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	<title>Caritas Pisa &#187; Gino Bartali</title>
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		<title>&#8221;Giorgio e Gino&#8221;. Piero Nissim canta l&#8217;impegno del babbo e di Bartali</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2019 21:59:03 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, domenica 24 febbraio 2019 – <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://iltirreno.gelocal.it/regione/2016/09/25/news/giorgio-nissim-eroe-silenzioso-che-salvo-centinaia-di-ebrei-1.14154643"><strong>Giorgio Nissim</strong></a></span> era un ragioniere pisano. <strong>Gino Bartali,</strong> lo sanno tutti: il campionissimo fiorentino, epica figura di un ciclismo popolare e polveroso. Li ha uniti, almeno per un periodo forse breve decisamente intenso, la Delasem, l&#8217;associazione ebraica nata per dare assitenza ai correligionari internati in Italia durante la Seconda Guerra e con cui collaboravano fattivamente numerosi membri del clero toscano: dal cardinale <a href="https://www.toscanaoggi.it/Italia/MEDAGLIA-D-ORO-DI-CIAMPI-A-DON-LETO-CASINI-IL-PRETE-CHE-AIUTO-GLI-EBREI"><span style="color: #ff0000;"><strong>Elia Dalla Costa</strong> </span></a>a don <a href="https://www.toscanaoggi.it/Italia/MEDAGLIA-D-ORO-DI-CIAMPI-A-DON-LETO-CASINI-IL-PRETE-CHE-AIUTO-GLI-EBREI"><span style="color: #ff0000;"><strong>Leto Casini</strong></span></a> e don <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://www.pieverifredi.it/don_giulio_facibeni.php">Giulio Facibeni</a></strong></span> fino a padre <a href="http://www.fondazionebmlucca.it/fondopaoli/02arturopaoli/arturopaolibio.php"><strong><span style="color: #ff0000;">Arturo Paoli</span></strong></a> solo per citarne alcuni. Dopo gli arresti di <a href="http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/detail/person-it-cdec-eaccpf0001-000070/cantoni-raffaele.html?persone=%22Cantoni%2C+Raffaele%22"><span style="color: #ff0000;"><strong>Raffaele Cantoni</strong> </span></a>e del rabbino di Firenze Cassuto, Nissim si ritrovò di fatto a guidarne la sezione toscana di cui Gino Bartali erano uno dei principali collaboratori trasformandosi in corriere per consegnare i documenti falsi agli ebrei destinati, altrimenti, ai campi di concentramento grazie alla libertà di movimento di cui godeva per potersi allenare e alla fama che lo teneva lontano da ogni possibile. Nissim, Bartali e gli altri collaboratori dealla Delasem toscana, insieme, salvarono quasi ottocento persone.</p>
<p>Per tutta la vita, invece, gli uniti un carattere schivo e riservato. Alla fine della guerra Nissim tornò a fare ragioniere. E Bartali a vincere corse in biciclette. Nessuno dei due fece quasi più parola di quanto fatto fra il &#8217;43 e il &#8217;45. La vicenda del primo divenne di dominio pubblico solo nel 2005 dopo che la famiglià autorizzò la pubblicazione di un volume di memorie. Quella di Bartali poco prima, dopo che il figlio Andrea rese noti quei documenti che il padre non aveva mai voluto divulgare.</p>
<p><strong>“Giorgio e Gino”</strong> è anche una bellissima canzone di Piero Nissim, musicista e burattinaio figlio proprio di Giorgio.</p>
<p>L&#8217;ha riproposta giovedì alle Officine Garibaldi in occasione della presentazione di “Ti stacco e poi ti aspetto”, l&#8217;audiolibro di Caritas Italiana dedicato a Gino Bartali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/bq9wYPihfbQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>&#8221;Un comitato per riportare il Giro d&#8217;Italia sul Monte Serra&#8221;. La proposta di don Cecconi nella sera dedicata a Bartali</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2019 11:58:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, domenica 23 febbraio 2019 &#8211; “Negli anni &#8217;70 e &#8217;80 il Giro d&#8217;Italia è passato dal Monte Serra e c piacerebbe riportarcelo nell&#8217;edizione 2020 per mostrare sì, le conseguenze dell&#8217;incendio ma anche la volontà di una comunità che vuole risorgere: è questo l&#8217;obiettivo del Comitato che sta nascendo e di cui, ovviamente, faranno parte ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, domenica 23 febbraio 2019 &#8211; “Negli anni &#8217;70 e &#8217;80 il <strong>Giro d&#8217;Italia</strong> è passato dal <strong>Monte</strong> <strong>Serra</strong> e c piacerebbe riportarcelo nell&#8217;edizione 2020 per mostrare sì, le conseguenze dell&#8217;incendio ma anche la volontà di una comunità che vuole risorgere: è questo l&#8217;obiettivo del Comitato che sta nascendo e di cui, ovviamente, faranno parte anche i sindaci dei comuni colpiti”. L&#8217;idea è stata lanciata giovedì scorso alle Officine Garibaldi in occasione della presentazione di “Ti stacco e poi ti aspetto”, l&#8217;audiolibro di Caritas Italiana dedicato a Gino Bartali. A farsene portavoce, a nome e per conto di tutte le comunità colpite dall&#8217;incendio del settembre scorso è stato il parroco dell&#8217;Unità Pastorale della Valgraziosa Antonio Cecconi</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D</span></strong><strong><span style="color: #ff0000;">on Antonio Cecconi: &#8220;Riportiamo il </span></strong><strong><span style="color: #ff0000;">Giro</span></strong><strong><span style="color: #ff0000;"> d&#8217;Italia sul Monte Serra</span>&#8220;<span style="color: #ff0000;"> (video)</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/7lY00yDBVGo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>E&#8217; stato un vero e proprio viaggio nella vicenda sportiva e umana del campionissimo Gino Bartali. Coordinata da Renzo Castelli e a cui sono intervenuti anche le vecchie glorie del ciclismo toscano Franco Bitossi, Guido Carlesi e Leonardo Mazzatini, oltre alla ciclista calcesana Matilde Bertolini, Ilario Luperini e Piero Nissim. Durante il quale è stata anche riercorso il ruolo avuto da Bartali nella rete di salvataggio attiva in Toscana alla fine della Seconda Guerra Mondiale, guidata dal rabbino di Firenze Nathan Cassuto e dal cardinale Elia Dalla Costa, e anche proprio grazie al ruolo del grande ciclista, trasformatosi in quei mesi in corriere per trasportare i documenti falsi che consentirono di <strong>salvare la vita a circa 800 ebrei</strong>. Una vicenda venuta alla luce solo molti decenni dopo e che il campionissimo fece di tutto per tenere nascosta perchè “il bene si fa ma non si dice” e perché “certe medaglie si appendono all&#8217;anima e non al vestito” come disse proprio un imbarazzato e quasi infastidito Bartali quando ormai la cosa era divenuta di dominio pubblico tanto che, nel 2013, fu anche riconosciuto come <strong>“Giusto fra le nazioni</strong>” dallo Yad Vashem, il Museo dell’Olocausto di Gerusalemme.</p>
<p>Nel video, invece, Roberto Tietto caoutore (insieme a Mite Balduzzi) di “Ti stacco e poi ti aspetto” racconta un altro episodio della vita di Bartali. Di Quando il presidente del consiglio De Gasperi, nel luglio &#8217;48, dopo l&#8217;attentato a Togliatti e con il rischio di una gara civile, lo chiamò chiedendogli di vincere il Tour.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/gdaHzGdkYnw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.youtube.com/watch?v=gdaHzGdkYnw">Quando Bartali disse: &#8220;Noi s&#8217;ha da vincere il Tour&#8221;</a> </span>(video)</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8221;Il bene si fa ma non si dice&#8221;. Quei dieci mesi in cui Bartali contribuì a salvare 800 ebrei. Mercoledi 20 la presentazione dell&#8217;audiolibro di Caritas Italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 11:38:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Pastorale della Carità]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, martedì 19 febbraio 2019 &#8211; In bacheca e alla giacca ha appeso i due Tour de France, i tre Giri d&#8217;Italia e le migliaia di altri trofei conquistati in venti anni di straordinaria carriera. Quelle altre, però, Gino Bartali non le hA mai esibite. Anzi, le ha tenute ben nascoste. Perché «il bene si fa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, martedì 19 febbraio 2019 &#8211; In bacheca e alla giacca ha appeso i due Tour de France, i tre Giri d&#8217;Italia e le migliaia di altri trofei conquistati in venti anni di straordinaria carriera. Quelle altre, però, <strong>Gino Bartali</strong> non le hA mai esibite. Anzi, le ha tenute ben nascoste. Perché <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">«</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">il bene si fa ma non si dice e certe medaglie si appendono all&#8217;anima, non al vestito</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">»</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> come ripeteva spesso il campione toscano. Anche al figlio, al quale fece giurare di non far parola con nessuno di quel che aveva fatto fra il settembre &#8217;43 e il giugno &#8217;44. La vicenda, però, in anni recenti è divenuta di dominio pubblico al punto che nel <strong>2013</strong>, tredici anni dopo la scomparsa di “Ginettaccio”, lo Yad Vashem, il Museo dell&#8217;Olocausto di Gerusalemme, lo ha riconosciuto<strong> “Giusto tra le nazioni”.</strong> Perchè in quei dieci mesi Bartali sfruttò la sua notorietà per trasformarsi in un correre e percorrere migliaia di chilometri per consegnare fotografie e documenti contraffatti che sarebbero serviti agli ebrei per sfuggire ai rastrellamenti dei nazisti. Era uno dei pilastri di quella rete di salvataggio guidata dal r<strong>abbino di Firenze Nathan Cassuto</strong> e dal <strong>cardinale Elia Dalla Costa</strong>. E con la sua opera, in quei mesi, contribuì al salvataggio di <strong>800 ebrei</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">La vicenda è ripercorsa in “<strong>Ti stacco e poi ti aspetto</strong>”, l&#8217;audio libro della Collana PhonoStorie di Caritas Italiana, curato da Roberto Tietto e Mite Balduzzi e sarà presentato pubblicamente <strong>mercoledi 20 febbraio alle 17.30 alle Officine Garibaldi</strong> nel corso di un incontro coordinato da Renzo Castelli e a cui interverranno, insieme agli autori, anche monsignor Antonio Cecconi, autore della post-fazione, Piero Nissim, il campione Franco Bitossi, la ciclista calcesana Matilde Bertolini e Ilario Luperini. L&#8217;iniziativa è promossa dalla Biblioteca Blog in collaborazione con Caritas Pisa, Azione Cattolica (di cui Bartali portava sempre il distintivo) e Unità Pastorale della Valgraziosa.</span></p>
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