“Perché tu sei prezioso ai miei occhi” – Celebrazione con mandato agli operatori della carità
Sabato 8 novembre 2025, nella splendida cornice della Cattedrale di Pisa, è stato celebrato il Giubileo degli Operatori della Carità, un momento speciale di incontro e gratitudine per tutti coloro che ogni giorno operano verso i più fragili. La celebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo Mons. Saverio Cannistrà, ha visto la partecipazione di oltre 500 volontari impegnati nelle 40 Caritas parrocchiali della diocesi, nei servizi della Caritas diocesana, nelle mense del Cottolengo e di Santo Stefano, nelle conferenze di San Vincenzo de’ Paoli, nelle Misericordie, nei gruppi Young Caritas e in numerose altre realtà di servizio.
Durante l’omelia, Mons. Cannistrà ha ricordato che “il tempio della Chiesa si costruisce con la carità e ha bisogno di operai della carità, ha bisogno di voi, delle vostre mani, ma soprattutto dei vostri cuori. È un edificio solido ma non della solidità della pietra, bensì di quella delle relazioni fedeli. È un edificio accogliente, ma non come un albergo, bensì come un abbraccio che perdona e benedice”. Le parole dell’arcivescovo hanno sottolineato come ogni gesto di servizio renda la Chiesa un tempio vivo, fatto di relazioni, accoglienza e amore concreto.
Anche Don Emanuele Morelli, nostro direttore, è intervenuto durante la messa ricordandoci come i volontari siano persone che hanno scelto di ricamare la loro vita con la cifra del servizio, uomini e donne che si sporcano le mani, aprono varchi e colmano distanze per farsi prossimi alla vita ferita. “Siamo qui nell’anno del Giubileo della Speranza – ha detto – come operatori della carità per chiedere al Signore che converta i nostri cuori all’ascolto del Vangelo, vero e unico cuore di ogni nostro servizio”.
Quest’anno, come segno, è stata consegnata a ciascun volontario una pietra preziosa, simbolo del valore unico e inestimabile di ogni gesto di carità. Ogni pietra ricorda che, quando doniamo noi stessi con cuore sincero e sovrabbondante, rendiamo visibile la luce di Dio nel mondo e raccontiamo il volto bello della Chiesa. Ma la vera pietra preziosa sono i poveri, il tesoro spirituale della Chiesa. Come ricordava il diacono Lorenzo e come sottolineava Papa Francesco, i poveri non sono solo oggetto di compassione, ma maestri del Vangelo, prediletti da Dio, nei quali incontriamo Lui stesso. Tra di loro, non vanno fatte differenze: ogni persona bisognosa che bussa alla porta merita il nostro servizio e il nostro amore.
Il Giubileo è stato anche occasione di riflessione sul senso profondo del tempio e della Chiesa, non più solo edificio di pietra, ma corpo vivo di Cristo che si fa pane che nutre, mano che sostiene, soffio che rianima. “Il tempio reale è dove lo Spirito dimora, e ciascuno di noi, farsi prossimo, diventa luogo di offerta e di incontro con Dio.” – Mons. Cannistrà.
La celebrazione si è conclusa con un momento di festa e condivisione, accogliendo le parole di San Francesco d’Assisi: “O Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace; dov’è odio che io porti l’amore, dov’è offesa che io porti il perdono…
È donando che si ama la vita, è servendo che si vive con gioia, perdonando che si trova il perdono, è morendo che si vive in eterno.”
Queste parole accompagnano il cammino dei volontari della Caritas di Pisa, chiamati a rendere la Chiesa un tempio vivo di carità, speranza e accoglienza, visibile nel servizio quotidiano e nell’amore sincero verso chi è più fragile e bisognoso.
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