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	<title>Caritas Pisa &#187; Guerra</title>
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		<title>&#8221;Viva la Pace, Cessate il fuoco&#8221;. Questo pomeriggio il flash mob in Piazza dei Miracoli promosso da Cgil, Cisl e Uil. Presente anche la Caritas di Pisa</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 01:16:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, 28 marzo 2022 &#8211; Anche la Caritas diocesana di Pisa al flash mob in programma questo pomeriggio dalla 17 alle 19, in Piazza dei Miracoli, convocato da Cgil, Cisl e Uil per &#8220;reclamare la pace e chiedere il cessate il fuoco&#8221; alla guerra in Ucraina. &#8220;A distanza di un mese dal presidio del 28 ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 28 marzo 2022 &#8211; Anche la <span style="color: #ff0000;"><strong>Caritas diocesana di Pisa</strong></span> al <span style="color: #ff0000;"><strong>flash mob i</strong></span>n programma questo pomeriggio <span style="color: #ff0000;"><strong>dalla 17 alle 19</strong></span>, in <span style="color: #ff0000;"><strong>Piazza dei Miracoli</strong></span>, convocato da <span style="color: #ff0000;"><strong>Cgil, Cisl e Uil</strong> </span>per &#8220;reclamare la pace e chiedere il cessate il fuoco&#8221; alla guerra in Ucraina. &#8220;A distanza di un mese dal presidio del 28 febbraio scorso per fermare la guerra, dopo le innumerevoli iniziative di queste settimane è ancora forte il bisogno e l’ urgenza di alzare alta la voce contro la guerra e per reclamare la pace &#8211; si legge nell&#8217;invito di Cgil. Cisl e Uil &#8211; <b><span style="color: #ff0000;">Cessate il fuoco!!</span> </b>Occorre assolutamente insistere nel perseguire l’ obiettivo primario della protezione umanitaria della popolazione civile, così come è necessario continuare nell’attivazione di tutti i canali della politica e della diplomazia ai vari livelli affinché possa partire finalmente un vero e proprio processo di pace. Per questo invitiamo istituzioni, associazioni, partiti, la cittadinanza tutta alla partecipazione per dare continuità alle iniziative contro la guerra ed interrompere la sofferenza del popolo ucraino, al quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà&#8221;</p>
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		<title>Accoglienza, la Diocesi di Pisa mette a disposizione &#8221;Casa Foresti&#8221;. Nell&#8217;ex convento 10 camere per 30 posti</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 17:13:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Emergenza Ucraina]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, lunedi 14 marzo 2022 &#8211; Trenta posti letto distribuiti in 10 camere. Non camerate, insomma, ma una struttura funzionale per l’accoglienza di nuclei familiari in fuga dalle bombe e dalle atrocità che stanno insanguinando l’Ucraina. “Casa Foresti”, l’ex convento proprietà della diocesi di Pisa di via Cisanello, è a disposizione per l’accoglienza delle famiglie ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, lunedi 14 marzo 2022 &#8211; Trenta posti letto distribuiti in 10 camere. Non camerate, insomma, ma una struttura funzionale per l’accoglienza di nuclei familiari in fuga dalle bombe e dalle atrocità che stanno insanguinando l’Ucraina.<span style="color: #ff0000;"><strong> “Casa Foresti”,</strong></span> l’ex convento proprietà della <span style="color: #ff0000;"><strong>diocesi di Pisa</strong> </span>di via Cisanello, è a disposizione per l’accoglienza delle famiglie che sono scappate dalla guerra. “Deve solo essere ripulita e ha bisogno di qualche piccolo intervento di manutenzione ordinaria – spiega <span style="color: #ff0000;"><strong>il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli</strong></span>-: è in città ed è adattata all’accoglienza di madri con bambini, d’accordo con l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto ci è sembrata la soluzione più idonea per offrire un primo segno di accoglienza. Sarà affidata alla Cooperativa sociale “Il Cammino”, da anni impegnata nella gestione di strutture d’accoglienza per migranti e uno dei bracci operativi su cui si appoggia la Caritas diocesana.</p>
<p>L’impegno in soccorso della popolazioni civile vittime del conflitto non si ferma qui: “D’accordo con il Parco e l’Unità pastorale delle parrocchie di  Cep e Barbaricina, abbiamo messo a disposizione anche<span style="color: #ff0000;"><strong> la casa canonica della parrocchia di San Rossore</strong></span>, che è in grado di accogliere altre quattro famiglie – continua don Morelli – mentre già dalla prossima settimana una famiglia, composta dalla mamma e  due figli, che abbiamo incontrato e conosciuto nei giorni scorsi, sarà ospitata dai Ordine francescano dei frati minori nei locali del A”.</p>
<p>In tutto, dunque, sono una cinquantina i posti letto già messi a disposizione dalla diocesi di Pisa, in grado di accogliere all’incirca, una quindicina di famiglie. “Ma prosegue il lavoro che abbiamo attivato fin dai primissimi giorni del conflitto, quando ormai era già chiaro che vi sarebbe stato un numero consistente di persone in fuga dalla guerra e bisognose di assistenza  &#8211; continua don Morelli-. Lavora a pieno regime lo sportello operativo (tel. 050.560952) che abbiamo istituito per raccogliere i bisogni delle famiglie ucraine che arrivano nel nostro territorio. Per ora ne stiamo seguendo una trentina: per molti il problema è l’alloggio, ma ci chiedono anche generi alimentari e beni di prima necessità oppure di accompagnamento e orientamento verso i servizi del territorio. Parallelamente siamo in contatto con le parrocchie e altre realtà della diocesi per valutare la possibilità di mettere a disposizione altri immobili, qualora fosse necessario”.</p>
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		<title>La chiesa pisana accanto al popolo ucraino: al via la raccolta fondi gestita dalla Caritas</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 15:06:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Emergenza Ucraina]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, giovedì 3 marzo 2022 – “Abbiamo bisogno di sentire che non siamo soli”. Lo ha ripetuto anche stamani (giovedì 3 marzo) don Vyacheslav Grynevych, il direttore della Caritas-Spes Ucraina che si è collegato in diretta webinar con le tante Caritas diocesane d’Italia che stanno seguendo da vicino e con apprensione la drammatica evoluzione del ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, giovedì 3 marzo 2022 – “Abbiamo bisogno di sentire che non siamo soli”. Lo ha ripetuto anche stamani (giovedì 3 marzo) don Vyacheslav Grynevych, il direttore della Caritas-Spes Ucraina che si è collegato in diretta webinar con le tante Caritas diocesane d’Italia che stanno seguendo da vicino e con apprensione la drammatica evoluzione del conflitto.</p>
<p>Un appello subito accolto dalla Caritas Italiana, che nei giorni scorsi ha donato 100mila euro, e da molte Caritas diocesane, inclusa quella di Pisa, che ha avviato una raccolta fondi a sostegno del popolo ucraino. Si può contribuire facendo un versamento sull’<span style="color: #ff0000;"><strong>iban IT60U0523214002000000012410</strong> </span>specificando nella <span style="color: #ff0000;"><strong>causale</strong></span> del versamento <span style="color: #ff0000;"><strong>“Ucraina”</strong></span>. “Era l’iniziativa più rapida e semplice da mettere in campo per far arrivare sostegno immediato alla popolazione civile vittima della guerra attraverso Caritas Ucraina – spiega <span style="color: #ff0000;"><strong>il direttore don Emanuele Morelli</strong> </span>-. Stiamo studiando anche altre iniziative: siamo in contatto con le molte famiglie ucraine che abbiamo incontrato nei nostri servizi per capire quali sono i bisogni e come possiamo sostenerli, e con le parrocchie e la comunità ecclesiale per valutare le possibilità concrete di accoglienza di profughi in fuga dalle aree di conflitto”.</p>
<p>Caritas Ucraina, con sede a Lviv (Leopoli), ha già sostenuto 815.000 persone dopo la crisi del 2014, può contare sulla rete delle 36 Caritas diocesane e ha attivato 19 centri polivalenti in tutto il Paese per mettere in atto una risposta all’emergenza: accoglienza delle famiglie; trasporto verso amici, familiari o centri collettivi per ottenere riparo e sostegno; gestione di centri collettivi per dormire, mangiare, prendersi cura dei bambini. Caritas Spes, con sede a Kiev, lavora in 22 strutture d’accoglienza per piccoli gruppi per sviluppare un piano per l&#8217;evacuazione in sicurezza dei bambini che soggiornano nelle proprie strutture, nonché dei bambini ospitati all’interno di istituzioni statali, verso strutture attrezzate della Caritas nell&#8217;Ucraina occidentale.</p>
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		<title>&#8221;Ucraina, fermiamo la guerra&#8221;. Inascolati gli inviti alla pace. L&#8217;appello Caritas per aiuti immediati</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 12:24:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, 24 febbraio 2022 &#8211; “Ogni conflitto porta con sé morte e distruzione, provoca sofferenza alle popolazioni, minaccia la convivenza tra le nazioni”. Per questo i Vescovi del Mediterraneo &#8211; riuniti a Firenze per l’incontroMediterraneo frontiera di pace &#8211;  “chiedono ad una sola voce pace”, esprimendo preoccupazione e dolore per lo scenario drammatico in Ucraina ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 24 febbraio 2022 &#8211; “Ogni conflitto porta con sé morte e distruzione, provoca sofferenza alle popolazioni, minaccia la convivenza tra le nazioni”. Per questo <span style="color: #ff0000;"><strong>i Vescovi del Mediterraneo</strong></span> &#8211; riuniti a Firenze per l’incontro<em>Mediterraneo frontiera di pace</em> &#8211;  “chiedono ad una sola voce pace”, esprimendo preoccupazione e dolore per lo scenario drammatico in Ucraina e fanno “appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche perché tacciano le armi”.</p>
<p>“In questo momento difficile, c&#8217;è un grande bisogno di unità, sostegno, abbiamo bisogno di sentire che non siamo soli”. <span style="color: #ff0000;"><strong>Don Vyacheslav Grynevych</strong>, <strong>direttore della Caritas-Spes Ucraina</strong></span>, dopo il precipitare degli eventi e l’attacco da parte della Russia rilancia con forza un appello alla solidarietà.</p>
<p>Una situazione drammatica che avrà ripercussioni non solo militari. Molti civili sono e saranno infatti sempre più coinvolti nei bombardamenti che stanno colpendo diverse città del paese. C’è inoltre molta preoccupazione per l’enorme numero di profughi che sta cercando di lasciare le proprie città e le proprie case, per trovare riparo in altre zone dell’Ucraina o nei Paesi confinanti. Le notizie e le immagini raccontano di enormi colonne di cittadini in fuga con le loro auto dalle principali città, inclusa la capitale Kiev.</p>
<p>Caritas in Ucraina -grazie anche al sostegno della rete internazionale – è sempre rimasta accanto alla popolazione e ora sta moltiplicando gli sforzi per poter raggiungere quante più persone possibili. “Vi chiediamo di starci vicino con la solidarietà e la preghiera” ha detto <span style="color: #ff0000;"><strong>Tetiana Stawnychy</strong>,  <strong>Presidente di Caritas Ucraina</strong></span>, assicurando che al momento tutti gli operatori della Caritas sono illesi e si  stanno prodigando per far fronte all’emergenza.</p>
<p>I <span style="color: #ff0000;"><strong>19 centri presenti su tutto il territorio</strong></span> &#8211; una rete capillare che dal 2014 ha accolto migliaia di persone, assistendole nei loro bisogni primari – hanno ora più che mai necessità di rifornimenti e attrezzature per rispondere all’attuale emergenza. In particolare servono: <span style="color: #ff0000;"><strong>generi alimentari, prodotti per l&#8217;igiene e medicinali</strong></span>. Resta prioritaria anche la <strong>f<span style="color: #ff0000;">ornitura di acqua potabile</span></strong>, così come la <strong>d<span style="color: #ff0000;">istribuzione di materiale per garantire il riparo e il riscaldamento delle famiglie</span></strong><span style="color: #ff0000;">,</span> considerate le rigide temperature invernali.</p>
<p>E&#8217; possibile sostenere gli interventi Caritas utilizzando il conto corrente postale 11989563 (intestato a Caritas diocesana di Pisa, Piazza Arcivescovado, 18 &#8211; 56126 Pisa), il conto corrente bancario (Iban It60U0523214002000000012410). Specificare nella causale <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Europa/Ucraina&#8221;</strong></span>.</p>
<p>Accanto a Caritas Ucraina si sta attivando tutta la <strong>rete delle Caritas europee</strong>, in particolare le Caritas dei paesi limitrofi – <strong>Polonia, Romania e Moldavia</strong> – per accogliere tutti coloro, probabilmente migliaia di persone, in fuga dalla guerra.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Caritas Italiana</strong> resta accanto alla Caritas in Ucraina ed alla popolazione tutta, attivandosi per fornire gli aiuti necessari per rispondere ai bisogni più urgenti e <strong>ha avviato  una raccolta fondi</strong> per sostenere gli interventi di assistenza umanitaria ed emergenziale.</p>
<p>Invita anche alla prossimità con le sorelle e i fratelli ucraini che sono nel nostro Paese e, <strong>accogliendo l’invito del Papa</strong>, a rispondere “all’insensatezza della violenza” con “le armi di Dio”, dedicando il 2 marzo, Mercoledì delle ceneri, alla <strong>preghiera</strong> e al <strong>digiuno</strong> per la conversione dei cuori e per invocare il dono della pace.</p>
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		<title>Siria, è sempre guerra e vittime civili. Circa 160mila sfollati interni. L&#8217;impegno della rete Caritas</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 10:49:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Speciale Emergenza Siria]]></category>
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		<category><![CDATA[turchia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; quasi scomparsa dall&#8217;agenda dei media ma non dalla quotidianità nel nord est della Siria. Il 5 novembre è iniziato il secondo pattugliamento congiunto di Turchia  e Russia come previsto dagli accordi siglati fra i presidenti Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin il 22 ottobre a Sochi, ma le notizie che arrivano dall&#8217;area di conflitto ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; quasi scomparsa dall&#8217;agenda dei media ma non dalla quotidianità nel nord est della Siria. Il 5 novembre è iniziato il secondo pattugliamento congiunto di Turchia  e Russia come previsto dagli accordi siglati fra i presidenti Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin il 22 ottobre a Sochi, ma le notizie che arrivano dall&#8217;area di conflitto continuano a parlare di guerra e vittime: &#8220;Dal 2 novembre &#8211; scrive <a title="In 5 days of the most violent escalation since the last ceasefire," href="http://www.syriahr.com/en/?p=146569" target="_blank">l&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>Osservatorio siriano per i diritti umani </strong></span></a>- gli aerei da guerra russi hanno eseguito più di 125 bombardamenti concentrati nella provincia di Idlib e in cui sono rimasti uccisi 16 civili, comprese tre donne e cinque bambini&#8221; mentre altre sette vittime degli aerei inviati da Mosca nel villaggio di al Sahara, nei dintorni di Aleppo, fra i quali due donne e e un bambino&#8221;.</p>
<p>Cominciata il 9 ottobre con i primi bombardamenti dell’aviazione turca sulle cittadine di confine, l’offensiva turca denominata “Sorgente di pace” ha provocato un’emergenza umanitaria che <span style="color: #ff0000;"><strong>padre Antonio Ayvazian</strong></span>, il parroco armeno-cattolico di Qamishli, città siriana al confine con la Turchia teatro di diversi scontri tra curdi e turchi, recentemente intervistato dal Sir, quantifica in“circa 160mila sfollati interni siriani fuggiti soprattuto dai villaggi della regione di Tal Abyad e Ras al Ayn&#8221;e da altre zone di confine. La maggior parte è arrivata a Qamishli e ad Hassakè. Qui sono stati ospitati da altre famiglie, la maggioranza nelle scuole, pubbliche e private come quelle cristiane, dove ricevono tutta l’assistenza necessaria”. “Non abbiamo messo in piedi tendopoli – spiega il sacerdote che è anche vicario della comunità armeno-cattolica dell’Alta Mesopotamia e della Siria del Nord – perché nelle scuole hanno tutto ciò di cui hanno bisogno, acqua, bagni, e un tetto sulla testa. Per liberare le aule necessarie le scuole hanno accorpato le classi. Gli spazi dei nostri conventi sono stati convertiti in aule”.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/TbqxYKoM3OE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
&#8220;La speranza di fare ritorno nei propri villaggi è viva in tanti sfollati purtroppo &#8211; ammette il parroco &#8211; ma per molti questa potrebbe rivelarsi una speranza vana. Nella loro offensiva, infatti, le forze turche e le milizie alleate hanno saccheggiato e raso al suolo interi villaggi che dovranno essere ricostruiti. M quando? Questa è una domanda che rischia di non avere risposta. Anche le  organizzazioni umanitarie che erano sul posto hanno dovuto lasciare tutto e andarsene lasciando senza aiuto i pochi rimasti&#8221;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Caritas Siria </span> </strong>presente nella zona con l&#8217;ufficio regionale di Hassakè, già attivo nell&#8217;assistenza di sfollati e comunità locali vulnerabili. Con l&#8217;arrivo dei nuovi sfollati sono stati allestiti centri di accoglienza per circa 700 persone e distribuita acqua potabile a 500 famiglie. Tra gli sfollati anche anziani e casi che necessitano di trattamenti sanitari continui. Circa la metà sono bambini.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Caritas Italiana</strong> </span>è impegnata in Siria sin dall&#8217;inizio della guerra, nel 2011, a sostegno degli interventi promossi da Caritas Siria, è in stretto contatto con gli operatori locali e sta sostenendo gli interventi in atto nell&#8217;area di Hassake.</p>
<p>Come per gli altri interventi in corso nel Paese, anche per questa emergenza, la forma di aiuto possibile è la colletta in denaro destinata alle vittime della crisi siriana tramite i consueti canali con causale &#8220;Emergenza Siria&#8221;. <span style="color: #ff0000;"><strong>Non è richiesto l&#8217;invio di beni materiali dall&#8217;italia.</strong></span></p>
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