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	<title>Caritas Pisa &#187; Emergenze</title>
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		<title>7 ottobre. No all’odio e alla violenza. Pace vera</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 08:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[doriana rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenze]]></category>
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		<description><![CDATA[L’appello di Caritas Italiana a favore dei portatori di speranza, contro i seminatori di odio Caritas Italiana, nella giornata del 7 ottobre, lancia un appello forte e chiaro: scegliere la pace e rifiutare l’odio. Di fronte a guerre che continuano a colpire civili innocenti, in Terra Santa e nel mondo, la rete Caritas si unisce ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 class="entry-subtitle">L’appello di Caritas Italiana a favore dei portatori di speranza, contro i seminatori di odio</h2>
<p data-start="184" data-end="511">Caritas Italiana, nella giornata del 7 ottobre, lancia un appello forte e chiaro: <strong data-start="266" data-end="306">scegliere la pace e rifiutare l’odio</strong>.<br data-start="307" data-end="310" /> Di fronte a guerre che continuano a colpire civili innocenti, in Terra Santa e nel mondo, la rete Caritas si unisce per difendere la dignità umana, sostenere il dialogo e costruire ponti di speranza.</p>
<p data-start="513" data-end="671">Un invito rivolto a tutti — istituzioni, comunità e cittadini — a farsi <strong data-start="585" data-end="606">portatori di pace</strong>, con gesti concreti di solidarietà e responsabilità condivisa.</p>
<p data-start="673" data-end="771"><strong> Di seguito il testo integrale dell’appello diffuso dal Consiglio Nazionale di Caritas Italiana: </strong></p>
<p><em>Il Consiglio Nazionale di Caritas Italiana, riunito a Roma il 7 ottobre 2025, nella ricorrenza dei tragici eventi che hanno contribuito a condurre, in Terra Santa, a una situazione disastrosa, le cui vie d’uscita appaiono ancora troppo flebili, nell’anno dedicato alla Speranza diffonde il seguente appello.</em></p>
<p>***</p>
<p>Da due anni l’attenzione del mondo si concentra su quanto è accaduto e accade in Medio Oriente, in Terra Santa e in particolare nella Striscia di Gaza dove la popolazione è “aggredita dall’offensiva dell’esercito israeliano e pressata da Hamas” (Nota: <em>Sia pace in Terra Santa</em>, SPTS, 24.9.2025).</p>
<p>Partiamo dalla tragica realtà di Gaza per stringere “<strong>in un unico abbraccio</strong>, Terra Santa, Ucraina e tutte le altre zone insanguinate dalla guerra” (<em>Appello per la pace delle Chiese in Italia, Slovenia e Croazia</em>, 23.9.2025), <strong>soprattutto quelle più dimenticate.</strong></p>
<p>Per due anni abbiamo seguito con viva preoccupazione e con senso di impotenza gli sviluppi della situazione. A pagare le <strong>conseguenze di una politica non più degna di questo nome</strong>, perché sostituisce la violenza al diritto, sono stati e sono soprattutto persone innocenti, tra queste molti, troppi bambini.</p>
<p>Vediamo, non solo in Terra Santa, la <strong>debolezza di istituzioni internazionali e multilaterali</strong> come le Nazioni Unite. Emerge l’urgenza di “organizzazioni mondiali più efficaci, dotate di autorità per assicurare il bene comune mondiale, lo sradicamento della fame e della miseria e la difesa certa dei diritti umani fondamentali” (<em>Fratelli Tutti</em> 172).</p>
<p>Da parte nostra, con la rete Caritas nazionale e internazionale, vediamo <strong>segni di speranza nelle iniziative che chiedono e costruiscono la pace</strong>, che interrogano i governi in merito al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Abbiamo promosso e promoviamo iniziative di solidarietà con le popolazioni colpite, in particolare a sostegno dei progetti realizzati con Caritas Gerusalemme. <strong>Incoraggiamo tutti gli sforzi di coloro che cercano il dialogo, che costruiscono ponti</strong>, che mettono in comunicazione persone, popolazioni, tradizioni culturali e religiose.</p>
<p>Ci uniamo ai Vescovi italiani nel chiedere “con forza che a Gaza <strong>cessi ogni forma di violenza</strong> inaccettabile contro un intero popolo e che siano liberati gli ostaggi”, che “si rispetti il diritto umanitario internazionale, ponendo fine all’esilio forzato della popolazione palestinese”, che si lavori nella “prospettiva di ‘due popoli, due Stati’”, sollecitando “il <strong>Governo italiano e le Istituzioni europee a fare tutto il possibile</strong> perché terminino le ostilità in corso” (<em>Sia pace in Terra Santa</em>).</p>
<p>In sintonia con papa Leone XIV, la CEI e Caritas Internationalis, <strong>auspicando un ruolo attivo dell’Unione Europea</strong> come “maestra di pace” (Comunicato CEI, 24.9.2025) e delle Nazioni Unite come luogo di prevenzione e soluzione pacifica dei conflitti, Caritas Italiana ribadisce inoltre la necessità di un cessate il fuoco immediato e permanente, dell’accesso umanitario illimitato per porre fine alla fame e fornire assistenza, del dispiegamento di una forza di pace delle Nazioni Unite per proteggere i civili, della protezione di tutti i civili, in particolare bambini, donne e anziani, del riconoscimento delle responsabilità dinanzi ai tribunali nazionali e internazionali.</p>
<p>Caritas Italiana – accogliendo l’invito di papa Leone XIV a pregare ogni giorno di questo mese il rosario per la pace – si impegna a riaffermare “<strong>la nonviolenza, il dialogo, l’ascolto e l’incontro come metodo e stile di fraternità</strong>, coinvolgendo tutti, a partire dai responsabili dei popoli e delle nazioni, perché favoriscano soluzioni capaci di garantire sicurezza e dignità per tutti” (<em>Appello per la pace delle Chiese in Italia, Slovenia e Croazia</em>), a prevenire nel nostro Paese ogni forma di antisemitismo e di islamofobia, a rigettare gli egoismi nazionali che allontanano in modo irreparabile dalla prospettiva del bene comune e della “casa comune”, a sostenere chiunque si impegni in processi di riconciliazione, a fare di <strong>ogni parrocchia e comunità una casa di pace e di nonviolenza</strong>.</p>
<p><a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/candele-2000x1317.jpg"><img class="aligncenter wp-image-8740 size-large" src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/candele-2000x1317-1024x674.jpg" alt="candele-2000x1317" width="620" height="408" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Strumenti<a href="https://www.caritas.it/terra-santa-e-devastante-ma-abbiamo-speranza/"> <strong>per le Caritas diocesane</strong></a></li>
<li><a href="https://www.lpj.org/it/news/to-the-diocese-of-the-latin-patriarchate-of-jerusalem?fbclid=IwdGRzaANOLjtjbGNrA04tLmV4dG4DYWVtAjExAAEeGTtLvivoWpaJO-6x_9XQMLKb2VUUp1t6DlkRhVbCI6rA5YnB1HMWWafzU4g_aem_LnZ2ZXaQrBtCjuVwncdmkw&amp;sfnsn=scwspwa"><strong>Messaggio del card. Pierbattista Pizzaballa</strong></a> alla diocesi del Patriarcato Latino di Gerusalemme, 5.10.2025</li>
<li>Osservatore Romano. <a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2025-10/quo-229/7-ottobre-e-gaza-inaccettabile-ridurre-le-persone-a-vittime-coll.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Intervista al card. Pietro Parolin</strong></a>, 6.10.2025</li>
</ul>
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		<title>Emergenza terremoto Turchia e Siria: la colletta nazionale di domenica 26 marzo. Le schede e il sussidio.</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2023 19:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;immediato l&#8217;assistenza umanitaria per fornire cibo, alloggio e beni di prima necessità con una particolare attenzione ai più vulnerabili come anziani, minori, malati e disabili. E poi l&#8217;orgonizzazione di mense per la distribuzione dei pasti e l&#8217;allestimento di strutture per l&#8217;assistenza sanitaria e di spazi per l&#8217;accoglienza e l&#8217;animazione dei bambini. In prospettiva, invece, l&#8217;impegno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;immediato l&#8217;assistenza umanitaria per fornire cibo, alloggio e beni di prima necessità con una particolare attenzione ai più vulnerabili come anziani, minori, malati e disabili. E poi l&#8217;orgonizzazione di mense per la distribuzione dei pasti e l&#8217;allestimento di strutture per l&#8217;assistenza sanitaria e di spazi per l&#8217;accoglienza e l&#8217;animazione dei bambini. In prospettiva, invece, l&#8217;impegno è di restare accanto alle comunità colpite per un periodo medio-lungo impegnandosi nel supporto psicologico, nella riparazione e ricostruzione di abitazioni e strutture socio-educative e nella promozione di attività economiche a gestione familiare e il sostegno all&#8217;occupazione e all&#8217;autoimpiego.</p>
<p>Sono le piste d&#8217;impegno e di lavoro di Caritas Italiana in Turchia e Siria, dopo il drammatico terremoto del 6 febbraio scorso, costato la vita a oltre 50mila persone e che ha provocato quasi due milioni di sfollati, distrutto 250mila edifici e colpito, complessivamente, più di 18 nmilioni di persone. E&#8217; a sostegno di questo impegno che la Conferenza episcopale italiana ha promosso la colletta nazionale di domani, domenica 26 marzo 2023, in tutte le diocesi d&#8217;Italia.</p>
<p><a title="Aiutati ad aiutare" href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/1180-2/" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">Per sostenere gli interventi e i progetti di Caritas Italiana in Turchia e Siria</span> </strong></a>(specificando nella causale Emergenza Terremoto Turchia e Siria)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La stima dei danni e l&#8217;impegno in Turchia.</strong></span> Prima una scossa di magnitudo 7,9 con epicentro nel distretto di Pozarcike, poi un&#8217;altra di magnitudo 7,5 in quello di Elbistan, nella Turchia centro meridionale. Entrambe dalle conseguenze devastanti: 46mila deceduti, 214 mila edifici distrutti, 1,9 milioni di sfollati e 9,1 milioni di persone colpite.</p>
<p>Le Caritas della Turchia, supportate da Caritas Italiana, si sono mobilitate fin dalle ore subito successive al sisma, nonostante fra le persone assicurando assistenza e riparo alle famiglie che hanno perso tutto, distribuendo kit alimentari e pasti caldi, prodotti per l&#8217;igiene e acqua potabile oltre a mettere in campo interventi socio-educativi per le bambine e i bambini.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Emergenza Terremoto in Turchia: la scheda <p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/TerremotoTurchia_FactSheet_web.pdf" title="Download Terremoto in Turchia: la scheda">Terremoto in Turchia: la scheda</a> (301.5 KiB)</p></span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La stima dei danni e l&#8217;impegno in Siria.</strong></span> Il sisma ha fatto sentire pesantemente i suoi effetti anche nella vicina Siria, paese da 12 anni teatro di un conflitto sanguinoso. Anche qui drammatica la conta delle vittime e dei danni: 6mila persone decedute, oltre 10mila edifici distrutti, 55mila sfollati e 8,8 milioni di persone colpite dalle conseguenze del terremoto. Il tutto in un territorio in cui si contavano già 15 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria a causa della guerra. Pure qui Caritas Siria si è attivata fin dalle prime ore distribuendo 3.400 kit alimentari e pasti, 2.400 kit igienici, tre mila confezioni di acqua potabile, 2.700 di pane e 1.200 materassi e lenzuola.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Emergenza Terremoto in Siria: la scheda<p><img src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-includes/images/crystal/document.png" style="height:20px;vertical-align:middle;" /> <a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/download/TerremotoSiria_FactSheet_web.pdf" title="Download TerremotoSiria FactSheet Web">TerremotoSiria FactSheet Web</a> (705.7 KiB)</p></strong></span></p>
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		<title>&#8221;Ucraina, fermiamo la guerra&#8221;. Inascolati gli inviti alla pace. L&#8217;appello Caritas per aiuti immediati</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 12:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 24 febbraio 2022 &#8211; “Ogni conflitto porta con sé morte e distruzione, provoca sofferenza alle popolazioni, minaccia la convivenza tra le nazioni”. Per questo i Vescovi del Mediterraneo &#8211; riuniti a Firenze per l’incontroMediterraneo frontiera di pace &#8211;  “chiedono ad una sola voce pace”, esprimendo preoccupazione e dolore per lo scenario drammatico in Ucraina ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 24 febbraio 2022 &#8211; “Ogni conflitto porta con sé morte e distruzione, provoca sofferenza alle popolazioni, minaccia la convivenza tra le nazioni”. Per questo <span style="color: #ff0000;"><strong>i Vescovi del Mediterraneo</strong></span> &#8211; riuniti a Firenze per l’incontro<em>Mediterraneo frontiera di pace</em> &#8211;  “chiedono ad una sola voce pace”, esprimendo preoccupazione e dolore per lo scenario drammatico in Ucraina e fanno “appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche perché tacciano le armi”.</p>
<p>“In questo momento difficile, c&#8217;è un grande bisogno di unità, sostegno, abbiamo bisogno di sentire che non siamo soli”. <span style="color: #ff0000;"><strong>Don Vyacheslav Grynevych</strong>, <strong>direttore della Caritas-Spes Ucraina</strong></span>, dopo il precipitare degli eventi e l’attacco da parte della Russia rilancia con forza un appello alla solidarietà.</p>
<p>Una situazione drammatica che avrà ripercussioni non solo militari. Molti civili sono e saranno infatti sempre più coinvolti nei bombardamenti che stanno colpendo diverse città del paese. C’è inoltre molta preoccupazione per l’enorme numero di profughi che sta cercando di lasciare le proprie città e le proprie case, per trovare riparo in altre zone dell’Ucraina o nei Paesi confinanti. Le notizie e le immagini raccontano di enormi colonne di cittadini in fuga con le loro auto dalle principali città, inclusa la capitale Kiev.</p>
<p>Caritas in Ucraina -grazie anche al sostegno della rete internazionale – è sempre rimasta accanto alla popolazione e ora sta moltiplicando gli sforzi per poter raggiungere quante più persone possibili. “Vi chiediamo di starci vicino con la solidarietà e la preghiera” ha detto <span style="color: #ff0000;"><strong>Tetiana Stawnychy</strong>,  <strong>Presidente di Caritas Ucraina</strong></span>, assicurando che al momento tutti gli operatori della Caritas sono illesi e si  stanno prodigando per far fronte all’emergenza.</p>
<p>I <span style="color: #ff0000;"><strong>19 centri presenti su tutto il territorio</strong></span> &#8211; una rete capillare che dal 2014 ha accolto migliaia di persone, assistendole nei loro bisogni primari – hanno ora più che mai necessità di rifornimenti e attrezzature per rispondere all’attuale emergenza. In particolare servono: <span style="color: #ff0000;"><strong>generi alimentari, prodotti per l&#8217;igiene e medicinali</strong></span>. Resta prioritaria anche la <strong>f<span style="color: #ff0000;">ornitura di acqua potabile</span></strong>, così come la <strong>d<span style="color: #ff0000;">istribuzione di materiale per garantire il riparo e il riscaldamento delle famiglie</span></strong><span style="color: #ff0000;">,</span> considerate le rigide temperature invernali.</p>
<p>E&#8217; possibile sostenere gli interventi Caritas utilizzando il conto corrente postale 11989563 (intestato a Caritas diocesana di Pisa, Piazza Arcivescovado, 18 &#8211; 56126 Pisa), il conto corrente bancario (Iban It60U0523214002000000012410). Specificare nella causale <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Europa/Ucraina&#8221;</strong></span>.</p>
<p>Accanto a Caritas Ucraina si sta attivando tutta la <strong>rete delle Caritas europee</strong>, in particolare le Caritas dei paesi limitrofi – <strong>Polonia, Romania e Moldavia</strong> – per accogliere tutti coloro, probabilmente migliaia di persone, in fuga dalla guerra.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Caritas Italiana</strong> resta accanto alla Caritas in Ucraina ed alla popolazione tutta, attivandosi per fornire gli aiuti necessari per rispondere ai bisogni più urgenti e <strong>ha avviato  una raccolta fondi</strong> per sostenere gli interventi di assistenza umanitaria ed emergenziale.</p>
<p>Invita anche alla prossimità con le sorelle e i fratelli ucraini che sono nel nostro Paese e, <strong>accogliendo l’invito del Papa</strong>, a rispondere “all’insensatezza della violenza” con “le armi di Dio”, dedicando il 2 marzo, Mercoledì delle ceneri, alla <strong>preghiera</strong> e al <strong>digiuno</strong> per la conversione dei cuori e per invocare il dono della pace.</p>
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		<title>Corridoi umanitari, protocollo d&#8217;intesa per accogliere 1.200 cittadini afgani</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2021 21:29:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[corridoi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo d'intesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma 15 novembre 2021 &#8211; È stato siglato il 4 novembre scorso, al Viminale, il Protocollo di intesa tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale &#8211; Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e Politiche migratorie, il Ministero dell’Interno &#8211; Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, la Conferenza Episcopale Italiana, la Comunità di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="">
<div class="WordSection1">
<div class="">
<div class="">
<div class="">Roma 15 novembre 2021 &#8211; È stato siglato il 4 novembre scorso, al Viminale, il <strong><span style="color: #ff0000;">Protocollo di intesa</span> </strong>tra il <span style="color: #ff0000;"><strong>Ministero degli Affari Esteri</strong> </span>e della Cooperazione Internazionale &#8211; Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e Politiche migratorie, il Ministero dell’Interno &#8211; Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, la Conferenza Episcopale Italiana, la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche, la Tavola Valdese, ARCI, INMP, UNHCR per la realizzazione del progetto <span style="color: #ff0000;"><strong>“Corridoi umanitari/Evacuazioni per l’Afghanistan”</strong></span>.</div>
</div>
<div class="">
<div class="">L’intesa permetterà <span style="color: #ff0000;"><strong>l’ingresso legale e in sicurezza di 1200 cittadini afghani</strong> </span>in evidente bisogno di protezione internazionale nell’arco di due anni, con la possibilità di estendere la durata a 36 mesi. Secondo quanto previsto, il progetto verrà sviluppato in Pakistan e Iran, ed in eventuali altri Paesi di primo asilo/Paesi di transito. <span style="color: #ff0000;"><strong>Le persone che arriveranno in Italia saranno accolte in diverse diocesi dove, con il supporto delle Caritas locali, saranno sostenute in un percorso di integrazione e inclusione.</strong></span></div>
</div>
<div class="">
<div class="">“Proseguiamo nella positiva sperimentazione dei corridoi umanitari che, a partire dal 2017, hanno permesso alla Chiesa che è in Italia di farsi prossima a quanti necessitano di protezione internazionale. Grazie a Caritas Italiana, infatti, la CEI ha già contribuito ad offrire un’alternativa legale a oltre mille persone provenienti dall’Etiopia, dal Niger, dalla Turchia, dalla Giordania”, afferma <span style="color: #ff0000;"><strong>monsignor Stefano Russo, Segretario Generale della CEI.</strong></span> “I corridoi umanitari – aggiunge – rappresentano una via sicura per coloro che sono costretti a fuggire dalla propria terra e, allo stesso tempo, dimostrano che soggetti istituzionali, governativi e non, della società civile e religiosa possono cooperare fattivamente per trovare soluzioni concrete al dramma delle migrazioni. Per questo auspichiamo che quello dei corridoi umanitari diventi uno strumento strutturale di gestione delle politiche migratorie”.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Situazione disperata in Bosnia Erzegovina e lungo la rotta balcanica. L&#8217;appello di Caritas Italiana: Non si può più aspettare</title>
		<link>https://www.caritaspisa.com/wordpress/situazione-disperata-in-bosnia-erzegovina-e-lungo-la-rotta-balcanica-lappello-di-caritas-italiana-non-si-puo-piu-aspettare/</link>
		<comments>https://www.caritaspisa.com/wordpress/situazione-disperata-in-bosnia-erzegovina-e-lungo-la-rotta-balcanica-lappello-di-caritas-italiana-non-si-puo-piu-aspettare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 10:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admincp]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenze]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 27 gennaio 2021 &#8211; Si aggrava sempre di più, anche per il peggioramento delle condizioni meteorologiche, l&#8217;emergenza umanitaria per i migranti bloccati in una situazione disumana al campo di Lipa, nel nord-ovest della Bosnia e Erzegovina. Abbondanti nevicate e temperature che scendono fino a -10°C mettono a rischio la vita di circa 900 persone ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Roma, 27 gennaio 2021 &#8211; Si aggrava sempre di più, anche per il peggioramento delle condizioni meteorologiche, <span style="color: #ff0000;"><strong>l&#8217;emergenza umanitaria per i migranti bloccati in una situazione disumana al campo di Lipa</strong></span>, nel nord-ovest della Bosnia e Erzegovina. Abbondanti nevicate e temperature che scendono fino a -10°C mettono a rischio la vita di circa <span style="color: #ff0000;"><strong>900 persone che vivono nel campo in condizioni molto carenti</strong></span>. Ad oggi infatti sono state montate, da parte dell&#8217;esercito bosniaco, solamente una dozzina di tende non ancora riscaldate che danno riparo notturno a circa metàdi queste persone, mentre l&#8217;altra metà continua a dormire in rifugi improvvisati. Le condizioni igieniche sono disastrose, dal momento che mancano completamente i servizi igienici, l&#8217;acqua potabile e un sistema fognario. Non ci sono nemmeno i collegamenti elettrici, le strade di accesso al campo sono ghiacciate e difficilmente percorribili, e l&#8217;altopiano di Lipa è di fatto isolato.<span style="color: #ff0000;"><strong>Mons. Komarica, Vescovo di Banja Luka,</strong></span> ha lanciato un accorato appello, chiedendo a tutti i rappresentanti politici che possono prendere decisioni di “lavorare insieme, con l’aiuto materiale della comunità internazionale, per risolvere questa catastrofe umanitaria in modo positivo ed efficace, il prima possibile”. Mentre l&#8217;esercito monta le prime tende e gli aiuti umanitari stanno arrivando, gli operatori di Caritas Italiana raccolgono le voci di quanti sull’orlo della morte soffrono per l’indifferenza prolungata della comunità internazionale. “Fa troppo freddo, sto impazzendo, non sono sicuro di farcela a sopravvivere” è il disperato grido di aiuto di Ali, uno degli ospiti del campo proveniente dal Pakistan.Caritas Italiana, in collaborazione con altre realtà non profit presenti sul posto, <span style="color: #ff0000;"><strong>è impegnata nella distribuzione di cibo e di abbigliamento invernale (scarpe, giacche a vento, sciarpe, cappelli) e soprattutto di legna da ardere</strong></span>, per consentire ai migranti di scaldarsi. Questi aiuti sono resi possibili grazie alla solidarietà mostrata da molte persone ed organizzazioni che in questi giorni stanno contribuendo alla raccolta fondi necessaria proprio per l&#8217;acquisto di beni essenziali per la sopravvivenza di queste persone. <span style="color: #ff0000;"><strong>Rimane difficile comprendere la decisione del governo della Bosnia e Erzegovina di trasformare Lipa in un campo permanente</strong></span>, pur sapendo che serviranno molte settimane per raggiungere degli standard minimi di sicurezza, e il rifiuto di ricollocare i migranti in strutture più pronte e più adatte all&#8217;inverno a seguito anche delle forti proteste delle comunità locali interessate. Anche l&#8217;Unione Europea chiede che a Lipa vengano rispettati i diritti umani ed ha stanziato nuovi fondi, oltre quelli già messi a disposizione, per poter migliorare le condizioni del campo, ma senza un esito concreto immediato.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Caritas Italiana lancia di nuovo con forza un allarme</strong></span> per la estrema drammaticità della situazione a Lipa, come anche in molte altre località della rotta balcanica. “Non si può più aspettare &#8211; sottolinea<strong><span style="color: #ff0000;"> don Francesco Soddu,</span></strong> direttore di Caritas Italiana &#8211; è assolutamente urgente fare ogni sforzo per garantire un’accoglienza dignitosa e sicura, rafforzare l&#8217;assistenza umanitaria a Lipa e in tutti gli altri campi profughi della Bosnia e Erzegovina”. <strong><span style="color: #ff0000;"> È necessario far cessare le prassi di respingimenti violenti sulla frontiera bosniaco-croata</span></strong> e ridiscutere le procedure e le politiche migratorie del paese e della regione, per sviluppare un sistema che tuteli maggiormente la vita e i diritti delle persone in transito o dei richiedenti asilo, procedure più snelle e sicure per il transito verso l&#8217;Unione Europea dei migranti, soprattutto di quelli in condizioni più vulnerabili, anche grazie a nuovi corridoi umanitari. Le persone in transito lungo la Rotta Balcanica sono infatti spesso in fuga da scenari di guerra e persecuzione, ed hanno pieno diritto alla protezione internazionale lungo il proprio percorso migratorio.</p>
</div>
<div>Chiunque volesse sostenere gli interventi della Caritas per le popolazioni migranti in Bosnia Erzegovina e lungo la Rotta balcanica può utilizzare i seguenti conti intestati a Caritas diocesana di Pisa, specificando nella causale <span style="color: #ff0000;"><strong>“Europa/ Rotta Balcanica”</strong><strong><span style="color: #000000;">:</span></strong> <span style="color: #000000;"><br />
</span></span></div>
<div>
<p>-Il <span style="color: #ff0000;"><strong>conto corrente postale</strong></span> 11989563 intestato a Caritas Diocesana di Pisa piazza Arcivescovado, 18 – 56126 Pisa</p>
<p>Il <span style="color: #ff0000;"><strong>conto corrente bancario</strong></span> BANCA POPOLARE di LAJATICO intestato a: Arcidiocesi di Pisa – Caritas diocesana IBAN: IT60 U052 3214 0020 0000 0012 410</p>
<p>Il <span style="color: #ff0000;"><strong>versamento direttamente in Caritas</strong></span>: (piazza Arcivescovado, 18 – 56126 Pisa) Martedì, Mercoledì, Giovedì e Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00
</div>
<div></div>
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		<title>Terremoto in Croazia, nuove scosse: sette le vittime finora accertate. &#8220;Ci sono ancora persone sotto le macerie&#8221;. Le testimonianze e il lavoro di Caritas Croazia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 11:58:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Croazia, 30 dicembre 2020 &#8211; Due nuove scosse di terremoto sono state registrate questa mattina all&#8217;alba dalla Protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia con epicentro in Croazia, nella stessa zona dove da due giorni si sta verificando il sisma. La prima scossa è stata di magnitudo 5 ed è stata rilevata alle 6.15.La seconda, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Croazia, 30 dicembre 2020 &#8211; Due nuove scosse di terremoto sono state registrate questa mattina all&#8217;alba dalla Protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia con epicentro in Croazia, nella stessa zona dove da due giorni si sta verificando il sisma. La prima scossa è stata di magnitudo 5 ed è stata rilevata alle 6.15.La seconda, di magnitudo 4.7, alle 6.26. Il terremoto è stato avvertito anche in Friuli Venezia Giulia, dove molte persone sono state svegliate nel sonno. Sui social circa duecento persone hanno postato messaggi preoccupati.</p>
<p>&#8220;Ieri un terremoto ha provocato vittime e danni ingenti in Croazia. Esprimo la mia vicinanza ai feriti e a chi è stato colpito dal sisma, e prego in particolare per quanti hanno perso la vita e per i loro familiari. Auspico che le autorità del Paese, aiutate dalla comunità internazionale, possano presto alleviare le sofferenze alla cara popolazione croata&#8221;, ha detto <strong><span style="color: #ff0000;">papa Francesco</span> </strong>al termine dell&#8217;udienza generale.</p>
<p>L&#8217;epicentro del terremoto di ieri, di <span style="color: #ff0000;"><strong>magnitudo 6.4</strong></span>,  è stato localizzato intorno a <span style="color: #ff0000;"><strong>Petrinja</strong></span>, una cinquantina di km a sud di Zagabria, una regione già colpita ieri da scosse sismiche. Stando ai media locali, a Petrinja tra gli edifici crollati vi sarebbero il locale ospedale e un asilo. <span style="color: #ff0000;"><strong>Sette le vittime finora</strong></span>, tra cui una ragazzina di 12 anni e un giovane di 20 anni, decine i feriti.</p>
<p>Il sindaco della cittadina, Darinko Dumbovic, ha parlato di totale distruzione. <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;La situazione è come a Hiroshima&#8221;,</strong></span> ha detto. Ingenti danni materiali anche a Sisak, poco distante da Petrinja, dove vengono segnalati numerosi feriti.  La popolazione impaurita si è riversata sulle strade e in luoghi all&#8217;aperto. I media regionali parlano di gravi danni a Petrinja, con edifici crollati, interruzione di elettricità e linee telefoniche. Il centro di Petrinja sarebbe stato completamente distrutto dalla scossa.L&#8217;Esercito croato è stato mobilitato per fornire assistenza alle popolazioni della Croazia centrale. Stando ai media regionali almeno 300 militari sono partiti per Petrinja, dove si sono registrati i danni maggiori. Il premier croato Andrej Plenkovic ha parlato al telefono con la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha promesso aiuti urgenti da parte dell&#8217;Unione. &#8220;Siamo pronti ad fornire aiuto, ho pregato il commissario Janez Lenarcik di recarsi in Croazia non appena la situazione lo consentirà&#8221;, ha detto von der Leyen, come riferito dai media locali.</p>
<p>Immediato l&#8217;intervento delle <span style="color: #ff0000;"><strong>Caritas  della Croazia</strong></span>. &#8220;La situazione è molto preoccupante &#8211; ha dichiarato l<span style="color: #ff0000;"><strong>a direttrice della Caritas di Sisak Kristina Radic,</strong></span> la diocesi più colpita -: ho fatto un giro di persona per la città e la situazione è molto grave&#8221;. Drammatica anche la testimonianza del vescovo di Sisak monsignor Vlado Kosic: <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Ci sono ancora persone sotto le macerie:</strong></span> speriamo siano ancora vivi. Siamo stati colpiti da una grande sciagura, molte chiese e palazzi sono distrutti&#8221;. Immediato l&#8217;appello del <span style="color: #ff0000;"><strong>cardinal</strong> <strong>Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria</strong></span> che ha ordinato lo s<span style="color: #ff0000;"><strong>tanziamento di un aiuto urgente</strong></span> per le persone colpite dal sisma: &#8220;Petrinja è una città distrutta, Sisak è devastata &#8211; ha detto -: <strong><span style="color: #ff0000;">molte persone sono rimaste senza casa</span></strong>. Di questo dobbiamo occuparci ora: c&#8217;è bisogno della solidarietà di tutti&#8221;</p>
<p>Caritas Italiana segue con apprensione l&#8217;evolversi della situazione e ha preso contatto con Caritas Croazia. <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" title="Aiutaci ad aiutare" href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/1180-2/" target="_blank">Qui</a></strong></span> i riferimenti per sostenere gli interventi in corso: specificare nella causale <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Terremoto Croazia&#8221;</strong></span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8221;Un comitato per riportare il Giro d&#8217;Italia sul Monte Serra&#8221;. La proposta di don Cecconi nella sera dedicata a Bartali</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2019 11:58:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pisa, domenica 23 febbraio 2019 &#8211; “Negli anni &#8217;70 e &#8217;80 il Giro d&#8217;Italia è passato dal Monte Serra e c piacerebbe riportarcelo nell&#8217;edizione 2020 per mostrare sì, le conseguenze dell&#8217;incendio ma anche la volontà di una comunità che vuole risorgere: è questo l&#8217;obiettivo del Comitato che sta nascendo e di cui, ovviamente, faranno parte ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pisa, domenica 23 febbraio 2019 &#8211; “Negli anni &#8217;70 e &#8217;80 il <strong>Giro d&#8217;Italia</strong> è passato dal <strong>Monte</strong> <strong>Serra</strong> e c piacerebbe riportarcelo nell&#8217;edizione 2020 per mostrare sì, le conseguenze dell&#8217;incendio ma anche la volontà di una comunità che vuole risorgere: è questo l&#8217;obiettivo del Comitato che sta nascendo e di cui, ovviamente, faranno parte anche i sindaci dei comuni colpiti”. L&#8217;idea è stata lanciata giovedì scorso alle Officine Garibaldi in occasione della presentazione di “Ti stacco e poi ti aspetto”, l&#8217;audiolibro di Caritas Italiana dedicato a Gino Bartali. A farsene portavoce, a nome e per conto di tutte le comunità colpite dall&#8217;incendio del settembre scorso è stato il parroco dell&#8217;Unità Pastorale della Valgraziosa Antonio Cecconi</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D</span></strong><strong><span style="color: #ff0000;">on Antonio Cecconi: &#8220;Riportiamo il </span></strong><strong><span style="color: #ff0000;">Giro</span></strong><strong><span style="color: #ff0000;"> d&#8217;Italia sul Monte Serra</span>&#8220;<span style="color: #ff0000;"> (video)</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/7lY00yDBVGo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>E&#8217; stato un vero e proprio viaggio nella vicenda sportiva e umana del campionissimo Gino Bartali. Coordinata da Renzo Castelli e a cui sono intervenuti anche le vecchie glorie del ciclismo toscano Franco Bitossi, Guido Carlesi e Leonardo Mazzatini, oltre alla ciclista calcesana Matilde Bertolini, Ilario Luperini e Piero Nissim. Durante il quale è stata anche riercorso il ruolo avuto da Bartali nella rete di salvataggio attiva in Toscana alla fine della Seconda Guerra Mondiale, guidata dal rabbino di Firenze Nathan Cassuto e dal cardinale Elia Dalla Costa, e anche proprio grazie al ruolo del grande ciclista, trasformatosi in quei mesi in corriere per trasportare i documenti falsi che consentirono di <strong>salvare la vita a circa 800 ebrei</strong>. Una vicenda venuta alla luce solo molti decenni dopo e che il campionissimo fece di tutto per tenere nascosta perchè “il bene si fa ma non si dice” e perché “certe medaglie si appendono all&#8217;anima e non al vestito” come disse proprio un imbarazzato e quasi infastidito Bartali quando ormai la cosa era divenuta di dominio pubblico tanto che, nel 2013, fu anche riconosciuto come <strong>“Giusto fra le nazioni</strong>” dallo Yad Vashem, il Museo dell’Olocausto di Gerusalemme.</p>
<p>Nel video, invece, Roberto Tietto caoutore (insieme a Mite Balduzzi) di “Ti stacco e poi ti aspetto” racconta un altro episodio della vita di Bartali. Di Quando il presidente del consiglio De Gasperi, nel luglio &#8217;48, dopo l&#8217;attentato a Togliatti e con il rischio di una gara civile, lo chiamò chiedendogli di vincere il Tour.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/gdaHzGdkYnw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.youtube.com/watch?v=gdaHzGdkYnw">Quando Bartali disse: &#8220;Noi s&#8217;ha da vincere il Tour&#8221;</a> </span>(video)</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tsunami a Giava e Sumatra, operatori e volontari di Caritas Indonesia impegnati nella distribuzione di generi alimentari</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 13:21:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[oma, 24 dicembre 2018 &#8211; Maggiori informazioni giungono dall’Indonesia dopo lo Tsunami che il 22 dicembre ha colpito la zona intorno allo stretto di Sunda tra le isola di Giava e Sumatra, provocato dal rafforzamento dell’eruzione del vulcano Anak Krakatoa. Il vulcano continua comunque le sue forti eruzioni, creando paura nelle zone già devastate. Lo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>oma, 24 dicembre 2018 &#8211; Maggiori informazioni giungono dall’<strong>Indonesia</strong> dopo lo <strong>Tsunami</strong> che il <strong>22 dicembre</strong> ha colpito la zona intorno allo stretto di Sunda tra le isola di Giava e Sumatra, provocato dal rafforzamento dell’eruzione del vulcano A<strong>nak Krakatoa</strong>. Il vulcano continua comunque le sue forti eruzioni, creando paura nelle zone già devastate.</p>
<p>Lo tsunami ha colpito la <strong>zona di Anyer sull’isola di Giava</strong> dove opera la d<strong>iocesi di Bogor</strong> e la z,<strong>ona di Lampung sull’isola di Sumatra dove opera la diocesi di Tanjung Karang</strong>. Il bilancio delle vittime e dei danni continua a salire di ora in ora.0</p>
<p><a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/241218_indonesia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6023" src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/241218_indonesia-300x132.jpg" alt="241218_indonesia" width="300" height="132" /></a></p>
<p>Caritas Indonesia e la rete indonesiana delle Caritas sono al lavoro. “È vero, come di è detto in queste ore, che la logistica in queste 2 zone è abbastanza buona, ma in questa fase di emergenza non è facile comunicare con le Caritas locali. La Caritas di Tanjung Karang a Sumatra – dice Yohannes Baskoro, responsabile della attività di Caritas Indonesia – sta già d<strong>istribuendo cibo ai sopravvissuti: sono già in distribuzione grazie ai volontari 700 pacchi, ci cui 500 nella zona dell’ospedale della città di Lampung e 200 nel distretto di Kalianda</strong>. <strong>Il giorno di Natale altri mille pacchi di cibo saranno distribuiti</strong>”. Nell’isola di Giava sono già sul campo i volontari della diocesi di Jakarta con un veicolo partito dalla capitale. La diocesi di Bogor ha fatto incontri di coordinamento nella parrocchie di Rangkas Bitung, dove è già cominciata la distribuzione di cibo in coordinamento con le suore francescane, e a Serang, dove a Natale verranno distribuiti i primi aiuti. Su tutta l’area colpita stanno raccogliendo dati e sono pronti a portare generi di prima necessità. “Da Caritas Indonesia – aggiunge Baskoro &#8211; stiamo preparando un team di aiuto e coordiniamo l’invio dei volontari Caritas dalle altre zone”.</p>
<p>“In questi mesi abbiamo avuto già molte emergenze qui in Indonesia – sottolinea padre Ignatius Swasono, direttore ad interim di Caritas Indonesia – e questa, alla vigilia del Natale, ha colpito di notte sorprendendo tutti e non lasciando scampo. I nostri team sono già sul campo a raccogliere le informazioni che ci aiuteranno ad organizzare i nostri aiuti. Le prime distribuzioni di cibo e di generi di prima necessità sono già in corso. I morti sono molti, come dice il governo, ma per ora non possiamo confermare i dati. Caritas Indonesia sta coordinando l’intervento e porremo la sede dei nostri interventi nelle 3 parrocchie della zona di Cilegon, sull’isola di Giava. Facciamo appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà in Italia per aiutarci ancora una volta in questo momento di sconforto e paura perché il Natale del Signore possa portare speranza alle popolazioni colpite”. Padre Swasono aggiunge: “molti volontari stanno già lavorando e andando verso l’area dello Tsunami. Da ieri l’ospedale cattolico di Cilegon Serang è aperto, a servizio delle comunità, per tutte le persone che hanno bisogno di aiuto”.</p>
<p>Caritas Italiana continua a seguire l’evoluzione dell’emergenza in coordinamento con Caritas Indonesia con cui collabora direttamente da più di 15 anni nel supporto alle numerose emergenze naturali che colpiscono ogni anno il paese (alluvioni, terremoti, incendi), ma anche in molti progetti di sviluppo per il rafforzamento della resilienza delle comunità locali.</p>
<p>Tutti coloro che volessero fare un’offerta possono utilizzare il <strong>conto corrente postale 11989563</strong> intestato a Caritas Diocesana di Pisa, Piazza Arcivescovado, 18 – 56126 Pisa. Oppure il <strong>conto corrente bancario</strong>Banca MPS intestato a Arcidiocesi di Pisa Caritas Diocesana. Iban: <strong>IT86L0103014010000000390954</strong>. Specificare sempre nella <strong>causale “Indonesia”</strong>.</p>
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		<title>Monte Pisano, dal Comune 50mila euro per chi ha perso la casa. L&#8217;annuncio giovedì sera al concerto della Cappella della Cattedrale</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2018 19:20:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Monte Pisano]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, sabato 1 dicembre 2018 &#8211; Cinquanta mila euro dal comune per chi ha perso tutto, ossia per le sette famiglie che hanno visto completamente distrutta l&#8217;abitazione nel drammatico incendiodi fine settembre e per le altre cinque ca cui le fiamme l&#8217;hanno resa inagibile. «Siamo ancora in attesa di risposte, ma ad oggi, purtroppo, non vi ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pisa</strong>, sabato 1 dicembre 2018 &#8211; <strong>Cinquanta mila euro</strong> dal comune per chi ha perso tutto, ossia per le sette famiglie che hanno visto completamente distrutta l&#8217;abitazione nel drammatico incendiodi fine settembre e per le altre cinque ca cui le fiamme l&#8217;hanno resa inagibile. «Siamo ancora in attesa di risposte, ma ad oggi, purtroppo, non vi è stata ancora alcuna forma di sostegno nei confronti di quelle famiglie che nel rogo hanno perso la casa e così, come amministrazione, abbiamo deciso di dare un segno di vicinanza concreta, ingente per le nostre casse, ma ben poca cosa per chi dovrà ricostruire la casa» ha annunciato <strong>il sindaco Massimiliano Ghimenti</strong>, giovedì sera nella Pieve di Calci, aprendo il concerto benefico della <a title="Cappella musicale della Cattedrale di Pisa" href="https://it-it.facebook.com/pages/category/Church/Cappella-Musicale-Cattedrale-di-Pisa-2032139790382030/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Cappella della Cattedrale di Pisa</strong></span></a>, diretta dal maestro Riccardo Donati, davanti ad oltre 120 persone. Ancora una volta, infatti, i calcesani hanno abbracciato il Monte ferito e chi, fra di loro, ha subito le conseguenze più pesanti del drammatico di rogo di due mesi fa.</p>
<p>Nel corso della serata sono stati raccolti quasi due mila euro, fondi che andranno ad alimentare ulteriormente la colletta straordinaria voluta dall&#8217;arcivescovo Giovanni Paolo Benotto lo scorso 7 ottobre e che ha coinvolto tutte le parrocchie della diocesi: «Siamo già arrivati ha più di 50mila euro» ha ricordato don Emanuele Morelli, direttore della Caritas diocesana, l&#8217;ufficio pastorale a cui è stata affidata la gestione dei fondi. Altre risorse che, quasi sicuramente, andranno ad aggiungersi a quelle del comune per sostenere le famiglie che hanno perso tutto: «La destinazione la definiremo con precisione in comunione l&#8217;amministrazione comunale – ha spiegato il parroco dell&#8217;unità pastorale della Valgraziosa monsignor Antonio Cecconi- ma se non dovessero esservi novità a breve, penso proprio che i fondi raccolti con la colletta andranno alle famiglie che hanno perso la casa nell&#8217;incendio, pur consapevoli che il nostro sarebbe, comunque, un piccolissimo contributo rispetto alla grandezza dei bisogni».</p>
<p>Nelle prime panche, ad ascoltare, anche Willy Schmitz e la moglie Satu Heinecke: vivevano ai Ronchi ma la loro casa è bruciata. «Adesso viviamo a Montemagno, ospiti di amici di questa meravigliosa comunità, ma a primavera vogliamo ricominciare a costruire: un paradiso come quello in cui vivevamo non si lascia facilmente, nemmeno dopo che è bruciato».</p>
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		<title>La Cappella della Cattedrale di Pisa per il Monte Pisano. Stasera concerto alla Pieve di Calci</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2018 11:04:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cappella Cattedrale Pisa]]></category>
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		<category><![CDATA[Monte Pisano]]></category>
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		<description><![CDATA[Calci, giovedì 29 novembre 2018 &#8211; La Cappella della Cattedrale di Pisa, diretta dal maestro Riccardo Donati, per il Monte Pisano e, in particolare, per le famiglie duramente colpite dall&#8217;incendio di fine settembre. L&#8217;appuntamento è per giovedi 29 alle 21 nella Pieve di Calci e vedrà il coro esibirsi in brani del periodo rinascimentale tratti da ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Calci, giovedì 29 novembre 2018 &#8211; La <a title="La Cappella della Cattedrale di Pisa" href="https://www.facebook.com/pages/category/Church/Cappella-Musicale-Cattedrale-di-Pisa-2032139790382030/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Cappella della Cattedrale di Pisa</strong></span></a>, diretta dal maestro <strong>Riccardo Donati</strong>, per il <strong>Monte Pisano</strong> e, in particolare, per le famiglie duramente colpite dall&#8217;incendio di fine settembre. L&#8217;appuntamento è per <strong>giovedi 29 alle 21 nella Pieve di Calc</strong>i e vedrà il coro esibirsi in brani del periodo rinascimentale tratti da Pestrina, Clari, Ingegneri, Kodaly, Rachmaninoff fino ad arrivare a Bruno Bettinelli e Morten Lauridsen.</p>
<p><a href="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/291118_cappellacattedrale.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5923" src="https://www.caritaspisa.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/291118_cappellacattedrale-300x102.jpg" alt="291118_cappellacattedrale" width="300" height="102" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All&#8217;inizio e alla fine del concerto gli operatori della Caritas diocesana raccoglieranno le offerte che andranno ad aggiungersi a quelle della colletta straordinaria voluta dall&#8217;Arcivescovo lo scorso 7 ottobre. «Finora siamo arrivati a circa 50mila euro, provenienti da quasi tutte le parrocchie diocesi – spiega il <strong>direttore don Emanuele Morelli</strong> -: la destinazione la definiremo con precisione in comunione con l&#8217;unità pastorale della Valgraziosa e l&#8217;amministrazione comunale, ma stiamo già lavorando su qualche idea».</p>
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