Ultimissime

“In frantumi”

Presentato il Rapporto 2026 sulle povertà della Caritas diocesana di Pisa
Nel 2025 incontrate 2.199 persone, mai così tante nella storia dell’Osservatorio diocesano.
Le cause: l’emergenza abitativa e la crisi dei servizi sociali e sociosanitari della Zona Pisana

Pisa, 18 luglio 2026
È stato presentato questa mattina a Palazzo Arcivescovile “In frantumi”, il Rapporto 2026 dell’Osservatorio diocesano sulle povertà e le risorse, curato da Francesco Paletti insieme all’arcivescovo di Pisa Saverio Cannistrà e al direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli.

Un anno record, senza emergenze

Nel 2025 la Caritas diocesana ha incontrato 2.199 persone, il 20,2% in più rispetto all’anno precedente e più che negli anni della pandemia di Covid-19. Se si contano anche i familiari conviventi – 2.146 figli, di cui 1.519 minori, e 246 tra coniugi, genitori e fratelli – il totale sale a 4.591 persone seguite e assistite: una comunità grande quanto Palaia o Peccioli, più popolosa di quasi metà dei comuni della provincia di Pisa.

Il dato colpisce soprattutto perché arriva in un anno “normale”, senza crisi improvvise né nuovi servizi capaci di intercettare bisogni prima sconosciuti. Per questo i ricercatori dell’Osservatorio parlano di un aumento “non solo elevatissimo, ma anche atipico”, confermato anche dal numero dei contatti: 25.699 nel 2025, in media 12 a persona, contro gli 8.418 del 2024.

Ad aumentare non sono soprattutto le persone incontrate per la prima volta (solo 61 su 369 in più), ma quella che il rapporto definisce “povertà di ritorno”: persone già conosciute da Caritas, che dopo un periodo di miglioramento – spesso grazie all’intervento di altri servizi del territorio – tornano a chiedere aiuto.

Le due chiavi di lettura: casa e servizi sociali

Il rapporto individua due cause principali dietro questo aumento.

La prima è l’emergenza abitativa. Tra il 2022 e il 2025 le persone in condizione di marginalità abitativa – non solo senza dimora, ma anche chi vive in dormitori, camper, garage o alloggi di fortuna – sono passate dal 10,7% al 21,3%, con un aumento del 135% in valore assoluto (da 148 a 348 persone). A pesare sono le difficoltà del mercato degli affitti, con contratti sempre più brevi e onerosi, e la carenza di case popolari: nella Zona Pisana più di un quarto delle famiglie che ne avrebbero diritto non ha accesso a un alloggio di edilizia residenziale pubblica.

La seconda riguarda l’implosione del sistema dei servizi sociali e sociosanitari della Zona Pisana, segnata dalla messa in liquidazione, dal 1° agosto 2025, della Società della Salute. Oltre tre quarti delle persone incontrate da Caritas nel 2025 risultano infatti già in carico ai servizi sociali pubblici. Un’indagine qualitativa dell’Osservatorio, condotta tra aprile e maggio su 20 persone seguite sia da Caritas che dai servizi sociali, ha evidenziato un forte turnover degli assistenti sociali e relazioni sempre più “rarefatte” con gli utenti. In un contesto di incertezza, molte persone tornano quindi a rivolgersi alla Caritas, percepita come un punto fermo.

Lavoro povero e povertà minorile

Il rapporto conferma anche altre due tendenze già note. Cresce il numero di persone che, pur avendo un’occupazione, si rivolgono alla Caritas: 453 nel 2025, il 36% in più rispetto all’anno precedente, con un incremento dell’88% dal 2016 e del 194% dal 2008.

Resta inoltre alta la povertà che coinvolge i più piccoli: alla Cittadella della Solidarietà, l’emporio solidale della diocesi, nel 2025 sono state seguite 453 famiglie per un totale di 1.597 persone, di cui il 35,9% (574) minorenni. Un dato costante dal 2016, che conferma come circa un terzo delle persone assistite dal servizio abbia meno di 18 anni.

L’arcivescovo Cannistrà: “Non sia dato per carità ciò che è dovuto per giustizia”

Nella prefazione al Rapporto, l’arcivescovo Saverio Cannistrà richiama l’articolo 3 della Costituzione, che impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. Un principio condiviso da (quasi) tutti a parole, osserva l’arcivescovo, ma sempre più disatteso nei fatti per un numero crescente di persone, private di diritti fondamentali come il lavoro dignitoso, la casa, la salute.

Cannistrà richiama anche il Concilio Vaticano II, che ammonisce a non offrire come dono di carità ciò che è già dovuto per giustizia. È questo, sottolinea l’arcivescovo, il dilemma davanti a cui si trovano oggi la Caritas e la Chiesa: assistere chi è nel bisogno, ma allo stesso tempo impegnarsi perché le persone non debbano ricevere per carità ciò a cui hanno diritto come cittadini.

Don Morelli: “Serve un nuovo modello entro fine 2026″

Nelle conclusioni del Rapporto, il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli richiama l’attenzione sul vuoto lasciato dalla chiusura della Società della Salute, dopo quasi vent’anni di esperienza di integrazione tra sociale e sanità. Un’esperienza che andava riformata, spiega don Morelli, ma la cui liquidazione ha lasciato incerto il futuro modello di servizi per la Zona Pisana, anche alla luce della scelta del Comune capoluogo di uscire dal consorzio nella primavera del 2025.

Pur riconoscendo la competenza e la professionalità degli assistenti sociali, cui manca però una cornice organizzativa solida, don Morelli auspica che entro il 31 dicembre 2026 i Comuni della Zona Pisana si dotino di un nuovo modello capace di “non lasciare indietro nessuno”. Un modello in cui sia finalmente attivo il Servizio di emergenza e urgenza sociale (Seus) e in cui le Case della Comunità diventino luoghi realmente inclusivi e intergenerazionali, aperti al protagonismo del volontariato e delle stesse persone che ne usufruiscono. Per questo, conclude il direttore, servono figure professionali formate all’animazione di comunità, oltre a scelte politiche e investimenti economici concreti.


Il Rapporto “In frantumi” è stato realizzato dall’Osservatorio diocesano sulle povertà e le risorse della Caritas di Pisa, sulla base dei dati della banca dati Mirod, l’archivio che raccoglie le informazioni relative alle persone incontrate dalle Caritas della Toscana.

Scarica il Rapporto Povertà:
2026 Rapporto povertà diocesano DEF_WEB

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