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	<title>Caritas Pisa &#187; don Andrea Cristiani</title>
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		<title>Don Morelli (direttore Caritas Pisa): &#8220;Vaccinarsi, un atto d&#8217;amore: il più importante in pandemia&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 23:28:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Pastorale della Carità]]></category>
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		<category><![CDATA[don Andrea Cristiani]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa, 24 settembre 2021 (da La Nazione di giovedì 23 settembre) &#8211; La novità è che «si riparte in presenza, in analogia con le normativa vigente per le scuole ed è una bella notizia perché l’esperienza della «pastorale digitale» ci ha permesso d’imparare tante cose, ma ci ha pure confermato che la relazione passa solo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="articlePlainTitle">Pisa, 24 settembre 2021 (da La Nazione di giovedì 23 settembre) &#8211; La novità è che «si riparte in presenza, in analogia con le normativa vigente per le scuole ed è una bella notizia perché l’esperienza della «pastorale digitale» ci ha permesso d’imparare tante cose, ma ci ha pure confermato che la relazione passa solo dalla presenza e dalla prossimità». Sono giorni di lavoro frenetico per <span style="color: #ff0000;"><strong>don Federico Franchi</strong></span>, giovane parroco di Porta a Lucca, responsabile dell’ufficio catechistico diocesano. «Perché è fondamentale che questa ripartenza, così lungamente attesa, vada di pari passo con la massima attenzione alla sicurezza sanitaria – sottolinea -: al riguardo mi pare importante sottolineare come, per quanto non fosse un obbligo di legge, l’arcivescovo abbia voluto che tutti gli operatori pastorali siano muniti di green pass. Ce lo impone il senso di responsabilità nei confronti della collettività perché<span style="color: #ff0000;"><strong> oggi tutelare il bene comune vuol dire soprattutto vaccinarsi</strong></span>».</div>
<div class="articlePlainTitle">Pochi dubbi al riguardo anche da parte del<span style="color: #ff0000;"><strong> direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli</strong></span>. «<span style="color: #ff0000;"><strong>In tempo di pandemia vaccinarsi è il principale degli atti d’amore</strong></span> e di responsabilità verso le nostre comunità e per quanto ci riguarda non possiamo pensare di prenderci cura dei più fragili, mettendone a repentaglio la sicurezza sanitaria». La conseguenza è una sola: «A tutti i nostri operatori e volontari avevamo già mandato nelle settimane scorse una lettera i cui li invitavamo caldamente a vaccinarsi, trovando per altro un consenso quasi unanime – spiega il sacerdote -. Lo ribadiamo oggi, anche alla luce delle disposizioni dell’arcivescovo: per operare nei servizi Caritas è necessario avere il green pass». Da capire, invece, se lo stesso documento sarà necessario anche per i frequentatori delle mense: «Abbiamo posto un quesito alla prefettura nei giorni scorsi e attendiamo la risposta – continua don Morelli -: per adesso continuiamo con la distribuzione dei pasti caldi da asporto, ma ci piacerebbe molto ricominciare ad accogliere attorno a una tavola le persone più fragili dei nostri territori. Stiamo cercando di capire se, dal punto di vista della sicurezza sanitaria, è opportuno farlo e con quali modalità».</div>
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		<title>Attentato in Burkina Faso, stanno rientrando i volontari del Movimento Shalom. L&#8217;appello del presidente dei vescovi: &#8221;Continuare il dialogo interreligioso per non far prevalere chi semina discordia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2016 01:42:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Mondialità]]></category>
		<category><![CDATA[Balobasa]]></category>
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		<category><![CDATA[Burkina Faso]]></category>
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		<description><![CDATA[Don Andrea Cristiani e il gruppo degli altri sei volontari italiani del Movimento Shalom di San Miniato (Pisa) sono riusciti ad imbarcarsi sani e salvi da Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, ieri sera e questa mattina atterreranno a Parigi sani e salvi. Quelli dell&#8217;associazione Balobasha di Perignano (Pisa) che, invece, sarebbero dovuti partire ieri, invece, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Don Andrea Cristiani e il gruppo degli altri sei volontari italiani del<span style="color: #ff0000;"> <a style="color: #ff0000;" href="http://www.movimento-shalom.org"><strong>Movimento Shalom</strong></a></span> di San Miniato (Pisa) sono riusciti ad imbarcarsi sani e salvi da Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, ieri sera e questa mattina atterreranno a Parigi sani e salvi. Quelli dell&#8217;associazione <a href="http://www.bhalobasa.it/chi-siamo/"><span style="color: #ff0000;"><strong>Balobasha</strong></span></a> di Perignano (Pisa) che, invece, sarebbero dovuti partire ieri, invece, non hanno potuto farlo e sono rimasti a Pisa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Attentato_Burkina.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-2865" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Attentato_Burkina.jpeg" alt="Attentato_Burkina" width="273" height="185" /></a></p>
<p>C&#8217;è anche questo fra le conseguenze del drammatico <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2016/01/16/news/burkina_faso_terroristi_si_erano_registrato_all_hotel_splendid-131378707/"><span style="color: #ff0000;"><strong>attentato</strong></span></a> che ieri sera, sabato 16 gennaio, ha insanguinato la capitale del Burkina Faso, Paese al centro di molti progetti di cooperazione allo sviluppo anche da parte di tante realtà del territorio pisano e toscano: 27 morti e 33 feriti è il bilancio della tragedia in cui sono rimasti uccisi anche i quattro attentatori. L&#8217;attacco ha colpito al cuore la capitale Ouagadougou ed è stato volutamente indirizzato verso i principali luoghi di ritrovo della comunità internazionale presente nel paese come gli hotel Splendid e  Yibi  il caffè ristorante &#8220;Le Cappuccino&#8221;. E&#8217; stato rivendicato dal gruppo terrorista Al Qaeda per il Maghreb Islamico (Aqmi) e i combattenti del battaglione Morabitoun.</p>
<p><a href="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/BurkinaFaso_carta.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-2866 aligncenter" src="http://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/BurkinaFaso_carta.jpeg" alt="BurkinaFaso_carta" width="269" height="188" /></a></p>
<p>&#8220;Proprio venerdì, presso la nostra università di Ouagadougou c&#8217;è stato un incontro con docenti e studenti  durante il quale si è parlato anche di terrorismo e posso testimoniare che in questo popolo non ci sono deviazioni fondamentaliste &#8211; ha detto monsignor <strong>Roberto Rodriguez,</strong> vescovo argentino e presidente onorario di Shalom che ha preso parte alla missione insieme a don Cristiani -. I terroristi vengono certamente da fuori, il popolo e gli stessi musulmani, che rappresentano il 50% della popolazione burkinabè non sono fondamentalisti e non vogliono il terrorismo&#8221;</p>
<p>Nella stessa direzione l&#8217;appello della Conferenza episcopale di Burkina Faso e Niger: &#8220;Come chiesa facciamo appello alla calma e a non stigmatizzare nessuno &#8211; ha detto il <strong>presidente monsignor Paul Ouedraogo</strong>  -, i rapporti interreligiosi sono buoni e dobbiamo continuare a coltivarli: bisogna impedire che chi vuole seminare la discordia prevalga&#8221;&#8217;</p>
<p>&nbsp;</p>
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