La pace si costruisce ogni giorno
Due giornate di formazione, intense, coinvolgenti e stimolanti, hanno portato le ragazze e i ragazzi del Servizio Civile della Caritas Diocesana di Pisa a Torino, in occasione della festa di San Massimiliano Di Tebessa.
Il percorso ha avuto inizio martedì 11 marzo presso il SERMIG, all’Arsenale della Pace: un luogo simbolico, dove un tempo si producevano armi e che oggi è diventato spazio di accoglienza. Fondato da Ernesto e Maria Olivero, esso rappresenta un esempio concreto di come anche dal male possa nascere qualcosa di buono.
Si arriva al PalaSermig, un centro sportivo all’interno di un quartiere difficile di Torino, dove, attraverso lo sport, si offre un’opportunità educativa a tanti giovani, soprattutto a chi non avrebbe le adeguate possibilità economiche.
La giornata si è conclusa con la Cena dei Popoli, un’esperienza coinvolgente che ha permesso di sperimentare concretamente, sulla nostra pelle, con un’attività di animazione immersiva, le disuguaglianze globali e riflettere sulle condizioni di vita nel mondo.
Si continua mercoledì 12 marzo, presso il Teatro Nuovo Valdocco, il luogo storico dove San Giovanni Bosco fondò il suo primo oratorio. L’incontro è stato caratterizzato dalle testimonianze di giovani volontari all’estero, capaci di raccontare in modo diretto e concreto cosa significhi oggi scegliere la pace.
«È un’esperienza forte. Ascoltiamo e stiamo accanto a chi soffre. – ci racconta Alice, dal Kenya, dove opera in un progetto a sostegno di donne vittime di tratta – La pace nasce dall’ascolto e dalla scelta di stare accanto. Si costruisce ogni giorno». Attraverso un accompagnamento quotidiano, il lavoro si concentra sulla restituzione di dignità ed autonomia.
Dalla Tanzania, Gabriele ha descritto la vita in un villaggio della savana, dove le difficoltà materiali sono evidenti. «La vita è dura, manca spesso elettricità e acqua, le notizie arrivano con difficoltà. Nella scuola secondaria femminile ogni piccolo progresso è un seme di speranza».
Le testimonianze di Elisabetta e Giulietta, infine, che operano come corpi civili di pace in un’area segnata da tensioni e instabilità – «Interveniamo nella mediazione dei conflitti e nella prevenzione della violenza». Il rischio e la paura sono parte della quotidianità, ci dicono – «Sentiamo spesso le sirene che ci avvertono di non uscire. Ma il nostro compito è restare vicini alla comunità, portare ascolto e sicurezza. La pace si costruisce ogni giorno».
Queste testimonianze mostrano che la pace non è un concetto astratto, ma una scelta concreta, fatta di presenza, ascolto e servizio. «Ogni volta che accompagniamo una persona fragile – aggiunge Alice – vediamo come la nostra vicinanza possa fare la differenza. È lì che capiamo che il servizio ha senso».
Storie diverse, ma con un messaggio comune. È nella relazione con l’altro, soprattutto con chi vive situazioni di fragilità, che prende forma una pace disarmata e disarmante.
La testimonianza di San Massimiliano Di Tebessa, che scelse di donare la propria vita rifiutando la logica della violenza, continua così a illuminare il cammino dei giovani anche oggi, indicando una strada possibile ed alternativa.
Questa esperienza si collega al nuovo bando di servizio civile della Caritas Diocesana di Pisa, dal titolo “Inclusione e partecipazione”, un’opportunità per i giovani che desiderano mettersi in gioco in un percorso di crescita e servizio.
Le domande possono essere presentate entro l’8 aprile 2026 alle ore 14. Per informazioni è possibile contattare la Caritas diocesana al numero 050560952 oppure scrivere a serviziocivile@caritaspisa.it .
Caritas Pisa sito ufficiale





























