Emiliano Manfredonia candidato alla presidenza delle Acli. Leggi l’articolo de La Nazione di Pisa

Ha deciso di puntare alla presidenza nazionale delle Acli, di cui attualmente è membro esecutivo. Emiliano Manfredonia, quarantenne formatosi nel movimento studenti di Azione Cattolica, vuole portare ai vertici dell’unione delle associazioni cristiane la sua istanza di rinnovamento e cambiamento. Il suo obiettivo? Riportare le Acli alla loro missione originaria: animare il territorio e le comunità con un’attenzione particolare ai giovani. Manfredonia per essere eletto presidente dovrà battere Gianni Bottalico, leader uscente e deciso a ricandidarsi per il secondo mandato.

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emiliano manfredonia

di FRANCESCO PALETTI
L’UFFICIALITA’ arriverà solo nella giornata di oggi, con la presentazione di tutte le firme che servono. Ma ormai è sicuro: Emiliano Manfredonia, 41 anni fra tre settimane, pisano e attuale membro dell’esecutivo delle Acli, ha deciso di puntare alla presidenza nazionale della storica associazione dei lavoratori cristiani, nata 72 anni fa nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale. La conferma arriva prorpio dal diretto interessato: «Abbiamo atteso molto prima di compiere questo passo perché, fino all’ultimo, l’obiettivo è stato quello di arrivare ad una candidatura unitaria – conferma –. Ci siamo decisi solo quando abbiamo realizzato che quest’ipotesi non era concretamente perseguibile». Parla al plurale Manfredonia, che ha trascorso gli ultimi quattro anni della sua vita girando in lungo e in largo l’Italia come membro di presidenza nazionale con delega allo sviluppo associazioni, «perché – spiega – la mia candidatura è espressione e conseguenza del percorso fatto a un gruppo di persone sempre più convinte che le Acli debbano rinnovarsi per riscoprire la dimensione associativa e tornare alla loro missione originaria che è quella di animare il territorio e le comunità, dal basso e con lo sguardo sempre rivolto ai giovani e alle nuove e vecchie povertà: la gestione dei servizi va bene, a patto che non divenga un fine in sé, ma rimanga uno degli strumenti attraverso cui agire sul territorio».

PER ASSUMERE la guida nazionale dell’associazione, Manfredonia dovrà avere la meglio di Gianni Bottalico, presidente uscente e deciso a ripresentarsi per il secondo mandato. Il «rendez vous» sarà dal 5 al 7 maggio a San Vincenzo (Livorno), dove si svolgerà il 25esimo congresso nazionale delle Acli: per sedersi dietro la scrivania più importante dell’associazione sarà necessario ottenere la maggioranza assoluta delle preferenze da parte dei quasi 600 delegati. E se dovesse riuscire nell’impresa Manfredonia, che già oggi è il primo aclista pisano ad essere entrato a far parte della presidenza nazionale, diverrebbe anche il il primo toscano alla guida delle Acli. «In questa scelta, comunque, porterò con me gli insegnamenti di tanti maestri e guide che ho potuto conoscere proprio nelle Acli di Pisa che ho avuto pure l’onore di presiedere per due mandati – ricorda –:penso senz’altro a Carlo Ciucci, ma anche a persone come Federico Gelli e Stefano Fabbri che, nella loro diversità, sono e rimangono per me punti di riferimento importanti. E poi non posso dimenticare la Caritas e in particolare don Antonio Cecconi e don Emanuele Morelli: devo a loro, e in generale alla Caritas, quell’opzione preferenziale per i poveri e gli esclusi che, ormai da anni, caratterizza in modo chiaro l’agire e l’identità dell’associazione nel nostro territorio».