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	<title>Caritas Pisa &#187; Caritas Italiana</title>
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		<title>Emergenza terremoto Turchia e Siria: la colletta nazionale di domenica 26 marzo. Le schede e il sussidio.</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2023 19:19:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;immediato l&#8217;assistenza umanitaria per fornire cibo, alloggio e beni di prima necessità con una particolare attenzione ai più vulnerabili come anziani, minori, malati e disabili. E poi l&#8217;orgonizzazione di mense per la distribuzione dei pasti e l&#8217;allestimento di strutture per l&#8217;assistenza sanitaria e di spazi per l&#8217;accoglienza e l&#8217;animazione dei bambini. In prospettiva, invece, l&#8217;impegno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;immediato l&#8217;assistenza umanitaria per fornire cibo, alloggio e beni di prima necessità con una particolare attenzione ai più vulnerabili come anziani, minori, malati e disabili. E poi l&#8217;orgonizzazione di mense per la distribuzione dei pasti e l&#8217;allestimento di strutture per l&#8217;assistenza sanitaria e di spazi per l&#8217;accoglienza e l&#8217;animazione dei bambini. In prospettiva, invece, l&#8217;impegno è di restare accanto alle comunità colpite per un periodo medio-lungo impegnandosi nel supporto psicologico, nella riparazione e ricostruzione di abitazioni e strutture socio-educative e nella promozione di attività economiche a gestione familiare e il sostegno all&#8217;occupazione e all&#8217;autoimpiego.</p>
<p>Sono le piste d&#8217;impegno e di lavoro di Caritas Italiana in Turchia e Siria, dopo il drammatico terremoto del 6 febbraio scorso, costato la vita a oltre 50mila persone e che ha provocato quasi due milioni di sfollati, distrutto 250mila edifici e colpito, complessivamente, più di 18 nmilioni di persone. E&#8217; a sostegno di questo impegno che la Conferenza episcopale italiana ha promosso la colletta nazionale di domani, domenica 26 marzo 2023, in tutte le diocesi d&#8217;Italia.</p>
<p><a title="Aiutati ad aiutare" href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/1180-2/" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">Per sostenere gli interventi e i progetti di Caritas Italiana in Turchia e Siria</span> </strong></a>(specificando nella causale Emergenza Terremoto Turchia e Siria)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La stima dei danni e l&#8217;impegno in Turchia.</strong></span> Prima una scossa di magnitudo 7,9 con epicentro nel distretto di Pozarcike, poi un&#8217;altra di magnitudo 7,5 in quello di Elbistan, nella Turchia centro meridionale. Entrambe dalle conseguenze devastanti: 46mila deceduti, 214 mila edifici distrutti, 1,9 milioni di sfollati e 9,1 milioni di persone colpite.</p>
<p>Le Caritas della Turchia, supportate da Caritas Italiana, si sono mobilitate fin dalle ore subito successive al sisma, nonostante fra le persone assicurando assistenza e riparo alle famiglie che hanno perso tutto, distribuendo kit alimentari e pasti caldi, prodotti per l&#8217;igiene e acqua potabile oltre a mettere in campo interventi socio-educativi per le bambine e i bambini.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Emergenza Terremoto in Turchia: la scheda <p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/TerremotoTurchia_FactSheet_web.pdf" title="Download Terremoto in Turchia: la scheda">Terremoto in Turchia: la scheda</a> (301.5 KiB)</p></span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La stima dei danni e l&#8217;impegno in Siria.</strong></span> Il sisma ha fatto sentire pesantemente i suoi effetti anche nella vicina Siria, paese da 12 anni teatro di un conflitto sanguinoso. Anche qui drammatica la conta delle vittime e dei danni: 6mila persone decedute, oltre 10mila edifici distrutti, 55mila sfollati e 8,8 milioni di persone colpite dalle conseguenze del terremoto. Il tutto in un territorio in cui si contavano già 15 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria a causa della guerra. Pure qui Caritas Siria si è attivata fin dalle prime ore distribuendo 3.400 kit alimentari e pasti, 2.400 kit igienici, tre mila confezioni di acqua potabile, 2.700 di pane e 1.200 materassi e lenzuola.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Emergenza Terremoto in Siria: la scheda<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/TerremotoSiria_FactSheet_web.pdf" title="Download TerremotoSiria FactSheet Web">TerremotoSiria FactSheet Web</a> (705.7 KiB)</p></strong></span></p>
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		<title>La Caritas diocesana compie 50 anni. Don Morelli: &#8221;Rimettiamola al centro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 20:55:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pastorale della Carità]]></category>
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		<description><![CDATA[“Ripartiamo dalla Caritas diocesana come esperienza di sinodalità e comunione, luogo strategico di sussidiarietà ed esperienza di corresponsabilità”. Si è chiuso con le parole del direttore don Emanuele Morelli (“Sono aperture, non certo conclusioni” ha specificato) il convegno “Camminare insieme sulla via degli ultimi” di sabato alle Officine Garibaldi, la seconda tappa degli eventi dedicati ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<span style="color: #ff0000;"><strong>R<span style="color: #ff0000;">i</span>partiamo dalla Caritas diocesana c</strong></span>ome esperienza di sinodalità e comunione, luogo strategico di sussidiarietà ed esperienza di corresponsabilità”. Si è chiuso con le parole del direttore <span style="color: #ff0000;"><strong>don Emanuele Morelli</strong></span> (“Sono aperture, non certo conclusioni” ha specificato) il convegno “Camminare insieme sulla via degli ultimi” di sabato alle Officine Garibaldi, la seconda tappa degli eventi dedicati alla celebrazione dei 50 anni della Caritas di Pisa, fondata l’8 novembre 1972, a cui hanno partecipato circa 150 operatori e volontari e rappresentanti dell’associazionismo d’ispirazione cristiana. L’ha aperta l’introduzione dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto che si è ispirato all’icona biblica di Marta e Maria per dire che “servire i poveri non è solo fare assistenza sociale ma realizzare il servizio del Signore ai poveri con il profumo nuovo della generosità”.</p>
<p>La storia dei primi anni, invece, l’ha ripercorsa <span style="color: #ff0000;"><strong>monsignor Antonio Cecconi,</strong></span> oggi parroco dell’unità pastorale della Valgraziosa ma già vicedirettore della Caritas Italiana e direttore di quella diocesana dal 1978 al 1990, gli anni in cui la Caritas a preso forma ed è decollata. “Fui nominato dall’allora arcivescovo Benvenuto Matteucci nel febbraio del ’78 e quasi subito dopo invitai monsignor Giovanni Nervo, fondatore e allora presidente di Caritas Italiana – ha ricordato -: rimase con noi una giornata incontrando il consiglio presbiteriale, l’arcivescovo e il suo segretario Giovanni Paolo Benotto e i laici di alcune associazioni del territorio. Per lo sviluppo della Caritas diocesana, però, fu molto importante l’emergenza <em>boat people</em> e l’accoglienza dei profughi cambogiani e vietnamiti: furono allestiti due grandi centri di prima accoglienza sul Litorale e, dopo, otto famiglie rimasero in diocesi, accolti dalle comunità parrocchiali. Impegni che richiesero una notevole mobilitazione di volontari. Lo stesso accadde poco dopo, con il terremoto in Irpinia, quando ci gemellammo con la parrocchia di Mirabella Eclano, organizzando campi di lavoro in loco. Nel frattempo in città promuovemmo una casa famiglia per disabili, con attenzione anche all’inclusione lavorativa, e cominciammo ad occuparsi dell’allora problema emergente delle tossicodipendenze, coinvolgendo il Ceis di Lucca e don Bruno Frediani che già da tempo si occupavano di questo problema. In tutti questi percorsi è stato fondamentale l’apporto degli obiettori di coscienza al servizio militare, giovane disposti a fare una scelta di pace anche sulla propria pelle perché allora il servizio civile era più lungo di quello militare e di cui, in un tempo questo, si sente una notevole mancanza”</p>
<p>Le provocazioni, invece, le lanciate<span style="color: #ff0000;"><strong> don Marco Pagniello</strong></span>, direttore di Caritas Italiana. “Quanti poveri ci sono oggi a questo convegno? – ha domandato rivolto alla platea -: perché la sfida che abbiamo di fronte è di costruire percorsi non per i poveri ma insieme a loro: in questo senso l’otto per mille ha un po’deviato il nostro cammino ma dobbiamo ripartire dal fatto che i poveri non sono solo persone con dei bisogni, ma soggetti di diritti e anche portatori di risorse”</p>
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		<title>Emergenza Ucraina, 10mila persone accolte dalla rete Caritas. &#8220;Ma le lungaggini amministrative rischiano di compromettere la solidarietà&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 07:37:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Emergenza Ucraina]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma 28 luglio 2022 - Dieci mila persone accolte in in tutta Italia dalla rete Caritas. Mentre il conflitto non smette di provocare distruzione e morte, continua l’impegno di Caritas Italiana verso i fratelli e le sorelle ucraini. &#8220;È uno sforzo che abbiamo cercato di condividere anche con le istituzioni locali e nazionali&#8221;, sottolinea don ...]]></description>
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<p>Roma 28 luglio 2022 -<span style="color: #ff0000;"><strong> Dieci mila persone accolte i</strong></span>n in tutta Italia dalla rete Caritas. Mentre il conflitto non smette di provocare distruzione e morte, continua l’impegno di Caritas Italiana verso i fratelli e le sorelle ucraini.</p>
<p>&#8220;È uno sforzo che abbiamo cercato di condividere anche con le istituzioni locali e nazionali&#8221;, sottolinea <span style="color: #ff0000;"><strong>don Marco Pagniello</strong></span>, <span style="color: #ff0000;"><strong>direttore di Caritas Italiana,</strong></span> rilevando che «questa grande solidarietà rischia, però, di essere compromessa dalle lungaggini e dalla farraginosità delle procedure amministrative. Ad oggi, infatti,<strong><span style="color: #ff0000;"> non è stata ancora firmata la convenzione con la Protezione Civile</span></strong>, necessaria per liberare le risorse utili per accogliere altri 2.000 cittadini ucraini ospitati negli alberghi della penisola. Anche <span style="color: #ff0000;"><strong>l’accesso ai cosiddetti sussidi di sostentamento sta incontrando molte difficoltà sul piano operativo</strong></span>. Auspichiamo che questa situazione venga risolta nei prossimi giorni, permettendo così di sbloccare i posti già destinati a questa accoglienza, al momento non utilizzabili nemmeno per l’attività ordinaria».</p>
<p>Allo stesso tempo, conclude Pagniello, «ci auguriamo che si possa prevedere un supporto anche per le accoglienze al di fuori del circuito istituzionale – al momento la maggior parte – per continuare a garantire un accompagnamento dignitoso di quanti, visto il protrarsi della guerra, decideranno di rimanere nel nostro Paese».</p>
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		<title>Ius Scholae, Perego: &#8221;1,4 milioni di ragazzi aspettano legittimamente di poter chiedere di essere cittadini italiani&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2022 18:21:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Cei per le migrazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma, 3 luglio 2022 &#8211;  Lo ius scholae “è un tema da 15 anni, che è nato dal ‘basso’, dalla campagna nel 2011 di 19 Associazioni laiche e cattoliche e che attende un’attenzione trasversale delle forze politiche, perché alla base della cultura democratica, liberale e popolare”. Lo ha detto monsignor Gian Carlo Perego, presidente della commissione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 3 luglio 2022 &#8211;  Lo <span style="color: #ff0000;"><strong>ius scholae</strong></span> “è un tema da 15 anni, che è nato dal ‘basso’, dalla campagna nel 2011 di 19 Associazioni laiche e cattoliche e che attende un’attenzione trasversale delle forze politiche, perché alla base della cultura democratica, liberale e popolare”. Lo ha detto <span style="color: #ff0000;"><strong>monsignor Gian Carlo Perego, presidente della commissione Cei per le migrazioni e della Fondazione Migrantes</strong> </span>in una<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" title="Perego: ''Lo Ius Scholae è una conquista. Il Paese cambia, basta ideologie''" href="https://www.lastampa.it/politica/2022/07/03/news/peregolo_ius_scholae_e_una_conquista_il_paese_cambia_basta_ideologie-5429979/" target="_blank"> intervista pubblicata oggi sul quotidiano “La Stampa&#8221;</a></strong> </span>a firma di Domenico Agasso. “Questa modifica della legge sulla cittadinanza corrisponde all’attualità indiscutibile di una popolazione che sta mutando – dice – e, guarda al mondo dei <span style="color: #ff0000;"><strong>900.000 studenti, di cui il 65% è nato in Italia</strong></span>, favorisce il riconoscimento e la partecipazione alla vita del Paese delle seconde generazioni”.</p>
<p>L’alto prelato si augura “che le ragioni e la constatazione di una società profondamente diversa rispetto al passato prevalgano sulle polemiche di natura ideologica”. Secondo il presule “la legge sullo Ius scholae viene interpretata con pregiudizi e parametri strumentali, identitari e non constatando invece lo stato delle generazioni di oggi e le proiezioni di quelle future”. E poi snocciola i dati: “Un milione e quattrocentomila ragazzi, dei quali 900 mila alunni delle nostre scuole e gli altri che hanno più di 18 anni, aspettano legittimamente di poter chiedere di essere cittadini italiani”.</p>
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		<title>Emergenza Ucraina, da Banco Bpm 10mila euro per le famiglie accolte dalla chiesa pisana. L&#8217;iniziative nell&#8217;ambito della raccolta fondi a fianco di Caritas</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 08:34:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Emergenza Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Arcivescovo]]></category>
		<category><![CDATA[Banco Bpm]]></category>
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		<category><![CDATA[don Emanuele Morelli]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo Benotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, venerdì 24 giugno 2022 – Dalle gift card per il sostegno alimentare ai computer portatili e i tablet per mantenere i contatti con i familiari rimasti in patria e con gli amici e conoscenti fuggiti in altri Paesi passando per l’acquisto di materiale scolastico e il sostegno alle comunità parrocchiali che hanno promosso un ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, venerdì 24 giugno 2022 – Dalle gift card per il sostegno alimentare ai computer portatili e i tablet per mantenere i contatti con i familiari rimasti in patria e con gli amici e conoscenti fuggiti in altri Paesi passando per l’acquisto di materiale scolastico e il sostegno alle comunità parrocchiali che hanno promosso un servizio di doposcuola educativo. C’è anche <strong><span style="color: #ff0000;">il progetto di Pisa</span> </strong>fra i venti delle Caritas diocesane d’Italia finanziati con <span style="color: #ff0000;"><strong>la raccolta fondi lanciata da Banco Bpm</strong></span> a sostegno degli interventi promossi dalla rete Caritas, sia un Ucraina in soccorso della popolazione civile vittima del conflitto che in Italia a sostegno delle famiglie fuggite dalla guerra.</p>
<p>Alla Caritas diocesana, infatti è stato riconosciuto un contributo di dieci mila euro che sarà destinato alla realizzazione d’interventi in favore delle famiglie ucraina accolte dalla Chiesa pisana. Stamani, infatti, <span style="color: #ff0000;"><strong>l’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto e il responsabile Direzione tirrenica di Banco Bpm Adelmo Lelli</strong></span> hanno suggellato l’intesa nel corso dell’incontro nella Curia Arcivescovile cui hanno preso parte anche il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli e il capo area per Pisa e il responsabile enti religiosi di Banco Bpm, rispettivamente, Gabriele Chiti e Mauro Biffi.  realizzazione d’interventi in favore delle famiglie ucraina accolte dalla Chiesa pisana per un valore complessivo di 10mila euro.</p>
<p>“Siamo impegnati fin dai giorni subito successivi al conflitto attraverso una pluralità d’interventi che spaziano dall’accoglienza vera e propria in strutture diocesane o parrocchiali al sostegno alimentare ed educativo e che mettono al centro la relazione e la vicinanza con le famiglie che ospitiamo – ha sottolineato <span style="color: #ff0000;"><strong>monsignor Benotto</strong> </span>-: ad oggi seguiamo 60 persone, la metà dei quali sono minori, attingendo esclusivamente a risorse ecclesiali. Per questo siamo particolarmente grati a Banco Bpm per questo contributo che ci consentirà di accompagnare queste famiglie con interventi sempre più calibrati sui loro bisogni e necessità”.</p>
<p>&#8220;Questa iniziativa è possibile grazie alla raccolta fondi #SOStegnostraordinario avviata dalla banca lo scorso marzo per sostenere il popolo ucraino &#8211; ha ricordato <span style="color: #ff0000;"><strong>Adelmo Lelli di Banco Bpm</strong></span> &#8211; Grazie allo sforzo comune di banca, clienti e colleghi stiamo sostenendo tante Caritas locali impegnate nell&#8217;emergenza umanitaria in atto, a conferma del nostro costante impegno per la solidarietà e per il territorio&#8221;.</p>
<p>Nel dettaglio, la donazione di Banco Bpm unita a un ulteriore contributo di Caritas, ha consentito di destinare al progetto totali 22.500 euro destinati all’acquisto di 75 gift card per assicurare il sostegno alimentare necessario nei prossimi mesi a almeno cinquanta famiglie, 20 device (pc portatili e tablet) per altrettanti minori, materiale scolastico per cento bambini e bambini in vista del nuovo anno scolastico e la copertura delle spese relative alle utenze dei doposcuola educativi promossi dalle parrocchie pisane.</p>
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		<title>&#8221;Di emergenza in emergenza&#8221;. Il secondo seminario degli Osservatori sulle povertà e le risorse delle diocesi della Toscana</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 10:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservatorio delle Povertà e delle Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[seminario]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, 19 aprile 2022 &#8211; &#8221;Di emergenza in emergenza&#8221;. E&#8217; il titolo e il filo rosso del secondo seminario degli Osservatori sulle povertà e le risorse delle Diocesi della Toscana, in programma domani mattina, mercoledì 20 aprile, alle 10 nella sala sala riunioni della Casa della Carità di Caritas Firenze (via Arcangelo Corelli, 85, Firenze) ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 19 aprile 2022 &#8211; &#8221;Di emergenza in emergenza&#8221;. E&#8217; il titolo e il filo rosso del secondo seminario degli Osservatori sulle povertà e le risorse delle Diocesi della Toscana, in programma domani mattina, mercoledì 20 aprile, alle 10 nella sala sala riunioni della Casa della Carità di Caritas Firenze (via Arcangelo Corelli, 85, Firenze) e trasmesso in diretta streaming sul<span style="color: #0000ff;"><strong> <a style="color: #0000ff;" title="ToscanaOggi profilo facebook" href="https://www.facebook.com/toscana.oggi">profilo facebook</a></strong></span>  e il <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" title="Canale youtube ToscanaOggi" href="https://www.youtube.com/watch?v=n5B9OwXKqi8">canale youtube </a></strong></span>di <span style="color: #ff0000;"><strong>ToscanaOggi.</strong></span></p>
<p>Interverranno il responsabile  dell&#8217;area nazionale di Caritas Italiana Francesco Marsico, il delegato regionale Caritas Marcello Supressa, il responsabile dell&#8217;area promozione di Caritas Toscana don Emanuele Morelli, il coordinatore del Gruppo Osservatori sulle Povertà di Caritas Toscana Francesco Paletti e i referenti degli osservatori sulle povertà delle diocesi di Firenze, Lucca, Pescia, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Il programma dettagliato.</span></strong></p>
<ul>
<li>ore 10: <strong>Saluti e introduzione</strong> don Emanuele Morelli &#8211; coordinatore area promozione Caritas di Caritas Toscana</li>
<li> ore 10.10: <em><strong>“Due anni in emergenza: dalla pandemia all&#8217;Ucraina.</strong> Il lavoro di Caritas Toscana”</em> &#8211; Francesco Paletti – Coordinatore gruppo Opr Caritas Toscana</li>
</ul>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La casa, l&#8217;emergenza dei prossimi mesi</strong></span></p>
<ul>
<li>ore 10.25:<em><strong> &#8220;L’emergenza abitativa e l’impegno di una Caritas diocesana”</strong> </em>– Leonardo Lachi Responsabile Osservatorio sulle Povertà Caritas Siena- Colle Val d’Elsa e Montalcino.</li>
<li> “ore 10.40: <em><strong>“Stabilmente fragili e permanentemente provvisori</strong>. L&#8217;emergenza abitativa nella diocesi di Firenze”</em> Giovanna Grigioni – Responsabile Osservatorio sulle Povertà Caritas Firenze.</li>
<li>Ore 10.55 – <em><strong>“Abitare senza casa.</strong> I percorsi attivati nella diocesi di Pistoia per fronteggiare l&#8217;emergenza abitativa” </em>Giovanni Cerri- Responsabile Osservatorio sulle Povertà Caritas Pistoia.</li>
</ul>
<p>Ore 11.10  &#8211; <em>“<strong>Il Pnrr e l’emergenza abitativa: fra limiti e opportunità. Piste di lavoro per i territori e le Caritas diocesane”</strong></em> – Francesco Marsico – Responsabile area nazionale Caritas Italiana11.20: Pausa</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Povertà “nell&#8217;ombra”</strong></span></p>
<ul>
<li>11.30: <em><strong>“Prendersi cura</strong>: nuovi percorsi di accompagnamento per le fragilità sanitarie e il diritto alla cura”</em> &#8211; Arianna Pisani, Responsabile Osservatorio sulle Povertà Caritas Lucca</li>
<li>11.45: <em>“<strong>Sex workers ai centri d&#8217;ascolto</strong>: esperienza e conseguenze della pandemia”</em> Rossana Falvella – Responsabile Osservatorio sulle Povertà Caritas Pescia</li>
<li>12.00: <em><strong>“Caro bolletta e povertà:</strong> un primo carotaggio”</em> Francesco Paletti – Responsabile Osservatorio sulle Povertà Caritas Pisa</li>
<li>12.15 <em><strong>“Povertà di strada</strong> durante e dopo la pandemia”</em> &#8211; Massimiliano Lotti &#8211; Responsabile Osservatorio sulle Povertà Caritas Prato</li>
</ul>
<p><em><strong>Coordina</strong></em>: don Emanuele Morelli direttore Caritas diocesana di Pisa</p>
<p>12.35: <strong>Saluti conclusivi</strong>: Marcello Suppressa &#8211; delegato regionale Caritas Toscana</p>
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		<title>Rotta balcanica, quando i media alimentano i pregiudizio. Intervista all&#8217;operatrice Caritas Ruzica Markovic</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rotta Balcanica]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Bosnia]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa 2 gennaio 2022 (da Storie, voci e volti dalla Rotta Balcanica, Caritas Italiana) Intervista a Ruzica Markovic, operatrice nei progetti Caritas Chi sei, come è iniziato il tuo lavoro con i migranti e come ti ha cambiata? Mi chiamo Ruzica, ho 25 anni e sono laureata in psicologia all’Università di Sarajevo. Mi sono trasferita qualche anno fa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 8">
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<div class="column">
<p>Pisa 2 gennaio 2022 (da <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" title="Storie, voci e volti dalla rotta balcanica" href="http://s2ew.caritasitaliana.it/materiali/Mondo/Europa/Report_Lipa_def_compressed.pdf" target="_blank"><strong><em>Storie, voci e volti dalla Rotta Balcanica</em></strong></a>,</span> <span style="color: #ff0000;"><strong>Caritas Italiana</strong></span>) Intervista a Ruzica Markovic, operatrice nei progetti Caritas</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Chi sei, come è iniziato il tuo lavoro con i migranti e come ti ha cambiata?</strong></span></p>
<p>Mi chiamo Ruzica, ho 25 anni e sono laureata in psicologia all’Università di Sarajevo. Mi sono trasferita qualche anno fa dal mio paese natale, Orašje nel nord-est della Bosnia Erzegovina, a Sarajevo per iniziare i miei studi. Nel frattempo, ho avuto modo di conoscere la realtà del Centro Arcidiocesano della Pastorale Giovanile &#8220;Giovanni Paolo II&#8221;, di cui sono diventata attiva volontaria. L’anno scorso il Centro della Pastorale Giovanile mi ha offerto la possibilità di essere assunta come operatrice nel progetto “Social Corner”, supportato da Caritas, presso il Centro di Accoglienza Temporaneo per migranti a Usivak, poco fuori Sarajevo. Non sarò mai abbastanza grata per questa opportunità. Per certi versi, questa esperienza mi ha cambiato. Mi ha dato la possibilità di ampliare le mie conoscenze sulla migrazione e mi ha fatto conoscere le diverse prospettive di questo fenomeno.</p>
<p>Questo lavoro è la mia prima esperienza di contatto diretto con i migranti. La forza e la pazienza che hanno le persone in movimento è qualcosa che mi ha colpito profondamente. Questa è la prima lezione che mi hanno insegnato: non smettere mai di sorridere e sperare.<br />
Stando a stretto contatto con queste persone ho imparato a stare in ascolto, a consigliare, a seconda della situazione. In questo anno di lavoro ho imparato e ricordato a me stessa le cose importanti della vita: un sorriso può rendere felice qualcuno; essere pazienti anche se si è stanchi; se qualcuno in bisogno ti chiede di essere presente, fai del tuo meglio per esserci. A volte non devi dire nulla, solo essere lì ad ascoltare.</p>
<p>E l’insegnamento più importante, “sotto il viso più stanco c&#8217;è lo spirito più forte”. Una volta, un ragazzo travolto dalla stanchezza mi disse: “Ora è difficile ma so che posso farcela. Perché se non è un lieto fine significa che non è affatto la fine”. E io credo davvero in questo. Insieme a tutte le persone in movimento.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Come è cambiata la tua percezione sulla migrazione da quando hai iniziato a lavorare al campo profughi?</strong></span><br />
La mia percezione è notevolmente cambiata. Prima di iniziare a lavorare al campo profughi di Usivak, conoscevo solo il tragitto delle persone “on the move” attraverso i media. Invece, da quando ho iniziato a lavorare al campo, ho potuto ascoltare dal vivo tantissime storie sui loro percorsi e sulle difficoltà che incontrano.</p>
<p>Mi ero sempre chiesta perché i migranti arrivassero proprio qui in Bosnia Erzegovina e perché non se ne andassero da questo paese dal momento che per loro è molto difficile costruirsi un futuro qui. Ora conosco le ragioni, so cosa stanno passando e spero che in futuro riescano ad arrivare nei paesi dove sognano di vivere. Credo davvero che meritino di avere una vita felice in cui possano mostrare quanto valgono e le loro capacità.</p>
<p>Sebbene la Bosnia Erzegovina sia solo un paese di transito per la maggior parte dei migranti, il nostro compito è quello di assisterli finché sono qui, perché una volta attraversato il confine hanno ancora davanti a sé una strada lunga e difficile.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Come pensi che il tuo paese percepisca i migranti e perché?</strong></span></p>
<p>Penso che la maggior parte delle persone nel mio paese abbia una percezione negativa dei migranti e che non ci sia sufficiente e adeguata informazione.</p>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Ritengo che la responsabilità sia principalmente dei media &#8211; televisioni, giornali, social network &#8211; che aumentano il pregiudizio nei confronti dei migranti tramite la diffusione di notizie prevalentemente negative su di essi.</p>
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<div class="page" title="Page 9">
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<div class="column">
<p>Per la mia tesi di laurea ho scelto di sviluppare una ricerca specifica su quale percezione dei migranti abbiano i cittadini della Bosnia Erzegovina, e quali tipi di notizie vengano pubblicate dalle pagine dei quotidiani più popolari. Dall’analisi, è possibile notare come le notizie positive sui migranti, ovvero che sottolineano un contributo positivo alla società (ad esempio: “un migrante ha vinto una medaglia nello sport sotto la bandiera della Bosnia Erzegovina’’) sono limitate. Al contrario, la maggior parte delle notizie affronta l’argomento in toni negativi.</p>
<p>Capisco e condivido la libertà di stampa, so che le notizie debbano essere di ogni tipo, ma i media devono comprendere che hanno un impatto molto forte sulle persone, arrivando ad influenzare le loro opinioni. E’ dunque pericoloso che i media filtrino le notizie solo in base a ciò che fa più visualizzazioni.</p>
<p>La percezione dei migranti nella maggior parte dei cittadini della Bosnia Erzegovina è che siano un gruppo a noi “esterno”, la cui cultura ci è sconosciuta, per cui le persone li vedono come una minaccia &#8211; sia in termini di numero di ingressi nel paese, sia in termini di onere economico per un paese che non è in buone condizioni. La parte che non capisco è giudicare senza nemmeno cercare di conoscere queste persone bisognose. Anche noi eravamo in guerra, eravamo nel bisogno, spogliati di tutto, ma siamo stati aiutati.</p>
<p>Ci sono ovviamente anche molte persone nel mio paese che aiutano i migranti, portano loro cibo, vestiti e altre necessità, se non direttamente, attraverso varie organizzazioni, sia nazionali che non. La voce di queste persone dovrebbe sforzarsi di essere più forte rispetto alla narrativa contro i migranti. Questa è la nostra missione.</p>
<div class="box info"><div class="box-inner-block"><i class="tieicon-boxicon"></i>
			
<p><strong>La Bosnia Erzegovina, nuova tappa della Rotta Balcanica</strong></p>
<p>La Rotta Balcanica &#8211; aperta nel 2015- ha subito nel corso degli anni notevoli mutamenti, in particolare a seguito delle politiche di chiusura totale, da parte del governo ungherese, che hanno di fatto bloccato il passaggio dalla Serbia all’Ungheria. A causa di ció, dal 2018 la Bosnia Erzegovina è diventata il nuovo punto di transito fondamentale di questa rotta per poter arrivare in Europa passando attraverso la Croazia. La Bosnia Erzegovina tre anni fa è stata quindi costretta ad improvvisare l’apertura di Campi di accoglienza per rispondere alla crisi umanitaria. Ad oggi, i campi aperti sono 5 &#8211; di cui 2 nell’area di Sarajevo (Usivak e Blazuj) e 3 nell’area di Bihac (Borici, Miral e Lipa) &#8211; per complessivi 5.500 posti letto.</p>
<p><strong>L’impegno di Caritas Italiana nel corso di quest’anno</strong></p>
<p>Caritas Italiana è già presente in Bosnia Erzegovina fin dagli anni Novanta a fianco della Caritas e della Chiesa locale. A partire dal 2018, si è impegnata nella risposta alle nuove sfide poste dalla questione migratoria, cercando di essere presente a fianco delle persone in transito e sostenendo gli interventi di assistenza – sia nei campi della Bosnia Erzegovina, sia assistendo le persone in transito che rimangono fuori dai campi. Nel corso di quest’anno Caritas italiana in Bosnia Erzegovina ha supportato vari interventi e servizi nel paese, proposti dalla Caritas locale e dalle altre organizzazioni partner, quali: interventi psico-sociali nei campi di Usivak, Blazuj, Sedra e Lipa; lavanderie sociali a Usivak e a Tuzla; centro diurno e casa di accoglienza a Tuzla; distribuzione di cibo e altri articoli nell’area di Sarajevo e di Bihac.
			</div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Storie, voci e volti dalla rotta balcanica" href="http://s2ew.caritasitaliana.it/materiali/Mondo/Europa/Report_Lipa_def_compressed.pdf" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">Scarica il dossier di Caritas Italiana</span></strong></a></p>
<p><strong><a title="Rotta Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana" href="Rotta%20Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana" target="_blank">Rotta Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana</a></strong></p>
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		<title>Rotta Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2021 14:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rotta Balcanica]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Ipsia Acli]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa 29 dicembre 2021 (da Storie, voci e volti dalla Rotta Balcanica, Caritas Italiana) La situazione sulla Rotta Balcanica continua ad essere estremamente critica, e per questo motivo Caritas Italiana continua ad operare sul campo insieme alle Caritas locali e agli altri partner locali. Le persone in transito vivono spesso in condizioni disumane ed hanno bisogno dell’aiuto ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 40">
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<div class="column">
<p>Pisa 29 dicembre 2021 (da <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" title="Storie, voci e volti dalla rotta balcanica" href="http://s2ew.caritasitaliana.it/materiali/Mondo/Europa/Report_Lipa_def_compressed.pdf" target="_blank"><strong><em>Storie, voci e volti dalla Rotta Balcanica</em></strong></a>,</span> <span style="color: #ff0000;"><strong>Caritas Italiana</strong></span>) La situazione sulla Rotta Balcanica continua ad essere estremamente critica, e per questo motivo Caritas Italiana continua ad operare sul campo insieme alle Caritas locali e agli altri partner locali. Le persone in transito vivono spesso in condizioni disumane ed hanno bisogno dell’aiuto di tutti, anche del tuo.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>1. Informarsi e sensibilizzare</strong></span></p>
<p>Il primo passo per aiutarli è informarsi su quanto sta avvenendo e sensibilizzare amici, conoscenti, colleghi e parenti. Cambiare le politiche europee per quanto riguarda il fenomeno migratorio è possibile anche grazie alla sottoscrizione di petizioni e appelli da parte di una società civile informata e politicamente attiva.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">2. Fare volontariato</span></strong></p>
<p>Le Caritas locali lungo la Rotta Balcanica sono impegnate con numerose attività sul campo, e sono attive nella gestione di servizi di accoglienza, servizi psico-sociali e altri tipi di servizi alla persona. Sperando che la situazione sanitaria lo consenta, Caritas italiana è disponibile per aiutare chiunque sia interessato a organizzare e promuovere attività di volontariato lungo la Rotta Balcanica come per esempio campi di volontariato, esperienze estive di servizio, scuole di formazione.<br />
Con gli operatori locali di Caritas è possibile organizzare momenti di condivisione dell’esperienza e di formazione reciproca, in particolare per quanto riguarda l’accoglienza dei casi più vulnerabili (come per esempio minori non accompagnati, vittime di tratta e di violenza).<br />
A seconda delle tue competenze, il tuo contributo volontario può essere importante anche per realizzare video, reportage o traduzioni del lavoro che viene fatto, a scopo divulgativo e informativo.</p>
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<div class="column">
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>3. Partecipare e organizzare raccolte fondi</strong></span></p>
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<div class="page" title="Page 41">
<div class="section">
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<div class="column">
<p>E’ possibile dare una mano ai migranti in transito lungo la Rotta Balcanica contribuendo anche economicamente ai progetti delle Caritas locali che rispondono ai bisogni di queste persone. Oltre a dare il tuo contributo economico, puoi essere anche di grande aiuto organizzando una raccolta fondi nella tua comunità!</p>
<p>Puoi scegliere di supportare i progetti che Caritas Italiana promuove in ciascuno dei paesi della Rotta Balcanica:</p>
<ul>
<li>in <span style="color: #ff0000;"><strong>Bosnia Erzegovina</strong></span> Progetto “Social corner” presso il campo profughi di Lipa, nell’area di Bihac (i servizi psico-sociali offerti al Social corner e i materiali di lavoro per 200 persone costano Euro 3.500 al mese)</li>
<li>in <span style="color: #ff0000;"><strong>Grecia</strong></span> Progetto di assistenza umanitaria nei campi profughi situati nell’isola di Lesbos (la fornitura di beni essenziali a 40 persone costa Euro 100 al giorno)</li>
<li>in <span style="color: #ff0000;"><strong>Turchia</strong></span> Progetto di supporto sanitario e di housing per i migranti (i costi sanitari e di housing per 50 migranti ammontano a Euro 900 al mese)</li>
<li>in <strong><span style="color: #ff0000;">Bulgaria</span></strong> Progetto di inclusione scolastica dei bambini migranti (puoi sostenere l’inserimento scolastico di 25 bambini con Euro 1.450 al mese)</li>
<li>in <span style="color: #ff0000;"><strong>Albania</strong></span> Progetto di formazione professionale per le donne migranti nel Centro richiedenti asilo di Tirana (con Euro 650 al mese sostieni la formazione di 10 donne migranti)</li>
<li>in <span style="color: #ff0000;"><strong>Serbia</strong></span> Progetto di lavanderia sociale per migranti e popolazione locale a Kikinda, nell’area nord del paese verso il confine con l’Ungheria (con 40 Euro al giorno consenti il lavaggio e l’asciugatura dei capi di 12 persone)</li>
<li>in <span style="color: #ff0000;"><strong>Macedonia del Nord</strong></span> Progetto di distribuzione delle colazioni al campo profughi di Tabanovce, al confine con la Serbia (con 18 Euro al giorno fornisci la colazione a 30 migranti del campo)</li>
</ul>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Per sostenere gli interventi di Caritas a favore dei migranti è possibile fare una donazione utilizzando:</strong></span></p>
<ul>
<li>Il conto corrente postale 11989563 intestato a Caritas Diocesana di Pisa piazza Arcivescovado, 18 – 56126 Pisa</li>
<li>Il conto corrente bancario BANCA POPOLARE di LAJATICO intestato a: Arcidiocesi di Pisa – Caritas diocesana IBAN: IT60 U052 3214 0020 0000 0012 410</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;"><strong><em>Causale: ROTTA BALCANICA</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il rendiconto finanziario</strong></span></p>
<p><a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/12/Schermata-2021-12-29-alle-14.51.44.png"><img class="aligncenter wp-image-7479 size-large" src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/12/Schermata-2021-12-29-alle-14.51.44-732x1024.png" alt="Schermata 2021-12-29 alle 14.51.44" width="620" height="867" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalla Iran fino alla Bosnia. Il viaggio di Alì, fermo alle porte d&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.caritaspisa.com/wordpress/dalla-iran-fino-alla-bosnia-il-viaggio-di-ali-fermo-alle-porte-deuropa/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2021 13:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rotta Balcanica]]></category>
		<category><![CDATA[Acli Ipsia]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa 29 dicembre 2021 (da Storie, voci e volti dalla Rotta Balcanica, Caritas Italiana) Alì è un giovane sedicenne, nato in Iran da genitori afghani. Nel 2016 la vita in Iran per Alí e la sua famiglia diventa insostenibile e per questo motivo intraprendono il viaggio verso l’Europa: Alì, allora undicenne, parte con i suoi ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 6">
<div class="section">
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<div class="column">
<p>Pisa 29 dicembre 2021 (da <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" title="Storie, voci e volti dalla rotta balcanica" href="http://s2ew.caritasitaliana.it/materiali/Mondo/Europa/Report_Lipa_def_compressed.pdf" target="_blank"><strong><em>Storie, voci e volti dalla Rotta Balcanica</em></strong></a>,</span> <strong>Caritas Italiana</strong>) Alì è un giovane sedicenne, nato in Iran da genitori afghani. Nel 2016 la vita in Iran per Alí e la sua famiglia diventa insostenibile e per questo motivo intraprendono il viaggio verso l’Europa: Alì, allora undicenne, parte con i suoi genitori e la sorellina di 4 anni.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La prima tappa è a Gaziantep, Turchia,</strong></span> dove Alì trascorre<span style="color: #ff0000;"><strong> 3 anni nel campo di Nizip</strong></span>. Alì ricorda con rabbia quei lunghi anni in Turchia, nella vana attesa di poter raggiungere l’Europa in modo sicuro. I suoi familiari erano convinti che prima o poi sarebbe stato possibile presentare la domanda d’asilo in Europa direttamente da quel campo. Ma con il passare del tempo si sono resi conto che avrebbero potuto trascorrere tutta la vita “parcheggiati a Nizip” &#8211; questo il termine usato da Alì. Per questo motivo la famiglia decide di continuare il viaggio, raggiungendo clandestinamente<span style="color: #ff0000;"><strong> l’isola greca di Samos</strong> </span>via mare. “Se ripenso a quel viaggio, non mi capacito di come quell’imbarcazione di fortuna decisamente sovraffollata sia riuscita a raggiungere la Grecia”, racconta Alì visibilmente emozionato.<span style="color: #ff0000;"><strong>A Samos la famiglia di Alì rimane per 2 anni,</strong> </span>nei quali il giovane, grazie alla <span style="color: #ff0000;"><strong>scuola di Nicolò Govoni</strong></span>, impara un perfetto inglese, che rende il dialogo con lui fluido e profondo. E proprio quella scuola rappresenta l’unico ricordo bello di quegli anni greci, a lui che la scuola non era mai piaciuta. In un periodo in cui si sentiva completamente invisibile agli occhi di tutti, ogni volta che usciva dal campo aveva finalmente capito quanto fosse fondamentale studiare e stare in una classe con altri ragazzi per sentirsi vivo. Quella differenza fra la sua vita in classe e quella nel campo o in giro per Samos, gli aveva fatto capire quanto fosse grande la voglia di arrivare in Europa e di ricominciare una vita normale. Una voglia condivisa anche dai genitori, i quali nei due anni in Grecia si erano dedicati a umili lavori per poter mettere da parte altri soldi per continuare il viaggio verso l’Europa.Dopo la parentesi ellenica la sua famiglia decide di rimettersi in viaggio: trascorre <span style="color: #ff0000;"><strong>due settimane in Albania,</strong></span> della quale Alì ricorda poco o nulla, se non la grande afa estiva. Ogni giorno il padre gli ripeteva di tenersi pronto, che era soltanto questione di tempo prima di rimettersi in viaggio.</p>
<p>E così fu: Alì riparte presto, passa <span style="color: #ff0000;"><strong>due notti in Montenegro</strong></span>, per entrare infine in <span style="color: #ff0000;"><strong>Bosnia Erzegovina, dove si trova attualmente</strong></span>. Da circa 20 giorni è arrivato al c<span style="color: #ff0000;"><strong>ampo di Usivak, vicino a Sarajevo</strong></span>. Ancora non sa quale sarà la prossima tappa. Ma è ancora convinto di poter diventare una stella del calcio europeo e di poter giocare un giorno insieme a Leo Messi.</p>
<div class="box info"><div class="box-inner-block"><i class="tieicon-boxicon"></i>
			<em><span style="color: #ff0000;"><strong>Box 1 &#8211; La Rotta Balcanica</strong></span></em></p>
<p>Con il termine “Rotta Balcanica” si intende la rotta migratoria, aperta nel 2015, che parte dalla Turchia e, passando poi per la Grecia, si dirama in vari paesi balcanici (Bulgaria, Macedonia del Nord, Serbia, Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina): l’intento di chi la attraversa è di raggiungere l’Unione Europea. E’ percorsa da persone provenienti da moltissime aree del Medio Oriente, dell’Asia e dell’Africa, principalmente siriani, iracheni e afghani.</p>
<p><em><strong><span style="color: #ff0000;">L’impegno di Caritas Italiana nel corso di quest’anno</span></strong></em></p>
<p>Fin dall’inizio della crisi migratoria (2015), Caritas Italiana è presente in tutti i paesi della Rotta Balcanica, dove supporta vari progetti a favore dei migranti, proposti dalle locali Caritas nazionali e diocesane. Nel corso di quest’ultimo anno Caritas Italiana ha sostenuto progetti di assistenza umanitaria (per la distribuzione di cibo, vestiti, kit igienico-sanitari), interventi in risposta ai problemi creati dalla pandemia di Covid-19 presso i campi profughi (distribuzione di mascherine, disinfettanti, ma anche brochure informative), progetti che prevedono la fornitura di servizi ai migranti (lavanderie sociali, interventi psicosociali, formazione scolastica e professionale), centri diurni e strutture di accoglienza. Caritas italiana ha inoltre cercato di essere testimone e di raccontare, in Italia e in Europa, quanto avviene lungo la Rotta.
			</div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Storie, voci e volti dalla rotta balcanica" href="http://s2ew.caritasitaliana.it/materiali/Mondo/Europa/Report_Lipa_def_compressed.pdf" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">Scarica il dossier di Caritas Italiana</span></strong></a></p>
<p><strong><a title="Rotta Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana" href="Rotta%20Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana" target="_blank">Rotta Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana</a></strong></p>
<p><strong><a title="Rotta Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana" href="Rotta%20Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana" target="_blank"> </a></strong></p>
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		<title>Sostegno di emergenza ai migranti in Bosnia-Erzegovina. Alle 15 il webinar del Cisp con Caritas e Ipsia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 12:05:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Rotta Balcanica]]></category>
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		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Ipsia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, 9 novembre 2021 &#8211; La “rotta balcanica” da anni è espressione di una vera e propria tragedia umanitaria con migliaia di migranti che vivono condizioni difficilissime, persecuzioni e violenze. Tutelare i diritti umani dei migranti in transito verso i Paesi dell’Unione europea, fornire loro aiuti concreti per resistere alle condizioni estreme dei campi profughi in cui sono costretti ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 9 novembre 2021 &#8211; La “rotta balcanica” da anni è espressione di una vera e propria tragedia umanitaria con migliaia di migranti che vivono condizioni difficilissime, persecuzioni e violenze. <strong><span style="color: #ff0000;">Tutelare i diritti umani dei migranti</span> </strong>in transito verso i Paesi dell’Unione europea, fornire loro <strong><span style="color: #ff0000;">aiuti concreti</span> </strong>per resistere alle condizioni estreme dei campi profughi in cui sono costretti a vivere: inadeguati e sovraffollati, senza servizi idonei e in condizioni igieniche difficilissime, è l’obiettivo del progetto<span style="color: #ff0000;"> “<strong>Sostegno di emergenza ai migranti in Bosnia ed Erzegovina”.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il progetto di emergenza</strong>, è</span> stato realizzato dalla <span style="color: #ff0000;"><strong>Ong Comitato Internazionale Sviluppo dei Popoli</strong> (Cisp), in collaborazione con <strong>Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli – Bosnia Erzegovina</strong> (Ipsia Bih), <strong>Caritas Italiana</strong>, <strong>Caritas Bosnia i Hercegovina</strong>, <strong>Iscos Emilia Romagna</strong>, <strong>Crveni križ grada Bihaća</strong></span> (Croce Rossa della città di Bihać), <span style="color: #ff0000;"><strong>Comuni </strong>di <strong>Parma</strong> e di <strong>Reggio Emilia</strong></span>, con il contributo della <span style="color: #ff0000;"><strong>Regione Emilia-Romagna</strong></span>. Al webinar parteciperanno anche gli studenti del Master di Pavia in Cooperazione internazionale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Contenuti e risultati raggiunti</strong></span> del progetto d&#8217;emergenza sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna saranno illustrati nel webinar dal titolo <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Un passo avanti nel contribuire ai bisogni dei rifugiati e dei migranti sulla Rotta Balcanica</strong>&#8220;</span>, in programma domani, <span style="color: #ff0000;"><strong>martedì 9 novembre</strong></span> a partire dalle 15. Presente la vicepresidente della Regione con delega alla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, <strong><span style="color: #ff0000;">Elly Schlein</span>.</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">programma</span></span></strong></p>
<p>15.00 &#8211; 15.10 &#8211; Benvenuto e Introduzione, CISP  &#8211; Come nasce il progetto e Obiettivi e strategia di implementazione</p>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">15.10 &#8211; 15.20 &#8211; Elly Schlein, vicepresidente Regione Emilia Romagna &#8211; Regione Emilia-Romagna e la Bosnia Erzegovina &#8211; Nuova frontiera della cooperazione tra integrazione europea ed emergenza migranti</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">15.20 &#8211; 16.00 &#8211; Interventi dei partner – modera ISCOS</div>
<ul>
<li class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Cantone di Sarajevo &#8211; ISCOS, CARITAS IT, CARITAS BOSNIA<br />
Collegamento da Sarajevo con Caritas BiH e con l’associazione COMPASS</li>
<li class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Cantone Una Sana &#8211; IPSIA, CROCE ROSSA Biahc<br />
Collegamento da Bihac con CR Bihac e IPSIA</li>
<li class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Cantone di Tuzla &#8211; CISP</li>
<li class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Collegamento da Tuzla con gruppo volontari</li>
</ul>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">16.00 – 16.10 &#8211; Studenti del Master di Pavia in Cooperazione Internazionale – Internship presso il CISP BiH: brevi approfondimenti su attività svolte ed esperienze nelle tre aree di progetto, e accenno alle loro ricerche in corso</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">16.10 – 16.30 &#8211; Breve aggiornamento sul contesto e transito dei migranti in BiH e previsioni per il futuro &#8211; IPSIA</div>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Per partecipare</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Collegarsi all&#8217;indirizzo<span style="color: #0000ff;"> </span><strong><span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://tinyurl.com/5f2dez9j">https://tinyurl.com/5f2dez9j</a></span> </strong>e inserire i dati:</span></p>
<p>ID riunione: 955 1791 6059</p>
<p>Passcode: 227543</p>
<p>Il webinar si chiuderà con dei brevi approfondimenti su attività svolte ed esperienze nelle tre aree di progetto e sul contesto e transito dei migranti in BiH con le previsioni per il futuro./Ti.Ga.</p>
<p>&nbsp;</p>
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