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	<title>Caritas Pisa &#187; Idos</title>
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		<title>La presentazione del Dossier  2020: immigrazione in Provincia di Pisa, è straniero un residente su 10. Ma a Santa Croce sull&#8217;Arno si arriva 23,1%</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 15:11:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, 28 ottobre 2020 &#8211; Molto più di una frenata. L&#8217;immigrazione a Pisa è ferma praticamente ormai da un quinquennio. Sono 43.115, infatti, gli stranieri residenti nel territorio provinciale alla fine del 2019, appena l&#8217;1,1% in più rispetto all&#8217;anno precedente e in aumento del 6,3% in confronto al 2015. Quasi un&#8217;inezia se si considera che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 28 ottobre 2020 &#8211; Molto più di una frenata. L&#8217;immigrazione a Pisa è ferma praticamente ormai da un quinquennio. Sono 4<span style="color: #ff0000;"><strong>3.115</strong></span>, infatti, gli stranieri residenti nel territorio provinciale alla fine del 2019, appena <strong><span style="color: #ff0000;">l&#8217;1,1% in più rispetto all&#8217;anno precedente</span></strong> e in aumento del 6,3% in confronto al 2015. Quasi un&#8217;inezia se si considera che solo dal 2012 al 2013 l&#8217;incremento era stato di oltre dodici punti percentuali. Eppure l&#8217;incidenza sulla popolazione continua ad aumentare: oggi, infatti, è di origine immigrata circa un pisano su dieci (10,2%), dieci anni fa si superava a malapena il 6%.</p>
<p>L&#8217;apparente contraddizione, che si riscontra peraltro anche a livello regionale e nazionale, è stata spiegata mercoledì a Pisa, nel corso della presentazione regionale del D<span style="color: #ff0000;"><strong>ossier Statistico Immigrazione 2020,</strong></span> il volume edito alla Idos e giunto all 30esima edizione, che ogni offre una fotografia dettagliata e aggiornata sulla presenza straniera in Italia. Una presentazione da remoto, causa le regole imposte dalla pandemia, e a cui, oltre ai redattori toscani del rapporto Francesco Paletti e Federico Russo, sono intervenuti anche l&#8217;arcivescovo <span style="color: #ff0000;"><strong>Giovanni Paolo Benotto</strong></span>, il pastore della Chiesa Valdese di Pisa <span style="color: #ff0000;"><strong>Daniele Bouchard</strong></span>, il professor <strong><span style="color: #ff0000;">F<strong>abio</strong> Berti</span> </strong>dell&#8217;Università di Siena, il segretario regionale della Cgil <span style="color: #ff0000;"><strong>Maurizio Brotini</strong> </span>e <span style="color: #ff0000;"><strong>Fabio Caporali e Svetlana Moraru</strong></span> autori di <em>“Il viaggio di una colf”</em>, edito da Ets. “In Toscana e in Italia, ma anche a Pisa, la popolazione straniera ha continuato ad aumentare, sia pure in modo impercettibile, mentre quella italiana è rimasta sostanzialmente ferma” è stato spiegato. Tanto che, solo con riferimento al territorio provinciale, fra il 2015 e il 2019 la popolazione residente è rimasta stabile (0,3%) solo per effetto del contributo degli immigrati (+6,3%) dato che la compente italiana è diminuita (-0,3%).</p>
<p>Nonostante ciò Pisa, rimane una delle principali aree d&#8217;immigrazione Toscana, la terza in valore assoluto, subito dopo Firenze e Prato. Il quadro cambia, però, se si guarda all&#8217;incidenza percentuale: in questo caso, infatti, scivola al sesto posto con il 10,2% (dietro anche a Siena, Arezzo e Grosseto e alla pari con Pistoia) e l&#8217;incidenza si abbassa ulteriormente al 9,2% se si prendono in considerazione solo i comuni della diocesi che si estende anche all&#8217;Alta Versilia e include anche Barga ma non comprende il comprensorio del Cuoio, l&#8217;Alta Val di Cecina e una parte della Valdera.</p>
<p>L&#8217;incidenza complessiva, però, è frutto di un andamento tutt&#8217;altro che omogeneo nel territorio. A livello diocesano la percentuale più elevata la fa segnare <span style="color: #ff0000;"><strong>Pontedera (15,5%)</strong></span>, subito seguita da <span style="color: #ff0000;"><strong>Pisa</strong></span> e dal piccolo centro di Riparbella (entrambi <span style="color: #ff0000;"><strong>14,3%</strong></span>), gli unici tre comuni che si collocano al di sopra sia della media regionale (11,3%) che di quella provinciale (10,2%). Molto più distanti gli altri, con quattro comuni fra il 7 e il 9% (Barga, Santa Luce, Cecina e Cascina) e il grosso (14) che si colloca fra il 5 e il 7% (Calcinaia, Castellina Marittima, Orciano Pisano, San Giuliano Terme, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Fauglia, Bientina, Buti, Vicopisano, Stazzema, Crespina-Lorenzana, Seravezza e Collesalvetti). Più staccato Calci (3,9%). Se si amplia l&#8217;osservazione fino a comprendere tutta la provincia di Pisa, invece, sono nove i comuni che si collocano al di sopra della media: un caso quasi unico è quello di Santa Croce sull&#8217;Arno dove gli stranieri sono quasi un quarto dei residenti (23,1%), ma incidenze molto elevate si riscontrano anche nei piccoli di Castelnuovo Valdicecina (19,3) e Monteverdi Marittimo (18,4), piccoli centri in via di spopolamento, almeno in parte rivitalizzati dalle famiglie migranti. Seguono Castelfranco di Sotto (14,9), Pomarance (11,6) e Ponsacco (10,4). Oltre, ovviamente, a Pontedera, Pisa e Riparbella.</p>
<p><strong> <span style="color: #ff0000;">Le aree e i Paesi di provenienza. </span></strong>La “geografia” delle aree di provenienza degli stranieri residenti nel territorio provinciale conserva una ben più marcata impronta africana rispetto alla media regionale. Gli immigrati provenienti da questo continente, infatti, sono quarto (25,5%) del totale mentre a in Toscana si fermano al 17,8%. In particolare sono gli immigrati provenienti dall&#8217;Africa Occidentale a far segnare un&#8217;incidenza nettamente superiore alla media regionale (14,0 contro 6,4%) in conseguenza soprattutto del forte e consolidato radicamento nel territorio pisano della comunità senegalese: in tutto sono 4.447, pari a oltre un terzo (34,8%) di tutti i senegalesi residenti in Toscana.</p>
<p>In generale, comunque, “l&#8217;immigrazione pisana” rimane prevalentemente europea (52,3% di tutti gli stranieri residenti), oltre la metà dei quali (25,5%) originari dell&#8217;Europa Centro-Orientale. Il 17,8% arriva dall&#8217;Asia e il 4,4 dall&#8217;America.</p>
<p>Le comunità più numerose sono: Albania (8.358 residenti, 19,4% del totale), Romania (6.483; 17,8%), Senegal (4.447; 14,0%), Marocco (3.587; 8,3%), Filippine (2.043; 4,7%), Cina (1.581; 3,7%), Ucraina (1.392; 3,2%), Polonia (999; 2,3%), Bangladesh (979; 2,3%) e Macedonia (919; 2,1%).</p>
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		<title>La presentazione del Dossier Statistico Idos 2020: l&#8217;immigrazione in Toscana si ferma poco sopra &#8221;quota 400mila&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 13:22:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Idos]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione in Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[“Scene di immigrazione in Toscana. Le immagini”]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, mercoledi 28 ottobre 2020 – Invasione proprio no. E non solo per una questione linguistica. Ormai da quasi un quinquennio l&#8217;immigrazione in Toscana non cresce quasi più: nel 2019 è aumentata di appena lo 0,6% passando da 419.371 a 422.098 stranieri, ma anche negli anni precedenti gli incrementi erano stati minimi (+2,2% nel 2018 ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, mercoledi 28 ottobre 2020 – Invasione proprio no. E non solo per una questione linguistica. Ormai da quasi un quinquennio <span style="color: #ff0000;"><strong>l&#8217;immigrazione in Toscana</strong> </span>non cresce quasi più: <span style="color: #ff0000;"><strong>nel 2019 è aumentata di appena lo 0,6%</strong></span> passando da 419.371 a 422.098 stranieri, ma anche negli anni precedenti gli incrementi erano stati minimi (+2,2% nel 2018 e +2,0% nel 2017). Non solo. <span style="color: #ff0000;"><strong>Diminuiscono i regolarmente soggiornanti non comunitari (-10,5%)</strong></span>, i nuovi nati da coppie straniere si fermano al 4.723, il dato più basso dal 2012 e i migranti accolti nelle strutture d&#8217;accoglienza scendono a 6.141, il 34,8% in meno rispetto all&#8217;anno precedente. E anche per quanto riguarda la Toscana la principale porta d&#8217;ingresso per i pochi stranieri arrivati nel 2020 è la protezione internazionale, motivo del soggiorno per oltre i tre quarti (76,7%) degli 8.873 non comunitari giunti dall&#8217;estero nel 2020.</p>
<p>Sono alcuni dei dati riferiti al territorio regionale raccolti e analizzati nel <span style="color: #ff0000;"><strong>Dossier statistico immigrazione 2020,</strong></span> il rapporto arrivato alla <strong><span style="color: #ff0000;">30esima edizione</span></strong>, basato su dati di fine 2019 e presentato pubblicamente giovedì scorso, in modalità a distanza (il video della presentazione, è a disponibile sul sito e i profili facebook e youtube della Caritas di Pisa). Numeri, comunque, che confermano come la Toscana resti fra le principali regioni d&#8217;immigrazione del Paese con un&#8217;incidenza dell&#8217;11,3% sui residenti, nettamente superiore alla media nazionale (8,8%), anche se conseguenza di una distribuzione territoriale disomogenea in cui spicca il marco protagonismo dell&#8217;area fiorentino-pratese (abita qui il 43,1% di tutti gli immigrati residenti in Toscana) e con Prato che rimane la provincia con l&#8217;incidenza di cittadini stranieri più elevata d&#8217;Italia (19,4%).</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Gli indicatori di radicamento</span>. </strong>E&#8217; in questa cornice che, un anno dopo l&#8217;altro, vanno intensificandosi i processi di radicamento territoriale. Nel 2019 sono tornate a crescere le acquisizioni di cittadinanza, prevalentemente per naturalizzazione, ossia dopo almeno dieci anni di residenza ininterrotta: sono state 11.139, un quinto in più rispetto alle 9.349 del 2018. Nettamente più elevata rispetto alla media nazionale l&#8217;incidenza degli alunni stranieri: sono il 14,1% di tutta la popolazione studentesca e il 67,6% di essi è nato in Italia, quota che sale all&#8217;86,3 nelle scuole dell&#8217;Infanzia e al 79,6 nelle primarie e scende al 64,7 e al 39,6%, rispettivamente, alle medie e alle superiori.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>L&#8217;occupazione.</strong></span> Anche nel mercato del lavoro i pochi e timidi segnali di vivacità registrati nel 2019 sono collegati in larga misura alla manodopera straniera: in un anno in cui, complessivamente, il Pil regionale è cresciuto dello 0,1% e gli occupati dello 0,5, i lavori stranieri sono stati 206mila, 6.200 in più rispetto al 2018 per un incremento del 3,1%. “Questo dato ci dice che tre quarti del pur modesto aumento dell&#8217;occupazione toscana è attribuibile alla crescita dell&#8217;occupazione immigrata” scrivono al riguardo i redattori del Dossier. Resta vivace e mercata anche la propensione all&#8217;autoimprenditorialità dei migranti “toscani”: le aziende toscane gestite da cittadini nati all&#8217;estero, infatti, sono 57.843, il in aumento del 2,5% rispetto al 2018 (mentre quelle condotte da italiani sono diminuite del 2,1%) e del 15,8% negli ultimi cinque anni.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Le criticità. </strong></span>Eppure radicamento stabile non significa automaticamente integrazione e inclusione. Alcuni dei segnali più preoccupanti continuano ad arrivare proprio dal mondo del lavoro: il tasso di disoccupazione, infatti, fra gli stranieri è del 14%, più del doppio rispetto a quello dei cittadini italiani (5,6%) e gli occupati continuano a trovare lavoro soprattutto nei settori caratterizzati da condizioni di lavoro meno appetibili. Emblematico, al riguardo, il caso del lavoro domestico in cui risultano impiegati circa 48mila lavoratori immigrati e 16mila italiani. Le conseguenze si vedono anche nelle retribuzioni: lo stipendio mensile dei lavoratori stranieri, infatti, è in media di 1.078 euro, trecento in meno rispetto a quello degli italiani.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;emergenza Covid-19.</span> </strong>Il tutto in attesa di valutazione attendibile dell&#8217;impatto dell&#8217;emergenza Covid-19 sulle condizioni sociali ed economiche dei migranti toscani. «Gli effetti concreti potranno essere misurati con maggiore precisione il prossimo anno, quando si avranno a disposizione i dati riferiti al 2020 – si legge nel Rapporto – ma le prime stime sono preoccupanti: i lavoratori occupati in settori non essenziali, più a rischio di riduzione del reddito, saranno con più probabilità giovani (il 43% degli occupati under 35), con la sola scuola dell&#8217;obbligo (42%) e stranieri (43%)”.</p>
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		<title>La presentazione del Dossier Statistico Idos 2020: le slide, la sintesi e il video. Tutto il materiale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 12:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pastorale della Carità]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, mercoledì 28 ottobre 2020 -Si è da poco conclusa la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2020, il volume edito da Idos in collaborazione con Confronti e sostenuto dall&#8217;otto per mille della Chiesa Valdese che, ogni anno, offre una fotografia dettagliata e approfondita della presenza straniera in Italia. Di seguito le slide della presentazione toscana ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, mercoledì 28 ottobre 2020 -Si è da poco conclusa la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2020, il volume edito da Idos in collaborazione con Confronti e sostenuto dall&#8217;otto per mille della Chiesa Valdese che, ogni anno, offre una fotografia dettagliata e approfondita della presenza straniera in Italia.</p>
<p>Di seguito</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>le slide della presentazione toscana</strong></span></p>
<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/presentazioneToscana.pdf" title="Download Dossier Immigrazione 2020: le slide della presentazione Toscana">Dossier Immigrazione 2020: le slide della presentazione Toscana</a> (2.5 MiB)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La scheda di sintesi del sintesi del Dossier</strong></span></p>
<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/scheda%20dossier_colori%202020.pdf" title="Download La scheda di sintesi del Dossier Statistico Immigrazione 2020">La scheda di sintesi del Dossier Statistico Immigrazione 2020</a> (2.9 MiB)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" title="Il video di presentazione del Dossier Immigrazione 2020" href="https://www.youtube.com/watch?v=y0Q9ZDZMDhc">Il link del video di presentazione</a></strong></span></p>
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		<title>L&#8217;immigrazione in Toscana a in Italia. Mercoledi 28 ottobre la presentazione del Dossier Statistico Idos</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 16:28:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Arcivescovo]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanni Paolo Benotto]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, 25 ottobre 2020 -Dati, tendenze e riflessioni sull&#8217;immigrazione in Italia e in Toscana. In modalità distanziata, nel più assoluto rispetto della normativa anti Covid-19, ma torna anche quest&#8217;anno la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione, il volume edito dalla Idos e giunto alla 30esima edizione, che ogni anno offre una fotografia dettagliata e aggiornata delle ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 25 ottobre 2020 -Dati, tendenze e riflessioni sull&#8217;immigrazione in Italia e in Toscana. In modalità distanziata, nel più assoluto rispetto della normativa anti Covid-19, ma torna anche quest&#8217;anno la presentazione del <strong><span style="color: #ff0000;">Dossier Statistico Immigrazione</span></strong>, il volume edito dalla Idos e giunto alla 30esima edizione, che ogni anno offre una fotografia dettagliata e aggiornata delle migrazioni in tutto lo Stivale e nel territorio regionale.</p>
<p>Sarà presentato in contemporanea mercoledì 208 ottobre 2020 in venti diverse regioni d&#8217;Italia: per la Toscana l&#8217;appuntamento è alle 10.30 in diretta streaming sul <span style="color: #ff0000;"><strong>www.caritaspisa.com e sui <a title="Profilo facebook Caritas Pisa" href="https://www.facebook.com/caritaspisa/" target="_blank">profili facebook</a> e <a title="profilo youtube Caritas Pisa" href="https://www.youtube.com/channel/UCSz87_ffn5vCV0zJsxkYe8g" target="_blank">youtube</a> della Caritas diocesana di Pisa</strong></span>. Dopo i saluti dell&#8217;arcivescovo di Pisa <span style="color: #ff0000;"><strong>Giovanni Paolo Benotto</strong></span> e del pastore della Chiesa valdese di Pisa <span style="color: #ff0000;"><strong>Daniele Bouchard</strong></span>, la presentazione vera e propria dei nuovi dati nazionali e toscani a cura dei redattori regionali del Dossier <span style="color: #ff0000;"><strong>Federico Russo</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>Francesco Paletti</strong></span>. Poi gli interventi del professor <span style="color: #ff0000;"><strong>Fabio Berti</strong></span>, sociologo dell&#8217;Università di Siena, del segretario regionale di Cgil Toscana <span style="color: #ff0000;"><strong>Maurizio Brotini</strong></span> e di <span style="color: #ff0000;"><strong>Fabio Caporali e Svetlana Moraru</strong> </span>autori di “Il viaggio di una colf”, edito da Ets. Coordina il direttore della Caritas diocesana di Pisa <span style="color: #ff0000;"><strong>don Emanuele Morelli</strong></span>.</p>
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		<title>Stamani, giovedì 24 ottobre, a Firenze la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2019 Idos</title>
		<link>https://www.caritaspisa.com/wordpress/stamani-giovedi-24-ottobre-a-firenze-la-presentazione-del-dossier-statistico-immigrazione-2019-idos/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 23:38:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Idos]]></category>

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		<description><![CDATA[Firenze, 23 ottobre 2019 &#8211; L&#8217;immigrazione in Italia e in Toscana nei numeri e nelle analisi del Dossier Statistico Immigrazione 2019 della Idos. Il rapporto sarà presentato ufficialmente domani, giovedì 24 ottobre, a Roma e in tutte le regioni d&#8217;Italia. In Toscana l&#8217;appuntamento è alle 10.30 al Dipartimento di Storia, archeologia, geografia, arte e spettacolo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Firenze, 23 ottobre 2019 &#8211; L&#8217;immigrazione in Italia e in Toscana nei numeri e nelle analisi del <span style="color: #ff0000;"><strong>Dossier Statistico Immigrazione 2019 della <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" title="Idos" href="https://www.dossierimmigrazione.it/">Idos</a></span></strong></span>. Il rapporto sarà presentato ufficialmente domani,<strong><span style="color: #ff0000;"> giovedì 24 ottobre</span></strong>, a Roma e in tutte le regioni d&#8217;Italia.</p>
<p>In Toscana l&#8217;appuntamento è <span style="color: #ff0000;"><strong>alle 10.30 al Dipartimento di Storia, archeologia, geografia, arte e spettacolo (Sagas) dell&#8217;Università degli Studi di Firenze, nell&#8217;aula magna di Palazzo Fenzi (via San Gallo, 10).</strong> </span></p>
<p>Intervengono Francesco Paletti (redazione Dossier statistico immigrazione), l&#8217;assessore regionale all&#8217;immigrazione Vittorio Bugli, la segretaria generale di Cgil Toscana Dalida Angelini, il presidente del Centro studi africani Pape Diaw e il direttore della Diaconia valdese di Firenze Davide Donelli, Coordina la professoressa Laura Cassi del Dipartimento Sagas dell&#8217;Università di Firenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8221;Migrazioni: numeri, storie e volti&#8221;. Lunedì sera tavola rotonda a I Cappuccini con il professor Marcello Di Filippo</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 10:05:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Pisa, domenica 13 aprile 2019 &#8211; Continua il ciclo “Incontri per gente comune”organizzato dal Centro Studi iCappucini Acli Persone Comunità sul tema dell’Europa. Dopo i primi due appuntamenti sui temi storico-politico ed economico, il terzo incontro tratterà i fenomeni migratori e le normative internazionali e comunitarie che li regolano. L’appuntamento dal titolo “MIGRAZIONI. Numeri, situazioni, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>Pisa, domenica 13 aprile 2019 &#8211; Continua il ciclo “Incontri per gente comune”organizzato dal <em>Centro Studi iCappucini Acli Persone Comunità</em> sul tema dell’Europa. Dopo i primi due appuntamenti sui temi storico-politico ed economico, il terzo incontro tratterà i fenomeni migratori e le normative internazionali e comunitarie che li regolano. L’appuntamento dal titolo “<strong>MIGRAZIONI. Numeri, situazioni, storie, volti per una lettura reale del fenomeno migratorio in entrata e uscita” </strong>è previsto per <strong>lunedi </strong><strong>15 aprile ore 21:15 (biblioteca ex convento dei Cappuccini)</strong> con l’obiettivo di fornire ai comuni cittadini strumenti utili per comprendere più a fondo la struttura normativa e politica che regola i flussi migratori sia in entrata che in uscita dal nostro paese. La questione migratoria è diventata uno dei principali temi oggetto del dibattito nazionale, comunitario ed internazionale, specialmente da quando uno straordinario afflusso di migranti ha attraversato i confini europei in seguito all’esplodere della crisi dei rifugiati. Il fenomeno migratorio è però ben più complesso di come viene spesso rappresentato nel dibattito politico e mediatico, l’incontro indagherà sulla dimensione dell’organizzazione politico-normativa dell’UE per capire se si dispone di un sistema all’altezza della sfida.</p>
<p>A guidare il pubblico sarà <strong>Marcello Di Filippo, </strong>docente di diritto internazionale presso il dipartimento di scienze politiche dell’Università di Pisa, che cercherà di illustrare la struttura e gli effetti dei principali trattati internazionali e normative comunitarie che regolano il fenomeno, oltre alla necessità di eventuali <em>iter </em>di riforma. Insieme a lui,<strong> Francesco Paletti </strong>di Caritas Pisa e redattore dossier immigrazione Idos, darà i numeri reali del fenomeno in un’ottica di decontaminazione dei messaggi mediatici e politici che troppo spesso riportano i dati in forma approssimativa e soggettivamente manipolata.</p>
<p>La serata prevede anche <strong>testimonianze dirette di persone migranti</strong> che racconteranno le loro storie e la loro pecezione del feonomeno migratorio.</p>
<p>La scuola di formazione popolare del Centro studi iCappuccini nasce dal bisogno di comprendere il ruolo del cittadino all’interno del panorama europeo, oltre che sua consapevolezza degli effetti concreti che il sistema Europa esercita nella propria sfera individuale e comunitaria. Il ciclo <strong>“L’EUROPA, IO E … NOI”</strong> è opportunità di approfondimento personale e riflessione condivisa, contornato dalla bella cornice dell&#8217;ex convento dei Cappuccini di San Giusto (via dei Cappuccini, 2b). Incontri a cadenza mensile che stanno affrontando il funzionamento dell’UE, e i temi specifici delle Migrazioni e dell’Economia in relazione all’Europa, oltre che un confronto pre-elettorale tra i candidati alle prossime decisive elezioni parlamentari europee. Le iniziative sono promosse da Centro Studi <em>ICAPPUCCINI, Acli Provinciali di Pisa, Nucleo Acli Carlo Ciucci, Aforisma, Alzaia, Azione Cattolica Diocesana Pisa, Bilanci di Giustizia, Chiesa Universitaria di San Frediano, Caritas Diocesana, ChiodoFisso, Cittadinanza Attiva, Fondazione Toniolo, grusf, Cooperativa il Cammino, Il Simbolo, Iris, Libera, Movimento dei Focolari, MPPU, Odes, Ora legale, Pastorale Sociale del Lavoro.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>«L&#8217;idea nasce &#8211; </em>spiegano gli organizzatori<em> &#8211; in seguito ad alcune iniziative organizzate sottoforma di scuola di formazione popolare da cui è emerso il bisogno per i cittadini di trovare un luogo di confronto e di formazione che permetta di capire le dinamiche di ciò che ci accade intorno sul piano sociale, economico e politico»</em>.</p>
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		<title>Questo pomeriggio a Viareggio presentazione del Dossier Statistico Immigrazione Idos</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2018 10:48:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Viareggio, martedì 11 dicembre 2018 &#8211; L&#8217;immigrazione in Italia e in Toscana nei dati e nelle analisi del Dossier Statistico Idos. L&#8217;appuntamento è per questo pomeriggio, alle 17.30 alla Villa Paolina di Viareggio. Ne parlerà Francesco Paletti, redattore regionale del Centro Studi e Ricerche Dos/Progetto &#8220;Voci di Confine&#8221;. L&#8217;iniziativa rientra nel ciclo di incontri &#8220;Mese ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Viareggio, martedì 11 dicembre 2018 &#8211; L&#8217;immigrazione in Italia e in Toscana nei dati e nelle analisi del <strong>Dossier Statistico Idos.</strong> L&#8217;appuntamento è per <strong>questo pomeriggio, alle 17.30 alla Villa Paolina di Viareggio</strong>. Ne parlerà <strong>Francesco Paletti</strong>, redattore regionale del Centro Studi e Ricerche Dos/Progetto &#8220;Voci di Confine&#8221;.</p>
<p>L&#8217;iniziativa rientra nel ciclo di incontri <strong>&#8220;Mese dei diritti Rights4All&#8221;</strong>, un cartellone promosso dal Comune di Viareggio in collaborazione con la Cooperativa Odissea, Caritas Lucca, Arci Versilia-Lucca, Circolo Arci Gol, Fondazione Festival Pucciniano, Sprar, progetto Eucan, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Cooperativa Di Vittorio.</p>
<p>Nell&#8217;occasione verrà messo a disposizione il <strong>Dossier Statistico Immigrazione 2018</strong>, realizzato da Idos in partenariato con <strong>Confronti</strong>, con la collaborazione di Unar, contributo di &#8220;Voci di Confine.Progetto Aics&#8221; e il sostegno dell&#8217;o<strong>tto per mille della Tavola Valdese &#8211; Unione delle Chiese metodiste e valdesi.</strong></p>
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		<title>Il pluralismo religioso in Italia nei dati del Dossier Idos che sarà presentato il prossimo 26 ottobre. Il comunicato del centro studi.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 12:40:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, lunedi 9 ottobre 2017 &#8211; Il pluralismo religioso, uno degli aspetti più rilevanti della società italiana, viene approfondito in diversi capitoli del Dossier Statistico Immigrazione 2017, la cui presentazione è prevista prossimo 26 ottobre. La tradizione del Dossier di condurre, ormai da 27 anni, una stima ragionata delle appartenenze religiose degli immigrati è stata rafforzata ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, lunedi 9 ottobre 2017 &#8211; Il pluralismo religioso, <strong>uno degli aspetti più rilevanti della società italiana</strong>, viene approfondito in diversi capitoli del <em>Dossier Statistico Immigrazione 2017,</em> la cui presentazione è prevista prossimo 26 ottobre.</p>
<p>La tradizione del <em>Dossier </em>di condurre, ormai da 27 anni, una stima ragionata delle appartenenze religiose degli immigrati è stata rafforzata da quando il Centro Studi e Ricerche IDOS cura il rapporto annuale insieme al Centro Studi Confronti, realtà ecumenica e inter-religiosa. Sulla base dei dati è possibile condurre una lettura più equilibrata della realtà attuale, anche dopo il susseguirsi dei drammatici attentati che impropriamente si richiamano all’islam.</p>
<p>In Italia, a fronte di una presenza immigrata attestatasi nell’ultimo biennio sui 5 milioni di residenti stranieri, queste sono <strong>le principali appartenenze religiose</strong>:</p>
<ul>
<li>oltre 1,5 milioni di musulmani e altrettanti cristiani ortodossi,</li>
<li>poco meno di 1 milione di cattolici,</li>
<li>000 tra induisti, buddhisti, sikh (concentrati questi ultimi in Lombardia e nel Lazio) e fedeli di altre tradizioni religiose orientali,</li>
<li>oltre 250.000 evangelici e fedeli di altre chiese cristiane,</li>
<li>220.000 atei e agnostici e quindi altri gruppi minori.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/091017_pluralismoreligioso.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5339" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/091017_pluralismoreligioso-300x187.jpg" alt="091017_pluralismoreligioso" width="300" height="187" /></a></p>
<p>Se si tenesse conto anche degli immigrati che nel frattempo sono diventati cittadini italiani (oltre 1 milione), la consistenza di questi gruppi aumenterebbe di oltre il 20% e, ad esempio, i musulmani da 1 milione e 600.000 arriverebbero a superare i 2 milioni, senza contare i paralleli e multipli processi di conversione.</p>
<p>In alcuni casi <strong>le differenze religiose sono soprattutto portate dall’immigrazione</strong> (comunità islamica, ortodossa, religioni orientali), mentre in altri casi questa è andata a sommarsi a presenze già radicate (comunità dei cattolici, dei protestanti e dei Testimoni di Geova). In questi gruppi si riscontra sia il modello di aggregazione religiosa di stampo “etnico”, sia quello interculturale, che unisce nella pratica religiosa i nuovi venuti agli autoctoni: ad esempio, in alcune chiese valdesi e metodiste del Nord-Est l’incidenza degli immigrati arriva fino al 60% dei fedeli.</p>
<p>Contrariamente a quanto talvolta si è detto, dagli anni ’90 ad oggi, è risultata sempre <strong>infondata un’invasione di musulmani</strong>. La loro incidenza è equivalsa in maniera costante a circa un terzo delle presenze immigrate, salvo nella metà degli anni ’90 quando raggiunse pochi punti percentuali al di sopra. La composita comunità islamica ha il suo perno in Africa, con oltre il 50% dei membri (a partire dai marocchini e, a seguire, gli immigrati provenienti da Egitto, Tunisia e Senegal), ma sono importanti anche altre provenienze, sia europee (Albania) che asiatiche (Bangladesh e Pakistan). L’incidenza dei musulmani fra gli stranieri residenti conosce il picco del 40% in Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige. Invece, la loro incidenza rispetto alla popolazione straniera residente in Italia si aggira sul 3%, un valore inferiore al 4,5-5% stimato a livello Ue e al 7,5% della Francia.</p>
<p>Si tratta indubbiamente di una presenza significativa ma senz’altro lontana dalle ricorrenti “sopravalutazioni” (viene loro, infatti, attribuita un’incidenza sui residenti del 20% (secondo un’indagine svolta nel 2016 da Ipsos Mori) che finiscono per turbare l’opinione pubblica e predisporre alla chiusura (una indagine del 2016 del Pew Research Center ha riscontrato che il 68% degli italiani è poco favorevole alla presenza dei musulmani). Secondo le proiezioni del Pew Research Center, prestigiosa struttura statunitense, a metà secolo i musulmani in Europa non dovrebbero superare il 10% dei residenti, mentre in Italia secondo il <em>Dossier </em>potrebbero raggiungere il 6%.</p>
<p>I <strong>cristiani,</strong> pari al 45% dell’intera presenza immigrata fino al 2000, sono diventati la maggioranza assoluta nel 2007, anno dell’adesione di Romania e Bulgaria all’UE. In alcune regioni (Lazio, Molise, Basilicata e Calabria) essi superano il 60%.</p>
<p>In quest’ultimo quarto di secolo <strong>i cambiamenti più significativi sono avvenuti all’interno della presenza cristiana</strong>. Al momento, in tutte le regioni (fatta eccezione per la Lombardia e la Liguria), gli <strong>ortodossi</strong>, in prevalenza originari dei paesi dell’Est Europa (ma anche inclusivi di una componente di copti egiziani) superano i <strong>cattolici </strong>(in prevalenza filippini, polacchi e romeni). Tra gli <strong>evangelici</strong> si segnalano ancora i romeni, insieme ai nigeriani e ai ghanesi. I cattolici, inizialmente più numerosi degli stessi musulmani, sono stati superati dagli ortodossi nel 2004. Attualmente i cattolici incidono per circa un quinto su tutti gli immigrati e gli ortodossi per circa un terzo, mentre l’incidenza degli evangelici è del 5%. È di origine europea il 98% degli ortodossi, il 57% degli evangelici e il 44% dei cattolici. Per i cattolici e i protestanti sono rilevanti anche le provenienze dall’Africa, dall’Asia e dall’America Latina).</p>
<p><strong>Nel futuro è scontato l’aumento del pluralismo religioso</strong>. La proiezione più realistica elaborata dall’Istat fino al 2065 accredita in Italia una popolazione complessiva di 61,3 milioni, di cui 10,2 milioni stranieri, mentre ammonteranno a 7,6 milioni i cittadini italiani di origine immigrata.</p>
<p><strong>La tesi sostenuta da IDOS e Confronti sul pluralismo religioso </strong>è che esso non debba essere<strong> per forza</strong> un terreno di conflitto, bensì un incentivo alla convivenza pacifica. Un atteggiamento orientato al reciproco riconoscimento deve impegnare tanto le istituzioni che la popolazione, anche per quanto riguarda l’ampliamento delle Intese, la disponibilità dei luoghi di culto (che sono anche centri importanti per la socialità e l’integrazione), le iniziative di dialogo, i sussidi operativi come il <em>Vademecum </em>realizzato nel 2013 dal Ministero dell’Interno-Direzione Centrale per gli Affari dei Culti, le consulte e i tavoli interreligiosi nei vari contesti territoriali, la previsione di appositi interventi negli ospedali, nelle carceri, nei cimiteri.</p>
<p>Naturalmente, <strong>tale impegno deve caratterizzare anche gli stessi immigrati</strong> e i loro rappresentanti. Un esempio significativo si è avuto nel mese di febbraio 2017, quando tutte le organizzazioni cui fanno capo le moschee in Italia hanno accettato l’invito del Ministero dell’Interno a far parte di un Consiglio per un Islam italiano, rispettoso del contesto repubblicano e delle sue leggi. La strategia consiste nell’opporre al terrorismo islamista la più netta dissociazione dei leader religiosi, e dei fedeli che ad essi fanno riferimento, perché <strong>Dio non può essere invocato per uccidere.</strong></p>
<p>Nell’indagine “Religione all’italiana”, condotta all’inizio di questo decennio dal prof. Franco Garelli, la risposta più ricorrente (69%) alla domanda relativa al giudizio sul pluralismo religioso è stata che esso costituisce una causa diretta di conflitti. Un pessimismo ancora più diffuso è riscontrabile al giorno d’oggi a seguito degli attentati a sfondo religioso e perciò è indispensabile recuperare il concetto di religione come strumento di pace e <strong>valorizzare le prospettive d’integrazione e di convivenza.</strong></p>
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		<title>Altro che invasione, l&#8217;immigrazione in Toscana si è fermata. In ripresa, invece, l&#8217;emigrazione.  L&#8217;analisi del Dossier Idos</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 15:09:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, mercoledi 9 novembre 2016 &#8211; Gli stranieri residenti sul territorio regionale sono 396.219, appena lo 0,2% in più rispetto ai 395.573 del 2014. Praticamente l&#8217;immigrazione in Toscana si è fermata mente corre l&#8217;emigrazione dei giovani che lasciano la regione per andare all&#8217;estero: nel 2015 lo hanno fatto in 5.504, il 5,1% in più rispetto all&#8217;anno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, mercoledi 9 novembre 2016 &#8211; Gli stranieri residenti sul territorio regionale sono <strong>396.219</strong>, appena lo <strong>0,2%</strong> in più rispetto ai <strong>395.573</strong> del 2014. Praticamente l&#8217;immigrazione in Toscana si è fermata mente corre l&#8217;emigrazione dei giovani che lasciano la regione per andare all&#8217;estero: nel 2015 lo hanno fatto in <strong>5.504</strong>, il <strong>5,1%</strong> in più rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Dossier-statistico-Immigrazione-2016.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4661" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Dossier-statistico-Immigrazione-2016-300x190.png" alt="Dossier-statistico-Immigrazione-2016" width="300" height="190" /></a></p>
<p>Sono alcune delle pennellate sull&#8217;immigrazione in Toscana raccontata nel capitolo ad hoc del <strong>Dossier Statistico Immigrazione</strong> pubblicato da <a href="http://www.dossierimmigrazione.it/pagina.php?cid=1_8"><span style="color: #ff0000;"><strong>Idos</strong></span></a> in partenariato con la rivista intereligiosa <a href="http://www.confronti.net"><span style="color: #ff0000;"><strong>Confronti</strong></span></a> con il sostegno dei fondi dell&#8217;<strong>Otto per mille della Chiesa Valdese</strong> e in collaborazione con l&#8217;Unar.</p>
<p><strong>Nelle diapositive qui sotto la sintesi dei dati sull&#8217;immigrazione in Toscana</strong></p>
<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/271016_Toscana.pdf" title="Download 271016 Toscana">271016 Toscana</a> (1.3 MiB)</p>
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		<title>Migranti, Dossier Idos: italiani nel mondo tanti quanti gli stranieri da noi</title>
		<link>https://www.caritaspisa.com/wordpress/migranti-dossier-idos-italiani-nel-mondo-tanti-quanti-gli-stranieri-da-noi/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 08:45:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, venerdì 28 ottobre 2016 &#8211; Sono 5 milioni e mezzo i cittadini stranieri presenti in Italia tra residenti registrati dall&#8217;Istat (5.026.153 cittadini stranieri residenti) e soggiornanti non ancora iscritti all&#8217;anagrafe. E&#8217; questa l&#8217;ultima stima fornita dal Dossier Statistico Immigrazione riferita al 2015 presentato ieri, giovedì 27 ottobre, da Idos, con l&#8217;aiuto della rivista interreligiosa &#8220;Confronti&#8221;, di esperti di diverse altre organizzazioni ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, venerdì 28 ottobre 2016 &#8211; Sono <strong>5 milioni e mezzo i cittadini stranieri presenti in Italia</strong> tra residenti registrati dall&#8217;Istat (5.026.153 cittadini stranieri residenti) e soggiornanti non ancora iscritti all&#8217;anagrafe. E&#8217; questa l&#8217;ultima stima fornita dal <a href="http://www.dossierimmigrazione.it/eventi.php?qc=69"><span style="color: #ff0000;"><strong>Dossier Statistico Immigrazione</strong></span></a> riferita al 2015 presentato ieri, giovedì 27 ottobre, da <strong>Idos</strong>, con l&#8217;aiuto della rivista interreligiosa <a href="http://www.confronti.net"><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Confronti&#8221;</strong></span></a>, di esperti di diverse altre organizzazioni e, per il secondo anno, del sostegno del <strong>Fondo Otto per Mille delle Chiese metodiste e valdesi</strong>.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Dossier-statistico-Immigrazione-2016.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4661" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Dossier-statistico-Immigrazione-2016-300x190.png" alt="Dossier-statistico-Immigrazione-2016" width="300" height="190" /></a></p>
<p>Lo scenario delineato dal dossier parla di un numero crescente di migranti in tutto il mondo. In Italia, l&#8217;apporto dei 5 milioni e mezzo di cittadini stranieri e&#8217; controbilanciato da <strong>un&#8217;emorragia di cittadini italiani verso l&#8217;estero</strong>: nel 2015 il dato ha raggiunto quota <strong>5,2 milioni</strong> con un incremento di ben 200 mila unita&#8217; soltanto durante lo scorso anno. Tra i cittadini stranieri presenti in Italia, invece, sono piu&#8217; di un milione quelli che hanno acquisito la cittadinanza, con un recente incremento di donne. A livello mondiale, i numeri delle migrazioni hanno ordini di grandezza diversi: nel 2015 sono 244 milioni le persone che hanno lasciato la propria terra. Tra loro, i migranti forzati sono ben 65,3 milioni tra richiedenti asilo, rifugiati e profughi. Un picco mai raggiunto in precedenza, spiega il rapporto, con 21,3 milioni di rifugiati e 3,2 milioni di richiedenti asilo in attesadi una decisione sulla loro domanda. &#8220;Nelle attuali situazioni questi flussi sono in larga misura ineliminabili &#8211; spiega il dossier &#8211; perche&#8217;, allo strascico lasciato dal passato coloniale, si aggiungono pesanti fattori strutturali: guerre, scontri politici interni, autoritarismi dei dirigenti locali, corruzionee condizionamenti dall&#8217;esterno, dissesti finanziari, disastri naturali e persecuzioni di varia natura. I paesi di origine hanno in parte bisogno della valvola dell&#8217;emigrazione, anche perché lo slogan &#8216;aiutiamoli a casa loro&#8217;, un ottimo proposito, resta non realizzato. Serve, dunque, una visione più  globale nel mondo della politica, come anche in quello culturale, sociale e religioso&#8221;.Ad avere un peso significativo sul totale dei numeri raccolti nel dossier, quelli relativi ai migranti che hanno dovuto lasciare laSiria. Su 23 milioni di abitanti, spiega il dossier, sono 250 mila i morti dal 2011 e milioni le persone che hanno abbandonato il paese. Sono 2,5 milioni i siriani che si trovano in Turchia e oltre 1 milione quelli in Libano. Nel solo 2015, inoltre, laGermania ne ha accolto un milione. Siriani che nel 2015 rappresentano la meta&#8217; (49 per cento) di quelli che sono riusciti a sbarcare sulle coste meridionali europee. Complessivamente, nel 2015, gli sbarchi hanno riguardato piu&#8217; di un milione di persone, di cui 850 mila in Grecia e 150 mila in Italia. Nel corso del 2016, pur a fronte di una significativa diminuzione degli arrivic via mare (poco piu&#8217; di 270mila nel mese di agosto, per effetto del discusso accordo Ue-Turchia), e&#8217; cresciuto il numero di decessi (3.168), portando a un livello di estrema pericolosita&#8217; la rotta del Mediterraneo centrale. Ad andare in crisi, in questi mesi, e&#8217; stata proprio  l&#8217;accoglienza da parte dell&#8217;Unione europea, spiega il dossier. &#8220;Sono venute a mancare sia la disponibilita&#8217; volontaria a ripartire gli oneri dell&#8217;accoglienza in maniera solidale tramite le operazioni di relocation &#8211; spiega il rapporto -, sia una base condivisa per modificare la normativa in vigore, rivelatasi del tutto inadeguata&#8221;. La &#8220;relocation&#8221; di 160 mila richiedenti asilo in altri Stati membri per alleggerire il peso gravante su Grecia, Ungheria e Italia prevista dall&#8217;Agenda Europea sulle migrazioni adottata proprio nel 2015 non ha funzionato: secondo il rapporto dall&#8217;Italia e&#8217; stato possibile effettuare poco piu&#8217; di un migliaio di trasferimenti. A fronte di questo insuccesso, pero&#8217;, ci sono anche esperienze positive che non vanno trascurate, come quella dei corridoi umanitari, come dimostrato dall&#8217;iniziativa a favore di 1.000 siriani realizzata, in accordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla Chiesa Valdese e dalla Comunita&#8217; di S. Egidio. Le migrazioni forzate, pero&#8217;, secondo gli studiosi, rappresentano una quota ridotta rispetto ai cosiddetti &#8220;migranti dimenticati&#8221;, cioè gli stanziali. Tra loro, notevole e&#8217; il sostegno ai paesi di origine evidenziato dalle rimesse che dopo gli anni della crisi sta co<a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Dossier-statistico-Immigrazione-2016.png"><br />
</a>oscendo una stabilizzazione. &#8220;Ai paesi in via di sviluppo nel 2015 sono pervenuti 431,6 miliardi di dollari &#8211; spiega il dossier -, mentre 150 miliardi di dollari sono stati inviati verso i paesi a sviluppo avanzato. Nello stesso anno le rimesse dall&#8217;Ue verso i paesi terzi sono state pari a 30,3 miliardi di euro, di cui 9,4 dalla sola Francia. La Banca Mondiale stima che nel 2050 il flusso globale arrivera&#8217; a 650 miliardi di dollari&#8221;. In Italia, il picco delle rimesse si é registrato nel 2011, con 7,4 miliardi di euro. Nel 2015 si e&#8217;scesi a 5,3 miliardi. Consistente la diminuzione del flusso monetario verso la Cina (da 2,6 miliardi di euro nel 2011 a 0,6 miliardi nel 2015), che prima non si limitava alle transazioniindividuali e includeva anche quelle commerciali.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/accoglienza_profughi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1647" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/accoglienza_profughi-300x199.jpg" alt="accoglienza_profughi" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong>3,3 miliardi per l&#8217;accoglienza.</strong> L&#8217;accoglienza dei migranti? Sulla spesa pubblica nazionale complessiva pesa per lo 0,14 per cento. E&#8217; quanto riporta il Dossier Statistico Immigrazione. Secondo quanto si legge nel rapporto, i costi per i nuovi arrivati durante lo scorso anno hanno toccato i 3,3 miliardi di euro, il doppio degli anni precedenti. Tuttavia, spiega il rapporto, questa &#8220;somma considerevole&#8221; potrebbe essere utilizzata meglio, destinandola &#8220;alle famiglie sul territorio se le stesse, adeguatamente preparate tramite il coinvolgimento del mondo associativo, verranno chiamate a concorrere all&#8217;ordinaria accoglienza dei profughi, dando un seguito effettivo alle ipotesi finora sperimentali &#8211; spiega il rapporto -. Ne potra&#8217; conseguire per i nuovi arrivati un miglioramento a livello di vitto, alloggio, pratica dell&#8217;italiano e conoscenza del contesto, mentre nello stesso tempo si potra&#8217; dare l&#8217;avvio alla piu&#8217; efficace strategia di sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica&#8221;.</p>
<p>Al coinvolgimento sociale, spiega il rapporto, serve anche una programmazione efficace che riguardi l&#8217;inserimento lavorativo dei cittadini stranieri arrivati in Italia negli ultimi anni e non necessariamente in cerca di lavoro. Una programmazione efficace che per il Dossier e&#8217; &#8220;mancata anche nel passato come attestano le sette regolarizzazioni varate fino ad oggi (1986, 1990, 1995, 1998, 2002, 2009, 2012) e i decreti flussi annuali paragonabili a regolarizzazioni mascherate di persone gia&#8217; presenti in Italia&#8221;.</p>
<p><strong>Oltre un milione di cittadini italiani di origine straniera. </strong>A fine 2015, sono stati registrati 1  milione e 150mila i cittadini italiani di origine straniera residenti  nel nostro Paese. Alla stessa data sono 2.425.000 le famiglie con  almeno un componente straniero, in tre quarti dei casi sono composte  esclusivamente da stranieri. . Nel 2015 sono 72.000 i nuovi nati da genitori  entrambi stranieri, circa un settimo di tutte le nascite dell&#8217;anno e  nelle anagrafi comunali si sono registrati 250.000 cittadini stranieri in arrivo dall&#8217;estero. Si contano poi quasi 45.000 cittadini stranieri che si sono trasferiti all&#8217;estero e 178.000 che hanno acquisito la cittadinanza italiana.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/immigrati.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1579" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/immigrati-300x199.jpg" alt="immigrati" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong>Più cristiani che musulmani fra gl&#8217;immigrati in Italia.</strong> Ci sono più cristiani, in particolare ortodossi e cattolici, che musulmani, tra gli immigrati residenti in Italia. E&#8217; la stima del Dossier Statistico Immigrazione. Gli immigrati cristiani, al 31 dicembre del 2015, sono 2.704.000 (53,8%), dei quali 1.541.000 ortodossi, provenienti prevalentemente da Romania, Ucraina e Moldova, 908.000 cattolici e 255.000 protestanti e aderenti ad altre confessioni. Gli immigrati musulmani sono un milione e seicentomila (32%), provenienti prevalentemente da Marocco, Albania, Bangladesh, Pakistan, Egitto, Tunisia. Gli immigrati &#8220;atei o agnostici&#8221; sono 227mila (4,5%), quelli induisti sono 149mila (3%), i buddhisti sono 111mila (2,2%), 78mila professano altre religioni orientali (1,6%), 56mila religioni tradizionali (animisti), pari all&#8217;1,1%, e infine 85mila (1,7%) non sono classificati.</p>
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