LA GUERRA TACE, VIVA LA PACE

La scorsa domenica a Pisa è successo qualcosa di bello e unico. La città era sotto la pioggia, un cielo grigio sembrava voler fermare tutti, e invece una folla di bambini, ragazzi e adulti hanno partecipato alla Marcia per la Pace 2026, riempiendo le strade di colori, canti e sorrisi.

La guerra tace, viva la pace!” – gridavano i bambini in coro, nascosti tra ombrelli e k-way colorati, a fare da scena in quella giornata cupa. A fare da cornice, un arcobaleno, spuntato proprio con l’avviare della marcia. Un segno improvviso, semplice ma incredibilmente forte, che ha illuminato i sorrisi di tanti, e visto come un simbolo di speranza, come uno spiraglio di luce, apparso al momento giusto nel luogo giusto.

Il percorso a tappe, fatto di riflessioni e piccoli gesti, pensato per far riflettere su come disarmare l’egoismo con la carità, vincere l’indifferenza con l’accoglienza, superare i pregiudizi con il dialogo.

La pace non è un’idea lontana, ma qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno. “Abbiamo un privilegio, una grande opportunità: dobbiamo esserne felici e consapevoli, e usarla per far sentire le nostre voci, per riunirci come oggi, perché siamo in tanti a voler la pace e a rifiutare la guerra” – ha detto Monsignor Padre Saverio Cannistrà.

Continua dicendo – Noi ci riconosciamo nelle parole di Gesù, che nel Vangelo dice nelle Beatitudini ‘Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio’. Parole profonde, che ci ricordano che la pace non arriva da sola: va costruita, giorno dopo giorno, e noi siamo chiamati a operarla. Ma cosa significa operare la pace? Significa vivere le nostre relazioni, nel gruppo e nella comunità, dando segnali di pace, mettendo mattoncini che costruiscono legami e non colpi di martello che li distruggono. Gesù ci dice ancora che, quando siamo testimoni di pace, siamo figli di Dio. Servire Dio significa vederci come una grande famiglia, realizzarci insieme come fratelli e sorelle, perché non abbiamo nemici: abbiamo fratelli e sorelle, tutti figli dello stesso Padre.”

Guardare tutti quei bambini, ragazzi e adulti camminare sotto la pioggia, cantare e sorridere, con l’arcobaleno sopra di loro, è stato un colpo al cuore: la pace è possibile, la pace si può scegliere, e a volte basta anche un piccolo gesto per farla crescere, passo dopo passo, insieme.