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	<title>Caritas Pisa &#187; francesco Marsico</title>
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		<title>Legge antispreco, Marsico (Caritas Italiana): &#8221;La povertà non si sconfigge con un pasto, ma una mensa per chi è in difficoltà crea legami e ridà fiducia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Mar 2017 02:15:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dal sito di Fio.Psd il commento di Francesco Marsico (responsabile area nazionale di Caritas Italiana) alla c.d. &#8221;legge antispreco&#8221; (l.166/2016) Una legge sul recupero degli eventuali sprechi nella filiera dei prodotti alimentari è un valore in se per un paese come il nostro che deve ripensare il suo futuro. In questo ambito già la cosiddetta legge ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/cittadella-2.jpg"><br />
</a>dal sito di <a title="Francesco Marsico sulla c.d. ''legge antispreco''" href="http://www.fiopsd.org/legge-spreco-alimentare/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Fio.Psd</span></a> il commento di <strong>Francesco Marsico</strong> (responsabile area nazionale di Caritas Italiana) alla c.d. <a title="la legge c.d. &quot;antispreco'' (l.166/2016)" href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/08/30/16G00179/sg" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8221;legge antispreco&#8221;</strong></span></a> (l.166/2016)</p>
<p>Una legge sul recupero degli eventuali sprechi nella filiera dei prodotti alimentari è un valore in se per un paese come il nostro che deve ripensare il suo futuro. In questo ambito già la cosiddetta <strong>legge del buon samaritano</strong> del 2003 era intervenuta per semplificare la normativa e rendere possibile la donazione di prodotti alimentari, ma occupandosi solo della parte finale della filiera e delimitando i soggetti cosiddetti cessionari, vale a dire riceventi.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/cittadella-solidarieta.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2911" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/cittadella-solidarieta-300x224.jpg" alt="cittadella solidarieta" width="300" height="224" /></a></p>
<p>La <strong>legge Gadda</strong> ha il pregio di essere una <strong>legge di sistema</strong>, che non si limita a regolare questa o quella fase ma di “ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione”, affidando quindi una responsabilità diffusa da una parte e offrendo semplificazioni amministrative e agevolazioni ai soggetti coinvolti.</p>
<p>Altri elementi positivi sono una <strong>logica di disseminazione di buone pratiche</strong> presente nel testo, affermata attraverso l’istituzione di un <strong>fondo nazionale per progetti innovativi</strong> finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze, nonché un tavolo di coordinamento promozionale e di monitoraggio.</p>
<p>E’ ormai consapevolezza diffusa che tutti i cambiamenti, tanto più di cultura gestionale, non si realizzano solo attraverso una legge pure ottima, ma con processi graduali e incrementali che sappiano indicare con chiarezza la direzione di marcia.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/cittadella-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2841" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/cittadella-2-225x300.jpg" alt="cittadella 2" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Un’ultima questione: ovviamente<strong> la povertà non si sconfigge con un pasto</strong> o un pacco viveri;<strong> ma una mensa o un centro di aiuto che dà una mano in un periodo di difficoltà, crea legami, ridà fiducia</strong>. Un pasto da solo non cambia la condizione di una persona o famiglia povera; è un salvagente in un momento di difficoltà: ti fa stare a galla, evita che si sprofondi e da lì si può cercare di ritrovare l’approdo.</p>
<p>La povertà si combatte con misure legislative adeguate, ma una comunità territoriale capace di darti subito una mano, anche attraverso un pasto e un po’ di aiuto immediato, è un valore da promuovere e una sfida da affrontare.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Francesco Marsico</em></p>
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		<title>Dal reddito d’inclusione al welfare generativo: all’ex Convento dei Cappuccini idee per ripensare il sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 14:50:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, 29 marzo 2016 &#8211; “Ma come reggere l&#8217;onda dei bisogni delle persone che, anche a causa della crisi, non possono farcela da sole?”. E&#8217; partita da questa domanda la riflessione di Elena Innocenti, ricercatrice della Fondazione Zancan di Padova, intervenuta, insieme a Francesco Marsico di Caritas Itaiana, il 9 marzo scorso nell&#8217;ex Convento dei ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 29 marzo 2016 &#8211; “Ma come reggere l&#8217;onda dei bisogni delle persone che, anche a causa della crisi, non possono farcela da sole?”. E&#8217; partita da questa domanda la riflessione di <strong>Elena Innocenti</strong>, ricercatrice della <strong>Fondazione Zancan</strong> di Padova, intervenuta, insieme a <strong>Francesco Marsico</strong> di <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.caritasitaliana.it/"><strong>Caritas Itaiana</strong></a></span>, il <strong>9 marzo</strong> scorso nell&#8217;ex <strong>Convento dei Cappuccini di San Giusto</strong> (Pisa) alla tavola rotonda su <strong>&#8220;lotta alla povertà e welfare generativo&#8221;</strong>, il primo incontro del ciclo di momenti confronto promossi da Caritas e Pastorale sociale e del Lavoro di Pisa in collaborazione con <strong>Acli</strong>, <strong>Confcooperative</strong>, <strong>Cisl</strong>, <strong>Fondazione Toniolo</strong> e <strong>Consulta diocesana</strong> delle aggregazioni locali. Per dire che “ogni volta che i diritti sociali vengono considerati solo individuali mortificano la propria natura poiché riconoscere diritti sociali significa diritti a corrispettivo sociale: quello che ricevo è per aiutarmi e per mettermi in condizione di aiutare”.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ElenaInnocenti.jpeg"><img class="size-medium wp-image-3537 aligncenter" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ElenaInnocenti.jpeg" alt="ElenaInnocenti" width="240" height="254" /></a></p>
<p>La conseguenza è il<strong> “welfare generativo”</strong>, l&#8217;approccio che la Fondazione Zancan sta proponendo e affinando da qualche anno a questa parte: “Le istituzioni, dopo aver raccolto risorse con la solidarietà fiscale, devono evitare che siano consumate da aventi diritti senza doveri”. I cardini su cui poggia questo approccio sono due: punto primo, “ogni aiutato che valorizza le proprie capacità è un moltiplicatore di valore” e, punto secondo, “un diritto diventa a pieno titolo sociale quando genera benefici per la persona e contemporaneamente per la comunità”. Corollario: “Quando non rigenera, chi ne beneficia sottrae bene pubblico a fini individuali”, Da qui la <strong>“regola della cinque R”</strong> cui è ancorato il welfare generativo pensato dalla Zancan: raccogliere e redistribuire sicuramente (come avviene attualmente con l&#8217;attuale stato sociale distributivo) ma anche rigenerare, rendere e responsabilizzare. Chiacchiere? No, un <strong>progetto di legge</strong> elaborato da un gruppo di ricerca composto da <strong>Maria Bezze</strong>, <strong>Giacomo Delledonne</strong>, <strong>Devis Geron</strong>, <strong>Elena Innocenti</strong>, <strong>Fabio Pacini</strong>, <strong>Emanuele Rossi</strong> e <strong>Tiziano Vecchiato</strong>.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/calendario-eventi.jpg"><img class="size-medium wp-image-3536 aligncenter" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/calendario-eventi-223x300.jpg" alt="calendario eventi" width="223" height="300" /></a></p>
<p>A sostenere la misura che possa permettere uno stile di vita dignitoso e soprattutto un reinserimento all&#8217;interno della comunità è anche <strong>Francesco Marsico</strong>, responsabile dell&#8217;area nazionale di Caritas Italiana. &#8220;Più di un indicatore lascia supporre che le dimensioni della povertà potranno sì ridursi ma senza tornare alle cifre del 2007 ( che contavano poco meno di 3milioni di persone) e che la ripresa economica e quella occupazionale non saranno in grado di dare una risposta risolutiva», ha spiegato Marsico  già rappresentante dell&#8217;<strong>Alleanza contro le Povertà</strong>, ampio cartello di soggetti associativi e del terzo settore mai nato nel nostro Paese per contrastare i processi d&#8217;impoverimento. Il responsabile della Caritas italiana sostiene la necessità che anche l&#8217;Italia si doti di un <strong>Reddito d&#8217;inclusione sociale (Reis)</strong> allineandosi agli altri Paesi europei dato che, fra i membri dell&#8217;Ue a 15 Stati, soltanto <strong>Italia</strong> e <strong>Grecia</strong> ne sono sprovvisti mentre il <strong>Regno Unito</strong> ce l&#8217;ha addirittura dal 1948, la<strong> Svezia</strong> dal 1956, la <strong>Germania</strong> dal 1961 e il <strong>Paesi Bassi</strong> dal 1963.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/FrancescoMarsico.jpeg"><img class="size-full wp-image-3538 aligncenter" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/FrancescoMarsico.jpeg" alt="FrancescoMarsico" width="268" height="188" /></a></p>
<p>«Concretamente si tratta di assicurare un reddito a tutti coloro che vivono in una condizione di povertà assoluta. Redditto che deve essere congiunto, quando le condizioni di chi beneficia del sostegno lo consentono, all&#8217;erogazione di servizi alla persona e inclusione nel mercato del lavoro – spiega Marsico -si tratta, però, di un&#8217;innovazione ambiziosa che richiede al sistema di welfare locale un robusto sviluppo organizzativo: procedere per gradi, garantendo adeguati tempi di apprendimento e di adattamento organizzativo a tutti i soggetti coinvolti nel territorio è l&#8217;unica strada possibile». Per realizzarlo l&#8217;Alleanza stima siano necessari quattro anni di tempo e finanziamenti progressivi che dovrebbero partire da <strong>1,8 miliardi nel 2016</strong>, per crescere a<strong> 3,5 e 5,3 miliardi</strong>, rispettivamente, nel 2<strong>017 e nel 2018, per arrivare a 7,1 miliardi nel 2019</strong>.</p>
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		<title>Reddito d’inclusione, le richieste al governo dell’Alleanza contro le Povertà. Se ne parlerà mercoledì pomeriggio all’ex convento dei Cappuccini.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 18:11:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È un piano che prevede l&#8217;introduzione tramite legge del cosiddetto Reddito d&#8217;inclusione sociale. “L&#8217;alleanza contro le povertà” si sta battendo per inserire nel nostro ordinamento una misura atta a eliminare la povertà assoluta. Le richieste dell&#8217;alleanza al Governo si sintetizzano nell&#8217;assunzione di precisi impegni riguardanti l’intero percorso del piano, specificando l’utenza iniziale e l’ampliamento atteso per ogni annualità ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">È un piano che prevede l&#8217;introduzione tramite legge del cosiddetto Reddito d&#8217;inclusione sociale. <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.redditoinclusione.it/il-patto-aperto-contro-la-poverta/presentazione-alleanza/"><strong>“L&#8217;alleanza contro le povertà”</strong></a></span> si sta battendo per inserire nel nostro ordinamento una misura atta a eliminare la <strong>povertà assoluta</strong>. <strong><a style="color: #ff0000;" href="http://www.redditoinclusione.it/wp-content/uploads/2013/07/RICHIESTE_ALLEANZA.pdf">Le richieste dell&#8217;alleanza</a></strong> <span style="color: #000000;">al Governo</span> si sintetizzano nell&#8217;assunzione di precisi impegni riguardanti l’intero percorso del piano, specificando l’utenza iniziale e l’ampliamento atteso per ogni annualità successiva, e riservando già dal 2016 i relativi stanziamenti.</p>
<p align="LEFT">Inoltre, richiesta esplicita del patto, è la previsione di servizi alla persona, uniti alla corresponsione del reddito e differenziati in base alla singola e specifica condizione di vita. A tal fine, l&#8217;alleanza, chiede la valorizzazione del <strong>welfare locale</strong>, (in particolare i Comuni, responsabili della regia complessiva del Reis) e del <strong>Terzo Settore</strong>.</p>
<p align="LEFT"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/locandina-incontri_01.jpeg"><img class="size-medium wp-image-3278 aligncenter" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/locandina-incontri_01-212x300.jpeg" alt="locandina incontri_01" width="212" height="300" /></a></p>
<p align="LEFT"><strong>“</strong><strong>Dal reddito d’inclusione al welfare generativo”</strong>, sarà proprio il tema su cui si confronteranno il responsabile dell’area nazionale di Caritas Italiana, <strong>Francesco Marsico</strong>, la ricercatrice della Fondazione Zancan, <strong>Elena Innocenti</strong>, e la presidente della Società della Salute della Zona Pisana, <strong>Sandra Capuzzi</strong>. Un incontro promosso dalla Caritas e dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro e a cui hanno aderito anche le Acli provinciali, Cisl, Confcooperative, Fondazione Toniolo e Consulta diocesana per le aggregazioni laicali che si svolgerà <strong>mercoledì 9 marzo, alle 18,</strong> all&#8217;<strong>ex convento dei cappuccini</strong> nella via omonima nel quartiere San Giusto.</p>
<p align="LEFT">L&#8217;appuntamento aprirà il ciclo di incontri <strong>“Il mondo ingiusto l’hanno da raddrizzare i poveri”</strong>, che prevede altri tre incontri sull&#8217;immigrazione (13 aprile), sulla realtà carceraria (11 maggio) e sulla dipendenza da gioco d&#8217;azzardo (8 giugno).</p>
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		<title>&#8221;Reddito d&#8217;inclusione e welfare generativo&#8221;. Mercoledi 9 marzo dibattito con Caritas Italiana e Fondazione Zancan</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 06:48:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il primo appuntamento è per mercoledi 9 marzo, con un confronto a tre voci tutto dedicato ai percorsi e politiche per contrastare le povertà. “Dal reddito d&#8217;inclusione al welfare generativo”, infatti, è il tema su cui si confronteranno il responsabile dell&#8217;area nazionale di Caritas Italiana Francesco Marsico, la ricercatrice della Fondazione Zancan Elena Innocenti e ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo appuntamento è per <strong>mercoledi 9 marzo</strong>, con un confronto a tre voci tutto dedicato ai percorsi e politiche per contrastare le povertà. <strong>“Dal reddito d&#8217;inclusione al welfare generativo”,</strong> infatti, è il tema su cui si confronteranno il responsabile dell&#8217;area nazionale di <strong>Caritas Italiana Francesco Marsico</strong>, la ricercatrice della <strong>Fondazione Zancan Elena Innocenti</strong> e la presidente della <strong>Società della Salute della Zona Pisana Sandra Capuzzi</strong>. Una ora e mezzo di confronto, a partire dalle 18, nella sala convegni dell&#8217;<strong>ex Convento dei Cappuccini</strong> (nella via omonima del quartiere di San Giusto a Pisa) conclusi da un momento conviviale con tanto di apericena per il primo di una serie di momenti di confronto e discussione pubblica promossi dalla<strong> Caritas e dall&#8217;Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro</strong> e a cui hanno aderito anche le <strong>Acli</strong> provinciali, <strong>Cisl</strong>, <strong>Confcooperative</strong>, <strong>Fondazione Toniolo</strong> e <strong>Consulta diocesana per le aggregazioni laicali</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/locandina-incontri_01.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3278" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/locandina-incontri_01-212x300.jpeg" alt="locandina incontri_01" width="212" height="300" /></a></p>
<p><strong>“Il mondo ingiusto l&#8217;hanno da raddrizzare i poveri”</strong>, espressione di don Lorenzo Milani tratta da “Lettera a una professoressa”, fungerà da filo rosso per un percorso lungo almeno un anno con tappe mensili (ogni secondo mercoledi di ogni mese) ospitate sempre nei locali dell&#8217;<strong>ex Convento dei Cappuccini</strong>, completamente rimesso a nuovo grazie all&#8217;intervento di Acli, cooperative sociali “Il Simbolo” e “Axis” e agenzia formativa Aforisma. «Questo ciclo d&#8217;incontri, dalla formula volutamente semplice e snella per facilitare la partecipazione di tutti i cittadini,nasce dall&#8217;esigenza, condivisa con tutte le realtà promotrici, di fermarsi a riflettere su come la crisi economica abbia cambiato ed esteso i fenomeni di povertà ed esclusione sociale e i processi d&#8217;impoverimento ma anche le politiche e gli strumenti per farvi fronte &#8211; ha spiegato il <strong>direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli</strong> -: abbiamo avvertito la necessità di fermarsi una riflettere per ridare senso a nostro “fare” quotidiano e scelto di rendere pubblico e aperto a tutti questo percorso perché siamo convinti che la necessità di fermarsi a riflettere su politiche sociali e lotta alla povertà sia un bisogno di una città dalle straordinarie eccellenze, come Pisa, in cui non manca l&#8217;impegno, ma latita un po&#8217; la riflessione sulla lotta alla povertà e sul ruolo che i territori possono giocare in tal senso».<br />
Altri tre i dibattiti già in calendario: <strong>mercoledi 13 aprile</strong> il confronto si sposterà sui temi dell&#8217;<strong>immigrazione</strong> e dell&#8217;emergenza profughi con la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione Idos;<strong> mercoledi 11 maggio</strong>, invece, si parlerà <strong>carcere e reinserimento sociale dei detenuti</strong>, con riferimento anche al progetto “Misericordia Tua”, la casa d&#8217;accoglienza per ex detenuti voluta dalla diocesi di Pisa per celebrare il Giubileo della Misericordia. Infine <strong>mercoledi 8 giugno</strong> riflettori accesi sulla <strong>dipendenza da gioco d&#8217;azzardo</strong>, ad un anno di distanza dall&#8217;apertura di “Mind the gap”, lo sportello di contrasto e prevenzione delle ludopatie promosso dalla Caritas nei locali della Cittadella della Solidarietà.</p>
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		<title>Reddito di inclusione sociale: il presidente Rossi dice &#8220;sì&#8221; alla proposta di &#8220;Alleanza contro la Povertà&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 12:25:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È un patto che mira ad eliminare l’indigenza in Italia. “L’alleanza contro le povertà” è la proposta di Caritas Italiana e delle Acli rivolta tutti i soggetti sociali per condividere un percorso finalizzato a promuovere l’introduzione del Reddito d’Inclusione Sociale nel nostro Paese. Un progetto innovativo già presentato su tutto il territorio nazionale e riproposto, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È un patto che mira ad eliminare l’indigenza in Italia. <strong><span style="color: #ff0000;">“<a style="color: #ff0000;" href="http://www.redditoinclusione.it/il-patto-aperto-contro-la-poverta/presentazione-alleanza/">L’alleanza contro le povertà</a>”</span> </strong>è la proposta di <strong>Caritas Italiana</strong> e delle <strong>Acli</strong> rivolta tutti i soggetti sociali per condividere un percorso finalizzato a promuovere l’introduzione del Reddito d’Inclusione Sociale nel nostro Paese. Un progetto innovativo già presentato su tutto il territorio nazionale e riproposto, oggi 19 febbraio, durante l’incontro pensato da Irpet e Regione Toscana <strong>“La povertà in Italia, analisi e proposte”</strong>.</p>
<p>Ad aprire il convegno è stato il presidente della Regione, <strong>Enrico Rossi</strong>, che ha ricordato che sul nostro territorio sono oltre 54mila le famiglie soggette a una condizione di disagio. “La povertà assoluta è cresciuta durante gli anni della crisi – ha detto Rossi – il provvedimento di alleanza pensato può essere una risposta concreta a questa esigenza. Certo, va finanziato e vanno trovate le risorse, ma è un&#8217;ottima proposta per risolvere la problematica”. A parlare dell’iniziativa <strong>Francesco Marsico</strong>, della Caritas Area Nazionale, che ha illustrato le basi della mozione.</p>
<p>“Il Reis è una misura universalistica sulla quale lavorare, richiedibile da tutti i cittadini, che pone una forte attenzione alle tematiche del lavoro – spiega Marsico – è uno strumento mira a raggiungere obiettivi ragionevoli per aiutare concretamente chi ha bisogno”. La misura, come ricordato dal ricercatore Irpet <strong>Nicola Sciclone,</strong> ha un costo che si aggira tra i 6 e gli 8 miliardi di euro. “La stima che fa l’alleanza è pari a 7 miliardi – precisa Marsico – saranno necessari per creare un servizio di welfare ben radicato, così il reis diventerà il primo livello di intervento delle politiche sociali. La povertà che la crisi lascia rischia di essere strutturale e per questo dobbiamo intervenire con una misura radicale”.</p>
<p>All’incontro erano presenti <strong>Gianluca Busilacchi</strong>, del consiglio regionale delle Marche, <strong>Francesco Marsico</strong>, della Caritas Area Nazionale, <strong>Alessandro Olivi</strong>, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, <strong>Vito Peragine</strong>, dell&#8217;università degli studi di Bari, che hanno parlato dell’intervento statale e regionale a sostegno delle povertà in Italia. Presente in sala anche la sociologa <strong>Chiara Saraceno</strong><strong>,</strong> che ha trattato il tema del disagio sociale connesso alle politiche occupazionali.</p>
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