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	<title>Caritas Pisa &#187; libro</title>
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		<title>La vocazione dell&#8217;ex prof d&#8217;ingegneria, ora volontario alla Cittadella della Solidarietà. L&#8217;articolo di Giuseppe Meucci</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2021 20:47:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cittadella della Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Il paradiso delle persone]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, lunedì 15 novembre 21 (da La Nazione Pisa di venerdì 12 novembre, di Giuseppe Meucci)  Ecco una storia bella da leggere e utile per avviare una seria riflessione. Si tratta di un romanzo ma, come spesso accade, dietro alla finzione che serve a costruire l’impianto narrativo c’è ben evidente la rappresentazione di una realtà ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, lunedì 15 novembre 21 (da <em>La Nazione Pisa</em> di venerdì 12 novembre, di <em>Giuseppe Meucci</em>)  Ecco una storia bella da leggere e utile per avviare una seria riflessione. Si tratta di un romanzo ma, come spesso accade, dietro alla finzione che serve a costruire l’impianto narrativo c’è ben evidente la rappresentazione di una realtà viva e concreta. Quella su cui riflettere, appunto. Il titolo del libro, edito da Punto Seguro, è<span style="color: #ff0000;"><strong> &#8220;Il paradiso delle persone&#8221;</strong></span>. L’autore è <span style="color: #ff0000;"><strong>Marco Santochi</strong></span>, non nuovo ad esperienze letterarie, ma che nella vita ha fatto tutt’altro. E’ stato un autorevole docente della facoltà di Ingegneria dell’ateneo di Pisa quale ordinario di Tecnologia Meccanica, formando schiere di allievi e ottenendo prestigiosi incarichi internazionali. Poi, maturata l’età della pensione, aveva in animo di scrivere, nel solco di due suoi precedenti libri, ma a cambiargli le carte in tavola è stato un incontro: quello con <span style="color: #ff0000;"><strong>don Emanuele Morelli</strong></span>, il presidente della Caritas diocesana, che al Cep ha realizzato una struttura per l’accoglienza e il sostegno delle categorie più deboli. Un mondo in gran parte sommerso e spesso “invisibile” che meriterebbe di essere più conosciuto e considerato. Così dopo l’incontro con quella realtà Marco Santochi è diventato uno dei volontari di quella struttura che nel tempo, complici gli aumentati disagi per la pandemia, ha visto crescere il numero delle persone che bussano alla sua porta. E chi bussa ha un bisogno primario: spesso non ha il necessario per sopravvivere. Nelle stanze della Caritas si affaccia ogni giorno una umanità che corre a procurarsi il cibo quotidiano e ci racconta storie dolorose. Sbagliato pensare siano soltanto i “barboni” ormai privi di speranza che magari vediamo agli angoli delle strade. Ci sono anziani che dopo una vita dignitosa si sono trovati in serie difficoltà economiche, ci sono persone che tentano disperatamente di restare a galla in una società non di rado distratta. Il racconto di Santochi, i cui <span style="color: #ff0000;"><strong>diritti d’autore vanno alla Caritas</strong></span>, è costruito sul dramma di alcuni di questi personaggi. C’è l’insegnante separato e costretto a vivere in un furgone da cui esce per andare a scuola o per varcare la soglia della Caritas e procurarsi il cibo. C’è la coppia di anziani, travolti da un crudele destino insieme all’insegnante, ma soprattutto c’è il mondo fantastico dei volontari della Caritas che ogni giorno sollevano dal bisogno centinaia di persone. E in fondo sono loro i veri protagonisti di questo libro che getta un fascio di luce in un angolo buio dove tutti dovremmo guardare.</p>
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		<title>&#8221;La speranza oltre le sbarre&#8221;. Oggi pomeriggio la presentazione del libro inchiesta della giornalista Angela Trentini e del teologo pisano Maurizio Gronchi. Interverrà anche l&#8217;arcivescovo Giovanni Paolo Benotto</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2018 08:02:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Arcivescovo]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[contro luce]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo Benotto]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor Maurizio Gronchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, giovedì 13 dicembre 2018 &#8211; Riprendono da Pisa gli incontri formativi che prendono spunto dal libro neo vincitore del Premio Borsellino “La Speranza Oltre le Sbarre”. Il 13 dicembre nell’Auditorium delle Officine Garibaldi il mondo civile, religioso, giuridico, giornalistico e associativo si riunisce per un incontro che partendo dal contenuto del libro inchiesta scritto a quattro mani dalla ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, giovedì 13 dicembre 2018<strong> &#8211; </strong><strong>Riprendono da Pisa gli incontri formativi che prendono spunto dal libro neo vincitore del Premio Borsellino “La Speranza Oltre le Sbarre”</strong>. Il <strong>13 dicembre nell’Auditorium delle Officine Garibaldi </strong>il mondo civile, religioso, giuridico, giornalistico e associativo si riunisce per un incontro che partendo dal contenuto del <strong>libro inchiesta scritto a quattro mani dalla giornalista della Rai Abruzzo Angela Trentini e il teologo sistematico pisano Maurizio Gronchi</strong>. <strong>Per la prima volta alcuni degli assassini responsabili delle morti dei giudici Falcone, Borsellino e Livatino parlano confrontandosi con le voci dei parenti delle vittime</strong>. E’ nel cosiddetto carcere dei suicidi di Sulmona che, infatti, la giornalista ha ascoltato quelli che Gronchi definisce <strong>“vuoti a perdere”</strong>dando alla riflessione sul carcere ostativo, le questioni carcerarie e il senso della pena, una nuova prospettiva.</p>
<p>Ad aprire l’<strong>incontro </strong>promosso da <strong>Ordine dei Giornalisti, Ordine degli Avvocati, Assostampa Toscana e Arcidiocesi di Pisa, </strong>saranno il <strong>presidente dell’Odg Carlo Bartoli, quello dell’OdA Alberto Marchesi e il Presidente del Centro Studi Dottrina Sociale Giuseppe Mazzotta</strong>. Si entrerà quindi nel vivo del dibattito con un ampio tavolo di relatori a cominciare da <strong>Monsignor Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa </strong>che incentrerà il suo intervento su<strong>“Papa Francesco e la pena”</strong>. Seguirà quindi l’intervento di <strong>Fabio Fineschi</strong>, <strong>presidente del Corso di laurea magistrale in Scienze per la Pace dell’Università di Pisa </strong>riguardo<strong>“Perdona e speranza”</strong>. Sarà poi la volta dell<strong>’esperta del mondo del volontariato Luisa Prodi </strong>che parlerà invece della<strong>“umanizzazione della pena per una maggiore sicurezza sociale”</strong>accompagnata dal <strong>presidente dei Corecom nazionali Filippo Lucci </strong>con un intervento su <strong>“La comunicazione per la cultura della legalità”</strong>. Infine i due autori Maurizio Gronchi e Angela Trentini.</p>
<p><strong>A conclusione dei lavori anche le testimonianze di chi, ogni giorno, ha a che fare con i detenuti:</strong>le associazioni di volontariato. Sul palco si susseguiranno dunque i racconti di <strong>Padre Francesco Germano</strong>, responsabile <strong>Servizio Cultura e Università della Diocesi di Pisa</strong>, membri dell’associazione <strong>Controluce</strong>, <strong>Maria O’Reilly, Presidente Cif</strong>(Centro Italiano Femminile) di <strong>Pisa</strong>, <strong>don Emanuele Morelli </strong>per la <strong>Caritas diocesana di Pisa</strong>, s<strong>uor Enrica </strong>della <strong>Parrocchia Santa Marta</strong> di Pisa.</p>
<p><strong>Un viaggio quello de “La Speranza Oltre le Sbarre” partito a maggio da Palermo, con Maria Falcone</strong>che, in ogni incontro, ha voluto portare un messaggio di partecipazione come avverrà anche a Pisa e che ha raccolto, tra le tante voci, anche quelle del <strong>Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho </strong>e dell’<strong>ex Vicepresidente del Csm Giovanni Legnini</strong>. Entrambi hanno sottolineato la necessità di riaffermare la certezza della pena e, allo stesso tempo, il bisogno di una riforma carceraria che tenga presente che c&#8217;è una cosa che ad ogni uomo non andrebbe mai negata: la propria dignità. Le voci di questi “vuoti a perdere” fanno dunque de “La Speranza Oltre le Sbarre”, ha affermato <strong>De Raho</strong>, <em>“un libro complesso complesso e profondo perché tocca molteplici aspetti riuscendo ad approfondirli tutti”</em>e che <em>“magistrati e avvocati</em>– ha aggiunto <strong>Legnini</strong>– <em>dovrebbero leggere”</em>.</p>
<p>L’incontro offre crediti formativi a giornalisti (iscrizione possibile su piattaforma Sigef) e avvocati.</p>
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