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	<title>Caritas Pisa &#187; Curdi</title>
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		<title>Siria, è sempre guerra e vittime civili. Circa 160mila sfollati interni. L&#8217;impegno della rete Caritas</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 10:49:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Speciale Emergenza Siria]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; quasi scomparsa dall&#8217;agenda dei media ma non dalla quotidianità nel nord est della Siria. Il 5 novembre è iniziato il secondo pattugliamento congiunto di Turchia  e Russia come previsto dagli accordi siglati fra i presidenti Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin il 22 ottobre a Sochi, ma le notizie che arrivano dall&#8217;area di conflitto ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; quasi scomparsa dall&#8217;agenda dei media ma non dalla quotidianità nel nord est della Siria. Il 5 novembre è iniziato il secondo pattugliamento congiunto di Turchia  e Russia come previsto dagli accordi siglati fra i presidenti Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin il 22 ottobre a Sochi, ma le notizie che arrivano dall&#8217;area di conflitto continuano a parlare di guerra e vittime: &#8220;Dal 2 novembre &#8211; scrive <a title="In 5 days of the most violent escalation since the last ceasefire," href="http://www.syriahr.com/en/?p=146569" target="_blank">l&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>Osservatorio siriano per i diritti umani </strong></span></a>- gli aerei da guerra russi hanno eseguito più di 125 bombardamenti concentrati nella provincia di Idlib e in cui sono rimasti uccisi 16 civili, comprese tre donne e cinque bambini&#8221; mentre altre sette vittime degli aerei inviati da Mosca nel villaggio di al Sahara, nei dintorni di Aleppo, fra i quali due donne e e un bambino&#8221;.</p>
<p>Cominciata il 9 ottobre con i primi bombardamenti dell’aviazione turca sulle cittadine di confine, l’offensiva turca denominata “Sorgente di pace” ha provocato un’emergenza umanitaria che <span style="color: #ff0000;"><strong>padre Antonio Ayvazian</strong></span>, il parroco armeno-cattolico di Qamishli, città siriana al confine con la Turchia teatro di diversi scontri tra curdi e turchi, recentemente intervistato dal Sir, quantifica in“circa 160mila sfollati interni siriani fuggiti soprattuto dai villaggi della regione di Tal Abyad e Ras al Ayn&#8221;e da altre zone di confine. La maggior parte è arrivata a Qamishli e ad Hassakè. Qui sono stati ospitati da altre famiglie, la maggioranza nelle scuole, pubbliche e private come quelle cristiane, dove ricevono tutta l’assistenza necessaria”. “Non abbiamo messo in piedi tendopoli – spiega il sacerdote che è anche vicario della comunità armeno-cattolica dell’Alta Mesopotamia e della Siria del Nord – perché nelle scuole hanno tutto ciò di cui hanno bisogno, acqua, bagni, e un tetto sulla testa. Per liberare le aule necessarie le scuole hanno accorpato le classi. Gli spazi dei nostri conventi sono stati convertiti in aule”.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/TbqxYKoM3OE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
&#8220;La speranza di fare ritorno nei propri villaggi è viva in tanti sfollati purtroppo &#8211; ammette il parroco &#8211; ma per molti questa potrebbe rivelarsi una speranza vana. Nella loro offensiva, infatti, le forze turche e le milizie alleate hanno saccheggiato e raso al suolo interi villaggi che dovranno essere ricostruiti. M quando? Questa è una domanda che rischia di non avere risposta. Anche le  organizzazioni umanitarie che erano sul posto hanno dovuto lasciare tutto e andarsene lasciando senza aiuto i pochi rimasti&#8221;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Caritas Siria </span> </strong>presente nella zona con l&#8217;ufficio regionale di Hassakè, già attivo nell&#8217;assistenza di sfollati e comunità locali vulnerabili. Con l&#8217;arrivo dei nuovi sfollati sono stati allestiti centri di accoglienza per circa 700 persone e distribuita acqua potabile a 500 famiglie. Tra gli sfollati anche anziani e casi che necessitano di trattamenti sanitari continui. Circa la metà sono bambini.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Caritas Italiana</strong> </span>è impegnata in Siria sin dall&#8217;inizio della guerra, nel 2011, a sostegno degli interventi promossi da Caritas Siria, è in stretto contatto con gli operatori locali e sta sostenendo gli interventi in atto nell&#8217;area di Hassake.</p>
<p>Come per gli altri interventi in corso nel Paese, anche per questa emergenza, la forma di aiuto possibile è la colletta in denaro destinata alle vittime della crisi siriana tramite i consueti canali con causale &#8220;Emergenza Siria&#8221;. <span style="color: #ff0000;"><strong>Non è richiesto l&#8217;invio di beni materiali dall&#8217;italia.</strong></span></p>
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		<title>Guerra in Siria, tutte le sere alle 20.30 il rosario per la pace nella cappella di San Bruno. La proposta delle suore di San Giuseppe di Chambery</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 14:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Emergenza Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
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		<category><![CDATA[suore di San Giuseppe di Chambery]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, sabato 26 ottobre 2019 &#8211; Una preghiera per la pace in Siria. E&#8217; la proposta, aperta a tutti i credenti, delle suore di San Giusppe di Chambery che, in occasione dell&#8217;ottobre missionario, tutte le sere da qui alla fine del mese aprirà le porte della cappella della congregazione per pregare il rosario insieme a ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, sabato 26 ottobre 2019 &#8211; Una <span style="color: #ff0000;"><strong>preghiera per la pace in Siria.</strong></span> E&#8217; la proposta, aperta a tutti i credenti, delle <span style="color: #ff0000;"><strong>suore di San Giusppe di Chambery</strong> </span>che, in occasione dell&#8217;ottobre missionario, tutte le sere da qui alla fine del mese aprirà le porte della cappella della congregazione per pregare il rosario insieme a tutti coloro che si vorranno unire, dedicando una particolare attenzione verso la dolorosa situazione che riguarda la Siria e il popolo curdo.</p>
<p>Fino al 31 ottobre <span style="color: #ff0000;"><strong>l&#8217;appuntamento è tutte le sere alle 20.30 all&#8217;ingresso della cappella di San Bruno in Piazza D&#8217;Ancona 4, a Pisa</strong></span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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