Italia sono presenti ben 198 nazionalità. Quasi il 60% vive nelle regioni del Nord. Le regioni ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, martedì 5 luglio 2016 &#8211; Oltre<strong> 5 milioni di stranieri residenti in Italia</strong> (l’<strong>8,2%</strong> della popolazione), di cui il 52,7% donne. Sono soprattutto romeni, albanesi e marocchini (le tre nazionalità rappresentano il 41,3% del totale) anche se in Italia sono presenti ben 198 nazionalità. Quasi il 60% vive nelle regioni del Nord. Le regioni con il più alto numero di presenze sono Lombardia (23%), Lazio (12,7%), Emilia Romagna (10,7%) e Veneto (10,2). Sono i dati riferiti al 2015 che fanno da sfondo al <strong>XXV Rapporto immigrazione di <a href="http://www.caritasitaliana.it"><span style="color: #ff0000;">Caritas italiana</span></a> e<a href="http://www.migrantes.it"><span style="color: #ff0000;"> Fondazione Migrantes</span></a></strong> presentato oggi a Roma, 500 pagine che raccontano la presenza della popolazione straniera in Italia come fenomeno oramai strutturale in tutti gli ambiti sociali. Tema dell’edizione di quest’anno è “La cultura dell’incontro”, per raccontare l’integrazione nei territori e sottolineare come l’Italia sia “molto di più di questa recente storia di migranti forzati”. In termini numerici assoluti, nell’area<strong> Ue-28</strong> gli stranieri residenti sono <strong>35,2 milioni</strong>, con un aumento del <strong>3,6%</strong> rispetto al 2014. Di questi, il 21,5% vive in Germania, il 15,4% nel Regno Unito, il 14,3% in Italia, il 12,4% in Francia. Caso singolare è il calo dei residenti stranieri in Spagna, diminuiti del 4,8%.<strong> Nel 2014 in Italia sono state registrate 129.887 acquisizioni di cittadinanza italiana, con una crescita del 29%</strong>. Prevalgono le acquisizioni da parte dei marocchini e degli albanesi, presenti da più tempo in Italia.<img class="aligncenter size-medium wp-image-4256" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/25-rapporto-immigrazione-300x217.jpg" alt="25 rapporto immigrazione" width="300" height="217" /></p>
<p><b>Il lavoro.</b> Mentre la <strong>retribuzione media mensile degli occupati italiani è di 1.356 euro</strong>, quella degli <strong>stranieri</strong> è di <strong>965</strong> <strong>euro</strong>, pari al <strong>30% in meno</strong>. <strong>Il 41,7% dei lavoratori stranieri </strong>rientra dunque nella categoria dei <strong>“working poor”</strong> (gli italiani sono il 14,9%), e <strong>le donne sono le più penalizzate</strong> (59,3%) perchè lavorano in settori con livelli retributivi più bassi della media. In tutto sono 2.360.307 i lavoratori stranieri in Italia (il 10,5% del totale), di cui l’88,5% è dipendente. Svolgono in maggioranza lavori meno qualificati (36,5% rispetto al 7,9% degli italiani) nei settori dei servizi collettivi e personali (29,8%), nell’industria (18,4%), nel settore alberghiero e della ristorazione (10,9%), nelle costruzioni (9,6%) e nel commercio (8,3%). Nei servizi operano soprattutto le donne, nei cosiddetti settori delle “tre C”: caring, cleaning e catering (cura, pulizia e ristorazione). Anche se la maggioranza è impiegata come dipendente, nel 2014 sono aumentati del 6,2% i titolari di imprese nati in un Paese extra-Ue: 335.452. Spiccano ancora le situazioni di sfruttamento e le disuguaglianze retributive, con molti part-time involontari che nascondono “lavoro grigio”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Scuola.</b> Nell’anno scolastico 2014/2015 erano <strong>814.187 gli alunni stranieri</strong> nelle scuole italiane, di cui <strong>445.534 nati in Italia</strong>, questi ultimi aumentati del 7,3% rispetto all’anno precedente. Rappresentavano il 9,2% della popolazione scolastica italiana, con una crescita annuale dell’1,4%, segno di un insediamento stabile con la propria famiglia. Il valore più alto di alunni stranieri nelle classi è in Emilia Romagna (15,5%), seguita da Lombardia (14,3%) e Umbria (14,2%). Nel Centro-Sud solo il Lazio arriva al 9,3%, mentre l’incidenza più bassa è in Sardegna (2,3%) e Puglia (2,6%). Caritas e Migrantes rilanciano, in questa occasione, l’appello ad una<strong> rapida approvazione della legge sulla cittadinanza</strong> (licenziato dalla Camera e ora al vaglio del Senato) che prevede l’introduzione dello “ius soli” in forma temperata (uno dei genitori deve avere il permesso di soggiorno da almeno un anno) e un iter particolare per i minori stranieri arrivati da piccoli in Italia. “Nonostante le carenze per favorire l’acquisizione della cittadinanza per naturalizzazione – ha affermato don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana -, riteniamo sia comunque importante che i nostri politici diano un segnale chiaro di risposta alla volontà di integrazione delle nuove generazioni”.</p>
<p><b>Immigrazione e carcere.</b> Su un totale di 52.164 detenuti gli stranieri <strong>sono il 33,24% del totale (17.340)</strong>, una cifra in diminuzione rispetto al 2009 quando erano il 37,1%. C’è però un fatto nuovo: anche se è un dato residuale (95 detenuti) nel Paese sono entrate le mafie straniere, che agiscono affiliandosi alle mafie italiane. Anche se le nazionalità più rappresentate sono il Marocco (2.840 detenuti) , la Romania (2.821), l’Albania (2.423) e la Tunisia (1.893), i curatori del rapporto invitano a non fare “frettolose analisi che facciano concludere per l’attribuzione a determinati gruppi etnici di una maggiore propensione al crimine”. Le cifre vanno lette, infatti, considerando che queste comunità sono le più numerose e di più antico insediamento in Italia. Tra i reati commessi: 8.192 contro il patrimonio, 6.599 contro la persona, 6.266 in violazione della legge sulla droga, 2.499 contro la pubblica amministrazione e 1.372 in violazione della normativa sull’immigrazione.</p>
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		<title>Galantino (segretario generale Cei): &#8221;Gravissima qualunque forma di lettura ideologizzata della religione&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 09:40:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[25esimo Rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[Galantino]]></category>
		<category><![CDATA[Migrantes]]></category>
		<category><![CDATA[Perego]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, martedì 5 luglio 2016  “A Porto d&#8217;Ascoli due giovani bengalesi che vendevano fiori sono stati pestati a sangue da un gruppo di giovanissimi perchè non sapevano recitare il Vangelo”. Parte dalla cronaca il segretario generale della Cei Nunzio Galantino, intervenuto stamani, martedi 5 luglio, alla presentazione del 25esimo Rapporto Immigrazione di Caritas e Migrantes. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, martedì 5 luglio 2016  “A Porto d&#8217;Ascoli due giovani bengalesi che vendevano fiori sono stati pestati a sangue da un gruppo di giovanissimi perchè non sapevano recitare il Vangelo”. Parte dalla cronaca <strong>il segretario generale della Cei Nunzio Galantino</strong>, intervenuto stamani, martedi 5 luglio, alla presentazione del <strong>25esimo Rapporto Immigrazione di Caritas e Migrantes</strong>. Per dire che “La <strong>lettura ideologizzata della religione</strong> <strong>è gravissima</strong>, sia che si tratti dell&#8217;Islam che del cristianesimo” e per evidenziare la necessità di “fare molta attenzione a quei predicatori che, nelle nostre comunità e non, rivendicano un ruolo pubblico della religione cristiana solo come strumento da contraporre all&#8217;Islam”. Durissimo il giudizio del presule sull&#8217;Europa: “Stiamo vedendo tutte le debolezze di un Europa costruita sulle primazie e non sul rispetto e la valorizzazione delle differenze” ha detto. Ponendo poi anche la questione del linguaggio: “La ripetizione continua di termini come “invasione”, “emergenza” e “crisi” non aiutano ad affrontare il fenomeno dell&#8217;immigrazione ma si limitano ad ampliare il divario fra fenomeno e percezione”.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/190416_Galantino.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3695" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/190416_Galantino-300x195.jpg" alt="190416_Galantino" width="300" height="195" /></a></p>
<p>Da qui è partita anche la riflessione del direttor<strong>e della Fondazione Migrantes monsignor Giancarlo Perego</strong>: “I numeri raccontano una diminuzione calando, eppure si continua a parlare di invasione inarrestabile – ha sottolineato &#8211; in questo modo s&#8217;impedisce e si rallenta una politica seria dell&#8217;immigrazione. Occorre, quindi, ribadire che <strong>l&#8217;unica via è l&#8217;integrazione</strong>: ogni chiusura, ogni ritardo nel riconoscimento dei diritti di cittadinanza impoverisce le nostre città”</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Emigrazione italiana, espatri in aumento: nel 2014 +7,6%. Ieri la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2015 10:57:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Di Tora]]></category>
		<category><![CDATA[Migrantes]]></category>
		<category><![CDATA[Perego]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto italiani nel mondo 2015]]></category>

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		<description><![CDATA[Aumentano gli italiani che si trasferiscono all&#8217;estero. Nel 2014 gli espatri sono stati 101.297, con una crescita del 7,6% rispetto al 2013 (94.126). A fare le valige sono stati in prevalenza uomini (56,0%), non sposati (59,1%), tra i 18 e i 34 anni (35,8%). Sono partiti soprattutto dal Nord Italia e la meta preferita e&#8217; ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aumentano</strong> gli <strong>italiani</strong> che si <strong>trasferiscono all&#8217;estero</strong>. Nel 2014 gli espatri sono stati <strong>101.297</strong>, con una c<strong>rescita del 7,6% rispetto al 2013 (94.126)</strong>. A fare le valige sono stati in prevalenza uomini (56,0%), non sposati (59,1%), tra i 18 e i 34 anni (35,8%). Sono partiti <strong>soprattutto dal Nord Italia</strong> e la meta preferita e&#8217; stata la <strong>Germania</strong> (14.270); a seguire il Regno Unito (13.425). E&#8217; quanto emerge dal<a href="http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=74129&amp;rifi=guest&amp;rifp=guest"><strong><span style="color: #ff0000;"> Rapporto Italiani nel mondo 2015</span></strong></a> della Fondazione Migrantes, presentato ieri a Roma. In generale, al primo gennaio 2015 sono in tutto 4.636.647 gli iscritti all&#8217;Anagrafe degli italiani residenti all&#8217;estero (Aire), il 3,3% in piu&#8217; rispetto all&#8217;anno precedente. Il 51,4% e&#8217; di origine meridionale, con un primato della Sicilia (713.483). Negli ultimi anni pero&#8217; si e&#8217; registrata &#8220;una marcata dinamicita&#8217; delle regioni settentrionali&#8221;, tanto che tra i connazionali espatriati nel 2014, la maggior parte proviene dalla Lombardia (18.425). Seguono Sicilia (8.765), Veneto (8.720), Lazio (7.981) e Piemonte (7.414). Negli ultimi anni &#8211; si legge nel Rapporto &#8211; il fenomeno dell&#8217;emigrazione per ragioni lavorative, tra i laureati, e&#8217; tendenzialmente in crescita. E il titolo di studio posseduto risulta piu&#8217; efficace, nella ricerca di lavoro, per chi si e&#8217; trasferito all&#8217;estero. In aumento anche i liceali che trascorrono un anno di studio all&#8217;estero. Tra le mete preferite dagli italiani nel 2014, oltre a Germania e Regno Unito, ci sono Svizzera (11.092 espatri), Francia (9.020) e Argentina (7.225). La maggior parte dei cittadini italiani iscritti all&#8217;Aire risiede in Europa (53,9%) e in America (40,3%). Al primo gennaio 2015 le donne sono 2.227.964, il 48,1% (+75.158 rispetto al 2014) del totale, i minori 706.683 (15,2%). Gli over 65 sono 922.545 (19,9%).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/RapportoItalianiMondo2015.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1923" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/RapportoItalianiMondo2015.jpeg" alt="RapportoItalianiMondo2015" width="247" height="204" /></a></p>
<p><strong>La Migrantes.</strong> &#8220;In questi dieci anni l&#8217;emigrazione italiana è cresciuta del 50% passando da 3 a 4,6 milioni persone che varcano i confini nazionali. C&#8217;è un&#8217;emigrazione soprattutto giovanile che riguarda non solo le regioni del sud Italia ma anche quelle del nord&#8221;. A dirlo è <strong>monsignor Gian Carlo Perego</strong>, direttore generale della fondazione Migrantes, a margine della presentazione del Rapporto Italiani nel mondo 2015, arrivato quest&#8217;anno alla decima edizione. &#8220;L&#8217;emigrazione è cresciuta anche rispetto all&#8217;anno scorso passando da 94mila a 101mila persone&#8221; ha continuato il direttore generale della Migrantes sottolineando che &#8220;stiamo vivendo una nuova importante stagione dell&#8217;emigrazione italiana&#8221;. Perego ricorda che &#8220;a fronte di un immigrato che arriva da noi ci sono tre giovani italiani che emigrano&#8221; e che quindi &#8220;il problema dell&#8217;Italia non è l&#8217;immigrazione ma l&#8217;emigrazione, che si delinea un problema sul piano politico, sociale e culturale&#8221;. Il Rapporto Italiani nel mondo &#8220;è uno strumento culturale voluto dalla Chiesa italiana e affidato alla fondazione Migrantes, che ci mostra come l&#8217;emigrazione sia un movimento globale e che gli italiani non hanno mai smesso di partire&#8221; ha aggiunto <strong>monsignor Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Migrantes,</strong> durante la presentazione del Rapporto Italiani nel mondo 2015, arrivato quest&#8217;anno alla decima edizione. Di Tora, affermando che la &#8220;persona in cammino è al centro del nostro pensiero&#8221; ha sottolineato che &#8220;l&#8217;Italia continua a cambiare&#8221; e si dice pronto, come fondazione, &#8220;a camminare sempre accanto al migrante: è un compito che portiamo avanti con serietà collaborando con altri attori e ponendoci come interlocutori attivi&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/Guerino_DiTora.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1924" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/Guerino_DiTora.jpeg" alt="Guerino_DiTora" width="257" height="164" /></a></p>
<p><strong>Le proposte.</strong> &#8220;Ripensare l&#8217;associazionismo come molteplicità di luoghi&#8221;. È da diverso tempo che vengono avanzate richieste di una rilettura delle associazioni partendo dalla considerazione che queste, nelle loro caratteristiche attuali, non sono al passo con i tempi ma profondamente legate ad un passato e a una generazione destinata presto ad esaurirsi non fosse altro che per cause anagrafiche. È una delle proposte contenute nel Rapporto italiani nel mondo 2015 curato dalla Fondazione Migrantes. Le nuove generazioni, non identificandosi in esse, non vengono attirate ma al contrario sono allontanate con forza. Occorre ripensare all&#8217;associazionismo in un&#8217;ottica moderna e alla luce dell&#8217;evoluzione sociale. Essa deve diventare: un luogo culturale, dove la cultura non è meramente accademica ma è vita, storia; un luogo, quindi, di appartenenza per aiutare e sostenere una cittadinanza a distanza, globale, che valorizzi la persona e la sua storia linguistica, culturale e sociale; di conseguenza un luogo politico dove il tema della partecipazione, del voto, della tutela del lavoro e di quella dei diritti faccia evitare i sempre più ricorrenti strabismi politici, ideologici e i nazionalismi. Ancora, associazione quale luogo identitario in cui riconoscersi, costruire il proprio sé rispetto all&#8217;altro e con l&#8217;altro creando ponti istituzionali: un luogo di sussidiarietà e di solidarietà che accolga e accompagni, che sproni e che vigili, un luogo di azione e inter-azioni che stimoli a crescere, a impegnarsi attivamente e a fare sempre meglio.</p>
<p>&#8220;Cittadinanza e partecipazione nell&#8217;universalità&#8221; è un&#8217;altra delle proposte contenute nel Rim 2015, ovvero legare il concetto di cittadinanza a quello di patria universale, di spazio cioè aperto alla partecipazione di tutti perché è di tutti e non di pochi. Cittadinanza diventa quindi partecipazione e coinvolgimento, dove il principio dell&#8217;aiuto e del sostegno sia fondamento per un cammino comune nel rispetto di ciascuno e nella produzione di ricchezze comuni e a cui tutti indistintamente possono accedere. Oggi, mentre crescono le migrazioni di tipo economico, la mobilità mette a rischio, ad esempio, i diritti fondamentali dei lavoratori che andranno tutelati con nuove formule che rispettino i diversi principi di spazio e tempo in cui ci ritroviamo a vivere. Occorre, perciò, impegnarsi alla costruzione di una Europa fondata sulle mobilità, come elemento che tiene insieme la &#8220;casa comune&#8221; sostituendosi a ciò che fino ad oggi hanno fatto il mercato e la moneta unica. Superando l&#8217;ottica economicistica bisogna riportare, quindi, l&#8217;uomo al centro della visione e dell&#8217;operato in modo che si arrivi a una cittadinanza che si allarghi e sia capace di estendere il principio di uguaglianza, di libertà e di fraternità e a una rappresentanza che sia effettivamente rappresentativa ed interpreti le necessità di tutti, anche dei bambini, dei giovani, degli anziani facendosi carico delle esigenze che maturano nei diversi contesti territoriali le quali, inevitabilmente, non sono mai uguali tra di loro.</p>
<p>Il Rim 2015 propone inoltre un&#8217;idea della &#8220;pastorale come attenzione all&#8217;integralità della persona&#8221;. La pastorale della mobilità richiede oggi, oltre alla cura per l&#8217;amministrazione dei sacramenti, l&#8217;attenzione all&#8217;integralità della persona, nella sua piena e completa dignità. Una pastorale che sia attenta alla tutela dei diritti universali a seconda del ruolo preso in considerazione &#8211; donna, famiglia, lavoratore, anziano, pensionato, ecc. &#8211; e dei contesti specifici in cui ci si ritrova ad operare &#8211; città, posto di lavoro, scuola, amministrazione pubblica. La fede deve mantenersi come collante naturale di appartenenza al di là dei confini nazionali che si sono lasciati o entro i quali ci si ritrova a vivere. Non bisogna dimenticare mai che la religiosità popolare degli italiani è stata capace di creare identità senza chiusure, ghetti o ibridi. Essa è diventata forza propulsiva di integrazione che ha permesso ai nostri connazionali all&#8217;estero di sentirsi, a pieno titolo, non solo cittadini, ma anche fedeli laici attivi e partecipi alla vita ecclesiale della Madre Chiesa che non ha confini geografici, ma si apre all&#8217;universalismo dell&#8217;accoglienza: è cattolica di nome e di fatto. Uno dei luoghi dove rendere concreta la pastorale così concepita è la Missione Cattolica di Lingua Italiana (MCI) all&#8217;estero. Attualmente le MCI sono 366 presenti in 39 nazioni nei 5 continenti (dati aggiornati al 1 settembre 2015; si veda: www.lemissioni.net). Una rete sinergica che segue i cambiamenti e le evoluzioni del complesso tema sociale che è la mobilità umana. Basti pensare che gli oltre 670 operatori specificatamente al servizio degli italiani (laici/laiche consacrati e non, sacerdoti diocesani e religiosi, suore, sacerdoti in pensione) hanno iniziato ad operare in nuove realtà territoriali quali Hong Kong, la Finlandia, il Kazakistan e la Spagna, meta quest&#8217;ultima sempre più scelta dai giovani italiani che si spostano fuori dei confini nazionali. Il rapporto sottolinea inoltre la necessità di &#8220;nuovi occhi per guardare alla mobilità italiana&#8221;. Più volte la Migrantes ha richiamato la necessità di guardare alla mobilità italiana con nuovi occhi superando la necessità avvertita in partenza, ma sottolineando le opportunità che nascono dal confronto con altre realtà, dall&#8217;arricchimento che deriva dalla vicinanza col diverso.</p>
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