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	<title>Caritas Pisa &#187; Caritas Bosnia</title>
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		<title>Rotta balcanica, quando i media alimentano i pregiudizio. Intervista all&#8217;operatrice Caritas Ruzica Markovic</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rotta Balcanica]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Bosnia]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa 2 gennaio 2022 (da Storie, voci e volti dalla Rotta Balcanica, Caritas Italiana) Intervista a Ruzica Markovic, operatrice nei progetti Caritas Chi sei, come è iniziato il tuo lavoro con i migranti e come ti ha cambiata? Mi chiamo Ruzica, ho 25 anni e sono laureata in psicologia all’Università di Sarajevo. Mi sono trasferita qualche anno fa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 8">
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<div class="column">
<p>Pisa 2 gennaio 2022 (da <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" title="Storie, voci e volti dalla rotta balcanica" href="http://s2ew.caritasitaliana.it/materiali/Mondo/Europa/Report_Lipa_def_compressed.pdf" target="_blank"><strong><em>Storie, voci e volti dalla Rotta Balcanica</em></strong></a>,</span> <span style="color: #ff0000;"><strong>Caritas Italiana</strong></span>) Intervista a Ruzica Markovic, operatrice nei progetti Caritas</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Chi sei, come è iniziato il tuo lavoro con i migranti e come ti ha cambiata?</strong></span></p>
<p>Mi chiamo Ruzica, ho 25 anni e sono laureata in psicologia all’Università di Sarajevo. Mi sono trasferita qualche anno fa dal mio paese natale, Orašje nel nord-est della Bosnia Erzegovina, a Sarajevo per iniziare i miei studi. Nel frattempo, ho avuto modo di conoscere la realtà del Centro Arcidiocesano della Pastorale Giovanile &#8220;Giovanni Paolo II&#8221;, di cui sono diventata attiva volontaria. L’anno scorso il Centro della Pastorale Giovanile mi ha offerto la possibilità di essere assunta come operatrice nel progetto “Social Corner”, supportato da Caritas, presso il Centro di Accoglienza Temporaneo per migranti a Usivak, poco fuori Sarajevo. Non sarò mai abbastanza grata per questa opportunità. Per certi versi, questa esperienza mi ha cambiato. Mi ha dato la possibilità di ampliare le mie conoscenze sulla migrazione e mi ha fatto conoscere le diverse prospettive di questo fenomeno.</p>
<p>Questo lavoro è la mia prima esperienza di contatto diretto con i migranti. La forza e la pazienza che hanno le persone in movimento è qualcosa che mi ha colpito profondamente. Questa è la prima lezione che mi hanno insegnato: non smettere mai di sorridere e sperare.<br />
Stando a stretto contatto con queste persone ho imparato a stare in ascolto, a consigliare, a seconda della situazione. In questo anno di lavoro ho imparato e ricordato a me stessa le cose importanti della vita: un sorriso può rendere felice qualcuno; essere pazienti anche se si è stanchi; se qualcuno in bisogno ti chiede di essere presente, fai del tuo meglio per esserci. A volte non devi dire nulla, solo essere lì ad ascoltare.</p>
<p>E l’insegnamento più importante, “sotto il viso più stanco c&#8217;è lo spirito più forte”. Una volta, un ragazzo travolto dalla stanchezza mi disse: “Ora è difficile ma so che posso farcela. Perché se non è un lieto fine significa che non è affatto la fine”. E io credo davvero in questo. Insieme a tutte le persone in movimento.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Come è cambiata la tua percezione sulla migrazione da quando hai iniziato a lavorare al campo profughi?</strong></span><br />
La mia percezione è notevolmente cambiata. Prima di iniziare a lavorare al campo profughi di Usivak, conoscevo solo il tragitto delle persone “on the move” attraverso i media. Invece, da quando ho iniziato a lavorare al campo, ho potuto ascoltare dal vivo tantissime storie sui loro percorsi e sulle difficoltà che incontrano.</p>
<p>Mi ero sempre chiesta perché i migranti arrivassero proprio qui in Bosnia Erzegovina e perché non se ne andassero da questo paese dal momento che per loro è molto difficile costruirsi un futuro qui. Ora conosco le ragioni, so cosa stanno passando e spero che in futuro riescano ad arrivare nei paesi dove sognano di vivere. Credo davvero che meritino di avere una vita felice in cui possano mostrare quanto valgono e le loro capacità.</p>
<p>Sebbene la Bosnia Erzegovina sia solo un paese di transito per la maggior parte dei migranti, il nostro compito è quello di assisterli finché sono qui, perché una volta attraversato il confine hanno ancora davanti a sé una strada lunga e difficile.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Come pensi che il tuo paese percepisca i migranti e perché?</strong></span></p>
<p>Penso che la maggior parte delle persone nel mio paese abbia una percezione negativa dei migranti e che non ci sia sufficiente e adeguata informazione.</p>
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<div class="column">
<p>Ritengo che la responsabilità sia principalmente dei media &#8211; televisioni, giornali, social network &#8211; che aumentano il pregiudizio nei confronti dei migranti tramite la diffusione di notizie prevalentemente negative su di essi.</p>
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<div class="page" title="Page 9">
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<div class="column">
<p>Per la mia tesi di laurea ho scelto di sviluppare una ricerca specifica su quale percezione dei migranti abbiano i cittadini della Bosnia Erzegovina, e quali tipi di notizie vengano pubblicate dalle pagine dei quotidiani più popolari. Dall’analisi, è possibile notare come le notizie positive sui migranti, ovvero che sottolineano un contributo positivo alla società (ad esempio: “un migrante ha vinto una medaglia nello sport sotto la bandiera della Bosnia Erzegovina’’) sono limitate. Al contrario, la maggior parte delle notizie affronta l’argomento in toni negativi.</p>
<p>Capisco e condivido la libertà di stampa, so che le notizie debbano essere di ogni tipo, ma i media devono comprendere che hanno un impatto molto forte sulle persone, arrivando ad influenzare le loro opinioni. E’ dunque pericoloso che i media filtrino le notizie solo in base a ciò che fa più visualizzazioni.</p>
<p>La percezione dei migranti nella maggior parte dei cittadini della Bosnia Erzegovina è che siano un gruppo a noi “esterno”, la cui cultura ci è sconosciuta, per cui le persone li vedono come una minaccia &#8211; sia in termini di numero di ingressi nel paese, sia in termini di onere economico per un paese che non è in buone condizioni. La parte che non capisco è giudicare senza nemmeno cercare di conoscere queste persone bisognose. Anche noi eravamo in guerra, eravamo nel bisogno, spogliati di tutto, ma siamo stati aiutati.</p>
<p>Ci sono ovviamente anche molte persone nel mio paese che aiutano i migranti, portano loro cibo, vestiti e altre necessità, se non direttamente, attraverso varie organizzazioni, sia nazionali che non. La voce di queste persone dovrebbe sforzarsi di essere più forte rispetto alla narrativa contro i migranti. Questa è la nostra missione.</p>
<div class="box info"><div class="box-inner-block"><i class="tieicon-boxicon"></i>
			
<p><strong>La Bosnia Erzegovina, nuova tappa della Rotta Balcanica</strong></p>
<p>La Rotta Balcanica &#8211; aperta nel 2015- ha subito nel corso degli anni notevoli mutamenti, in particolare a seguito delle politiche di chiusura totale, da parte del governo ungherese, che hanno di fatto bloccato il passaggio dalla Serbia all’Ungheria. A causa di ció, dal 2018 la Bosnia Erzegovina è diventata il nuovo punto di transito fondamentale di questa rotta per poter arrivare in Europa passando attraverso la Croazia. La Bosnia Erzegovina tre anni fa è stata quindi costretta ad improvvisare l’apertura di Campi di accoglienza per rispondere alla crisi umanitaria. Ad oggi, i campi aperti sono 5 &#8211; di cui 2 nell’area di Sarajevo (Usivak e Blazuj) e 3 nell’area di Bihac (Borici, Miral e Lipa) &#8211; per complessivi 5.500 posti letto.</p>
<p><strong>L’impegno di Caritas Italiana nel corso di quest’anno</strong></p>
<p>Caritas Italiana è già presente in Bosnia Erzegovina fin dagli anni Novanta a fianco della Caritas e della Chiesa locale. A partire dal 2018, si è impegnata nella risposta alle nuove sfide poste dalla questione migratoria, cercando di essere presente a fianco delle persone in transito e sostenendo gli interventi di assistenza – sia nei campi della Bosnia Erzegovina, sia assistendo le persone in transito che rimangono fuori dai campi. Nel corso di quest’anno Caritas italiana in Bosnia Erzegovina ha supportato vari interventi e servizi nel paese, proposti dalla Caritas locale e dalle altre organizzazioni partner, quali: interventi psico-sociali nei campi di Usivak, Blazuj, Sedra e Lipa; lavanderie sociali a Usivak e a Tuzla; centro diurno e casa di accoglienza a Tuzla; distribuzione di cibo e altri articoli nell’area di Sarajevo e di Bihac.
			</div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Storie, voci e volti dalla rotta balcanica" href="http://s2ew.caritasitaliana.it/materiali/Mondo/Europa/Report_Lipa_def_compressed.pdf" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">Scarica il dossier di Caritas Italiana</span></strong></a></p>
<p><strong><a title="Rotta Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana" href="Rotta%20Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana" target="_blank">Rotta Balcanica, come aiutare e il rendiconto finanziario degli interventi di Caritas Italiana</a></strong></p>
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		<title>Sostegno di emergenza ai migranti in Bosnia-Erzegovina. Alle 15 il webinar del Cisp con Caritas e Ipsia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 12:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rotta Balcanica]]></category>
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		<category><![CDATA[Ipsia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, 9 novembre 2021 &#8211; La “rotta balcanica” da anni è espressione di una vera e propria tragedia umanitaria con migliaia di migranti che vivono condizioni difficilissime, persecuzioni e violenze. Tutelare i diritti umani dei migranti in transito verso i Paesi dell’Unione europea, fornire loro aiuti concreti per resistere alle condizioni estreme dei campi profughi in cui sono costretti ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, 9 novembre 2021 &#8211; La “rotta balcanica” da anni è espressione di una vera e propria tragedia umanitaria con migliaia di migranti che vivono condizioni difficilissime, persecuzioni e violenze. <strong><span style="color: #ff0000;">Tutelare i diritti umani dei migranti</span> </strong>in transito verso i Paesi dell’Unione europea, fornire loro <strong><span style="color: #ff0000;">aiuti concreti</span> </strong>per resistere alle condizioni estreme dei campi profughi in cui sono costretti a vivere: inadeguati e sovraffollati, senza servizi idonei e in condizioni igieniche difficilissime, è l’obiettivo del progetto<span style="color: #ff0000;"> “<strong>Sostegno di emergenza ai migranti in Bosnia ed Erzegovina”.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il progetto di emergenza</strong>, è</span> stato realizzato dalla <span style="color: #ff0000;"><strong>Ong Comitato Internazionale Sviluppo dei Popoli</strong> (Cisp), in collaborazione con <strong>Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli – Bosnia Erzegovina</strong> (Ipsia Bih), <strong>Caritas Italiana</strong>, <strong>Caritas Bosnia i Hercegovina</strong>, <strong>Iscos Emilia Romagna</strong>, <strong>Crveni križ grada Bihaća</strong></span> (Croce Rossa della città di Bihać), <span style="color: #ff0000;"><strong>Comuni </strong>di <strong>Parma</strong> e di <strong>Reggio Emilia</strong></span>, con il contributo della <span style="color: #ff0000;"><strong>Regione Emilia-Romagna</strong></span>. Al webinar parteciperanno anche gli studenti del Master di Pavia in Cooperazione internazionale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Contenuti e risultati raggiunti</strong></span> del progetto d&#8217;emergenza sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna saranno illustrati nel webinar dal titolo <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Un passo avanti nel contribuire ai bisogni dei rifugiati e dei migranti sulla Rotta Balcanica</strong>&#8220;</span>, in programma domani, <span style="color: #ff0000;"><strong>martedì 9 novembre</strong></span> a partire dalle 15. Presente la vicepresidente della Regione con delega alla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, <strong><span style="color: #ff0000;">Elly Schlein</span>.</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">programma</span></span></strong></p>
<p>15.00 &#8211; 15.10 &#8211; Benvenuto e Introduzione, CISP  &#8211; Come nasce il progetto e Obiettivi e strategia di implementazione</p>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">15.10 &#8211; 15.20 &#8211; Elly Schlein, vicepresidente Regione Emilia Romagna &#8211; Regione Emilia-Romagna e la Bosnia Erzegovina &#8211; Nuova frontiera della cooperazione tra integrazione europea ed emergenza migranti</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">15.20 &#8211; 16.00 &#8211; Interventi dei partner – modera ISCOS</div>
<ul>
<li class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Cantone di Sarajevo &#8211; ISCOS, CARITAS IT, CARITAS BOSNIA<br />
Collegamento da Sarajevo con Caritas BiH e con l’associazione COMPASS</li>
<li class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Cantone Una Sana &#8211; IPSIA, CROCE ROSSA Biahc<br />
Collegamento da Bihac con CR Bihac e IPSIA</li>
<li class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Cantone di Tuzla &#8211; CISP</li>
<li class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Collegamento da Tuzla con gruppo volontari</li>
</ul>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">16.00 – 16.10 &#8211; Studenti del Master di Pavia in Cooperazione Internazionale – Internship presso il CISP BiH: brevi approfondimenti su attività svolte ed esperienze nelle tre aree di progetto, e accenno alle loro ricerche in corso</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">16.10 – 16.30 &#8211; Breve aggiornamento sul contesto e transito dei migranti in BiH e previsioni per il futuro &#8211; IPSIA</div>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Per partecipare</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Collegarsi all&#8217;indirizzo<span style="color: #0000ff;"> </span><strong><span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://tinyurl.com/5f2dez9j">https://tinyurl.com/5f2dez9j</a></span> </strong>e inserire i dati:</span></p>
<p>ID riunione: 955 1791 6059</p>
<p>Passcode: 227543</p>
<p>Il webinar si chiuderà con dei brevi approfondimenti su attività svolte ed esperienze nelle tre aree di progetto e sul contesto e transito dei migranti in BiH con le previsioni per il futuro./Ti.Ga.</p>
<p>&nbsp;</p>
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